Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 113 del 19 giugno 2012

In Commissione
Affari costituzionali
Giornata dell’Unità d’Italia
Rinnovo Comites e CGIE
Carta delle Autonomie
Finanziamenti partiti politici
Giustizia
Esercizio abusivo professione avvocato
Disposizioni sul gioco d’azzardo
Affari esteri
Incontro con delegazione Commissione Affari esteri del Bundestag
Ratifica decisione del Consiglio europeo su stabilità degli stati membri
Ratifica Trattato Meccanismo europeo di stabilità
Ratifica Trattato Fiscal compact
Bilancio
 Ripartizione 8 per mille a gestione statale
Gestione integrata rifiuti
Istruzione pubblica
Problematiche del sito archeologico di Pompei
Impiego fondi strutturali e di coesione dell’Unione europea
Lavori pubblici
Sicurezza nei luoghi di lavoro del settore trasporti e microimprese
Audizione del Presidente e dei Componenti designati dell’Autorità dei Trasporti
Agricoltura
Indagine conoscitiva su enti vigilati dal Ministero delle Politiche agricole
Audizione rappresentanti associazioni agricole su danni per il settore agroalimentare derivanti da eventi sismici in Emilia Romagna
Industria
Indagine conoscitiva sulla competitività delle imprese industriali
Lavoro
Trattamento di disoccupazione lavoratori frontalieri italiani in Svizzera
Disciplina forme pensionistiche complementari
Lavoro dei detenuti in favore di ONLUS
Sanità
Indagine conoscitiva su riconoscimento invalidità civile
Professioni non organizzate in ordini
Riorganizzazione enti vigilati dal Ministero della salute
Trapianto parziale di organi tra vivi
Politiche dell’Unione europea
Le nuove prospettive finanziarie 2014-2020

In Aula
Informativa del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulla questione "esodati"
Riforma del Parlamento e forma di governo
Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del senatore Luigi Lusi
Decreto-legge n. 63, editoria

L’EUROPA AL BIVIO, TRA ELEZIONI IN GRECIA E G20
Con le elezioni in Grecia di domenica scorsa sono iniziate quelle che a detta degli esperti saranno le due settimane cruciali per l’euro: 17 giugno le elezioni in Grecia (elezioni che erano in realtà un referendum sull’euro), 18 e 19 il G20 di Los Cabos in Messico, 22 giugno a Roma il vertice tra Francia, Germania, Spagna e Italia, il 28 e 29 giugno il Consiglio Europeo a Bruxelles. In attesa si sapere come si concluderà il G20, tra incontri saltati e prontamente dati come non programmati dal portavoce di Obama, il dato certo è che i greci hanno scelto di rimanere in Europa e che questo però non è stato sufficiente per tranquillizzare i mercati. “La vittoria di conservatori di Neo Demokratia – commenta la senatrice Laura Bianconi – è assolutamente positiva perché consentirà di formare assieme ai socialisti del Pasok un governo di larghe intese che sa di dover traghettare il Paese fuori dal guado. Nonostante il ragguardevole risultato del 7 per cento, i greci non hanno ceduto alle lusinghe nazionaliste e massimaliste dei neo-nazisti di Alba dorata, segno che, nonostante le tensioni sociali e la gravissima crisi economica, hanno voluto dare credito a un progetto politico che non promette miracoli ma che, realisticamente, cercherà di affrontare i problemi uno alla volta”.

EPATITE C: IN SENATO CONVEGNO SU NUOVI FARMACI
“Le epatiti virali: urgenze, gestione e ottimizzazione delle risorse”, questo il titolo del convegno che si è tenuto questa mattina presso la Sala Capitolare del Senato, organizzato dal senatore Antonio Tomassini, Presidente della Commissione Igiene e Sanità, e a cui ha partecipato la senatrice Laura Bianconi. In particolare l’attenzione è stata posta, da un lato sull’incidenza di questa patologia che registra circa 20 mila decessi all’anno, sia sui nuovi farmaci già in uso in Gran Bretagna, Francia, Scandinavia, Canada e Stati Uniti e che hanno dimostrato elevati livelli di efficacia, indipendentemente dallo stadio della malattia. “Purtroppo l’Italia – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi – sconta un grave ritardo, eppure siamo il Paese europeo con il più alto numero di malati di epatite C, per questo è fondamentale che il Ministero della salute attivi in tempi rapidi una consulta per l’epatite a cui i professionisti possono accedere per verificare terapie e dati, ma soprattutto è fondamentale rendere disponibili anche per i malati italiani quei farmaci di nuova generazione che è stato dimostrato possono abbattere anche del 50 per cento il rischio di morte per chi ha contratto l’epatite C”. L’impegno di Laura Bianconi per i malati di epatite si manifesta anche in ambito parlamentare, dove ha sottoscritto sia l’interrogazione del senatore Ignazio Marino che la mozione del senatore Antonio Tomassini.

