Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 94 del 14 febbraio 2012

In Commissione
Affari Costituzionali
Proroga dei termini
Normativa e politica UE
Bilancio
Disposizioni concernenti la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche devoluta alla diretta gestione statale
Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani
Decreto legislativo in materia di Roma capitale
Finanze e tesoro
Liberalizzazioni
Istruzione pubblica
Comunicazioni del Ministro per il turismo e lo sport sulle linee programmatiche del suo dicastero in materia di sport
Proposta di indagine conoscitiva sull’impiego dei fondi strutturali e di coesione dell’UE nei settori di competenza della Commissione
Lavori pubblici, comunicazioni
Circolazione stradale nelle aree aeroportuali
Nomina del presidente dell’autorità portuale di Ravenna
Agricoltura
Audizione informale di un coordinamento di rappresentanti delle istituzioni locali sulla situazione dell’agricoltura nel territorio del Metapontino e altri territori limitrofi
Lavoro, previdenza sociale
Limite trattamento economico pubblici dipendenti
Imprenditoria sociale
Igiene e sanità
Legge Comunitaria
Gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero
Indagine conoscitiva percorsi nascita
Politiche dell’Unione europea
Incontro con il Ministro degli Affari esteri della Repubblica ceca


In Aula
Decreto-legge recante proroga dei termini
Mozioni sulle agenzie di rating
Mozioni sulla crisi del settore ippico
Mozioni sulle accise carburanti zone di confine

EMERGENZA NEVE: LAURA BIANCONI PRESENTA EMENDAMENTO AL DECRETO MILLEPROROGHE
Un emendamento al decreto milleproroghe per escludere dal Patto di Stabilità le spese sostenute dai Comuni per l’emergenza neve. Questa la proposta della senatrice cesenate Laura Bianconi per venire incontro alle spese dei Comuni alle prese con l’emergenza neve. “L’eccezionalità delle nevicate che dalla Romagna fino al Lazio hanno interessato centinaia di Comuni – ha dichiarato la senatrice Bianconi - non può essere affrontata con le sole risorse a disposizione degli enti locali. In aggiunta agli aiuti promessi dal governo per l’emergenza occorre infatti pensare a un intervento che consenta di affrontare tutte le necessità con cui si dovranno fare i conti una volta che la neve si sarà sciolta. Proprio per questo ho voluto presentare un emendamento al decreto milleproroghe che questa settimana verrà discusso in Senato. Infatti – continua Bianconi – nella prima fase del maltempo la priorità era garantire la percorribilità delle strade e il soccorso alle persone residenti nelle località più isolate, adesso che l’emergenza sembra essere passata è fondamentale liberare i centri abitati dalla neve accumulata, verificare la sicurezza negli edifici pubblici, a cominciare dalle scuole. Un surplus di lavoro che proseguirà poi per ripristinare le strade che risulteranno danneggiate e il verde pubblico. Non dobbiamo dimenticare che molti dei Comuni colpiti da questa straordinaria nevicata hanno anche una forte vocazione turistica ed è quindi importante che i Comuni abbiamo i margini di manovra necessari per poter intervenire anche sull'arredo urbano”. Proprio nei giorni in cui Cesena era letteralmente nel centro della bufera la senatrice Bianconi ha partecipato a un incontro con i parlamentari locali organizzato dal sindaco Lucchi. Nel corso dell’incontro la senatrice ha parlato dell’emendamento che prevede lo sforamento del patto di stabilità ma ha anche fatto presente la possibilità di accedere al fondo europeo di solidarietà, istituito nel 2002 per far fronte a calamità naturali particolarmente gravi. “Antonio Tajani, commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria – ha dichiarato la senatrice Bianconi - mi ha infatti confermato che con questo fondo si è già intervenuti per aiutare l’Abruzzo e il Veneto, gli ambiti di intervento sono molteplici e vanno dal ripristino delle infrastrutture ai trasporti, alle reti idriche, all’istruzione. E’ importante dunque attivarsi per poter usufruire di questa opportunità per far ritornare i nostri territori e i cittadini alla normalità”.

