Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 110 del 29 maggio 2012

In Commissione
Affari costituzionali
Riforma del Parlamento e forma di governo
Razionalizzazione della spesa pubblica
Giustizia
Durata del processo
Introduzione del reato di tortura
Difesa
Legge-delega per la revisione dello strumento militare
Bilancio
Carta delle autonomie locali
Razionalizzazione della spesa pubblica
Finanze
Incontro della Commissione Bilancio del Parlamento della Repubblica Ceca
Istruzione pubblica
Città d’arte
Siti UNESCO
Borghi antichi
Audizione del Governo su situazione Arcus
Industria
Servizi mercato interno
Professioni non regolamentate
Ritardati pagamenti alle imprese
Royalties per la coltivazione di idrocarburi
Audizione di R.E.T.E. e Confindustria Emilia Romagna sulle conseguenze del terremoto sulle attività imprenditoriali nella regione
Lavoro
Comitato aziendale europeo
Sanità
Indagine conoscitiva patologia diabetica
Sperimentazione clinica e riforma degli ordini delle professioni sanitarie
Trapianto parziale di organi tra vivi
Decreto legislativo pesticidi

In Aula
Informativa del Governo sulle nuove scosse di terremoto in Emilia:
Riforma del mercato del lavoro



ANCORA SCOSSE DI TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA, PREOCCUPATA LA SENATRICE BIANCONI
“Le ulteriori scosse registrate questa mattina in Emilia Romagna nelle località già duramente messe alla prova dal terremoto del 20 maggio, non fanno che aggravare una situazione grave e dolorosa”
. Questo il commento della senatrice Laura Bianconi alla notizia di una nuova e intensa scossa che ha nuovamente colpito l’Emilia Romagna. “Questo nuovo episodio – continua Laura Bianconi – mette a dura prova la determinazione e l’operosità delle popolazioni colpite che, pur nella grande difficoltà, avevano reagito con grande coraggio. Ora più che mai è importante che le istituzioni garantiscano a cittadini e imprese tempi rapidi per la ricostruzione”. Profonda vicinanza è stata infine espressa dalla senatrice alle famiglie delle vittime e a tutti quanti hanno riportato danni nelle loro attività e nelle loro abitazioni.

DIRETTIVA BOLKESTEIN: PARTE DA LAURA BIANCONI INIZIATIVA BIPARTISAN
Un’azione congiunta dei due parlamentari forlivesi, Sandro Brandolini e Laura Bianconi per chiedere al Ministro per gli Affari regionali e al Ministro del Turismo interventi urgenti riguardo la Direttiva Bolkestein, la direttiva europea che a partire dal 2016 renderà obbligatorio assegnare le aree demaniali attraverso il sistema dell’asta pubblica e che rischia di creare non poche difficoltà al comparto balneare italiano.
“I nostri servizi di spiaggia – rilevano infatti i due parlamentari – presentano caratteristiche molto diverse rispetto agli altri paesi europei dove, sia per il clima sia per la conformazione del territorio, non si sono sviluppate strutture in grado di offrire un’offerta turistica così vasta che va dai servizi di spiaggia a servizi di soccorso d’avanguardia. E soprattutto si tratta di imprese a carattere familiare che nel corso degli anni hanno effettuato consistenti investimenti, a tutto vantaggio dell’offerta turistica complessiva, e che difficilmente potrebbero competere con eventuali gruppi economico finanziari stranieri”.
Per questo motivo la senatrice Bianconi e l’onorevole Sandro Brandolini attraverso un’interrogazione parlamentare hanno chiesto ai ministri interessati quali azioni intendano intraprendere per salvaguardare gli attuali concessionari e, soprattutto, di attivare un tavolo tecnico per arrivare in tempi rapidi ad una positiva soluzione della vicenda.
“E’ necessario agire con tempestività perché non possiamo arrivare impreparati alla scadenza del 2016 – continuano Bianconi e Brandolini – i margini per elaborare percorsi giuridico-amministrativi che, pur nel rispetto della direttiva Bolkestein, tutelino in nostri imprenditori ci sono, per questo motivo abbiamo sollecitato una fattiva iniziativa ai ministri Moavero e Gnudi”.
La proposta dei due parlamentari forlivesi è stata accolta con favore da molti altri parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno sottoscritto l’interrogazione.

