Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL

 

TICKET SANITARI/SEN. LAURA BIANCONI: IL SINDACO LUCCHI SI CONTRADDICE.

“Il sindaco di Cesena, che per inciso è anche presidente della Conferenza territoriale sanitaria (cioè l’organo che in base al D. Lgs. 502/92 riunisce tutti i sindaci del territorio di riferimento dell’Asl), interviene per partito preso contro i ticket previsti dalla manovra economica e non si accorge che, in mancanza di argomenti solidi, contraddice se stesso e il suo operato”. Non ricorre a giri di parole la senatrice cesenate Laura Bianconi per smontare il castello accusatorio del sindaco Lucchi. “Il sindaco dice che i ticket incidono sul diritto alla salute delle fasce deboli dimenticandosi che le esenzioni per età, reddito e patologia sono previste proprio per tutelare le persone con maggiori difficoltà come bambini, anziani, soggetti affetti da patologie croniche e invalidanti e con basso reddito. Dice che il maggior costo delle prestazioni sanitarie, immagino si riferisca a diagnostica e visite specialistiche, dirotterebbe i cittadini sui servizi delle strutture private diminuendo in questo modo le entrate della sanità pubblica ma, anche in questo caso, dimentica che è l’irrisolto nodo delle liste d’attesa che costringe i cittadini a ricorrere alle strutture private. Piange ora sui ticket introdotti da Tremonti quando da consigliere regionale non ha fatto nulla per opporsi a quelli introdotti dalla Regione e che in molti casi sono superiori a quelli stabiliti dalla manovra economica. Se veramente il sindaco vuole rendere un servizio ai cittadini dovrebbe cominciare a fornire i dati su liste d’attesa, ricorsi impropri al servizi di emergenza e su quali iniziative ha preso per risolvere questi problemi. Lo sa il sindaco quanti codici bianchi in meno avremmo se solo si fosse preoccupato di incentivare la nascita di studi associati di medici di base che garantiscano l’apertura h18? Lo sa il sindaco quanti ricorrono al Pronto Soccorso come escamotage per aggirare le liste di attesa e fare in questo modo esami diagnostici come un’ecografia in tempi rapidi? Ma soprattutto ha idea di quante risorse sono state sinora sprecate per duplicare e triplicare reparti, per creare strutture smantellate dopo neppure dieci anni? Il punto vero è che nessun Paese può più permettersi di gestire in modo meno che oculato le risorse a disposizione. Questa è la lezione che la crisi economica dovrebbe aver insegnato a chi pretende di amministrare piccole o grandi comunità. Atteggiamenti demagogici e populisti non risolvono i problemi e creano solo confusione nei cittadini che dalle loro amministrazioni si aspettano risposte concrete”.

Cesena, 20 luglio 2011







 

 


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