Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 112 del 12 giugno 2012

In Commissione
Affari costituzionali
Carta delle Autonomie
Finanziamenti partiti politici
Giustizia
Tribunale della famiglia
Durata del processo
Affari esteri
Incontro con Vice Ministro degli Affari Esteri dellop Stato d’Israele
Istruzione pubblica
Audizione del Ministro all’Istruzione pubblica sulla situazione delle scuole nelle zone colpite dal sisma in Emilia-Romagna
Audizione del Ministro per i Beni e le Attività culturali sui danni al patrimonio culturale nelle zone colpite dal sisma in Emilia-Romagna
Lavori pubblici
Problematiche inerenti il settore dell’aerotaxi
Agricoltura
Valorizzazione della dieta mediterranea
Industria
Royalties per la coltivazione di idrocarburi
Audizione di R.E.T.E. e Associazioni sindacali sulle conseguenze del terremoto sulle attività imprenditoriali nella regione
Lavoro
Accertamento delle minorazioni civili da parte dell’INPS
Sanità
Riorganizzazione enti vigilati del Ministero della Salute
Accertamento delle minorazioni civili da parte dell’INPS
Territorio
Indagine conoscitiva sul ciclo dei rifiuti
Politiche dell’Unione europea
Gas serra
Fiscal compact
Nuove prospettive finanziarie 2014-2020


In Aula
Riforma del Parlamento e forma di governo
Partecipazione missione ONU Siria

MALATTIE RARE. PRESENTATE IN SENATO PROPOSTE PER PIANO NAZIONALE MALATTIE RARE
Questa mattina, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, si è tenuta la presentazione del libro Malattie rare: alla ricerca dell’approdo, una ricerca che contiene concreti suggerimenti per il Piano nazionale delle malattie rare che il Ministero della Salute dovrà predisporre, come stabilito dall’Unione europea, entro il 2013. All’incontro promosso dall’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione hanno preso parte tra gli altri, Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, l’onorevole Paola Binetti e la senatrice Laura Bianconi, relatrice del disegno di legge sulle malattie rare. Proprio riguardo la legge che tanti malati attendono, il senatore Tomassini ha espresso il suo rammarico per un disegno di legge sostanzialmente concluso nella sua formulazione ma che non riesce a concludere il suo percorso perché il Governo non trova la i fondi necessari, circa 40 milioni di euro, al suo funzionamento. Nel suo intervento Laura Bianconi ha ricordato come “le malattie rare troppo spesso diventano malattie neglette, cioè malattie ai margini della ricerca e del’interesse scientifico in quanto molto costose e poco remunerative rispetto ai finanziamenti di cui necessitano. Come giustamente riporta il sottotitolo del libro – ha sottolineato la senatrice Bianconi – è necessario un contributo multidisciplinare al Piano Nazionale Malattie Rare, affinché aumentino le azioni sinergiche tra le diverse discipline e i diversi filoni di ricerca. Le malattie rare sono così definite per la loro scarsa incidenza in rapporto alla popolazione, 5 casi ogni 10.000 abitanti, e nel nostro Paese sono quasi 2 milioni i malati che si trovano a lottare prima con la difficoltà di avere una diagnosi certa. poi con la difficoltà di ricevere le cure adeguate. Per questo è necessario parlare di malattie rare nella loro totalità e non come singole patologie, per mettere in luce e riconoscere una serie di comuni problematiche assistenziali e progettare interventi di sanità pubblica mirati e non frammentati che coinvolgano gruppi di popolazione con bisogni simili, pur salvaguardando peculiarità e differenze di ciascun malato”.

TERREMOTO ER: LAURA BIANCONI CHIEDE AL GOVERNO AUMENTO IMPOSIZIONI SU GIOCO D’AZZARDO
“No all’aumento dell’accisa sulla benzina e all’aumento dell’Iva, sì invece ad elevare l’imposizione sul gioco d’azzardo, misura che consentirebbe di reperire fondi da destinare alle zone colpite dal terremoto senza deprimere ulteriormente la già difficile situazione economica”.
Spiega così la senatrice Laura Bianconi la sua adesione alla lettera inviata al Governo da 50 senatori di tutte le forze politiche e che ha come prima firmataria la senatrice Emanuela Baio. “La nostra economia è in una fase di recessione – continua Bianconi – e sarebbe assolutamente controproducente andare a colpire indifferentemente tutti i cittadini che devono usare l’automobile per recarsi al lavoro o penalizzando ulteriormente lavoratori autonomi come i commercianti. Anche in questo il Governo deve dimostrare lungimiranza e non penalizzare chi già fa fatica”.

