Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 92 del 31 gennaio 2012

In Commissione
Affari Costituzionali
Decreto liberalizzazioni Indagine conoscitiva in materia di composizione delle assemblee delle Regioni a statuto speciale
Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Ministro dell’interno in merito agli indirizzi programmatici del suo Dicastero
Giustizia
Tutela penale del patrimonio cultural
Affari esteri
Seguito audizione del Ministro della cooperazione internazionale e l’integrazione sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Bilancio
Disposizioni concernenti la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche devoluta alla diretta gestione statale
Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani
Decreto legislativo in materia di Roma capitale
Finanze e tesoro
Indagine conoscitiva sui rapporti tra banche e imprese: audizione del direttore generale della Banca d’Italia
Istruzione pubblica
Indagine conoscitiva sul valore legale del diploma di laurea: documento conclusivo
Nomina del Presidente ARCUS
Tutela della maternità per gli atleti non professionisti
Lavori pubblici, comunicazioni
Indagine conoscitiva sulla sicurezza della navigazione marittima e naufragio isola del Giglio
Patente nautica a punti
Agricoltura
Atto del Governo contro l’introduzione di organismi nocivi ai vegetali
Sostegno agli imprenditori agricoli e manutenzione del territorio rurale
Innovazione e competitività nel settore agromeccanico
Imprenditoria giovanile in agricoltura
Lavoro, previdenza sociale
Fondi europei per l’imprenditoria sociale
Igiene e sanità
Fondo di sostegno per persone con disabilità gravi
Gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero
Audizione del Ministro della salute sugli impianti di protesi mammarie
Politiche dell’Unione europea
Programma quadro su ricerca e innovazione


In Aula
 Decreto-legge n. 212, in materia di sovraindebitamento e giustizia civile
Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
Terza relazione intermedia Commissione d'inchiesta infortuni sul lavoro

CENTRO STORICO CESENA: SI DOVEVA FARE DI PIU’
Piccole storie di provincia, Cesena, che sono però l’esempio del come, anche nel fare qualcosa di apparentemente semplice, riusciamo a complicarci la vita.
Una piazza dal nome importante e forsanche altisonante, Piazza della Libertà, una piazza senza una vocazione particolare, in pratica un parcheggio realizzato nel dopoguerra sulle ceneri di un antico palazzo storico. Anni di discussioni su cosa farne, su come coniugare funzionalità ed estetica, nel 2003 un concorso internazionale da cui scaturisce il progetto vincitore, progetto che negli anni va sempre più modificandosi sino ad arrivare ad un lastricato rettangolare chiuso su tre lati da alberi. Sono passati 8 anni, i tempi stringono per non perdere i finanziamenti regionali (circa 1,5 milioni di euro, l’altra metà ce la mette il Comune), c’è fretta di approvare il progetto esecutivo per appaltare i lavori. “Sulla riqualificazione di piazza della Libertà il sindaco Lucchi sarà anche determinato a procedere a tappe forzate, riuscendo così, lui che si dichiara profano in materia, dove due sindaci architetti non sono riusciti, ma ciò non toglie che tanto encomiabile decisionismo sarebbe giustificato per cause migliori”. Questo il commento della senatrice cesenate Laura Bianconi alla notizia dell’ennesima grana (le accuse di plagio di un gruppo di architetti concorrenti) piovuta su un progetto che non ha raccolto entusiasmi nella città, con critiche più o meno forti da parte delle associazioni di categoria e scarso gradimento da parte dei cittadini. “Senza entrare nel merito della diatriba su chi ha copiato chi – continua Bianconi - vale la pena osservare che alla fin fine un progetto così semplice e lineare, le cui indicazioni di massima sono state fornite proprio dall’amministrazione, poteva tranquillamente essere sviluppato dagli uffici comunali. Si sarebbero risparmiati tempo e denaro e si sarebbero valorizzate le professionalità interne. Si è scelta invece la strada pletorica del concorso di idee e degli incarichi esterni, quasi si volesse replicare a Cesena il fermento creativo della Potsdamer Platz di Berlino. Ma alla fine, in attesa che crescano gli alberi previsti nel progetto, i cittadini cesenati si ritroveranno con un bel lastricato assolato che difficilmente potrà diventare l’auspicata agorà che il sindaco Lucchi ha in mente. Oltre a veder aumentati i problemi di parcheggio sui quali l’amministrazione sembra sinora orientata a eliminare gli spazi esistenti senza dire dove e come intende crearne di nuovi”.

