Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n, 117 del 17 luglio 2012

In Commissione
Affari costituzionali
Legge elettorale
Interventi per terremoto Emilia
Legge antimafia e misure di prevenzione
Giustizia
Revisione circoscrizioni giudiziarie
Geografia uffici del Giudice di Pace
Affari esteri
Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori
Bilancio
Ripartizione 8 per mille a gestione statale
Finanze e Tesoro
Patrimonio pubblico
Lavori pubblici, Comunicazioni
Riforma ordinamento portuale
Industria, Commercio, Turismo
Indagine conoscitiva sulla competitività delle imprese industriali
Lavoro, Previdenza sociale
Regolamento elezioni membri Osservatorio nazionale dell’associazionismo
Sanità
Revisione di spesa: audizione rappresentanti Conferenza delle Regioni
Disposizioni sul gioco d’azzardo
Audizione del Ministro della salute su riforma Croce Rossa
Territorio, ambiente
Interventi per terremoto Emilia


In Aula
Vigili del fuoco
Riforma del Parlamento e forma di governo

Prima di iniziare la consueta newsletter della senatrice Laura Bianconi, ci corre l’obbligo di scusarci per aver saltato l’appuntamento della scorsa settimana. In un mondo ipertecnologico, a volte capita che la tecnologia giochi qualche brutto scherzo.

DAL VERTICE DI BRUXELLES A SUN VALLEY
I problemi dell’economia mondiale sono stati al centro delle due settimane appena trascorse, a cominciare dal vertice di Bruxelles del 28 e 29 giugno conclusosi con una timida vittoria del fronte dello sviluppo (Italia in testa) rispetto ai fautori del rigore (ovviamente la Germania). Tutti sono consapevoli che occorre mettere in campo misure importanti, ma mettere insieme le opinioni e gli interessi di 27 Paesi allunga inevitabilmente i tempi. Per ora si è cominciato con l'istituzione di un sistema sovranazionale di supervisione delle banche e con il ricorso flessibile al Fondo salva-Stati. Il tutto in un sistema europeo di stabilità a sostegno degli Stati incamminati su un percorso virtuoso e che, come nel caso dell’Italia, non vedono tempestivamente riconosciuto dal mercato gli sforzi compiuti. Di seguito va ricordata l’ennesima incursione a gamba tesa di una delle tre sorelle del rating, questa volta Moody’s, che ha declassato il nostro debito sovrano proprio alla vigilia di un’emissione di buoni pluriennali del tesoro (e che ha poi proseguito con il declassamento di banche, enti e aziende italiane). E infine l’esclusiva Allen Conference che ha riunito a Sun Valley il gotha di tutto, dell’hi-tech, della finanza, della politica, persino dei servizi segreti, se è vero che era presente anche David Petraeus, il numero uno della Cia. Con l’Italia al centro di tutti i commenti, tra analisi delle misure intraprese e l’occhio puntato alle elezioni del prossimo anno.

ELEZIONI 2013: MANOVRE IN CORSO NEI DUE PRINCIPALI PARTITI
Sarà una coincidenza ma lo scorso fine settimana è stato dominato dal dibattito scaturito intorno ai due principali partiti italiani. Pd e Pdl sanno che qualcosa deve cambiare per non essere travolti dalle elezioni del 2013, qualche sasso è stato gettato nello stagno ma il quadro è ancora tutto da delineare.