INTERROGAZIONE
Al Ministro per gli Affari Europei e al Ministro per gli Affari regionali, Turismo e Sport
Premesso che,
- il turismo balneare nel nostro Paese rappresenta uno dei punti di forza della nostra economia tanto da essere compreso nel nostro programma nazionale di riforma all'interno della strategia Ue 2020;
- la domanda turistica balneare, pur nel contingente momento di crisi economia, non ha mai subito negli ultimi anni grandi flessioni secondo i dati forniti dall'Osservatorio nazionale sul turismo italiano (Isnart- Unioncamere) che ha confermato come anche nello scorso anno le località balneari della costa italiana hanno accolto circa il 56.9% dei soggiorni di svago;
- Il settore balneare è costituito nella quasi totalità da imprese di tipo familiare che operano nell’ambito di piccole concessioni e che negli anni hanno effettuato consistenti investimenti per offrire sempre migliori servizi al turista, in questo contribuendo ad innalzare l’immagine di tutto il comparto turistico;
- con l’approvazione del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2010, l’Italia ha recepito la Direttiva 2006/123/CE pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (L 376) il 27 dicembre 2006, che stabilisce che dal 1° gennaio 2016 le concessioni demaniali dovranno essere assegnate attraverso aste pubbliche;
- senza adeguati correttivi l’applicazione della Direttiva Bolkestein rischia di penalizzare gli attuali concessionari che difficilmente potrebbero competere con eventuali gruppi economico finanziari stranieri;
si chiede di sapere
- quali azioni intendano intraprendere i Ministri interrogati in sede di Commissione Europea al fine di salvaguardare quanto più possibile gli attuali soggetti concessionari, alla luce del rischio di eventuali procedure di infrazione, così come è avvenuto con la procedura n. 4908/2008;
- quali sono le linee guida con cui verrà predisposto il bando di gara e se non ritengano i Ministri interrogati inserire all’interno del bando misure a tutela delle attività esistenti;
- quale sia l’intendimento del Governo in materia di un eventuale diritto reale da concedere agli attuali concessionari per quanto riguarda le aree su cui insistono i manufatti da loro realizzati;
- quale sia l’intendimento del Governo in materia di canoni demaniali;
- se i Ministri interrogati non ritengano necessario attivare quanto prima un tavolo tecnico per individuare il percorso giuridico-amministrativo più adeguato per tutelare la peculiarità delle imprese turistico-balneari italiane nel rispetto della Direttiva Bolkestein.

ILARIO FIORAVANTI,IL DESTINO DI UN UOMO NELL’ARTE
Perfettamente riuscita la serata di lunedì 28 maggio in cui l’associazione Valori e Libertà di Cesena ha proposto filmati inediti su Ilario Fioravanti, il grande artista cesenate scomparso qualche mese fa. Una serata intensa e molto partecipata (erano presenti anche i familiari dell’artista) che è nata da una conversazione tra Maria Lucia Macagnino, presidente di Valori e Libertà, e Marisa Zattini, art director de Il Vicolo pochi giorni dopo la morte di Ilario fioravanti. “Quando Marisa mi parlò di questo filmato che aveva realizzato in occasione della grande mostra antologica del 2008 e che non era mai stato proiettato – ha ricordato la presidente Macagnino –  ho subito pensato che fosse arrivato il momento per sottrarre dall’oblio quella testimonianza e di proporla, in un momento pubblico, come gesto d’affetto e di gratitudine nei confronti di questo grande artista che ha onorato la sua città e tutta la Romagna". E proprio dalla Romagna è iniziato il percorso attraverso cui Gianfranco Lauretano ha guidato gli spettatori alla visione delle varie parti del filmato, ricordando come tutta la Romagna sia segnata dall’opera di Ilario Fioravanti, presente con la sua arte in ben quaranta località. Ma è stato Davide Rondoni che introducendo l’ultimo filmato, la “dotta conversazione” tra Monsignor Sambi e Fioravanti, ha veramente trovato la definizione che più si attaglia a questo straordinario artista. Rondoni, ricordando che fu Giovanni Testori parlargli di questo grande architetto e scultore “che è delle tue parti”, ha voluto liberare Ilario Fioravanti da giudizi un po’ di maniera e stereotipati che lo identificano frettolosamente come un artista quasi naif perché usa materiali semplici come la terracotta, perché i suoi personaggi appartengono all’esperienza di tutti noi. “Di fronte a un’opera di Ilario Fioravanti – ha sottolineato Davide Rondoni – si tocca veramente con mano che cosa sia il sentimento della perfetta letizia di cui parla San Francesco”. Una serata quindi di grande emozione per tutti i presenti, felici di poter rivedere e riascoltare il loro grande concittadino, una serata resa possibile dalla disponibilità e dalla generosità di Marisa Zattini che ha messo a disposizione dell’associazione Valori e Libertà il prezioso materiale raccolto in tanti anni di collaborazione artistica con Ilario Fioravanti.


