Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL

 

ABORTO/SEN.BIANCONI(PDL): PRESENTATA INTERROGAZIONESU CASI CLANDESTINI

A seguito di quanto hanno riportato nei giorni scorsi i quotidiani, in riferimento a casi di aborti clandestini a Milano, nei pressi della stazione Centrale e nei sotterranei della metropolitana, dove con pochi euro si fornirebbero indirizzi di medici che aiutino ad abortire clandestinamente e farmaci per il distacco della placenta, la senatrice Laura Bianconi, vice presidente dei senatori del Pdl, ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute. "Da quanto si apprende - spiega la senatrice - sembra si stia consolidando, soprattutto nelle zone del nord, l'assistenza a donne straniere, ma non solo, che decidono di abortire fuori dalle strutture sanitarie contrariamente a quanto prevede la legge. Vengono forniti clandestinamente a queste donne farmaci come il «Cytotec», comunemente usato contro l’ulcera, ma che se preso in dosi massicce causa le contrazioni fino a provocare l’aborto. Sempre più spesso, riferiscono i medici milanesi e non solo, sarebbero in aumento le donne che arrivano al pronto soccorso e nei reparti con tipiche perdite di sangue da assunzione di Cytotec. Alla luce di questi gravissimi fatti - annuncia Laura Bianconi - ho chiesto al Ministro se non ritenga necessario verificare con un'apposita indagine degli uffici ministeriali quale sia l'esatta percentuale degli aborti che avvengono, con le caratteristiche tipiche provocate dall'uso improprio dei farmaci, visto che negli ospedali del nord rispetto al resto d'Italia la crescita degli aborti spontanei, solo in Lombardia, è passata da 10.779 nel 1997 a 12.151 nel 2006, anno degli ultimi dati Istat.Ho chiesto anche di sapere se risultano al ministero altri fenomeni così evidenti di clandestinità chirurgica dell'aborto e/o di clandestinità farmacologia territoriale, che sarebbero in totale conflitto con i principi sui quali si basa la legge 194/78, di contrasto all'aborto clandestino e di tutela della salute della donna, così come se è vero che vi sono liste d'attesa superiori ad una settimana per eseguire, in massima sicurezza, un'interruzione di gravidanza all'interno delle strutture ospedaliere come previsto dalla legge, ed in fine se non si ritenga necessario ricorrere ai NAS per controllare il traffico illecito del farmaco Cytotec".



Roma, 17 novembre 2009


 

 


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