CRIMINALITA’ ORGANIZZATA: OGGI CONVEGNO IN SENATO
Organizzato dal Senatore Questore Benedetto Adragna si è svolto questa mattina, presso la Sala Zuccari del Senato, alla presenza del Presidente Renato Schifani, il convegno “La sfida delle istituzioni e della società civile alla criminalità organizzata”, a cui ha partecipato la senatrice Laura Bianconi. Di grande prestigio e autorevolezza i relatori che vi hanno preso parte: il Capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il Vice Presidente di Confindustria, Ivanhoe Lo Bello e il giornalista e scrittore Giuseppe Savatteri. Come ha scritto nel suo libro Giuseppe Pignatore; “Non c’è alcun pezzo di società che possa definirsi impermeabile al contagio mafioso. Tutti sono esposti al virus criminale, sia in Calabria che fuori dalla Calabria. Questo non significa che tutta la società è contagiata , significa che è tutta esposta al rischio del contagio”.

IL GAY PRIDE RIAPRE L’AGENDA DEI TEMI ETICI
Complice forse le varie e variegate manifestazioni del Gay Pride che si sono tenute la scorsa settimana, si è riaperto il dibattito sui cosiddetti temi etici, in particolare il matrimonio tra coppie omosessuali. Tutto ha preso il via dalla famosa lettera di Bersani che forse proprio nel PD ha creato i maggiori sconquassi. “Come giustamente ha sottolineato Maurizio Sacconi – commenta la senatrice Laura Bianconi – la crisi dell’Occidente è anche determinata da una lunga stagione in cui la perdita del senso delle cose ha lentamente eroso quelli che erano i capisaldi della nostra società; una società fondata sulla famiglia intesa come matrimonio tra un uomo e una donna, e sull’accettazione e difesa dei valori non negoziabili della persona. Altra cosa è invece il riconoscimento dei diritti individuali, sui quali molto laicamente abbiamo sempre dimostrato di essere disponibili al dialogo e al confronto”.

TERREMOTO ER: IN ATTESA DELLA VISITA DEL PAPA TANTE INIZIATIVE PER I PAESI COLPITI
Nella mattinata di martedì 26 giugno il Santo Padre si recherà in visita nei comuni dell’Emilia colpiti dal sisma. Si moltiplicano intanto le iniziative di solidarietà tra le quali spicca il concerto di lunedì 25 giugno allo Stadio Dall’Ara di Bologna e che vedrà sul palco tanti artisti della regione, come Gianni Morandi, i Nomadi, Zucchero e Laura Pausini. La generosa terra emiliana sta infatti toccando con mano l’affetto delle tante persone che attraverso tante piccole e grandi donazioni hanno consentito di raggiungere oltre 13 milioni di euro. Anche l’associazione Valori e Libertà, che si è ritrovata per la consueta cena dell’estate nei giardini dell’Hotel Palace di Milano Marittima, si è fatta promotrice di una raccolta fondi da destinare alla scuola elementare del comune di Sant’Agostno, uno dei più colpiti dal sisma. “E’ chiaramente una goccia nel mare – ha dichiarato la presidente Maria Lucia Macagnino – siamo una piccola associazione che opera in ambito locale, ma non potevamo rimanere indifferenti e non approfittare dell’occasione di ritrovarci in tante persone per contribuire anche noi alla ricostruzione”.

AL VIA GLI ESAMI DI MATURITA’
Domani mattina alle ore 8,30 avranno inizio gli esami di maturità, il primo test da adulti per tanti studenti italiani. In bocca al lupo a tutti!

EUROPEI 2012
Senza esaltare troppo la Nazionale italiana ha passato il turno. Meno male.