Questa settimana Spazio libero ospita l’intervento svolto dal senatore Michele Saccomanno nel corso dell’audizione del Ministro Cancellieri sull’attentato verificatosi nei pressi della scuola “Morvillo Falconi” di Brindisi. E’ un intervento sentito e toccante perché è anche la testimonianza di come, chi è di Brindisi ha vissuto quella tragica mattina in cui una giovane vita è stata spezzate e altre sono state messe in pericolo da un disegno omicida. E poi ritorna un amico di questa newsletter, Alessandro Rondoni, capogruppo Pdl nel comune di Forlì che continua l’approfondimento sulla fine, ingloriosa, dell’Aeroporto Ridolfi.

BRINDISI: UN ATTENTATO CHE DEVE INTERROGARCI
Signor Presidente, onorevole Ministro, Sottosegretario, colleghe e colleghi,
il mio, a nome del PdL e anche a nome della città di Brindisi che mi onoro di rappresentare, è innanzitutto un ringraziamento alle istituzioni tutte, che sono state estremamente presenti, con i più alti rappresentanti dello Stato: mi riferisco al Presidente della Repubblica e alla presenza fisica del Presidente del Senato, del Presidente della Camera e del Governo, in tutte le sue diverse espressioni. Grazie anche a lei, signora Ministro, che è stata ripetutamente sul posto, nella città. Lei aveva incontrato noi parlamentari una settimana prima, non presagendo nulla, ma certamente per importanti fatti segnalati che avevamo discusso con lei per affrontare possibili soluzioni.
Ringrazio tutti i colleghi intervenuti quest'oggi. Certamente eviterò di fare polemiche su riflessioni contingenti, ma indubbiamente condivido il senso di dolore e di sofferenza che l'Assemblea ha espresso nel suo insieme.
Rappresentare una comunità in qualsiasi sede ed in qualsiasi momento è un onore ed un privilegio, ma oggi vi è il peso di una ferita mortale, signor Presidente, e vi è una preoccupazione dai contorni indefiniti e perciò terrificanti. Proverò a svolgere una riflessione un po' diversa, raccogliendo e dando per scontate le riflessioni opportune fatte dai colleghi.
I fatti sono a tutti noti, ma racconto come li ho affrontati io, che sono arrivato tra i primi (sono stato il primo parlamentare a giungere sul posto). Signora Ministro, la telefonata mi ha colto alle ore 7,55: sono accorso sul posto e mi sono trovato tra ambulanze appena partite, ragazzi e ragazze vaganti, forze dell'ordine, gente scioccata ed incredula, voci confuse sul numero dei morti, frammenti e segni della deflagrazione (che sono stati già qui raccontati). Quasi la scena di un film antico, per me, e forse per molti miei coetanei, ma in un posto irreale: Brindisi, una scuola. A terra un diario con le pagine al vento, zainetti e, sotto i piedi, tanto altro che aveva di umano mi hanno riportato ad una cruda realtà.
Non voglio trasferire in quest'Aula un affannato e tumultuoso ricordo dello smarrimento imperante tra tutti, ma voglio rivolgere alla classe politica un cumulo di perché. Non riusciamo a capire perché una ragazza possa morire in quel modo e in quel luogo, davanti alla scuola, perché si possa arrivare a tanto e - scusatemi - anche perché in quella città. Ogni risposta sarebbe avventata, ma abbiamo il dovere di proporci un ventaglio di interrogativi. Non ci sono risposte uniformi, omogenee.
In quest'Aula voglio superare gli interrogativi dell'emozione, il dramma del trasferimento psicologico di quei corpi straziati con quelli dei nostri figli o nipoti. Io mi domando il perché: ho il ruolo della responsabilità. Per questo mi devo interrogare. Non può un uomo delle istituzioni non attraversare il luogo dei sentimenti, delle sofferenze per ergersi poi più umile al di sopra e scontrarsi con gli interrogativi incisi dal dramma nella storia del proprio tempo e del proprio Paese.
Cosa e chi ha arruolato le mani assassine? Non per giustificare, signora Ministro, ma per capire e fare in modo che sia un'esperienza irripetibile.
