Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 93 del 7 febbraio 2012

In Commissione
Affari costituzionali
Atto del Governo in materi a di Uffici dirigenziali dei Vigili del Fuoco
Giustizia
Tutela penale del patrimonio culturale
Bilancio
Norme per lo svilippo degli spazi verdi urbani
Misure urgenti in materia ambientale
Lavori pubblici, comunicazioni
Naufragio Costa Concordia: audizione del Commissario Gabrielli
Disagi servizi ferroviari: audizione dell'Amministratore Delegato Trenitalia
Agricoltura
Atto del Governo in materia di protezione contro l’introduzione di organismi nocivi ai vegetali
Igiene e Sanità
Proposta di indagine conoscitiva della patologia diabetica


In Aula
Terza relazione intermedia Commissione d'inchiesta infortuni sul lavoro
Norme antimafia e gioco d'azzardo
Commemorazione solenne, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro
Mozione Vallardi in materia di prodotti agroalimentari
Mozione Gasparri, ed altre connesse, sui ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni
Informativa del Ministro dell'interno sulle conseguenze del maltempo


MALTEMPO: ALCUNE CONSIDERAZIONI TRA EMERGENZA E POLEMICHE
Se quasi la metà degli italiani è alle prese con l’eccezionalità del maltempo che si è abbattuto su gran parte del nostro Paese è evidente che la situazione è sicuramente difficile da gestire anche se, una volta finita l’emergenza, occorrerà fare qualche riflessione affinché parole come sinergia, coordinamento, tempestività non rimangano confinate nel cliché delle belle parole. E’ chiaro che in queste condizioni è difficile arrivare dappertutto ma almeno evitiamo, come è successo in un comune dell’alto Appennino romagnolo, di consegnare un super spazzaneve senza le catene con la scusa che non le avevano chieste. E’ ovvio che chi deve dare risposta alle esigenze di altre amministrazioni o dei cittadini deve preoccuparsi di dare la risposta più rispondente alla necessità e non una risposta che serve solo a fare bella figura nelle statistiche. Ma come sempre in queste situazioni quello che non è certo mancato è stata la disponibilità dei tanti cittadini che per la propria parte hanno dato il loro contributo al lavoro degli amministratori. Un’altra riflessione da fare è quella che riguarda l’energia, abbiamo raggiunto il picco massimo del consumo del gas, e il problema oltre che di costi è anche di approvvigionamento visto che Russia e Qatar, per motivi diversi, hanno diminuito le loro forniture. E qui le anime belle dei tanti no, al nucleare, all’eolico, una qualche riflessione la dovranno fare. A meno che non vogliano rispolverare la retorica del bel tempo andato quando ci si scaldava tutti davanti al camino.