OSCAR LUIGI SCALFARO: CON LUI SCOMPARE UN POLITICO CHE HA ATTRAVERSATO L’INTERA STORIA REPUBBLICANA
“Una storia politica che è praticamente inscindibile dalla storia repubblicana
– questo il primo pensiero della senatrice Laura Bianconi alla notizia della scomparsa del Presidente Emerito Scalfaro – un uomo che è innegabilmente è stato testimone e protagonista delle principali vicende politiche del nostro Paese”. Nel rivolgere il pensiero alla figlia Marianna e alla famiglia, la Senatrice Bianconi non si nasconde dietro la piaggeria di maniera che spesso accompagna la scomparsa di personalità di questo calibro. “Il Presidente Scalfaro – conclude Bianconi - è stato un uomo che per i ruoli che ha ricoperto ha inciso profondamente nella vita politica italiana, adesso speriamo che sia la storia a ridisegnare la portata e il significato dell’azione politica a cui ha dedicato tutta la sua vita”.

E’ MORTO ILARIO FIORAVANTI, ARTISTA CHE HA RESO GRANDE LA ROMAGNA
Domenica pomeriggio nella sua abitazione si è spento a 88 anni Ilario Fioravanti, artista cesenate che con la sua arte ha reso bella e grande la Romagna. Nella sezione Spazio libero Marisa Zattini, architetto che ha conosciuto e lavorato con Ilario Fioravanti, ci regala un ricordo poetico ed affettuoso di questo grande cesenate.

VERTICE EUROPEO: UN SUCCESSO PREPARATO DALLA MOZIONE DELLA MAGGIORANZA
La scorsa settimana, il Senato ha votato la mozione unitaria sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari che sostengono il Governo. Si è trattato di un importante momento di confronto politico, soprattutto in vista del vertice europeo che si è concluso nella tarda serata di ieri e che dopo due anni di incontri infruttuosi, se non fallimentari, ha finalmente messo a segno un primo fondamentale pilastro a difesa dell’euro e della stessa Europa. “L’aver raggiunto un accordo sul Patto di Bilancio – commenta la Senatrice Laura Bianconi – è indubbiamente un segnale positivo che non può che spronare i mercati ad assumere un atteggiamento diverso nei confronti dei Paesi della zona euro. Si tratta – continua Bianconi - di un importante risultato frutto anche dell’atteggiamento di responsabilità assunto dai partiti che in Italia sostengono il Governo, e la dimostrazione di questo è stata proprio la votazione della mozione unitaria che ha confermato e rafforzato il ruolo del Governo in vista dell’impegno di Bruxelles. Come ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano, ancora una volta abbiamo messo l’Italia prima di tutto, prima della maggioranza, prima dell’opposizione, prima del Governo, prima degli egoismi di parte. E proprio per questo abbiamo firmato congiuntamente una mozione, pure con partiti da cui ci separano tante cose, per ribadire che quando vi è in gioco l'interesse nazionale, quando vi è in gioco l'interesse dell'Italia e degli italiani nel rapporto con l'Europa, e da questo rapporto possono nascere dei danni agli italiani, allora noi indossiamo la maglia della nazionale e giochiamo tutti insieme per il bene dell'Italia e degli italiani”.