TERREMOTO ER: I COMUNI COLPITI SAPRANNO RIALZARSI
Lo ha detto il Presidente della Repubblica nel corso della sua visita alle zone terremotate. Questa terra così laboriosa ce la farà e saprà ricostruire quanto distrutto dal sisma. E’ un augurio, ma è anche la consapevolezza delle grandi capacità che la gente di queste terre ha sempre dimostrato, come ci ha voluto ricordare un nostro attento lettore che ci ha inviato la lettera che segue. Molti l’avranno già vista sul web, ma ve la proponiamo perché è un inno alla speranza, una speranza non vagheggiata, concreta come la gente di questa terra. Grazie a questo sconosciuto cantore del carattere degli emiliano-romagmoli.
L'Emilia Romagna è quel pezzo di terra voluto da Dio per permettere agli uomini di costruire la Ferrari.
Gli Emiliani-Romagnoli sono così.
Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari, una Maserati e una Lamborghini.
Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati.
Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano.
Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla.
Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco.
Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Liga.
Devono farti una siringa? Loro ti tirano su un'azienda biomedicale.
Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche.
Sono come i giapponesi, non si fermano, non si stancano, e se devono fare una cosa, a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti...
Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto?
Loro alla fine faranno cattedrali.

MARINA MILITARE: UNA FESTA RICORDANDO I NOSTRI MARO’
“Un gesto semplice che interpreta il sentimento di tutti gli italiani”.
Così la senatrice Bianconi ha espresso il suo compiacimento e la sua adesione all’iniziativa che, nell’ambito dei festeggiamenti per il 151° anniversario della Marina Militare, ha voluto ricordare i due marinai italiani al centro di una complessa vicenda giuridico-diplomatica in India. Venerdì scorso infatti tutti i militari presenti avevano appuntato sulla divisa un fiocchetto giallo in segno di solidarietà con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

SAVE THE DATE: A MILANO MARITTIMA CENA VALORI E LIBERTA’
Giovedì 14 giugno, alle ore 20,30, presso l’Hotel Palace di Milano Marittima si terrà la consueta cena che segna l’inizio dell’estate dell’Associazione Valori e Libertà. Da una frase di Camus lo spunto per il tema della serata,“L’Invincibile Estate”.

SAVE THE DATE: A FORLI’ MAURIZIO LUPI
Venerdì 15 giugno alle ore 21, presso il Salone Comunale di Forlì, Piazza Saffi 8, Rondopoint e il mensile Forzaromagna organizzano l’incontro pubblico dal titolo Politica e Rinnovamento – Le Ragioni di un Impegno. Parteciperanno Maurizio Lupi, Vice Presidente della Camera dei Deputati e Alessandro Rondoni, Capogruppo Pdl nel Comune di Forlì. Introduce Paolo Foschini, ccordinatore Pdl Bologna.



Sono passati vent’anni ed è ancora vivo più che mai il ricordo dell’attentato a Giovanni Falcone. Ci aiuta a ricordare quel giorno la senatrice Simona Vicari, con testimonianza personale che ci fornisce uno spaccato dell’Italia di quegli anni.

