Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 120 dell'11 settembre 2012

In Commissione
Affari costituzionali
Rappresentanza di genere negli organi regionali e locali
Normativa e politiche UE
Carta delle autonomie
Anticorruzione
Codice delle leggi antimafia
Giustizia
Fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gioco
Affido condiviso
Tribunale della famiglia
Bilancio
Ripartizione 8 per mille a gestione statale
Finanze e Tesoro
Cessione del compendio immobiliare Punta Sabbioni e Cavallino
Istruzione pubblica
Impianti sportivi
Regolamentazione della professione di restauratore
Agricoltura
Valorizzazione dieta mediterranea
Semplificazione normativa agricola
Qualità degli oli di oliva
Industria, Commercio, Turismo
Regolamento mercato materiali gemmologici Disposizioni in materia conciaria
Imprenditoria femminile
Lavoro, previdenza sociale
Lavoratori che assistono familiari gravemente disabili
Sanità
Riorganizzazione della Croce Rossa
Politiche dell’Unione europea
Legge comunitaria 2011


In Aula
Riforma ordinamento portuale
Bonifica ordigni bellici
Trapianto parziale organi

RIPRENDONO I LAVORI PARLAMENTARI: ECONOMIA E RIFORME SEMPRE AL CENTRO DELL’AGENDA POLITICA
Dalla scorsa settimana sono ripresi i lavori parlamentari, anche se, come già negli anni scorsi, l’attività di dibattito e confronto politico non ha visto soste. Ogni schieramento politico, anche quelli di recente costituzione, è alle prese con confronti e dibattiti interni in vista delle prossime elezioni. Mai come questa volta lo scenario è suscettibile di grandi mutazioni, occorre saper comprendere le necessità del paese e le aspettative dei cittadini. Aspettative che in primis riguardano la sicurezza economica, la sicurezza di un futuro che garantisca per sé e per i propri figli una vita dignitosa senza l’ansia di perdere quello che faticosamente si è cercato di costruire. E’ passato un mese e almeno un risultato sembra essere raggiunto, la battaglia dello “spread” sembra destinata a diventare un doloroso ricordo dopo la decisione della Bce di comprare titoli di debito in quantità illimitate e non specificate in precedenza. Non è la condizione di prestatore di ultima istanza di cui godono altre banche centrali e che tiene al riparo dalla speculazione dollaro e sterlina, ma è comunque stato un segnale apprezzato dai mercati e dovrebbe garantirci di pagare minori interessi sul nostro debito. In discussione come sempre non c’è solo la sopravvivenza del nostro paese ma la sopravvivenza stessa dell’Europa.

TEMI ETICI NUOVAMENTE IN PRIMO PIANO
Ci eravamo lasciati a luglio con il Consiglio comunale di Milano che aveva approvato l’istituzione del registro delle coppie di fatto, riaprendo in questo modo un dibattito che aveva caratterizzato i due anni del Governo Prodi, ci ritroviamo a settembre in cui sembra che questi temi siano diventati la discriminante di certi programmi elettorali, anche a causa della recente sentenza della Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo che ha accolto il ricorso di una coppia italiana contro la legge sulla procreazione assistita. “Pur comprendendo le singole e personali sofferenze, gli umani e legittimi desideri – sottolinea la senatrice Laura Bianconi – non bisogna dimenticare che una cosa sono i diritti individuali, sui quali ci si può e si deve trovare ricercare il confronto, altra cosa è invece andare progressivamente a intaccare quelli che sono i fondamenti antropologici su cui è basato il nostro modello di società: il rischio è quello di incamminarsi su un piano inclinato da cui non riusciremo più a tornare indietro. E questo non credo sia la priorità degli italiani in questo momento”.

FOCUS SANITA’: IL DECRETO DEL MINISTRO BALDUZZI
Lo scorso 5 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto dal titolo “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute”,  la finalità è quella di garantire un più alto livello di tutela della salute e  il contenimento della spesa sanitaria e farmaceutica attraverso la riorganizzazione delle cure primarie.
Questo ultimo aspetto è quello maggiormente messo in risalto dai mezzi di informazione, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, guardia medica, medicina dei servizi e specialisti dovranno organizzarsi in strutture che garantiscano l’assistenza ai pazienti 24 ore su 24. L’obiettivo è quello di decongestione gli ospedali e i servizi di Pronto soccorso dai cosiddetti accessi impropri. “Per troppi anni – commenta la senatrice Laura Bianconi – si è andati avanti con la convinzione, e la pretesa, che per garantire una buona sanità si dovesse aumentare ogni anno la quota al Fondo Sanitario Nazionale, e ogni anno quando si preparava la Legge finanziaria si assisteva a continue proteste perché l’aumento non era mai considerato sufficiente. Oggi è evidente – continua Bianconi – che nessun paese può permettersi di utilizzare le risorse di cui dispone in modo meno che appropriato, e questo vuol dire rivedere anche i modelli organizzativi. L’obiettivo, non dimentichiamolo è quello di fornire ai cittadini cure e servizi non solo di alto livello ma anche sempre più rispondenti alle loro esigenze”.
Ma oltre all’assistenza sanitaria il decreto riguarda anche la professione dei medici, la sicurezza alimentare e gli stili di vita, la lotta al fumo e al gioco d’azzardo, i farmaci. Tutte cose con cui, poco o tanto, ognuno di noi deve fare i conti e che è importante conoscere. Su questi temi e sui vari articoli del decreto Spazio di libertà apre un focus che ritroverete tutte le settimane.