ENDOMETRIOSI: LE ENDINE RINGRAZIANO SUL WEB
Hanno fondato gruppi di autoaiuto e tra loro scherzosamente si chiamano “endine”. Sono le donne colpite da endometriosi che dal web manifestano la loro soddisfazione per il  riconoscimento dell’invalidità per malattia. Il presidente dell’INPS, infatti, nel corso dell'audizione alla Commissione Igiene e Sanità ha accettato la richiesta della senatrice Bianconi di inserire l’endometriosi nell’elenco delle malattie invalidanti, con una modulazione che tenga conto dei diversi stadi della malattia. La notizia si è subito diffusa in rete scatenando la gioia delle tante donne che soffrono per questa patologia. “Ho iniziato a occuparmi di endometriosi nel 2005, quando sono stata responsabile dell’indagine conoscitiva – ricorda la senatrice Laura Bianconi – e subito ho definito l’endometriosi una malattia <<silenziosa>>. A quei tempi mancavano dati certi sul numero di donne ammalate, ma anche basandosi sulle proiezioni dell’Oms ci rendemmo ben presto conto che si trattava di una patologia importante sia per i numeri, sia per le ripercussioni in termini di qualità della vita. Ma soprattutto – continua Bianconi – queste donne non avevano voce, le loro sofferenze non trovavano spazio se non in pochi congressi di settore. Da allora molta strada è stata fatta, soprattutto nell’ambito della diffusione di una maggiore consapevolezza, e ora l’impegno dell’INPS a inserire l’endometriosi nelle prossime tabelle utilizzate per l’accertamento delle minorazioni civili è un ulteriore passo avanti per tutte le donne colpite da questa malattia”.

A CESENATICO DEDALO 2012 “LA SFIDA DELLE IDEE”
Da mercoledì 18 luglio, a partire dalle ore 15,00, fino a venerdì 20 maggio, si svolgerà presso il Bagno Marconi di Cesenatico la settima edizione di Dedalo “La sfida delle idee”, la convention dei giovani del Pdl che fanno riferimento ad ‘Azione universitaria’. Attesi molti ospiti illustri ed esponenti di primo piano della politica, tra i quali Angelino Alfano, mercoledì alle 18,30, e poi Gelmini, Meloni, Sacconi e il Ministro Profumo. Conclusione venerdì alle 11,30 con Ignazio La Russa.

TERREMOTO EMILIA: ANDARE IN VACANZA IN EMILIA-ROMAGNA E’ SICURO
Anche questa è una buona notizia, al pari delle tante iniziative di solidarietà nate per raccogliere fondi da destinare alle zone terremotate dell’Emilia. I toni esageratamente catastrofisti con cui la notizia era stata riportata dalla stampa straniera rischiavano di causare, come effetto collaterale, un danno di immagine per l’industria turistica della regione, principalmente per la costa romagnola. Infatti, in seguito a un’iniziativa di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, Spagna e Austria si sono impegnate per attivare misure di comunicazione volte a fugare ogni timore nei turisti che intendono recarsi in vacanza in Emilia-Romagna. Intanto questa settimana inizia in Senato l’esame del decreto, già approvato dalla Camera, che stabilisce gli interventi a favore delle località colpite dal sisma

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI SERGIO PININFARINA
Da tempo malato se ne è andato lo scorso 3 luglio Sergio Pininfarina, uomo di genio, il cui nome è indissolubilmente legato al design di auto che hanno fatto sognare tutto il mondo. Per i suoi meriti come imprenditore nel 2005 era stato nominato senatore a vita. Alla sua famiglia le più sentite condoglianze.


I lettori di questa rubrica sono ormai abituati a proposte di lettura belle toste: l’intento è quello di far pensare, discutere, al limite contestare; ma mai quello di lasciare indifferenti.