Quello che segue è il testo della Mozione votata dal Senato nella Seduta del 25 gennaio
MOZIONE 534 (approvata nel testo emendato) A FIRMA GASPARRI, FINOCCHIARO, D’ALIA, RUTELLI, VIESPOLI, PISTORIO, QUAGLIARIELLO, ZANDA, DINI
premesso che:
l'ideale
dei padri fondatori dell'Europa puntava ad una profonda ed integrata identità europea per il rilancio dei valori e delle tradizioni comuni dopo le devastazioni della guerra, prospettiva che continua ad essere ben viva come dimostra il recente referendum per l'adesione della Croazia all'Unione europea (UE);
tale prospettiva non può esaurirsi in un'esclusiva visione economica e finanziaria ma deve svilupparsi nel senso di una reale partecipazione e identificazione politica e culturale a partire dalle comuni radici culturali che affratellano i nostri popoli;
la crisi finanziaria e la crisi dei debiti sovrani che stanno determinando una pesante crisi produttiva e occupazionale della zona euro rappresentano una sfida gravissima alla costruzione europea e alla stabilità e prosperità del nostro Paese. Per dare alla crisi una risposta adeguata è necessario fare un passo avanti tutti insieme verso una comune politica economica. Il trattato che viene attualmente negoziato fra 26 Paesi dell'UE vuole essere un passo nella direzione di una politica economica comune che è il complemento necessario della moneta unica, ed è la codificazione delle intese del 2011;
il trattato in discussione presenta però due limiti evidenti. Da una parte, esso unisce solo 26 dei 27 Paesi membri della UE, ed è sbilanciato verso un metodo intergovernativo più che comunitario. Dall'altra, è molto concentrato sul tema della stabilità e poco sul tema della crescita che deve restare al centro dell'iniziativa politica dell'UE in un momento così difficile per l'economia europea che rischia una drammatica recessione con gravissime conseguenze per il futuro del continente;
lo scostamento dal metodo comunitario, dovuto a una situazione di emergenza eccezionale e derogatoria rispetto al funzionamento ordinario dell'UE, va pertanto strettamente limitato e superato. Non appena la situazione generale lo consentirà occorrerà tornare alla piena ed unitaria applicazione del metodo comunitario. Bisogna mantenere aperto il dialogo con la Gran Bretagna per recuperare le distanze che si sono create;
il tema della crescita andrà affrontato con grande decisione subito dopo la conclusione del negoziato sul presente Trattato nell'ambito delle istituzioni comunitarie a 27 secondo le linee indicate dalla Commissione europea: completamento del mercato interno e politiche specifiche per lo sviluppo e l'occupazione;
le perduranti tensioni sui mercati finanziari rischiano di vanificare gli sforzi di risanamento dell'Italia innescando sui mercati una crisi di fiducia nel nostro Paese. Il rafforzamento ed il completamento del progetto europeo, il mantenimento dell'euro, il rispetto del metodo comunitario rappresentano interessi nazionali strategici imprescindibili e in questo contesto l'Italia si è assunta a più riprese nel corso del 2011 la responsabilità di manovre economiche impegnative che porteranno al pareggio di bilancio nel 2013 e già oggi determinano una consistente riduzione del fabbisogno dello Stato e un significativo avanzo primario;
ad esse si aggiungono all'inizio del 2012 provvedimenti che condurranno, a regime, ad importanti misure di liberalizzazione al fine di rendere più competitivi ed efficienti i nostri mercati, migliorando le prospettive di crescita e quindi la sostenibilità del nostro debito;
per dare un ulteriore segnale della comune e condivisa consapevolezza raggiunta nel Paese circa la necessità di rimanere fedele nel lungo periodo alla politica della stabilità, bisogna ribadire che il principio del rigore deve essere considerato come punto cardine della politica nazionale ed europea; va sottolineato al riguardo che il Parlamento ha già approvato, in prima e seconda lettura e calendarizzato in terza, il progetto di riforma che prevede l'introduzione della regola del pareggio di bilancio in Costituzione. È tuttavia bene ricordare che stabilità e crescita sono problemi interconnessi e dalla loro contestuale soluzione dipende la stessa continuità dell'euro, come moneta unica. È infatti evidente che se non si ferma la speculazione contro il debito sovrano, il conseguimento dell'equilibrio di bilancio diventa sempre più difficile a causa della crescita abnorme della spesa per interessi, come avvenne nel corso degli anni '80. Al tempo stesso, solo il rispetto della nuova governance potrà dimostrare la volontà dei singoli Stati di far fronte agli squilibri strutturali che sono alla base della crescita del debito sovrano e rappresentano un elemento catalizzatore della speculazione. Questo doppio passaggio è un argine da porre a difesa della moneta unica, se si vuole evitare ogni rischio di tracollo, e quindi delle prospettive di sviluppo della stessa Unione europea;
