Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 88 del 20 dicembre 2011

In Commissione
Affari Costituzionali
Consolidamento dei conti pubblici
Carta delle autonomie
Comunicazioni del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Giustizia
Seguito comunicazioni del Ministro della giustizia sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Difesa
Indagine conoscitiva su riordino del Corpo militare della Croce Rossa Italiana
Finanze e tesoro
Consolidamento conti pubblici
Istruzione pubblica
Consolidamento conti pubblici
Nomina Presidente Biennale di Venezia
Programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte 2020”
Seguito comunicazioni del Ministro per i beni e le attività culturali sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Lavori pubblici, comunicazioni
Contratto di programma Enav
Sviluppo rete transeuropea dei trasporti
Seguito delle comunicazioni del Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Agricoltura
Riassetto normativo pesca e acquacoltura
Igiene e sanità
Indagine conoscitiva sulla CRI
Riordino degli enti vigilati dal Ministero della salute
Programma UE salute 2014-2020
Politiche dell’Unione europea
Comunicazioni del Ministro per gli affari europei sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti
Audizione del Ministro dell’ambiente

In Aula
Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici

Questa è l’ultima newsletter del 2011, un anno che verrà ricordato come quello della più grave crisi economica dopo quella del 1929. Un anno che si conclude in un comprensibile clima di incertezza e apprensione per il futuro che ci aspetta, singolarmente e come Paese. Per i cinesi l’ideogramma che rappresenta la parola crisi è “wej-ji”, wej significa pericolo, ji significa cambiamento. Dunque è naturale che ogni crisi generi paura, ma bisogna saper cogliere le opportunità che da essa possono venire. E’ lo spirito che noi italiani abbiamo sempre avuto e che ha fatto grande il nostro Paese.
E’ questo il mio augurio per un Santo e Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo, per tutti voi e per le vostre famiglie.
 Laura Bianconi


IL PAREGGIO DI BILANCIO DIVENTA OBBLIGO COSTITUZIONALE
La scorsa settimana il Senato ha approvato in via definitiva, dopo la votazione a larga maggioranza della Camera, il disegno di legge costituzionale che introduce il principio del pareggio di bilancio nella Costituzione. Un primo passo, importante per garantire alla fine del percorso legislativo il giusto equilibrio dei bilanci pubblici, Nel corso della discussione è emersa la sostanziale condivisione del testo, quanto meno sotto il profilo dei principi generali e dell'opportunità politica ed economica nell'ambito del contesto europeo, anche se non sono mancati moniti rispetto al rischio di erosione del principio del primato della politica sulla tecnica economica e finanziaria. La necessità di questa modifica costituzionale è condivisa anche dalla senatrice Laura Bianconi che ha sottolineato come misure che garantiscano la sostenibilità del debito pubblico vadano di pari passo con le decisione prese nel recente vertice di Bruxelles nell’ottica di una maggiore coesione sul versante fiscale. “Mi auguro però – precisa la senatrice Bianconi – che il Governo Monti si adoperi per permettere anche alle famiglie italiane di vedere garantito il proprio pareggio di bilancio. Le associazioni dei consumatori – conclude Bianconi – hanno infatti quantificato in 1129 euro l’anno la ricaduta della manovra Monti sulle famiglie italiane. Questo mette pesantemente a rischio i loro bilanci, inevitabilmente, provocherà una forte riduzione dei consumi, rendendo tutti più poveri".

MANOVRA MONTI: FERMO SOSTEGNO PER IL BENE DEL PAESE
Entro questa settimana verrà votata anche dal Senato la manovra presentata dal Governo Monti, una manovra per la quale il Pdl ha già preannunciato il proprio voto favorevole nel solco del medesimo senso di responsabilità con cui ha votato la fiducia al Governo, il Paese e i cittadini  non possono e non devono fare le spese delle manovre speculative di cui siao stati oggetto nel corso degli ultimi mesi. Questa è la posizione condivisa anche dalla senatrice Laura Bianconi che proprio in questi giorni sta seguendo i lavori del decreto sul consolidamento dei conti pubblici in Commissione Sanità. “Come giustamente ha sottolineato il capogruppo dei senatori Maurizio Gasparri – commenta la senatrice Bianconi questa manovra contiene cose criticabili e cose giuste, per cui è ancor più necessario l’apporto fattivo della politica che, come si è visto alla Camera, può contribuire a migliorare il testo presentato dal Governo Monti eliminando storture e disparità macroscopiche. Viviamo in un periodo in cui ogni giorno cresce il sentimento dell’antipolitica e si dimentica che sono invece i politici che, grazie alla loro conoscenza delle loro specifiche realtà territoriali, possono interpretare al meglio le esigenze e le istanze dei cittadini”.