L’ETERNA TENTAZIONE DEL DEMIURGO
Pare siano sempre più in aumento i casi di transgender, cioè donne che si sono sottoposte a trattamenti ormonali per diventare uomini, che chiedono di “riattivare” l’apparato riproduttivo femminile per una gravidanza. In questi giorni è stata data la notizia del primo caso verificatosi in Gran Bretagna, e diverse associazioni di ginecologi hanno confermato che questo tipo di richieste è in aumento.
Il primo caso eclatante caso fu quello dell’americano Thomas Beatle che nel 2007 diede alla luce il primo figlio, seguito poi da altri due. “Tutto questo – commenta la senatrice Laura Bianconi - al di là della delicatezza che si deve avere nel giudicare persone che hanno trascorso gran parte della loro vita con un problema di identità di genere, ci deve interrogare. E’ giusto che si faccia tutto ciò che la tecnica consente di fare? Io credo – conclude Bianconi – che di fronte a scelte in cui l’aspetto etico è preponderante occorra interrogarsi e chiedersi se questo sia il meglio per la nuova vita che viene al mondo, se si tratti veramente di un atto di amore o non sia piuttosto un atto di estremo egoismo. La tentazione di sostituirci a Dio, di governare e manipolare il nostro destino è sempre in agguato, le nuove frontiere della medicina consentono cose impensabili fino a un decennio fa, per questo è importante che ognuno di noi torni a pensarsi come creatura e non come Demiurgo”.

PARTITI E POLITICA: PROBLEMI E VOGLIA DI NORMALITA’
E’ appena trascorso un fine settimana in cui i partiti sembrano essere ritornati a fare i partiti. Cioè, forse complice il fatto che il Presidente del Consiglio, era negli Stati Uniti per incassare la fiducia di Obama, i partiti hanno ricominciato a parlare di politica. Casini propone una grosse koalition per le politiche del 2013. Proposta che potrà non piacere a tutti ma che ha un suo fondamento, basti vedere la Merkel, dominatrice incontrastata dell’Europa che nel suo governo non sembra avere difficoltà a far condividere anime politicamente distanti. Bersani in un’intervista su Il Resto del Carlino parla invece di maggioranze vere con cui presentarsi alle elezioni che siano il superamento della fase Monti. Nel Pdl Roberto Formigoni ha lanciato l’attuale ministro dello sviluppo economico come candidato alle politiche, e sempre nel Pdl, il segretario Alfano intervistato da Fabio Fazio ha gettato acqua sul fuoco non escludendo nessuna possibilità a cominciare dal rapporto con la Lega. E per finire il lunedì nero del PD che si ritrova a fare i conti con il risultato delle primarie di Genova, che non saranno andate bene per l’attuale sindaco, ma da qui a considerarsi novella Ipazia ce ne vuole. Insomma una gran ripresa di quello che una volta si chiamava “dibattito politico”, anche se ancora non si può dire che la politica sia tornata in salute. E di questo nella sezione Spazio libero sarà il Professor Gianfranco Morra a fornire un interessante spunto di riflessione.



Abbiamo detto già nelle pagine precedenti delle difficoltà in cui si affanna la politica e con essa i principali partiti. Ogni giorno i principali giornali riprendono le analisi di studiosi ed esperti sui mali che affliggono la politica, la società, l'Europa. Anche Spazio libero questa settimana ospita un contributo che ci aiuta a capire le difficoltà di questo momento e ci propone una via per uscirne. E’ opera del prof. Gianfranco Morra, noto uomo di cultura da sempre impegnato in politica. Lo ringraziamo per avere accettato il nostro invito.