il modello dell'economia sociale di mercato che è il modello europeo rimane la scelta strategica dell'Italia che la presente mozione ribadisce con il consenso convinto di tutte le principali forze politiche e che è sottratta per il futuro al variare delle contingenze politiche;
la credibilità e la portata delle misure adottate e degli impegni politici assunti che in questa mozione vengono reiterati consente all'Italia di svolgere con piena autorevolezza il suo ruolo all'interno dell'UE come Paese fondatore ed una delle maggiori economie, e la autorizza a chiedere alle istituzioni europee ed ai Paesi membri una solidarietà fattiva e convinta, rimarcando anche alcuni limiti ed insufficienze della risposta che fino ad ora l'UE ha dato alla crisi;
è necessario che gli strumenti di intervento sui mercati finanziari vengano potenziati sia sotto il, profilo quantitativo che sotto quello delle modalità di intervento ed è quindi urgente mettere l'European stability mechanism (ESM) in condizione di funzionare con risorse adeguate;
è poi desiderabile, come proposto dalla Commissione europea, che tali azioni siano iscritte nella prospettiva di una "più stretta integrazione economica all'interno dell'Unione, in particolare con lo sviluppo progressivo di titoli di debito pubblico comuni dell'area euro e la creazione di una tesoreria europea, parte della Commissione e responsabile di fronte al Parlamento europeo";
manca un sufficiente coordinamento fra l'azione della Banca centrale europea (BCE) e quella dell'EBA (European banking authority) con il rischio che proprio per tale motivo l'azione della BCE non possa sviluppare per intero i propri effetti positivi. Considerazioni relative alla stabilità dei singoli istituti e considerazioni relative alla stabilità di sistema devono armoniosamente integrarsi fra loro. Il rischio che si sta correndo è quello di una forte riduzione del credito agli Stati, al sistema produttivo, alle imprese ed alle famiglie. Le indicazioni date all'EBA nel Consiglio europeo del 26 ottobre 2011 vanno riconsiderate alla luce di una situazione profondamente mutata. In tale prospettiva è opportuno adoperarsi affinché la piena attuazione delle previsioni dell'autorità bancaria europea, (EBA) dell'8 dicembre 2011 sia differita sino all'effettiva operatività degli strumenti previsti dalla decisone del Consiglio europeo del 26 ottobre, ivi compresa quella relativa all'European financial stability facility (EFSF) e il pieno funzionamento dell'ESM;
in prospettiva gli strumenti di intervento sui mercati, il rafforzamento della stabilità dell'Eurozona, le politiche di rigore e quelle per lo sviluppo e la crescita devono essere parti di una medesima visione. La stabilità è uno strumento indispensabile e fondamentale ma il fine è la crescita economica, il lavoro, il benessere dei cittadini e delle cittadine europei;
le circostanze di emergenza attuali suggeriscono di utilizzare tutti gli importanti elementi di flessibilità offerti dai trattati in vigore, come i regolamenti ex art. 136 del Trattato di Lisbona. Tuttavia ciò non può implicare la rinuncia, in un orizzonte temporale adeguato e più ampio, alla prospettiva di una complessiva riforma dei trattati per completare la costruzione di un'Unione federale dotata di piena legittimazione democratica, anche attraverso una convenzione;
sono stati avviati, in sede tecnica, i negoziati occorrenti per predisporre l'accordo intergovernativo europeo per il rafforzamento dell'unione economica (il cosiddetto fiscal Compact); l'accordo dovrà riguardare: a) la regola del pareggio di bilancio ed il suo inserimento nella normativa nazionale di livello costituzionale; b) l'attribuzione alla Corte di giustizia di un ruolo in merito alla trasposizione di tale regole del pareggio negli ordinamenti interni, evitando che ad essa siano attribuite funzioni improprie; c) il riferimento alla regola del debito in una normativa di diritto internazionale; d) i programmi di partenariato giuridicamente vincolati per i Paesi sotto procedura per deficit eccessivo; e) l'applicazione della regola della maggioranza qualificata "invertita" nella procedura per deficit eccessivo;