Gli affezionati lettori di questa newsletter ricorderanno di averci sentito più volte ricordare il fatale fallimento della Lehman Brothers come causa della crisi finanziaria che, come in un domino impazzito, si è poi propagata a tutto il mondo. Bene, al G20, a un Obama, che causa drammatico calo di popolarità sull’economia si gioca la rielezione e che pretende più crescita dall’Europa, il Presidente del Consiglio italiano ha detto che la crisi è cominciata in America. Era ora.
Per capire che a volte non basta smettere di fare le cicale per risolvere i problemi (anche se noi italiani cicale lo siamo stati) Spazio libero propone due interessanti articoli, il primo pubblicato sabato su Il Resto del Carlino, il secondo di circa un mese fa, ma ancora attualissimo per capire che forse nel mondo della finanza impazzita c’è chi gioca a Monopoli con soldi veri. In alternativa guardatevi Margin Call, meglio di un manuale di economia.

LE SORELLE DEL RATING? BUONE PER CHI CI CREDE
Smettiamola di accreditarle e una risata le seppellirà. Le ‘tre sorelle del rating’ (Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch), infatti, sono solo privati che forniscono servizi a privati. Un po’ com cartomanti, buone per chi ci crede ma, verrebbe da dire, senza rilevanza istituzionale. << Anni fa andava a ruba un braccialetto di plastica che avrebbe dovuto far bene alla salute. Nessuno si sognò mai di regolamentarne la vendita o di chiederne la composizione chimica>>. C’è una dose di provocazione, ma non solo, nelle parole di Donato Masciandaro, docente alla Bocconi e ascoltato studioso in Europa in tema di disciplina dei mercati finanziari. Proprio a Bruxelles ha appena presentato la sua ricetta per <<disinnescare>> la mina dei declassamenti ad orologeria, come paiono essere gli ultimi downgrading appioppati ai debiti sovrani e alle grandi banche dell’Eurozona. Masciandaro è anche consulente del Tribunale di Trani nelle inchieste penali contro le tr agenzie Usa. A giorni è attesa la richiesta di rinvio a giudizio di S&P e in quell’occasione potrebbero venire a galla rivelazioni clamorose sulle pressioni esercitate dai vertici newyorkesi sugli analisti italiani per pilotare, in negativo, i giudizi sul rischio Italia. Del resto gli esempi di valutazioni <<inquinate>> non mancano, puntualmente elencati nel libro di Paolo Gila e Mario Miscali <<I signori del rating>> che ha dato ieri al presidente di Assosim, Michele Calzolari, l0occasione per sollecitare le riflessioni di Masciandaro. Inutile, però, chiedere al professore se le indiscrezioni corrispondano al vero. <<Sono tenuto a non parlarne – risponde – e anzi sottolineo che tuto ciò che le dirò è frutto dei miei studi scientifici e non ha nulla a che fare con la mia consulenza Trani.
Ci dica alemno se dai suoi studi le tre agenzie escono assolte o condannante …
E’ un tema che non ha senso. Ogni agenzia dà la sua visione del futuro, che vale come opinione. Non mi interessano i criteri che adotta, con quali parametri e con quali risorse tecnologiche e umane. Mi interessa invece capire perché i mercati invece le seguono. Eppure tutti sanno che le loro non sono verità rivelate, ma come tutte le metodologie economiche sono imperfette e possono produrre previsioni sbagliate.
Che risposta ci dà?
La colpa è della regolamentazione che ha incorporato i rating. Questo fa comodo a tutti. Alle tre agenzie che prosperano, agli investitori che ne seguono indicazioni pigramente senza dover elaborare valutazioni proprie sul merito degli emittenti, agli emittenti che pagano chi li valuta e infine anche ai regolatori che scaricano su rating automatici le loro responsabilità di valutare la bontà dei bilanci. Paradossalmente finisce per non avere più importanza il merito della previsione, ma solo la velocità con cui il mercato l’anticipa, provando a lucrare sulle reazioni del gregge.
E chi è la parte lesa?
Il mercato, che nel suo complesso rischia di scontare un effetto non giustificato di amplificazione della volatilità.
La soluzione?
Primo, deregolamentare. Smettiamo di pretendere garanzie sull’operato delle agenzie, finendo per dare loro la veste di certificatori. Secondo, togliamo ogni riferimento al rating dalla regolamentazione sui rischi bancari e finanziari; anche perché oggi in generale sono saltati tutti i sistemi per valutarli.
Lei, quindi, invoca il far west?
Assolutamente no. Due sole cose devono essere disciplinate con rigore: la prima è che le agenzie facciano solo quello, non vengano pagate dagli emittenti col rischio che i giudizi siano inquinati da altri interessi. La seconda riguarda i metodi di comunicazione al mercato, Come per le banche centrali, abbiamo capito ormai ch el’efficacia delle decisioni di politica monetaria dipende anche dalle procedure di comunicazione; altrettanto occorre fare con i rating. Perché non comunicarli solo a mercati chiusi o nei week end?
(intervista di Massimo Degli Esposti – Il Resto del Carlino, sabato 16 giugno 2012)