Ricordare Václav Havel è il nostro speciale regalo di Natale. Perché in un’epoca in cui trionfano gli istant book e le vetrine delle librerie sono piene solo di best sellers ci piace pensare che le imminenti vacanze possano essere l’occasione per riprendere in mano, o per leggerli per la prima volta, gli scritti del grande poeta, era questo il titolo a cui più teneva, cecoslovacco. Ieri tutti i quotidiani hanno dedicato intere pagine a quello che con i suoi scritti, con la sua testimonianza, è stato un eccezionale combattente della libertà. Persona schiva e riservata, sarà probabilmente sconosciuto alle giovani generazioni, e questo è un motivo in più per riscoprirlo. Come sempre succede, il caso ha voluto che l’amico Alessandro Rondoni, capogruppo Pdl nel Consiglio Comunale di Forlì, abbia da poco pubblicato presso le edizioni Bur Rizzoli il libro dal titolo “La più umana delle passioni. Storia di Francesco Ricci” (anche questo un libro da leggere). Francesco Ricci, che Alessandro Rondoni ha conosciuto bene, era un prete di una sonnecchiosa provincia (negli anni sessanta Forlì era così), la cui vita si incrociò con quella di Havel. Quando e in che modo ce lo racconta Alessandro Rondoni.

HAVEL: UN ESEMPIO PER CHI FA POLITICA
La straordinaria figura di Václav Havel è stata conosciuta in Italia e in Occidente grazie all’opera del Centro Studi Europa Orientale Cseo, fondato a Forlì da don Francesco Ricci che dalla metà degli anni Sessanta con viaggi e incontri clandestini nell’Est Europa manteneva, fra rischi e difficoltà, i contatti con le realtà vive oltre cortina. Allora i testi arrivavano clandestini dall’Est Europa al di qua della frontiera per documentare, anche attraverso scritti teatrali ed editoriali, la realtà viva dei popoli oppressi dal regime. Così fu fatta conoscere l’opera di Havel e di altri importanti autori. “Il potere dei senza potere”, uno dei suoi testi più conosciuti in Italia, con quella illuminante descrizione della realtà dei regimi totalitari nell’Europa dell’Est ai tempi della cortina di ferro, fu pubblicato per la prima volta in Occidente nel 1979 da Cseo. Dattiloscritto su fogli di carta velina diligentemente ripiegati e camuffati in una scatola di specialità boeme, il testo de “Il potere dei senza potere” uscì da Praga, dalla cerchia degli amici di Havel, affidato a un occidentale con visto turistico che poté varcare la frontiera e arrivare a Roma da don Karel Skalicky, un sacerdote boemo in esilio che teneva i contatti con le realtà clandestine della Cecoslovacchia.
«Ricci e Skalicky - ricorda la professoressa Antonietta Tartagni, allora segretaria di redazione di Cseo, che tradusse dal ceco all’italiano quel testo di Havel - si conoscevano dalla metà degli anni Sessanta. Lui ci passava da tradurre e pubblicare il materiale clandestino raccolto. Ricci e altri collaboratori lo incontravano fra mille precauzioni perché era tenuto sotto controllo dalle spie dell’Est. Il testo de “Il potere dei senza potere” lo ricevetti io. Havel lo aveva finito nell’ottobre del 1978 e Skalicky me lo passò all’inizio del 1979. Ricordo che eravamo all’istituto dei padri Maristi all’Eur dove il sacerdote abitava dopo essere fuggito dalla Cecoslovacchia. Il testo era scritto a macchina su fogli di carta velina, con le parole che si decifravano a fatica perché non c’erano fotocopiatrici e le copie si ottenevano con la carta carbone».