l'accordo ha una valenza soprattutto politica in quanto ribadisce, conferma, rafforza impegni che in gran parte erano già stati assunti dai Paesi membri e dall'UE in diverse occasioni nel corso dell'anno precedente. Nel presente processo negoziale sarebbe desiderabile: a) assicurare la coerenza dell'accordo con obblighi già assunti dai Paesi membri, quali ad esempio i regolamenti del cosiddetto six pack ed in particolare i regolamenti (CE) n. 1175/2011 e (CE) n. 1177/2011 con i relativi riferimenti alle riforme strutturali, alle soglie consentite per il deficit strutturale annuale ed ai fattori rilevanti per la valutazione della riduzione annuale del debito dei Paesi; b) sottolineare il ruolo centrale delle istituzioni comunitarie, in primo luogo la Commissione e la Corte di giustizia, evitando o limitando al minimo indispensabile la creazione di entità che siano fonte di duplicazione e di alterazione dell'equilibrio interistituzionale tra Commissione, Consiglio e Parlamento; c) ribadire il principio dell'unitarietà del diritto comunitario e del primato del metodo comunitario; d) sottolineare, in considerazione del carattere prettamente politico dell'accordo, la necessità che esso tocchi i temi della crescita, della occupazione e dei meccanismi di stabilizzazione, ancorché non si tratti dell'oggetto specifico dell'accordo stesso; i soli obiettivi del rigore finanziario e della riduzione del debito pubblico non possono esaurire l'orizzonte della risposta europea alla crisi occorrendo, invece, integrare le misure a favore del consolidamento delle finanze pubbliche con una nuova politica a sostegno della crescita e della occupazione a livello europeo; e) considerare una regola appropriata per la decorrenza dell'entrata in vigore dell'accordo, essendo quest'ultimo uno strumento di "cooperazione rafforzata" con caratteristiche peculiari, ed evitando così che esso possa entrare in vigore con la ratifica di un numero inadeguato e politicamente poco significativo di Stati membri;
in questo contesto è indispensabile rafforzare in ciascun Paese il rapporto fra Governi e Parlamenti, e, in Italia, non solo assicurare un'informazione sistematica e tempestiva del Parlamento italiano da parte del Governo nell'attuale fase negoziale ma rafforzare e rendere più efficace e sistematico il raccordo ordinario nelle materie europee anche accelerando la conclusione dell'iter del progetto di riforma della legge n. 11 del 2005 e avviando la revisione dei regolamenti parlamentari,
impegna il Governo:
a continuare
a perseguire con determinazione il rafforzamento del tradizionale ruolo dell'Italia quale membro fondatore dell'Unione europea con l'obiettivo di riaffermare il metodo comunitario quale asse centrale del processo di integrazione, riducendo il peso, oggi eccessivo, del metodo intergovernativo e rilanciando la prospettiva di un'Unione federale;
ad illustrare ai Paesi membri ed alle autorità istituzionali dell'Unione la portata delle misure adottate a più riprese nel corso del 2011 dall'Italia per il risanamento finanziario e recentemente per la competitività e la crescita. S invita in modo particolare il Governo ad evidenziare l'impegno costituzionale in corso di attuazione in materia di pareggio di bilancio e l'impegno del Parlamento e di tutte le maggiori forze politiche per una scelta strategica di lungo periodo a favore di politiche di serietà e di rigore e per l'adozione del modello europeo dell'economia sociale di mercato. Tali scelte vengono in tal modo sottratte al variare delle contingenze mutevoli della politica. Si offre un impegno strategico e di lungo periodo, si chiede un sostegno egualmente strategico e di lungo periodo;
