Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL

 

Discussione e approvazione delle mozioni nn. 5 e 70 sulla prevenzione e cura dell'osteoporosi

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00005, presentata dalla senatrice Bianconi e da altre senatrici, e 1-00070, presentata dal senatore Rizzi e da altri senatori, sulla prevenzione e cura dell'osteoporosi.



Dopo l'illustrazione delle mozioni, ciascun Gruppo avrà a disposizione dieci minuti, comprensivi dei tempi della discussione e delle dichiarazioni di voto.



Ha facoltà di parlare la senatrice Bianconi per illustrare la mozione n. 5.



BIANCONI (PdL). Signora Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, l'osteoporosi è una malattia che colpisce oltre 5 milioni di italiani e sono circa 3 milioni gli italiani - si tratta però di un dato approssimativo, in quanto non possediamo ancora la fotografia esatta - che soffrono in maniera inconsapevole della malattia. L'osteoporosi colpisce una donna su due dopo i 45 anni ed un uomo su cinque: sono dati estremamente allarmanti e ci fanno capire l'esatto confine di questa patologia.



Le previsioni dell'Organizzazione mondiale della sanità sono molto preoccupanti poiché ci dicono che, entro cinquant'anni, in Italia potranno esserci circa 24 milioni di osteoporotici, con una qualità della vita che risente delle importanti problematiche cui si va incontro, così come andrò a spiegare nell'illustrazione della mozione da me presentata, insieme alle tante colleghe che l'hanno sottoscritta.



Questa patologia è stata denominata un'epidemia silenziosa - non certamente come quest'Aula, che è invece estremamente rumorosa - in virtù del suo sviluppo un po' subdolo, con l'assenza di sintomi eclatanti che si manifestano molto dopo l'inizio della patologia. Purtroppo, anche in assenza di sintomi, la malattia avanza e l'osso diventa fragile fino a fratturarsi. Spesso è la frattura di una vertebra a permettere la prima diagnosi e quando ciò avviene la malattia è in stato avanzato e certamente la qualità della vita della persona cala drasticamente.



Il Parlamento europeo ha mostrato un forte interessamento per questa patologia, sottolineando i danni sociali ed economici per chi ne è colpito. L'Europa, tra l'altro, considera l'Italia tra le aree a maggiore rischio osteoporotico, dando rilievo al quadro demografico caratterizzato da una vita media tra le più lunghe sia in Europa che nel mondo.



Questa malattia comporta pesanti oneri finanziari: i costi delle spese socio-sanitarie ammontano a circa 2.600 miliardi di euro, suddivisi tra costi diretti (quelli cioè a carico del Servizio sanitario nazionale) ed indiretti (vale a dire perdite di giornate lavorative, dipendenza dai familiari). I soli costi ospedalieri delle fratture del femore, quindi solo di una parte dell'osso compromesso, si attestano ogni anno in Italia intorno ai 700 milioni di euro.



Purtroppo, non avendo dati certi, la fotografia della situazione non è precisa. Possiamo quindi avvicinarci per stime, dalle quali risulta che solo il 20 per cento delle fratture vertebrali vengono diagnosticate come lesioni osteoporotiche. Ciò significa che il restante 80 per cento rimane nascosto sotto indicazioni diverse, e quindi non é trattato successivamente nella giusta maniera.



Chi ha subito una frattura da osteoporosi ha una probabilità cinque volte superiore alla norma di incorrere in un'altra frattura. Inoltre, se non viene diagnosticata esattamente la patologia, si rischia, appunto, di non avere una diagnosi e quindi una cura certa.



Nella XIV legislatura, la 12a Commissione permanente del Senato approvò, il 7 maggio 2003, il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva condotta dalla senatrice Boldi; documento analitico che, nelle sue indicazioni al Ministero della salute, chiedeva di inserire l'osteoporosi tra le malattie croniche e invalidanti e chiedeva di rivedere i criteri della Nota CUF n. 79 sulla prescrizione dei farmaci. A questo proposito devo dire che molto si è fatto anche grazie al prezioso lavoro svolto dall'allora sottosegretario Cursi.



Oggi, con questa mozione che speriamo venga approvata con voto unanime, desideriamo continuare sul solco tracciato, segnando anche dei passi significativi in avanti, riaccendendo soprattutto l'attenzione su questa patologia anche alla luce dei dati che ho esposto. A tale proposito, i proponenti della mozione richiedono in primo luogo la promozione di campagne informative sui corretti stili di vita. Infatti, appare fondamentale la prevenzione primaria, da attuarsi sin dall'infanzia, promuovendo stili di vita ed alimentari corretti, un'alimentazione ricca di calcio e di vitamina D, l'eliminazione dell'uso del tabacco - e noi sappiamo quanto questo rappresenti ancora una grande piaga in Italia - e soprattutto l'eliminazione del consumo eccessivo di alcool che, soprattutto nelle giovani generazioni, rappresenta un problema molto grave. Infine, si deve soprattutto combattere un altro problema che conduce più velocemente all'osteoporosi e che è diventato anche un problema italiano, quello dell'obesità, combattendo gli stili di vita troppo sedentari. Inoltre, si deve promuovere anche la cultura della prevenzione secondaria attraverso controlli specifici ed una corretta diagnosi precoce.



In secondo luogo, si chiede di istituire il registro delle prime fratture. Questa è una cosa estremamente semplice da fare perché al pronto soccorso ogni medico, nella sua scheda di dimissione, o quantomeno in cartella clinica, può evidenziare esattamente il tipo di patologia. Questo ci darebbe finalmente l'esatta fotografia della diffusione della patologia sul territorio nazionale, permettendo quindi di allocare le risorse anche in maniera più intelligente.



In terzo luogo, si chiede di individuare una specifica scheda di dimissione ospedaliera, la cosiddetta SDO, che permetta di vedere riconosciuti i propri diritti ad una giusta e corretta terapia.



Signora Presidente, termino il mio intervento dichiarando fin da ora tutta la mia soddisfazione perché di queste tematiche si è lungamente parlato anche in Commissione sanità e, quindi, so che c'è unanime predisposizione ad un voto unitario nella consapevolezza che questa è una dalle patologie da tenere sotto controllo: con le scelte che noi oggi compiamo - sul serio, non in forma romantica - cambieremo la vita di moltissimi italiani e daremo prospettive di migliore qualità della vita ai nostri cittadini.



Voglio ringraziare i colleghi che sono rimasti ad ascoltare e a votare le mozioni, ma voglio anche ringraziare per il voto unanime che sicuramente sarà espresso, segno evidente che su molte questioni in questa sede ci si divide, ma quando si parla di salute e di prevenzione in modo particolare e concreto, volto a migliorare la qualità della vita delle persone, anche in quest'Aula diamo un grande segnale di unità al Paese. (Generali applausi. Congratulazioni





 

 


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