Nel periodo della Primavera di Praga Ricci aveva conosciuto Havel probabilmente attraverso il teologo cecoslovacco Josef Zverina da poco uscito dal carcere dopo quindici anni di lavori forzati. Altri contatti con Havel erano attraverso l’editore Václav Vasko e padre Vladimír Vyhlídka, che fu anche segretario del cardinale Frantisek Tomásek, arcivescovo di Praga.
«Quando mi consegnò “Il potere dei senza potere” - ricorda ancora la Tartagni - Skalicky mi disse: “È una bomba”».
Ricci, che aveva fondato Cseo per documentare la vita nella verità che ardeva sotto il grigiore dei regimi comunisti totalitari, si entusiasmò non appena ebbe letto la traduzione e nella casa editrice decise addirittura di dare vita, con quel testo, a una nuova collana che chiamò “Cseo outprints”. La presentò così: «Scritti brevi, proibiti nel Paese in cui sono stati pensati e quindi pubblicati “fuori”. Ma anche scritti che traggono la loro linfa da un terreno “fuori” dal campo della cultura dominante in Occidente. Scritti per la verità dell’uomo. Pensieri di “altre” possibilità, senza utopia».
Quando il libro uscì, Havel era in prigione. Seppe della pubblicazione e della vasta eco che “Il potere dei senza potere” aveva avuto in Italia soprattutto fra i giovani, attraverso il fratello Ivan che Ricci incontrò nella casa di comuni amici a Praga, in quegli incontri clandestini sempre accompagnati in sottofondo dalla musica di un giradischi per non far sentire i dialoghi e “confondere” le microspie. Solo nel giugno 1990, dopo la caduta del comunismo, finito il regime poliziesco con le sue estenuanti perquisizioni alle frontiere, finalmente poterono essere portati a Praga e consegnati tutti i testi di Havel che nel frattempo le edizioni Cseo avevano pubblicato: oltre a “Il potere dei senza potere”, le commedie “La firma” e “I congiurati”, i saggi “Dell’entropia in politica”, “Gli ostaggi sono fuggiti”, “Lettere a Olga” e, sulla rivista “Il Nuovo Areopago”, “La parola, le parole, il potere”, “L’arte dell’impossibile”, “Ritorno all’Europa”. Opere che ora costituiscono il patrimonio dell’editrice La Nuova Agape di Forlì, che ha raccolto e continua il lavoro di Cseo.
Nato nel 1936, Havel, conosciuto come scrittore e drammaturgo, era stato respinto a causa delle sue origini borghesi da tutti gli istituti superiori e poté studiare drammaturgia per corrispondenza. Nel 1977 firmò come portavoce con Patocka e Hajek il primo documento di “Charta 77” e per l'impegno in difesa dei diritti umani subì più volte il carcere. Nel novembre 1989 fu uno degli artefici della cosiddetta “rivoluzione di velluto” che in pochi giorni, senza violenze, aveva portato alla caduta del regime comunista. Divenne quindi il primo presidente della Cecoslovacchia libera e seppe poi guidare anche il passaggio che condusse alla separazione fra le repubbliche ceca e slovacca.
«Uno spettro terrorizza l’Europa orientale: in Occidente lo chiamano dissenso», sono queste le parole con cui inizia “Il potere dei senza potere” dove Havel descrive la vita sotto i regimi totalitari ma indica anche le possibilità reali per il loro cambiamento. La sua voglia di libertà continua ora per costruire una nuova Europa.
Quando mi sono presentato nel Salone Comunale di Forlì nell’aprile 2009 come candidato sindaco alle Amministrative avevo in mano proprio quel testo, “Il potere dei senza potere”, che avevo conosciuto da ragazzo quando collaboravo e correggevo le bozze nella redazione di Cseo con Ricci.
Da quel patrimonio ideale e culturale oggi si può intraprendere una nuova e più incisiva azione politica.
(Alessandro Rondoni Capogruppo Pdl in Consiglio Comunale a Forlì)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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