a considerare, nel corso del negoziato di cui in premessa, i seguenti aspetti: a) assicurare la continuità fra le misure adottate in materia di six pack ed il nuovo trattato, in particolare per quanto riguarda gli obblighi di riduzione del debito eccessivo che devono tener conto dell'andamento del ciclo economico, e di altri fattori tra cui l'ammontare del debito pensionistico e del livello del risparmio privato; b) specificare il ruolo della Corte di giustizia dell'Unione europea in relazione al controllo dell'attuazione del principio della golden rule negli ordinamenti nazionali, evitando di dilatarlo in modo improprio; c) stabilire un giusto equilibrio fra la politica di riduzione del deficit e del debito, le politiche di stabilizzazione dell'euro e la politica per la crescita attraverso molteplici interventi: il rafforzamento da parte del Consiglio europeo di tutti gli strumenti di intervento sui mercati finanziari sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo per stabilizzare le dinamiche dei debiti sovrani; l'aumento delle risorse del Fondo europeo di stabilità finanziaria; la rapida entrata in funzione dell'ESM, migliorato quanto a modalità di azione e a quantità di risorse, sincronizzando con l'avvio della sua attività anche l'attuazione delle altre misure adottate dai Consigli europei nell'autunno 2011, tra cui le indicazioni relative all'EBA; un ruolo centrale della BCE, nel rispetto della sua indipendenza, al fine di evitare una crisi di illiquidità; d) sostenere il pieno coinvolgimento in tutte le sedi decisionali di tutti i rappresentanti delle istituzioni europee, a partire dai Presidenti del Parlamento europeo e della Commissione europea; e) indicare, per l'entrata in vigore dell'accordo, la necessità di ratifica di un numero adeguato e politicamente significativo di Paesi dell'area euro; f) appoggiare l'introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie prospettando l'opportunità che essa si applichi a tutti Paesi membri dell'Unione europea e perseguendo contemporaneamente una più ampia intesa globale anche oltre i limiti dell'Unione europea;
a considerare, al di là del processo negoziale relativo al trattato in discussione, l'opportunità in sede europea di riesaminare il ruolo delle agenzie di rating considerando la possibilità di smantellare posizioni di oligopolio nel settore o anche quella di istituire un'agenzia di rating europea;
a mettere al centro della riflessione politica europea le politiche dello sviluppo e della crescita, il completamento del mercato interno e in particolare di quello dei servizi, l'innovazione e la ricerca scientifica con l'obiettivo di fare dell'Europa l'economia della conoscenza più grande del mondo, considerando in tale ambito anche la possibile adozione di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, quali eurobond e project bond;
a informare in modo sistematico e tempestivo le Camere sulle nuove iniziative di politica europea, sulle misure legislative in materia di governance, sull'andamento del negoziato per il nuovo trattato e ad assumere posizioni coerenti con gli indirizzi parlamentari;
a promuovere una dichiarazione a latere del trattato da sottoscrivere con altri Paesi disponibili che affermi l'opportunità di riaprire, in tempi e modi opportuni, il processo costituente verso un'unione politica dei popoli europei.
(tratta dal sito www.senato.it)


Questa settimana Spazio libero ospita due contributi particolarmente significativi. Il primo dell’onorevole Enrico Pianetta, Presidente dell’associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, è una sua testimonianza, e anche una bella proposta, sul Giorno della Memoria che è stato celebrato lo scorso venerdì 27 gennaio. Il secondo è di Marisa Zattini, architetto, critico d’arte, curatrice di importanti mostre, su Ilario Fioravanti, artista cesenate scomparso domenica scorsa.

VENTI ROSE PER NON DIMENTICARE
Il 27 gennaio si è celebrata la giornata della memoria: non dobbiamo dimenticare, dobbiamo continuare a ricordare e rendere omaggio alle vittime del criminale disegno nazista di sterminio degli ebrei.
Dobbiamo non dimenticare l'immenso dolore delle persone e delle famiglie coinvolte, una tragedia della storia dell'umanità che provoca orrore e angoscia.
Un dovere morale quello di ricordare quegli orrori che hanno negato l'essenza stessa dell'uomo. Per questo voglio ricordare, nell'immenso orrore dell'olocausto, un fatto tragico e raccapricciante forse tra i più disumani, un fatto che ha come sventurati protagonisti venti bambini ebrei tra i tanti provenienti dalle diverse località dell'Europa che nel 1944 furono trasportati nei lager di Auschwitz-Birkenau.
Alla macchina della morte servivano giovani cavie per effettuare assurdi esperimenti sulla tubercolosi; con un inganno per non diffondere il panico Mengele procurò i bambini dicendo: «Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti».