11 SETTEMBRE, PER NON DIMENTICARE
Il tempo si dice lenisce tutti i dolori, ma non per questo li si deve dimenticare, Sono passati undici anni dal tragico giorno dell’attacco alle Torri gemelle, la notizia viene ripresa nelle pagine interne dei giornali, ma non per questo dobbiamo pensare che sia tutto passato e che non ci riguardi più. Ci riguardava allora e ci riguarda ancora oggi, ed è giusto lasciare per un attimo le nostre occupazioni e rifare memoria di quel tragico fatto e delle persone che hanno perso la vita.


Non è appena una questione di simpatia e di antipatia, non appena decidere se ci piacciono più i greci o i tedeschi (e magari molti di noi vorrebbero essere svizzeri), l'Europa e l'euro sono una realtà con cui dobbiamo fare i conti e che non possiamo far entrare e uscire dalle nostre vite a seconda del tornaconto. Noi siamo un problema per l'Europa, ma anche l'europa è un problema per noi. Forse non ci siamo ancora conosciuti bene e quanto in fondo non siamo così diversi e soprattutto come questo riguarda tutti noi. Questo è il suggerimento degli articoli che seguono. Buona lettura. 

L’EUROPA DIVISA DAI PREGIUDIZI
Dev’esser proprio vero che non tutto il male vien per nuocere. Non so se ci avete fatto caso, ma la crisi economico-finanziaria in Europa ha avuto l’inatteso eppure non sgradevole effetto secondario di risvegliare interessi culturali e intellettuali ai quali francamente, almeno nell’opinione pubblica italiana, eravamo disabituati. Al principio dell’estate, il Meridione europeo (i paesi mediterranei, insomma)è stato attraversato da una specie di fiammata di orgoglio classico, ellenico e quindi antigermanico. Ci si sono messi anche i fondali marini dello Ionio, che dopo i bronzi di Riace ci hanno regalato un’altra meraviglia archeologica. E allora giù contro l’uggiosa, brumosa, gotica e magari anche un po’ nazista austerità dei nordici…
Era francamente uno schema un po’ grossolano, Eppure, le dicotomie e opposizioni frontali hanno il loro fascino: ed entro certi limiti funzionano. C’era da aspettarsi la controffesnsiva: che è arrivata un po’ lentamente, ma che si è fatta sentire con tutto il suo pedante peso teutonico. Dal Nordeuropa, ma soprattutto dalla Germania (ma anche dall’Inghilterra) ci hanno risposto per le rime, cambiando scenario storico e sostituenda all’antichità e a romanticismo l’età della riforma: con l’obiettivo di spiegare perché lo scarso rigore, l’approssimazione, in fondo la disonestà travestita da ottimismo e da lassismo, arrivino sempre e ancora dai paesi cattolici come la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e l’Italia (a parte la Gracia: ma gli ortodossi in fondo sono una specie di cattolici un po’ troppo orientali, e tra Otto e Novecento hanno avuto dei re di cattolica stirpe bavarese…), mentre la sobrietà, l’onestà, il rigore sono piuttosto virtù protestanti e infatti Germania e Inghilterra ne rifulgerebbero.
Ci sarebbe da sorridere, specie quando ci viene ricordato che in tedesco la stessa parola, Schuld, indica ‘colpa’ e ‘debito’: ci sarebbe da obiettare che è ben povera una cultura secondo la quale l’unico tipo di vero reato, perfino di peccato, è quello di esser lenti o cattivi pagatori. Ma quando Stephan Richter, direttore di ‘Globalist’, afferma che “un eccesso di cattolicesimo danneggia la salute fiscale delle nazioni”, allora signori miei non si scherza più. Cerchiamo di mettere anche storicamente i puntini sulle ‘i’.
Non furono solo la riforma calvinista (non quella luterana) a instradare l’Europa sulla via del rigore: la controriforma cattolica lo fece in modo non meno deciso. Intanto, mentre il protestantesimo gettava anche le basi per una drastrica riduzione in senso individualistico della solidarietà sociale, si avviava in tutta l’Europa il processo di secolarizzazione: dal Cinquecento in poi tutta la religione cominciò progressivamente a perdere importanza nel continente. Il moralismo economico e fiscale non meno del moralismo individuale poterono essere nell’Europa settentrionale anche sostenuti dalle Chiese (ch’erano, non dimentichiamo, esse stesse di stato): ma in tutto il continente fu la costruzione dello stato moderno, attraverso illuminismo e poi restaurazione, a condurre al modello della sobrietà e dell’onestà come ideale del funzionario: e qui la Germani in parte protestante, la Gran Bretagna in parte anglicana e l’impero austroungarico quasi totalmente cattolico fornirono tre variabili sostanzialmente concordi di una severità e di un’austerità venute poi meno in seguito alla ‘religione del profitto’di radice senza dubbio calvinista, ma alimentata dal turbo capitalismo del ‘libero gioco’ delle borse.
E’ stata la vecchia morale dell’onestà, della sobrietà e del risparmio, ch’era cattolica non meno che protestante, a saltare negli ultimi decenni: ridicolizzata prima, dimenticata poi, rimpianta solo adesso che l’abbiamo distrutta. E’ stato il cattivo uso dello stesso benessere economico a determinare la situazione in cui ci siamo trovati, dopo decenni di speculazioni e d’inseguimento del mito dell’arricchimento di massa. I supposti vizi cattolici e le non meno supposte virtù protestanti non c’entrano nulla.
(Franco Cardini – Il Resto del Carlino, lunedì 10 settembre 2012)