PROTESI AL SENO: MASSIMA ATTENZIONE MA NIENTE ALLARMISMI
In 10 anni, in base alle schede di dimissione ospedaliera, risultano essere 121.699 gli interventi di protesi mammarie effettuati in Italia, di questi si stima che l’intervento delle protesi P.I.P. sia attorno al 3%. E’ quanto emerso nel corso dell’audizione con il Ministro della salute, Renato Balduzzi, tenutasi mercoledì 1° febbraio presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato. Ai membri della Commissione il Ministro ha presentato i dati regionali riguardanti gli impianti di protesi mammarie P.I.P., realizzate in Francia con silicone di scarsa qualità. Nel corso dell’audizione è intervenuta, in qualità di componente della Commissione di Palazzo Madama anche la senatrice Laura Bianconi che, nell'esprimere apprezzamento per la relazione del Ministro e per l'attenzione al problema dei controlli a livello europeo, ha sottolineato come sia “venuta di recente in evidenza, anche in relazione ad altri impianti protesici, tra cui quello dell’anca, l'importanza di focalizzare l'attenzione sugli aspetti di salvaguardia della salute”. “In relazione ai dati forniti dal Ministro – ha sottolineato la senatrice Bianconi – il numero contenuto di protesi P.I.P. rispetto all'arco decennale di riferimento, ci fa ben sperare che almeno in Italia non si dovrebbero avere gravi conseguenze anche in ragione del fatto che protesi impiantate 10 anni fa dovrebbero aver già manifestato il maggior rischio di rotture, come invece si è verificato in altri Paesi. E' necessario – ha poi precisato Bianconi - fare una comunicazione adeguata senza infondati allarmismi; per questo ritengo che sia molto importante la dichiarazione del Ministro che ha garantito la disponibilità del Servizio Sanitario Nazionale nei confronti delle donne portatrici di tali impianti, anche per far fronte a un eventuale intervento di espianto delle protesi mammarie in questione. Al riguardo – continua Bianconi - ho chiesto al Ministro se può essere fornito il dato delle donne mastectomizzate rispetto al numero di donne con tali impianti a seguito di operazione a matrice estetica. Ho richiesto, inoltre, al Ministro Balduzzi un maggiore approfondimento circa la distribuzione degli interventi effettuati per l'impianto di tali protesi rispetto alle strutture autorizzate e non accreditate. Ogni donna - sostiene Laura Bianconi - è padrona del proprio corpo e se desidera avere una silhouette diversa per sentirsi più a suo agio con il proprio corpo è libera di scegliere, purché si affidi sempre a un ottimo chirurgo dalla comprovata professionalità. Proprio per questo – conclude Bianconi - il Governo Berlusconi già nel 2009, su richiesta dell’allora sottosegretario, Francesca Martini, aveva presentato un disegno di legge che prevedeva l'istituzione del Registro delle protesi mammarie con il duplice scopo di ottenere sia la tracciabilità dei materiali usati, sia il divieto del ricorso alla chirurgia plastica al seno, se per scopi estetici, per le minorenni, arginando in questo modo l'accesso indiscriminato a questo tipo di chirurgia estetica”.
Il Ministro nel corso del suo intervento ha riferito i dati relativi all'utilizzo delle protesi mammarie in questione, che è pari a circa 4.525, e ha ricordando come il Consiglio superiore di sanità già nel mese di dicembre avesse sottolineato l'assenza di rischio di cancerogenicità, mentre è sicuramente maggiore il rischio di rottura e di connessi processi infiammatori. Il Ministro già con l’ordinanza del 29 dicembre del 2011, richiedeva alle Regioni i dati per una analisi dell'entità dei soggetti interessati. Al riguardo era anche intervenuto con due pareri il Consiglio superiore di sanità in relazione alla gestione clinica dei dati e alla nomina di un gruppo di lavoro composto da esperti nonché da rappresentanti delle società scientifiche. I componenti delle protesi mammarie PIP sono risultati non conformi alla descrizione fornita dall’azienda produttrice, con il rischio, già verificatosi, di rotture e processi infiammatori. Il Ministro ha inoltre comunicato alla Commissione che alla data 25 gennaio non tutte le Regioni avevano comunicato i dati del censimento richiesto. Allo stato attuale, quindi, a fronte di 3.802 interventi di impianto di protesi P.I.P. il 53% risulta censito nelle aree del centro Italia, ma il 45% degli interventi di protesi P.I.P. è stato effettuato da strutture localizzate nel Nord del Paese. L'analisi dei dati per tipologia di struttura evidenzia che a livello nazionale il 74% degli interventi di protesi P.I.P., corrispondenti a 2.827 interventi, ha avuto luogo in strutture di ricovero e cura mentre il restante 26 percento pari a 975 interventi ha avuto luogo in strutture ambulatoriali. La relazione del Ministro Ha evidenziato come ben 963 interventi di impianto di varie protesi siano stati effettuati da strutture ambulatoriali autorizzate non accreditate, dei quali 547 interventi in strutture del centro Italia.

CHI CONTROLLA I CONTROLLORI
Se succede in un’azienda, ed è successo, che un amministratore fugga con la cassa lo si denuncia e se si può si cerca di recuperare il maltolto. Ci penserà poi la giustizia a decidere come deve essere punito. Se succede in un partito politico diventa una questione morale, primo perché i politici hanno la pretesa (termine inteso nell’accezione più nobile, cioè aspirano a) di governare un Paese, di prendere decisioni che influiscono sulla vita dei cittadini che li hanno eletti, secondo perché quando una persona decide di entrare in politica deve mettere in conto che dovrà vivere in una bolla di vetro dove ben poco della sua vita potrà rimanere nell’ambito del privato. Piaccia o non piaccia è il prezzo che si deve pagare per seguire quella che per i più è un’autentica passione. Per cui è naturale che il “caso Lusi” abbia riacceso, se mai si fossero spenti, i riflettori sul rapporto tra politica e denaro. Che non c’è dubbio, per la metafora della bolla di vetro, a maggior ragione quando si tratta di denaro che passa per le mani di un politico deve essere gestito nel segno della chiarezza e della precisione. Sembrano i suggerimenti della vecchia zia buonanima, invece sono il primo dei principi contabili elaborati dall’Ordine nazionale di dottori commercialisti. Non servono leggi speciali o ulteriori organismi di controllo, basta attenersi alle regole previste dal Codice Civile in materia di contabilità e ai criteri unanimemente accettati dai professionisti contabili. E fortunatamente ragioneria è una di quelle materie che concede così poco margine alla fantasia che scoprire chi ha messo le dita nella marmellata è molto semplice, soprattutto per chi è del mestiere.



