Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL

 

TUMORE SENO. VOTATA AL SENATO MOZIONE BIBARTISAN DELLA SENATRICE BIANCONI (PDL).

Votata oggi al Senato la mozione bipartisan sul tumore alla mammella di cui è prima firmataria la senatrice Laura Bianconi, vice presidente del gruppo del Pdl e componente della Commissione igiene e sanità, nella quale lo scorso 8 marzo si è votato all'unanimità il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul Tumore al seno. "Ancora oggi questo tipo di tumore - ha ricordato Laura Bianconi - viene trattato in una miriade di piccoli ospedali sul territorio, invece che in centri di senologia (Breast- Unit) che possano vantare una casistica di almeno 150 pazienti all'anno. Per combattere il tumore più diffuso nella popolazione femminile - ha precisato - occorre invece poter fare affidamento su centri in grado di gestire tutte le fasi della malattia, senza essere costrette a rivolgersi a unità generiche con il rischio di ricevere trattamenti non adeguati, oppure a migrare in regioni più avanzate dal punto di vista dell'offerta sanitaria. Solo in queste condizioni – continua Bianconi - le speranze di guarigione aumentano enormemente e in concomitanza di diagnosi ultra-precoce e trattamenti adeguati, le possibilità di sconfiggere il cancro al seno raggiungono il 98 per cento. Dobbiamo affrontare il tumore al seno come una sfida culturale – ha sottolineato la parlamentare nel suo intervento in aula - una grande battaglia da fare attraverso uno stretto raccordo fra il Ministero della Salute e le Regioni. Da quest'aula deve partire un forte messaggio di speranza per tutte le donne, ma anche un impegno preciso per le Istituzioni e gli operatori a mettere in campo le strategie migliori per la salute delle donne". Nella mozione, a firma Bianconi, Biondelli, Rizzotti, Chiaromonte, Bassoli, Calabrò, Rizzi, Astore, Belisario, Castiglione, Fosson, Aderenti, Baio, Poretti, Tomassini, Gasparri, Quagliariello, Saccomanno, D'Ambrosio Lettieri, Ignazio Marino e Di Giacomo, si chiede al Governo di porre in essere importanti azioni volte a migliorare la qualità dei programmi di screening già attivati; ad elevare progressivamente il range di età delle donne coinvolte nei programmi di screening, dagli attuali 50/70 anni alla fascia di età compresa tra i 50/74 anni; a supportare la sperimentazione di nuove modalità di diagnosi precoce per le donne più giovani (per quanto riguarda la fascia di età 40-50 anni, o almeno con riferimento alla fascia di età 45-50 anni); ad introdurre progressivamente per le donne sotto i 40 anni specifici criteri di selezione predittiva basati sui fattori di rischio (gravidanze, allattamento, casi di tumore al seno in parenti di primo grado, obesità), oltre alla mammografia; a promuovere specifici programmi di formazione degli operatori; ad invitare le Regioni a ridurre l’utilizzo dei centri di senologia che non superano la soglia dei 150 casi trattati/anno richiesti a livello europeo e a promuovere interventi di sostegno al fine di realizzare nel Paese un numero adeguato di unità di senologia con certificazione di qualità EUSOMA, secondo un livello minimo di almeno una Breast Unit certificata ogni 1-2 milioni di abitanti; a verificare ed eventualmente a disporre una revisione dei relativi DRG, nell'ottica di un DRG di percorso.

Roma, 6 aprile 2011


 

 


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