Venti bambini furono sottoposti ad esperimenti inutili ed a sofferenze disumane. Dopo mesi Mengele ed i suoi criminali colleghi decisero di sopprimerli, li fecero trasferire alla scuola di Bullenhuser Damm e poi impiccare: quei corpicini con i segni delle atroci sofferenze furono poi bruciati per non lasciare tracce. Venti bambini di questa nostra Europa tra i quali anche Sergio De Simone di Napoli.
Allora facciamo nostro un gesto semplice, venti rose bianche per ricordare, venti rose bianche messe a dimora nei giardini e nei comuni d'Italia per ricordare Sergio De Simone ed i suoi piccoli sventurati compagni.
Venti rose bianche anche per sperare, come sperava Anna Frank che scriveva nel suo diario: «Odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità».
Per questo dobbiamo ricordare e con impegno operare, operare contro l'indifferenza che lascia spazio a chi vuole che il mostro dell'antisemitismo rialzi orrendamente la testa in questa nostra Europa, un'Europa dove vive un sentimento di pregiudizio e di ostilità antisionistica che diventa anche antiebraica e che si trasforma in antisemitismo.
Allora, la domanda che dobbiamo porci è: come è possibile che oggi esistano nei cuori e nelle menti di europei questi pensieri e questi sentimenti, sentimenti di un antisemitismo che speravamo scomparsi dopo i tremendi orrori dell'olocausto? Dobbiamo allora tutti quanti essere profondamente convinti che questo clima nei confronti degli ebrei rappresenti una china pericolosissima per tutti gli europei e non solo per gli europei. L'antisemitismo si combatte, allora, ricordando, educando ed informando tutti, ed in particolare i giovani. È quello che dobbiamo fare (istituzioni, associazioni, mezzi di informazione e società civili) tutti insieme con volontà e determinazione per estirpare il mostro dell'antisemitismo da questa nostra libera e democratica Europa.
(On. Enrico Pianetta – Presidente dell’associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele)

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ILARIO FIORAVANTI: FRA STUPORI E “INCANTAGIONI”
«[…] C’è qualcosa di peggio di una parola inutile: c’è la mancanza di parole, la mancanza di ascolto, la solitudine e l’indifferenza degli altri […] Solo con l’età matura si può percepire quanto è rara la bellezza, e quanto è meraviglioso provarla»
(Ilario Fioravanti)
Racchiudere in poche parole il senso di un’esistenza, di una conoscenza, per darne un ricordo…
La morte, il senso della morte, la vita, gli affetti, le cose della quotidianità che ci sfiorano e non ci appartengono. Il mistero dell’essere nel mondo, così imperfetti… Accontentarsi, ritagliarsi quello spazio nel tempo per una libertà di sogno che si iscrive – sempre e comunque – nel disegno del nostro destino.
Avere grandi o piccole ambizioni o non averne. Avere comunque una ferma forza di volontà.
ILARIO FIORAVANTI (Cesena 1922-2012) era innanzi tutto un “Uomo di fede”, un uomo di rara e antica devozione. E con coerenza lo ha testimoniato nell’arte, nell’architettura, con quell’autenticità e primitività tutta speciale. Sapendo regalare “l’errore”.
«L’uomo non è solo povertà, non è solo miseria è anche opera delle sue mani, porta il sigillo dell’eternità, porta una sete dentro di sé che è quella che procura l’urlo. […]» (dalla conversazione con Monsignor Pietro Sambi, Emerito Nunzio Apostolico della Santa Sede per gli Stati Uniti d’America).
Se pensiamo che “il governo del mondo” comincia da noi stessi, come ha scritto Fernando Pessoa, possiamo dire che Ilario Fioravanti ha saputo governare bene il suo mondo con grande amore e gentilezza, con generosità e “in presenza”. Ecco, la “presenza” come valore, gli affetti, gli amori come valore. E poi l’arte, l’architettura - una laurea alla Facoltà d’Architettura a Firenze, nel 1949: il primo architetto della Città - la pittura, il disegno come passione totale. Un “dono” che Ilario Fioravanti ha vissuto pienamente nella sua vita regalandoci opere come emozioni che permangono più che mai oggi.