Da qualche settimana sono in corso nelle diverse regioni italiane i congressi provinciali del Pdl. Chi ha maturato una lunga esperienza in termini di militanza e appartenenza alla vita politica di un partito sa che questi sono momenti privilegiati per il confronto e il dibattito interno. Per i più giovani invece, un’occasione per fare esperienza con i meccanismi fondamentali della politica e mettersi in gioco. Sabato prossimo in Via del Partigiano 12 bis presso il Grand Hotel di Forlì si terrà il 1° Congresso Provinciale del Pdl, per questo motivo abbiamo scelto di dare spazio al consigliere regionale Luca Bartolini che nell’articolo pubblicato sul Resto del Carlino venerdì 3 febbraio ha bene sintetizzato qual è lo spirito con cui si è preparato questo congresso.

GAGLIARDI COORDINATORE, UNA GARANZIA. IO MI FACCIO DA PARTE, VOGLIO COESIONE
Ho preferito concentrarmi sulla regia del congresso e farmi da parte. Gagliardi? Esperto e lavoratore
Si svolgerà l’11 febbraio al Grand Hotel Forlì il congresso provinciale del PDL. Già annunciati i nomi del coordinatore e del suo vice visto che ci sarà un’unica lista.
Si tratta dell’attuale capogruppo del partito in consiglio provinciale Stefano Gagliardi e dell’emergente Luca Pestelli. Insieme a loro verrà eletto un coordinamento composto da 30 persone. Quindici di queste fanno parte di una lista bloccata, che ai primi tre posti vede i nomi del consigliere regionale Luca Bartolini, del coordinatore provinciale uscente Antonio Nervegna e del capogruppo del PDL in consiglio comunale Alessandro Rondoni.
Nell’elenco figura anche la senatrice Laura Bianconi. “Una lista rappresentativa di tutto il territorio e di tutte le anime del partito”, dice Bartolini. I restanti quindici nomi che entreranno a far parte del coordinamento verranno scelti attraverso la votazione. Ogni elettore esprimerà una preferenza. Varrà il principio di “una testa, un voto”, indipendentemente dalla quota versata. La cifra è variabile, da un minimo di 10 euro fino (è il caso dei consiglieri regionali e dei parlamentari) a 1000 euro.
Se, come detto, tutti potranno votare si potranno candidare al coordinamento solo gli associati che hanno versato, al momento del tesseramento, almeno 50 euro. Il fatto che nella nostra provincia ci sia un’unica lista è frutto anche di una cosiddetta pax bartoliniana nata dopo la vittoria del 44enne consigliere alle ultime elezioni. “A differenza di quanto hanno fatto altri colleghi io ho rinunciato a candidarmi al ruolo di coordinatore provinciale – spiega Bartolini – nonostante avessi i numeri”. Fanno infatti capo al consigliere regionale circa 800 tessere su 1200. perché, dunque, un passo indietro? “Perché è mio interesse avere la massima coesione possibile. Ho preferito occuparmi della ‘regia’ del congresso”.
Coordinatore provinciale sarà un volto storico del PDL, Stefano Gagliardi. “Un nome che va bene a tutti, una persona esperta, un lavoratore. Premiamo la sua capacità di fare politica”. Il suo vice sarà Pestelli, classe 1986+. “Si è affermato come responsabile provinciale dei giovani, ora intendiamo farlo crescere”, ragiona Bartolini. Se la ‘regia’ locale fa capo a Bartolini, quella nazionale “è del Segretario Angelino Alfano. A lui si deve la convocazione dei congressi in tutta Italia”. “Vogliamo – aggiunge – che il partito diventi più strutturato rispetto al passato. Anche se singolarmente abbiamo già dimostrato, attraverso i risultati delle elezioni regionali, di non essere un partito di plastica”.
Una definizione che Bartolini non accetta. “Io e Nervegna abbiamo preso oltre 20mila preferenze. Più del PD, che di certo è una realtà con una struttura consolidata”. Una volta chiusa la fase provinciale si terranno i congressi comunali, per eleggere i rispettivi coordinatori e coordinamenti. Le date sono ancora da fissare.
(intervista a Luca Bartolini - Consigliere Regionale PDL e Consigliere Questore dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea Legislativa - Regione Emilia-Romagna- pubblicata su il Resto del Carlino di venerdì 3 febbraio).

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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