Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL

 

VIOLENZA DONNE/ BIANCONI: RAPPRESENTA CRIMINE CONTRO L'UMANITA'

"In Italia una donna su tre, tra i 16 ed i 70 anni, è stata vittima di violenza, questi gli ultimi dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, davanti ai quali non si può non restare sbigottiti. Lo afferma la senatrice Laura Bianconi, vice presidente dei senatori del Pdl. "Guardando i dati dell'ISTAT relativi al fenomeno della violenza fisica e sessuale contro le donne nelle diverse regioni italiane, ed in particolare a quelli relativi alla mia regione l'Emilia Romagna - prosegue la parlamentare cesenate - si apprende che in tale fascia di età le donne che hanno subito violenza sono più del 40% e che nonostante la gravità delle conseguenze, soltanto il 15,3% delle donne considera la violenza subita in ambito domestico un reato: per il 45,8% si tratta soltanto di qualcosa di sbagliato e per il 38,1% di qualcosa che è semplicemente accaduto; più chiara sembra la percezione della rilevanza penale nel caso di violenze subite da uomini non partner (28,2%). Oggi una maggiore consapevolezza ci spinge a dire BASTA ad ogni forma di discriminazione e violenza posta in essere contro la donna, questo - spiega Bianconi - deve essere il messaggio senza se e senza ma che dobbiamo comunicare il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Da parlamentare donna - conclude - vorrei che tale messaggio arrivasse maggiormente a tutte coloro, giovani e meno giovani, che davanti ad un evento brutale quale la violenza sul proprio corpo, ma anche sulla propria anima si sentono sole. A loro voglio dire che non lo sono, trovate il coraggio per denunciare e uscire fuori da quel silenzio che annienta il vostro essere persona. Occorre abbattere tutti insieme il muro del silenzio, così come l’opinione che la violenza nei confronti delle donne interessi prevalentemente strati sociali emarginati. Così non è, questa piaga riguarda uomini e donne di tutti gli strati sociali, esiste in tutti i paesi, e coinvolge tutte le culture, le classi, le etnie, ed è spesso perpetrata dalle persone più vicine a chi la subisce ed anche nel luogo a noi più intimo, quali le mura delle nostre case. Per questo occorre lavorare non solo con leggi punitive ma, anche, promuovendo una nuova cultura del rispetto dell'altro".

Roma, 25 novembre 2011



 

 


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