Ipotesi malavitose? Certo, è una terra colpita da criminalità organizzata e da lotte interne alla stessa. Vi è stata, però, una forte risposta dello Stato e della comunità intera, che oggi fanno percepire quel mondo superato (almeno a noi che lì viviamo). Con gli inquirenti concordiamo comunque, anche in questa ipotesi, su una anomala possibilità, ma rimane molto dubbia.
Terrorismo? Coincidenze (a partire dall'Ansaldo)? Riemersione possibile? Ma, senza escludere nulla, tale gesto rappresenterebbe un'ulteriore preoccupante anomalia, per una violenza contro i figli che isolerebbe i gesti eclatanti nati per folli consensi.
Il gesto di un folle? Mi è sembrato cogliere in molti un senso di minore preoccupazione, se così fosse. Ne comprendo il momentaneo, a mio avviso, superficiale rasserenamento: sarebbe meno ripetibile, fermo in quel tragico palcoscenico; preso il folle, rimanderemmo a scuola i figli pian piano con l'antica serenità, ma una follia così socializzata, per il ruolo che ha, mi porrebbe ulteriori interrogativi.
In piazza a Brindisi - qui divago, e racconto un altro vissuto di quel momento - hanno contestato il vescovo, il ministro Profumo (che ringrazio per la presenza, anche se ora non si trova in quest'Aula) ed i politici. Signor Presidente, ci siamo dovuti mimetizzare ed ascoltare le grida di qualche o molti fanatici (forse!) o di un capopopolo che al di là di tanti meriti personali era spinto da umori comuni e indicava, nonostante la bara e i feriti, che «bisogna colpire Roma». «Là vi sono i colpevoli» egli diceva: ce l'aveva con noi, ma tanti cittadini applaudivano. Ognuno di noi si è sentito frustrato e prigioniero di una dimensione che non può appartenere e non appartiene al Parlamento. Concordo con i colleghi che, per una periferia troppo dimenticata, hanno chiesto di intervenire con l'intero Governo - e il Ministro quest'oggi ci ha rassicurato ancora in tal senso - oltre i funerali, per far vivere quel territorio. Lì occorrono veramente - purtroppo - pane e lavoro; diversamente avremo dato manovalanza alla malavita e alla follia. Voglio credere nelle promesse del Governo: arriveranno Passera, Clini e altri Ministri, operativamente, ma credo ai fatti possibili delle istituzioni e della politica.
Colleghi, in ogni circostanza difficile, siamo spesso qui a chiedere impegni agli altri, ma un fatto di questa portata obbliga il Parlamento a cominciare a riflettere da se stesso. La mia umiliazione nel silenzio obbligato, nello sguardo abbassato, nell'inconscia paura di diventare il segno della giustificazione dei folli deve farci risorgere. Dobbiamo trovare in ognuno di noi e nel nostro insieme - questo è il primo proposito - la forza per tornare a rappresentare con orgoglio i cittadini. La prima sicurezza parte dal cambiamento, che dovrà essere reale e percepito. Chiediamo risposte a tutti per Melissa Bassi, ma voglio gridare a quest'Aula che dobbiamo riformarci nella sostanza, per non essere mai costretti a nasconderci e ad abbassare lo sguardo. Guai a noi se tutto ciò sarà stato vano, signor Presidente: voglio essere convinto - come lo sono, da uomo delle istituzioni - che lo faremo; per quello che si chiedeva da parte di tutti, in modo concreto, anche in Parlamento, si può ritornare ad essere d'esempio per i giovani. A quella classe colpita, a quei ragazzi feriti e a coloro che hanno vissuto l'angoscia, da giovani e da piccoli, e che hanno impresso nella memoria questo tipo di ferita, il Parlamento si proponga, oltre che per le soluzioni prospettate dagli altri, per essere in grado, di fronte ad un evento grande, di risorgere e di rappresentare autonomamente - tramite ognuno di noi, con il proprio vissuto - un elemento di stimolo e di esempio.
(Sen. Michele Saccomanno – tratto dal sito www.senato.it)