VEGAS: ALLA BCE OCCORRE DARE I POTERI DELLA FED
Presidente Vegas, Moody’s ha declassato nuovamente l’Italia. Esattamente un anno fa lei convocò il vertici dell’agenzia americana per avere chiarimenti sul loro operato. Questa volta la Consob ha ravvisato un comportamento scorretto?
Da luglio dell’anno scorso – fra banche e debiti sovrani - Moody’s ha prodotto sull’Italia 27 giudizi. Questa volta lo ha fatto a poche ore da un’importante emissione di titoli di Stato a tre anni. Può essersi trattato di una coincidenza, ma quando le coincidenze si moltiplicano i sospetti diventano leciti.
In passato la Consob ha scritto all’Esma, l’autorità di vigilanza europea sui mercati, per denunciare le irregolarità nei giudizi delle agenzie. Lo avete fatto anche questa volta?
Si tratta di atti riservati, non mi faccia dire quello che non sono autorizzato a dire.
Durante l’ultima assemblea della Consob lei ha denunciato “la dittatura dello spread”. Le replico: se l’Italia si trova sotto una pressione così forte da parte dei mercati non lo deve ad un’enorme mole di debito pubblico accumulato in anni di dissennatezza finanziaria?
Non c’è dubbio ma resta il fatto – lo ha detto recentemente anche il Governatore Visco – che i fondamentali dell’Italia non giustificano giudizi così severi. Il punto di vista delle tre grandi agenzie di rating – Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch – è soggettivo, eppure ha valore legale. Al di sotto di un certo rating le regole di vigilanza impongono ad un fondo di investimento l’obbligo di disinvestire i titoli. Questo non va.
E’ almeno dal 2008, ovvero dall’inizio della crisi, che si parla della eliminazione di questo “valore legale”. Da allora non è ancora accaduto nulla o quasi. Perché?
Da tempo sta lavorando il commissario Barnier. Qualche passo avanti si è fatto, penso alle regole che affidano all’Esma alcuni compiti di controllo come quello sulla trasparenza della proprietà degli operatori. Ma è ancora troppo poco.
Quali altri limiti bisognerebbe introdurre?
Penso al fatto che non è impedito a chi è azionista di un’agenzia di rating di speculare su un titolo sottoposto a rating da quella stessa agenzia. O al fatto che sono consentite le assicurazioni sul rischio defaut <<nude>>, che più o meno equivale a permettere di avere una polizza assicurativa sull’auto di qualcun altro.
Il tentativo di imporre così tante regole ad un mercato globalizzato non somiglia a quello di svuotare il mare a cucchiaiate?
Qualcosa occorre fare perché siamo sostanzialmente fermi al 2008. E questo non vale solo per l'Europa ma anche per la legge Dodd-Frank approvata nel 2010 dal Congresso Usa e entrata in vigore solo in minima parte. Se posso azzardare il paragone storico, oggi alcuni governi europei si trovano nelle condizioni in cui si trovò Cicerone al processo contro Milone per ò’uccisione di Clodio: la claque dei sostenitori di Clodio fu tale che l’unica soluzione fu l’esilio di Milone.
Perché tante resistenze alle nuove regole? Pressioni lobbistiche? Inerzia? Pesano i no di Paesi come Gran Bretagna e Olanda, contrari a stringere le maglie della regolamentazione?
L’Esma è un organismo che raccoglie le autorità di tutta l’Unione, e non solo dei 17 Paesi che hanno l’euro. Trovare un accordo sui punti – per così dire più delicati – non è semplice. Lo stesso problema c’è all’interno della Commissione europea.
Il meccanismo anti-spread proposto dal governo Monti la convince?
Sì- Tutto quello che può essere fatto per neutralizzare gli effetti negativi dei differenziali Btp-Bund è utile. Ma resta il fatto che la Bce risente molto dei limiti del suo statuto, e finché non avrà poteri simili a banche centrali come quella inglese, giapponese o americana sarà difficile fronteggiare gli attacchi speculativi. Quando la Fed preannuncia un intervento di politica monetaria, non si conosce mai il suo ammontare, e questo basta a spuntare le armi della speculazione. Nel caso dell’Europa il gioco è più semplice e crudele.
Sta dicendo che senza una licenza bancaria in capo al fondo Salva Stati il meccanismo anti-spread non sarà mai abbastanza efficace?
Non voglio entrare in dettagli tecnici che non mi competono, ma la soluzione tecnica deve essere paragonabile a un intervento illimitato. Diversamente è come chiedere ad un bambino di gareggiare con Usain Bolt.
Se la stesse ascoltando Jens Weidmann, il numero uno della Bundesbank, non approverebbe.
Capisco. Ma le risposte ortodosse vanno bene in tempi ordinari della storia. E questi non lo sono.
(intervista a cura di Alessandro Barbera – pubblicata su La Stampa di lunedì 16 luglio 2012)

