Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL

 

PRONTO SOCCORSO E LISTE D’ATTESA, MEDICI DI BASE CAPRO ESPIATORIO

“Tutte le strutture complesse per la loro stessa natura richiedono una continua verifica della validità dell’organizzazione su cui si basano, quindi ben vengano gli incontri attivati dall’amministrazione comunale di Cesena e dalla ASL per affrontare il problema delle liste di attesa e del Pronto Soccorso, purché siano veramente finalizzati alla soluzione del problema e non l’ennesima cartellina delle priorità sulla scrivania del Sindaco”. La senatrice Bianconi non sembra molto entusiasta delle risultanze della riunione convocata lunedì scorso per trovare una soluzione a due degli annosi problemi che affliggono la sanità cesenate, anzi è sconcertata dal giudizio poco lusinghiero che emerge sull’operato dei medici di base. “I medici di base – continua Bianconi - non sono certo responsabili del ricorso eccessivo ai servizi del Pronto Soccorso, è evidente che non si può star male a comando e in orario consono. Come si può pretendere che un cittadino si faccia la diagnosi e stabilisca che il suo problema non è urgente e che può attendere l’apertura dell’ambulatorio del medico di famiglia? E’ vero che ci sono tante prestazioni di primo livello che potrebbero essere fornite dai medici di base, ma di notte e nel fine settimana se ne dovrebbe occupare la Guardia Medica, servizio di cui è responsabile l’AUSL e che è praticamente inaccessibile. Pochi i medici, che quando sono fuori per una visita non possono rispondere al telefono, nessuna adeguata informazione sulla modalità di accesso a questo servizio, sfido a trovare qualcuno che conosce il numero telefonico per la Guardia Medica. E poi ci si stupisce se la gente fa il 118?”. Neppure sulle liste di attesa è molto tenera la senatrice Bianconi: “La sperimentazione per le cure di oculistica e dermatologia? Senza offendere nessuno, ma mi sembra la scoperta dell’acqua calda. Conosco persone che per emergenze di questo tipo si rivolgono ad altre AUSL dove queste sono prassi consolidate”. Non si salva nulla, neanche il modo in cui si intende affrontare il problema delle liste di attesa: “Sono 6 mesi che la Regione ha stanziato i fondi per ridurre le liste di attesa e ancora non si conosce come siano stati impiegati. Si sa solo che sono state fatte molteplici riunioni al riguardo. Qui va a finire che mentre gli specialisti si consultano il paziente muore”.







L’Ufficio Stampa


 

 


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