Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL

 

AttivitÓ

MOZIONE - per la tutela del vino e dell'olio d'oliva - made in italy

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00452

Atto n. 1-00452 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 26 luglio 2011

Seduta n. 587

Senatori promotori:

BIANCONI , MARINI , ADRAGNA , GASPARRI , FINOCCHIARO , QUAGLIARIELLO , RUTELLI , D'ALIA , BELISARIO , BRICOLO , VIESPOLI , BOLDI , VITALI , CARRARA , TREU , SCARPA BONAZZA BUORA , ZANOLETTI , TOFANI , ADERENTI , PISCITELLI , BALBONI , VALLARDI , VACCARI , DIVINA , MARAVENTANO , MAZZATORTA , VALLI , MONTANI , RIZZI , PITTONI , MURA , BONFRISCO , SANCIU , ZANETTA , LEONI , CONTINI , DIGILIO , FOSSON , BODEGA , GALLO , FILIPPI Alberto , MONTI , SANTINI , DE FEO , SERAFINI Giancarlo , PASTORE , GRILLO , BALDINI , POLI BORTONE , BAIO , CASTRO , DI STEFANO , BIANCHI , LICASTRO SCARDINO , DE ECCHER , FOLLINI , ASTORE , INCOSTANTE , PAPANIA , ZANDA , FRANCO Vittoria , LUMIA , RUSCONI , FISTAROL , PERTOLDI , LEGNINI , GIAMBRONE

Il Senato,

premesso che:

a tre anni dalla riforma dell'organizzazione comune di mercato (OCM) nel settore vinicolo, le imprese hanno dimostrato grandi capacità di reazione e adattamento ai mutamenti di mercato, nonostante la crisi economica. In questo quadro, però, si inserisce la concorrenza sleale di alcuni Paesi europei, che si avvalgono di pratiche fraudolente per produrre a basso costo;

le nuove regole sulla protezione dei vini DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica tipica), gli obblighi legati alla certificazione dei vini alla luce del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 2 novembre 2010, recante "Approvazione dello schema di piano dei controlli", nonché la nuova disciplina sull'etichettatura dei vini con le novità introdotte dal decreto legislativo n. 61 del 2010 anche in ordine ai meccanismi di classificazione dei vini e di utilizzo delle menzioni tradizionali prospettano scenari futuri che non rassicurano i nostri produttori;

le recenti e più severe norme sulle indicazioni da inserire nelle etichette degli alimenti approvate il 6 luglio 2011 dal Parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo impongono agli operatori del settore l'obbligo di adeguarsi entro tre anni dall'entrata in vigore della normativa;

con riferimento specifico all'olio d'oliva, nel febbraio 2010 la Commissione europea ha apportato una modifica al regolamento sulle caratteristiche e i metodi di analisi degli oli di oliva e degli oli di sansa d'oliva, che inasprisce e affina i controlli sulla presenza dei cosiddetti "oli deodorati" negli oli "normali", poi spacciati e venduti illegalmente per oli di frantoio (regolamento (CE) n. 61/2011);

con questo provvedimento normativo l'Unione europea ha preso atto dell'esistenza di un problema di sofisticazione, muovendosi in una direttrice volta a fare chiarezza sulle zone d'ombra di una certa olivicoltura che nulla ha a che fare con l'alta qualità e che fino ad oggi ha inquinato il mercato dell'origine certa del prodotto made in Italy;

negli ultimi anni sta emergendo sempre più l'esigenza da parte del consumatore di conoscere l'origine e l'autenticità dei prodotti agro-alimentari acquistati. La difficoltà principale, per chi vuole assicurare la tracciabilità, sta nell'individuare una proprietà del prodotto che lo identifichi in maniera inequivocabile lungo tutta la filiera agro-alimentare e che risulti affidabile e di semplice identificazione: una sorta di DNA del prodotto, in quanto l'informazione in esso contenuta lo contraddistingue univocamente e non può essere modificata durante i processi di lavorazione, a differenza delle caratteristiche qualitative su cui si basavano le tradizionali identificazioni varietali,

impegna il Governo:

a continuare ad attivarsi, con determinazione, presso tutte le sedi comunitarie affinché vengano privilegiate la qualità e le tipicità del vino italiano e sia tutelato il lavoro dei produttori vinicoli, scongiurando l'introduzione di sistemi produttivi che abbiano come effetto il livellamento dei gusti verso il basso;

ad adoperarsi, in accordo con gli altri Paesi che, come l'Italia, hanno interesse a salvaguardare la vitivinicoltura di qualità, per ridiscutere le normative europee che prevedono, a partire dal 2015, la liberalizzazione degli impianti dei vigneti e per mantenere l'attuale regolamentazione che assicura un giusto equilibrio tra la tutela dell'esistente e le esigenze di mercato;

a consentire ai produttori di olio d'oliva di operare all'interno di un sistema in cui risulti più flessibile promuovere la migliore produzione delle aziende olivicole che aderiscono al consorzio "I.O.O.% qualità italiana", il consorzio del vero olio extra vergine di oliva prodotto in Italia, con programmi di promozione sui mercati esteri;

ad incrementare le misure di sostegno al comparto produttivo del vino e dell'olio, anche in vista della revisione dell'OCM vino, prevista per il 2015;

a promuovere sul mercato la qualità e l'originalità delle eccellenze enogastronomiche italiane e valorizzarle anche dal punto di vista territoriale e agrituristico, con azioni strategiche da parte delle istituzioni nazionali e locali che coinvolgano anche i singoli produttori, garantendo la creazione di una filiera "virtuosa", in modo da rendere più competitivi i prodotti vitivinicoli e olivicoli italiani.

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA



Al Ministro degli Affari Esteri, dello Sviluppo Economico e delle Politiche Agricole



premesso che:

- secondo i dati ISTAT le esportazioni di vino italiano, nonostante la crisi, sono aumentate del 15% nei primi cinque mesi dell’anno e il 2011 potrebbe segnare il superamento della soglia record di 4 miliardi di euro in valore per le esportazioni di vino italiano, se sarà mantenuto l’attuale trend di crescita;

- tale aumento è il risultato di un incremento delle esportazioni pari al 12% nei paesi dell’Unione europea e del 21% negli Stati Uniti, ma soprattutto della crescita dell'esportazione di vino italiano su un mercato emergente qual'è quello russo, verso il quale la domanda del nostro vino registra un balzo del 44%;

- da quanto si apprende da fonti della Confagricoltura già dallo scorso mese di luglio il Governo russo avrebbe aumentato la tassazione sui vini italiani, con un' imposizione fiscale che è pari al doppio di quella prevista per i vini prodotti in Francia ed in Spagna;

- tale tassazione comporta un incremento del prezzo finale dei vini per il consumatore russo di circa il 30%, contro il 12% di quelli francesi e spagnoli;

- secondo quanto riportato in data odierna dal sito Wine News, inoltre, sarebbe a rischio il rinnovo delle licenze di importazione di molti player importanti del mercato da parte delle autorità russe.

Si chiede di sapere:

se i Ministri interrogati sono a conoscenza di questo fenomeno che se confermato comporterebbe un'impasse che per molte aziende italiane significherebbe l'abbandono di un mercato, quello russo, con il conseguente azzeramento di un investimento consistente, frutto di un impegno che dura da anni e che ha permesso ai produttori italiani di esportare in Russia oltre un miliardo di litri di vino nel solo 2010, toccando un bacino di utenza di oltre 30 milioni di potenziali clienti con un consumo pro capite pari a 7 litri l'anno;

se l'Istituto del Commercio Estero (ICE) è anch'esso a conoscenza che vi sono ormai pesanti ritardi sul rinnovo a diversi produttori della licenza di importazione;

se può essere reso noto l'elenco di questi produttori che operano sul mercato russo e quali misure il Governo intende intraprendere per tutelare l'esportazione di un prodotto di punta del nostro Made in Italy.

Roma, 6 settembre 2011

Sen. Bianconi

Sen. Adragna

Sen. Carrara

Sen. Boldi

Sen.Bianchi

Sen. Cursi

Sen Speziali

Sen. Valentini







 

 


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