IL CIELO CADRA’ ADDOSSO SOLO A CHI NON SAPRA’ CAMBIARE
Molti lettori scrivono che loro sembra stia cadendo il cielo addosso, in realtà non c’è una catastrofe, ma è in atto un aggiustamento globale che in effetti costringe le nazioni ad un cambiamento discontinuo. Che va capito. Solo il mercato statunitense cresce grazie ai consumi interni mentre tutti gli altri più importanti – Cina, Giappone, Germania, ecc. – fanno crescita solo grazie all’export. In sintesi, l’economia non è veramente globale, ma dipende dalla crescita americana. Tale configurazione del mercato ha un motivo storico: nei decenni passati l’america assorbiva tante importazioni da indurre le altre nazioni a darsi modelli economici più basati sull’export che sulla crescita interna. Anche perché tale scelta permetteva di mantenere un forte protezionismo sociale all’interno, cioè il consenso basato sull’assistenzialismo, perché la sua inefficienza era bilanciata dai profitti via esportazione. Ciò ha permesso di creare e mantenere nelle nazioni esportatrici dei modelli inefficienti: il welfare assistenziale in Europa, il sistema consociativo in Asia, per esempio Giappone e Corea del Sud, e l’organizzazione disordinata e sbilanciata del mercato interno cinese. Ora la locomotiva americana è diventata troppo piccola per trainare tutto il pianeta. In più si è bucata la caldaia nella crisi finanziaria del 2008. Per questo la sua crescita è insufficiente per reggere la domanda globale. E ciò costringe tutte le nazioni a fare meno crescita interna e meno via export. Ma è difficilissimo cambiare modello interno in poco tempo. Infatti per prendere tempo senza cambiare e e continuare il modello trainato dall’export le nazioni tendono prima a svalutare la moneta: la Cina endemicamente, l’America stessa, ecc. L’euro è rimasto alto pèerchè per la Germania, in realtà, il suo valore di cambio, comparato al marco storico, era competitivo. Ma tale valore ha ridotto la competitività del resto dell’Eurozona. Ora l’euro sarà abbassato, ma ciò non risolverà il problema.
E euronazioni dovranno per forza ridurre di 1/3 spesa pubblica e tasse per lasciare più capitale nel mercato interno e permettergli di crescere via consumi ed investimenti.
Il punto: il mercato finanziario teme che le nazioni come l’Italia non riusciranno a pagare il debito perché non sapranno cambiare il modello per fare più crescita interna nel nuovo mondo non più trainato dall’America.
La salvezza della nazione si baserà su un cambiamento totale, e non certo su uno limitato, del modello economico. Cosa vuol dire in dettaglio per l’Italia? Ad occhio significa:
a) tagliare di almeno 150 miliardi la spesa pubblica e le tasse in un periodo di 5 anni;
b) ridurre con operazioni di finanziarizzazione e dismissione del patrimonio di almeno di almeno 400 miliardi il debito (ora attorno ai 2 trilioni di euro) nell’arco di tre anni per dare impulso alla ristabilizzazione finanziaria della nazione e del suo sistema bancario depresso anche dal rischio sovrano (i rating) troppo elevato;
c) togliere tutti i vincoli burocratici che deprimono e caricano di costi eccessivi le dinamiche di libero mercato;
d) mantenere il pareggio di bilancio per comunicare al mercato che il debito, prima di essere tagliato, comunque non aumenterà e quindi sarà affidabile già per questo motivo.
Poi altri cambiamenti saranno necessari a livello di eurozona, il più importante la trasformazione della Bce in una vera Banca centrale, con poteri di vicinanza sovranazionali e capacità di prestatore di ultima istanza anche nei confronti delle nazioni e dei loro debiti. Ma affinché ciò avvenga sarà prima necessario un totale cambiamento del modello nazionale. Preparatevi: il cileo cadrà addosso solo a chi non sa cambiare.
(Carlo Pelanda – pubblicato su la Voce di martedì 10 luglio 2012)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
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www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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