ORA E’ INEVITABILE IL TAGLIO DELLA SPESA
La Bce potrà comprare titoli di debito con scadenze brevi , in quantità illimitate e non specificate in precedenza, delle euro nazioni che eventualmente perdano la fiducia dei mercati.
Tale annuncio ha ridotto di molto, temporaneamente, il rischio percepito che l’euro si dissolva a causa di insolvenze multiple. L’Italia ne sta beneficiando perché il premio di rischio – lo “spread” – chiesto dal mercato per comprare il suo debito scontava quello di cambio, cioè di conversione del debito italiano e di conseguenza svalutazione. La garanzia della Bce toglie questa componente del rischio. L’effetto positivo immediato riguarda le banche. Cariche di titoli di debito italiano potranno venderli ad un mercato che ora ha più fiducia nel comprarli e così avere più liquidità da impiegare per il credito a imprese e famiglie. I loro corsi azionari miglioreranno ed i costi di raccolta del capitale scenderanno. Tali movimenti si sono visti, in quantità importanti, giovedì e venerdì scorsi a conferma che il mercato aveva bisogno proprio di quello che Draghi ha fatto. A questo livello dell’economia possiamo aspettarci un’inversione importante di quella parte della recessione che è dovuta alla restrizione del credito, circa 1/3 della caduta di circa il 2,4% del Pil che è tendenza in atto nel 2012 (gli altri 2/3 sono dovuti alla presione fiscale che ha depresso i consumi). Per chiarezza: le banche ora potranno avere capitale sufficiente per aumentare gli impieghi nei mutui e ni crediti alle imprese e quindi ridare impulso sia al depresso settore immobiliare sia sostenere la crescita delle aziende , per lo meno quelle più sane fino ad ora penalizzate dalla crisi sistemica. Questa speranza potrebbe essere interrotta da un’eventuale sentenza negativa della Corte costituzionale tedesca il 12 settembre, in materia di fondo europeo salva stati che è componente essenziale del meccanismo di garanzia della Bce? Potrebbe, ma la Corte si prenderebbe la responsabilità di una delusione tale da far collassare l’intera Eurozona e di rendere la Germania imputata di eurocidio, cosa improbabile. Infatti Draghi è stato molto abile nell’anticipare la decisione della Bce prima di quella della corte. Quindi possiamo anche aspettarci una riduzione del costo di rifinanziamento del debito italiano, cosa che terà parecchi miliardi nelle casse statali- Crisi finita, dunque? Purtroppo no. Ora i mercati guarderanno alla capacità dell’Italia di arrivare al pareggio di bilancio. La strategia di raggiungerlo alzando le tasse deprime la crescita e il gettito fiscale e rende improbabile l’obiettivo nel 2013. Il governo dovrà necessariamente rendere credibile un piano di taglio della spesa e delle tasse. Se non ci riuscirà dovrà chiedere il soccorso della Bce ed accettarne le condizioni che, appunto, implicano almeno 80-100 miliardi di taglio alla spesa pubblica. Tipo caso greco. L’Italia può solo decidere se farà tale taglio in modo sovrano o imposto da condizioni esterne.
(Carlo Pelanda – La Voce, martedì 11 settembre 2012)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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