I suoi quaderni, i suoi diari, quei grandi libroni fitti fitti di segni, di appunti, di storie, di collages, di memorie…
Un’intera vita documentata nell’arte, emotivamente…
Perché l’arte è in fondo un tentativo di confessione delle profondità dell’Io, un’espressione – la più autentica – del perturbante rapporto fra due polarità della nostra esistenza: la vita e la morte.
«Gli Artisti sono gli allievi di Dio, sono gli allievi di Dio. Sant’Agostino torna spesso sul concetto dell’architettura, perché l’architettura che cos’è? È mettere insieme molte cose dando un fine. Sono rapporti diversi che si mettono insieme per fare un unico rapporto. E l’architettura è proprio un insieme di vari progetti che diventano poi un’architettura unica. […]» (Cardinal Ersilio Tonini).
Ogni suggestione nella vita di Ilario si è trasformata in segno veloce e in terrosa riflessione scolpita. Tutto il suo lavoro conserva intatto quello sfondo culturale e spirituale denso di sostanza. Le Sacre Scritture, il Mito, l’Infanzia sono stati posti dall’Artista quali cardini principe nel suo percorso creativo.
I pilastri del suo mondo immaginativo sanno di memoria antica, poggiano sulle Sacre Scritture, risalgono fiumi di parabole e sembrano penetrare le torri del sapere. Azione e passione declinate sulla linea umanissima e sentimentale del “Rinascimento padano” (Andrea Emiliani), perché Ilario Fioravanti è stato capace di congiungere e far convivere «i cieli alti della Redenzione e la vita umile della piazza e della strada» (Antonio Paolucci).
Mi commuove ripensare ai suoi racconti, alle sue storie e riprendo in mano gli appunti del 2007, scritti a Sorrivoli… Era il 1934 quando da ragazzino, coi fratelli e la mamma, in visita a Ferrara alla mostra sulla pittura ferrarese del Rinascimento, Ilario rimase impressionato dal grande Compianto, opera di Guido Mazzoni: «Fu una grandissima emozione che sempre mi è rimasta viva dentro, non più superata dalla vista di tante altre opere con lo stesso tema» (Ilario Fioravanti). Dunque, Ilario aveva 12 anni e da allora si ripromise che anche lui, da grande, avrebbe fatto un Compianto… Un tema potente che il “nostro” ha saputo reinterpretare e rinnovare iscrivendo il suo nome nell’alta storia dell’arte italiana.
Ed è per questo che, dopo la significativa storicizzazione del suo lavoro di Artista e di Architetto fatta nel 2008 – con oltre 120 opere allestite nell’intero Palazzo del Ridotto e nelle sale di Palazzo Romagnoli a Cesena – ho voluto proseguire e indagare a fondo anche questo singolare percorso, quello della composizione dolente del “Compianto laico” - che tanto impressionò il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci - e il successivo “Compianto sul Cristo morto”, affiancando il suo lavoro con l’indagine storica di Andrea Emiliani. E ancora le parole commosse di Ilario, durante la conversazione con il Cardinal Ersilio Tonini: «Mi sono visto io, in Nicodemo, Nicodemo sono io, questo uomo incerto, che aveva incontrato Gesù di notte! Ecco come è nato il mio Compianto […]»
A riassumere, ancora, congiuntamente alle sue splendide Via Crucis – indimenticabile quella “dei Pagliacci” realizzata per l’amico Tonino Guerra - un percorso della dimensione più alta del sacro nell’arte contemporanea. Una visionarietà unica e straordinaria.
Il “ricordo” e la memoria, oggi, di fatto sconfiggono la morte perché ognuno di noi porterà nella mente e nel cuore, per sempre, “il suo Ilario”, nella consapevolezza e nell’emozione di ciò che è stato veramente per lui, in quel modo unico, diverso, irripetibile. Una memoria “doppia” e parallela: quella dell’uomo privato e dell’uomo pubblico, che appartiene agli altri. Così, per quelli che non lo hanno conosciuto resterà la traccia timbrica e duratura, magica e sapiente della sua arte – un affresco pieno di grande umanità - l’incantagione e lo stupore delle sue sculture, quella ricchezza che solo l’arte può regalare al mondo.
(Marisa Zattini - Art Director de Il Vicolo - Cesena)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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