AEROPORTO RIDOLFI: LE RESPONSABILITA' DI UNA CLASSE DIRIGENTE
Tempi di crisi anche per l’aeroporto Ridolfi di Forlì. Infatti Seaf, la società di gestione dello scalo partecipata per il 49% dal Comune di Forlì, è stata posta in liquidazione. Vani i tentativi per ripianarne l’ingente debito, fallito pure quello di privatizzazione e naufragato, da ultimo, anche il progetto di una società unica di gestione degli aeroporti di Bologna, Forlì e Rimini. Il no definitivo a quest’ultima ipotesi, per la quale lo scorso anno erano già state avviate le trattative tra gli enti locali interessati, è giunto il 2 maggio da Bologna al termine del consiglio di amministrazione di Sab, la società di gestione dell’aeroporto Marconi. È così completamente mancata la capacità di programmazione da parte della Regione Emilia-Romagna. Forlì si è vista quindi sbattere la porta in faccia, stretta nella morsa Bologna-Rimini, e rischia di non volare più, declassata per la debolezza del Pd che governa questi territori, della Regione e delle amministrazioni locali, e per quella della Giunta di centrosinistra e dell’intera classe dirigente di Forlì. Tutta roba sinistra! È evidente che il Pd non è stato capace di una progettualità condivisa tra enti, istituzioni, forze economiche e politiche, associazioni di categoria. Il Sindaco e l’Amministrazione sono succubi e subalterni ai voleri di Bologna. Errani docet! Occorreva un tavolo con i principali attori del territorio, fra cui parlamentari e consiglieri regionali, per condividere le priorità e collaborare al bene della città, come da tempo propongo con il “Patto per Forlì” e la “Commissione Forlì”. Purtroppo neanche questo è stato fatto. La vicenda Seaf è una sconfitta, un fallimento del sistema di potere consolidato in questo territorio, da anni governato dalla sinistra. Forlì, purtroppo, ormai non conta più niente. Il 7 maggio in Consiglio Comunale il gruppo Pdl ha chiesto con una mozione alla Giunta di cambiare linea politica, di “farsi sentire” a Bologna, fare sistema e invitare a una seduta consiliare, da convocare al più presto, il presidente regionale Vasco Errani affinché spieghi le scelte della Regione sulla vicenda del Ridolfi e ascolti le ragioni del nostro territorio. Forlì deve continuare a volare! Recentemente, in un incontro pubblico organizzato dal Pdl con il coordinatore provinciale Stefano Gagliardi, anche l’ex sindaco Franco Rusticali, già presidente Seaf, ha accusato il Pd e il Sindaco attuale di non sostenere l’Aeroporto e l’ex assessore Elvio Galassi ha addirittura rivelato che già da tempo Bologna intendeva chiudere lo scalo di Forlì. Ora si spera che Enac tenga aperta l’ultima porta, quella della concessione della licenza trentennale, e che con un nuovo bando di gara europeo si possa, sia pure in extremis, mantenere in vita lo scalo forlivese. Anche perché a Forlì vi è un eccellente polo aeronautico, con la formazione, la presenza di Enav, dell’Itaer e della facoltà universitaria di Ingegneria Aerospaziale. L’aeroporto Ridolfi, quindi, rischia di chiudere per nebbia, nebbia nella testa del Pd, che non riesce a fare sistema e sta rendendo Forlì solo un quartiere periferico della cosiddetta, e ormai sotto accusa, Area Vasta. Anche il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, in Consiglio Comunale si è definito amareggiato e preso in giro dalle bugie dette in Regione e, negli incontri ai vari livelli istituzionali, criticando l’incapacità di fare sistema da parte del partito di maggioranza e dell’assessore regionale ai trasporti, Alfredo Peri, ha definito vaga anche l’idea di Area Vasta… Un bel rebus in casa Pd! Oggi tocca all’Aeroporto. Fra un po’ sarà la volta della Sanità, della Fiera, dell’Università…! I cittadini hanno ormai capito che per cambiare il corso degli eventi occorre, dopo sessant’anni di amministrazioni dello stesso colore, una cosa sola: l’alternanza politica.
(Alessandro Rondoni - Capogruppo Pdl in Consiglio Comunale a Forlì)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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