A VENT’ANNI DALLA STRAGE DI CAPACI
Dal quel 23 maggio 1992 sono passati venti anni. Due decenni in cui il nostro Paese è cambiato profondamente. Un’intera classe politica si è estinta, mettendo da parte quella che un tempo fu la Prima Repubblica. Nuovi scenari politici sono spuntati, portando insieme un nuovo modo di fare politica e di pensare lo Stato. Tanto del nostro Paese, ma anche del mondo che ci circonda è cambiato, ma io ricordo ancora esattamente come se fosse stato ieri dove mi trovavo quando quella terribile bomba squarciò l’autostrada che da Capaci porta a Palermo.
A quell’epoca ero assessore al Comune di Palermo. Città difficile, come lo può essere una metropoli del Mezzogiorno d’Italia sempre sospesa tra il suo fastoso passato e la voglia di modernità. Quelli erano tutti turbolenti, dove si sentiva sempre di più l’esigenza e la necessità che qualcosa dovesse cambiare. Anche nelle realtà locali era evidente che quanto accaduto a livello internazionale con la caduta del muro di Berlino e poi con la fine dell’Unione Sovietica non potesse non avere ripercussioni. Tutti guardavano con grande attenzione le contorsioni della Democrazia Cristiana, ormai sempre più in difficoltà, e i cambiamenti in corso nel Pci. Solo tre anni prima la svolta della Bolognina aveva portato i comunisti a lanciarsi in una svolta che li avrebbe portati a prendere sempre più le distanze dal loro passato comunista. E sempre in quegli anni l’ascesa di un movimento nuovo, sia come esperienza politica sia come proposta politica, la Lega Lombarda, che prima in Lombardia e poi successivamente in tutto il Nord iniziava a raccogliere consensi.
Quella bomba arrivò in un’Italia che stava cambiando, o che almeno voleva farlo. In una Nazione dove era evidente la necessità di riformulare la politica stessa secondo nuove linee guida. Dove ormai la gente e più in particolare l’elettorato chiedeva novità ed una classe dirigente più capace di cogliere il mondo che stava mutando. Forse quella bomba accelerò tutto, maledettamente. Rappresentò un momento in cui chi era quasi alla porta comprese che quella porta avrebbe dovuta chiuderla definitivamente e chi invece aveva ancora remore nell’aprirla si decise finalmente a farlo. Ma fu anche un momento di dura e profonda riflessione all'interno della stessa magistratura. Quella stessa magistratura che non lesinò critiche ed accuse a Falcone, e che dopo il terribile attentato di Capaci fu costretta e rivedere e quanto detto e pensato.
In quel giorno di maggio ero in strada, ma dalla concitazione che mi circondava avvertii che qualcosa di grave era accaduto. Mi precipitai nel primo negozio e mi attaccai ad una radio che in quel momento era accesa. Non so se era più forte la preoccupazione, la curiosità o la paura ma quegli attimi non li dimenticherò mai. Il continuo accavallarsi delle notizie, degli aggiornamenti è una delle emozioni che mi sono rimaste impresse. Allora non c’era la tecnologia che abbiamo oggi. Né social network, nè internet e nemmeno i canali all news. Tutti appesi ad una radio o agli tg speciali, i quali anche loro si dibattevano con la difficoltà di avere un quadro chiaro della situazione.
Ma chi aveva colpito quella bomba? Chi poteva essere il destinatario di quell’attacco? Erano le domande che mi rincorrevano in quegli attimi prima di conoscere la verità. Doveva essere un personaggio di primo piano, un uomo importante. Ed infatti lo era. Devo essere sincera, non pensai subito a Falcone. Forse perché in cuor mio speravo che non lo fosse. Però ci volle poco però per capire che quella bomba, come prima aveva eliminato Rocco Chinnici, adesso toglieva dalla circolazione proprio Giovanni Falcone.
Sono passati venti anni ma ricordo ancora lo scoramento mio e di tanti altri riuniti attorno a quella radio. C’era chi piangeva, chi si era portato le mani al volto e chi invece imprecava con quella classe politica ormai sull’uscio della porta della storia. Quell’indignazione che percepii ancora più forte nel tragitto che mi separava da casa, dove mi recai subito dopo aver appreso la notizia. Rabbia contro una politica che non era riuscita a proteggere colui che più di tutti stava portando avanti una battaglia feroce contro la mafia. Quella stessa rabbia dimostrata durante i funerali lì a Palermo. La rabbia di una gente che si sentiva tradita, che sentiva ormai lo Stato lontano e quasi nemico.
La mafia aveva eliminato un pericoloso nemico. Aveva capito che quel Falcone l’avrebbe annichilita, perché ne aveva compreso il linguaggio, i gesti, le espressioni. Era entrato nella loro anima carpendone i più intimi segreti. Non è un caso se la storia dell’antimafia dopo il 1992 deve tanto a Falcone in termini di procedure d’indagine. La stessa lotta alla mafia dopo il ’92 non è più stata la stessa. Più determinazione, più impegno e soprattutto più forza nel denunciare le zone d’ombra.
Cosa resta adesso di quella bomba? Resta la grande lezione umana e spirituale di Falcone, il suo insegnamento che la mafia si può combattere. Ma rimane anche una società che è più consapevole del pericolo mafioso, dove la stessa gente sente dentro di sé quegli anticorpi antimafia. I giovani di oggi nati e cresciuti all’ombra del mito di Falcone e poi di Borsellino hanno una consapevolezza diversa dalle nostre passate generazioni. Consapevolezza di un impegno sociale ed umano maggiore. Falcone sarà anche morto, ma come spesso accade le loro idee e valori camminano su gambe più robuste, a prova di qualsiasi bomba.
(Sen. Simona Vicari - Segretario dell'Ufficio di Presidenza del Senato)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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