MOMENTO DIFFICILE PER LA POLITICA. CHE FARE?
Nel difficile e angoscioso momento, che stiamo vivendo, tre gravi mali hanno aggredito la nostra nazione e la stanno conducendo alla esautorazione, se non proprio alla dissoluzione. V’è una crisi economica di abissale profondità. Certo, non solo italiana, anche se da noi è stata accentuata a causa delle imprevidenze e dei calcoli sbagliati di partiti e sindacati, soprattutto a sinistra. Ma che anche i governi di centro-destra non sono stati capaci di affrontarla sino in fondo.
E tuttavia la crisi economica, anche se è la più visibile, non è la più grave. Assai peggiore è la crisi morale. Non parlo della morale dei singoli, della quale ciascuno è responsabile in proprio, ma del costume collettivo. Cadute le due grandi speranze, quella cristiana e quella marxista, gli italiani si sono adagiati in una vita alla giornata, nella quale sembra che contino solo l’utilità immediata e la realizzazione dei desideri soggettivi. Cerchiamo solo diritti, dei doveri ci siamo dimenticati. Le grandi istituzioni della morale civile sono in grave difficoltà, la famiglia, la scuola, i sindacati, i partiti, talvolta anche la parrocchia. E’ un momento di buio e di vuoto, nel quale gli individui si sentono soli e sfiduciati, privi di speranza per il futuro.
La crisi morale si è tirata dietro la crisi politica. Essa è in primo luogo disinteresse dei cittadini per l’impegno sociale e attesa di personaggi unti dal Signore che li tolgano dalle difficoltà. Il giudizio del popolo sui partiti e sui politici è assai negativo, anche se poi li cercano per ottenere piccoli favori. Contribuisce a questa sfiducia il degradato sistema elettorale vigente, che lascia ai partiti la determinazione di chi sarà eletto e priva così i cittadini della loro libera scelta. Dimenticate le ideologie e anche le idee, i partiti si sono trasformati in comitati elettorali. Per venti anni ci siamo illusi che il bipolarismo avrebbe creato una politica più efficiente e vicina ai cittadini. E’ accaduto il contrario: personalismi interessati e anche comici, contrapposizioni dei due gruppi come due pugili, imbarbarimento del dialogo politico e della stessa parola, divenuta sempre più oltraggio e turpiloquio. L’illusione della Seconda Repubblica è morta prima ancora che questa potesse nascere. Il governo dei non-politici guidato da Monti è una necessità per rispondere alla crisi economica, ma anche un interregno che ci deve portare ad un diverso sistema politico e partitico.
A queste tre crisi occorre dare una riposta. Alla crisi economica si risponde lasciandosi alle spalle il collettivismo sterile e liberticida, come pure il liberismo selvaggio. Oggi si va facendo sempre più strada la proposta, condivisa da molte forze politiche, di una economia sociale di mercato. Con la quale siamo nel pieno solco del popolarismo europeo, con la sua convergenza di sussidiarietà e di solidarietà, di iniziativa economica e di utilizzazione dei suoi risultati per fini di bene comune. Come pure sta crescendo nella nazione la consapevolezza dei limiti di una democrazia del puro diritto e della pura soddisfazione di utilità personali.
Dovunque sentiamo emergere esigenze di solidarietà e di uno stile di vita, che sia, certo, libero, ma anche responsabile. L’epoca delle chiusure corporative e delle unioni per la secessione sta finendo. Sempre più persone si attendono, dopo il trionfo della democrazia politica e di quella sociale, una ripresa della democrazia morale. Che altro non è se non la convergenza di cristianesimo e democrazia: nessun clericalesimo, nessun temporalismo, ma un laicità consapevole della sua nascita dall’universalismo cristiano, in una civiltà, quella europea, che per prima ha liberato gli schiavi ed emancipato le donne. Come diceva Leone XIII: “la democrazia o sarà cristiana o non sarà affatto”.
Infine una riscossa della politica. Oggi a molti fa schifo, e non del tutto a torto: ma senza politica, ci dice Aristotele, l’uomo non può essere uomo. La Terza repubblica, verso la quale siamo incamminati, ha bisogno di partiti liberati dalle storture, dalle corruzioni e dalle ruberie, mali che la Seconda Repubblica non solo non ha eliminato, ma accentuato. Occorre che tutte le formazioni politiche sensibili alla pulizia della nazione si uniscano per far rinascere una politica autenticamente democratica, che negli anni passati è stata piuttosto dimenticata o camuffata.
A questa svolta laici e cristiani debbono insieme dare il loro contributo, con una presenza che non li riduca a elementi decorativi o portatori d’acqua. In Europa numerose sono le formazioni politiche di ispirazione cristiana, che sono alternative sia ai socialisti che ai liberali. E se i laici hanno alle spalle una loro tradizione spesso gloriosa, anche i cristiani italiani non debbono credersi figli di NN, il loro impegno nella politica non nasce dal nulla, ma nel solco di una gloriosa tradizione nazionale, intestata ai due grandi nomi di Sturzo e De Gasperi.
E’ a quella tradizione che occorre riferirsi per realizzare, nei termini adatti ai tempi mutati, gli obiettivi richiesti dal nostro difficile momento. Una azione in favore della vita, della famiglia e dei giovani: le vere vittime della crisi. Per un parlamento pulito, che escluda chi ha macchie o pendenze. Per una politica che costi meno, che smetta di essere efficientista a parole, quando poi è sterile nei fatti. Per un dialogo tra eletti ed elettori svolto direttamente sul territorio. Popolari non populisti, moderati non opportunisti.
Occorre dunque ricomporre in sintesi i valori cristiani e quelli liberaldemocratici. In difesa della libertà, non del velleitarismo libertario, del liberismo selvaggio o del libertinismo amorale. Abbiamo bisogno (come ci è stato chiesto anche dal papa e dai vescovi italiani) di una nuova classe politica, di uomini capaci di essere, come chiedeva Sturzo, “liberi e forti”. Solo così, infatti, riusciranno a promuovere i due valori fondamentali della politica, indicati dalle parole con cui si apriva l’appello di Sturzo il 19 gennaio 1919: “uniti dobbiamo propugnare nella loro interezza i supremi ideali della giustizia e della libertà”.

(Gianfranco Morra, professore emerito di Sociologia nell’Università di Bologna)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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