IL PENTIMENTO TARDIVO DI JP MORGAN
Basta una piccola storia, per capire come mai le preoccupazioni sul buco da due miliardi di dollari scoperto al’improvviso da Jp Morgan sono sacrosante, e potrebbero nascondere anche di peggio.
Mercoledì scorso Jamie Dimon, esuberante capo della più grande banca americana, siera seduto al tavolo del giornalista della Nbc David Gregory, per fare un’intervista che aveva come soggetto la “Global Cities Iniatiative”, un progeto quinquennale per la crescita economica su cui l’istituto stava lavorando da tempo. In quel momento Jp Morgan aveva già accumulato otre due miliardi di perdite, per le operazioni scriteriate condotte dal suo trader di Londra Bruno Michel Iksil, ma Damon non aveva detto una parola. L’intervista doveva andare in onda domenica, eppure Jamie era in assoluto silenzio sulla tempesta che si era abbattuta sul suo istituto. Poi la crisi è scoppiata, Dimon si è dovuto scusare con Gregory ed è tornato negli studi della Nbc per registrare una nuova intervista che è andata in onda ieri.
Nell’intervista vera, quella dove non c’era più nulla da nascondere, il Ceo di Jp Morgan è stato sincero, quasi crudele con sé stesso: << Sappiamo che siamo stati stupidi, superficiali, abbiamo esercitato un cattivo giudizio>>. SI è preso la responsabilità dell’errore e ha promesso di collaborare con le istituzioni che stanno indagando: <<Ovviamente i regolatori dovrebbero guardare da una vicenda come questa>>. Si è spinto fino ad accettare l’idea che le autorità federali potrebbero smantellare le banche, anche quelle “troppo grandi per fallire”, quando si macchiano di simili errori, nonostante abbia garantito che Jp Morgan non rischia perché è solida e la perdita è relativamente piccola, rispetto al suo capitale.
Tutto bene, a aprte il silenzio di mercoledì. E’ chiaro che il Ceo di una banca difficilmente va in televisione per annunciare un buco di due miliardi di dollari. Ma quel tentativo disperato di nasconderlo, che in realtà andava avanti da oltre un mese, autorizza il sospetto che questi comportamenti siano ancora diffusi. E chissà cosa rischiamo di scoprire da un momento all’altro.
La versione romanzesca di questa storia attribuisce tutta la colpa a Iksil,un francese che vive a Parigi e lavora a Londra, e si era guadagnato i soprannomi di “London Whale” e Voldemort, lo spietato nemico di Harry Potter. Lui si sarebbe messo a giocare con i derivati perdendo 2,3 miliardi in quindici giorni, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, ad una media di 153 milioni al giorno. La verità è un’altra, però. Iksil è solo un’intermediario, chre prendeva ordini dai capi. Rispondeva al Chief Investment Office, la struttura che decideva tutti i grandi investimenti di Jp Morgan, e gestiva un portafoglio di 373 miliardi di dollari. In cima a tutti c’era Ina Drew, investment chief della banca, che riporta direttamente a Dimon e guadagna 15,5 milioni di dollari all’anno. Subito sotto di lei c’è achilles Macris, responsabile degli investimenti europei dell’istituto, e quindi capo diretto di Iksill. Loro avevano dato l’ordine di fare quelle operazioni rischiose sui derivati, proprio per proteggersi dal pericolo di perdite sui turbolenti mercati del Vecchio Continente. Il motivo era semplice. Nell’ultimo anno Ij Morgan aveva investito solo il 30% del suo portafoglio in titoli garantiti dal governo americano, scendendo dal 42% del 2010. A confronto Bank of America aveva scelto una via assai più prudente scommettendo l’87% del suo capitale su bond ad alta qualità. Jp Morgan ha dovuto riposizionarsi in fretta, e ha sbagliato.
Il problema allora è sempre lo stesso, simile a quello che aveva fatto fallire lehman nel 2008, aprendo al porta alla peggior crisi economica dall’epoca della Grande Depresione. L’esuberante Dimon, insofferente ai controlli, aveva esortato i suoi uomini ad esagerare, a forzare la mano. Il risultato è stato quello che conosciamo, ma quanti stamattina si comporteranno ancora così a Wall Street?
(Paolo Mastrolilli – inviato a New York – La Stampa lunedì 14 maggio 2012)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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