Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 153 del 10 febbraio 2013 Speciale Elezioni



COSE DA PAZZI
Succede che un tizio, Gabriele Albertini, già sindaco di Milano grazie ai voti dei berlusconiani e parlamentare europeo con lo stesso sistema, si candidi a guidare la Regione più ricca d’Italia alla testa di una lista civica che è una stampa e una figura, come direbbe il commissario Montalbano, con la Lista Civica con cui Mario Monti si candida alla guida della nazione. Che siano la stessa cosa è evidente visto che Albertini è candidato al Senato con Monti. Succede che qualche altro candidato della lista Monti, non sapendo che fare nel buco tra lo shopping e una charity, prende una matita, fa due conti e si mette a dire: “Signori, stiamo attenti, se in Lombardia vince Maroni sono guai per tutti e tocca regalare alla cameriera l’abito che ho comprato per il matrimonio Monti-Bersani. Per cui facciamo il voto disgiunto e alle regionali votiamo per il candidato del Pd mentre alle regionali votiamo Monti”. Come in tutte le favole, anche se paradossalmente reali, c’è una morale da trarre:
1. che se una cosa del genere l’avesse detta Berlusconi, o un suo qualsiasi alleato, tutti avrebbero detto che l’Italia non è un paese normale;
2. che nonostante, come nel wrestling, facciano finta di darsele di santa ragione, il matrimonio Monti-Bersani si farà;
3. che è meglio votare Berlusconi, che dice chiaramente cosa vuole fare e con chi lo vuole fare.

LA SQUADRA DEL CUORE (1)
Potenza del calcio, sembrano essersi dissipati i malumori tra Bersani e Renzi, che si sono ritrovati a Torino per la partita Juventus-Fiorentina. Dalle famose primarie i due non si erano più visti insieme, anzi Renzi non si è visto proprio. E’ uscito dal ritiro solo per il ritorno sullo schermo di Daria Bignardi, ma quello non è proprio la stessa cosa di andare a fare comizi per il proprio partito. Ma quella gran volpe di D’Alema sapeva che così non si poteva andare avanti, l’impegno di Renzi conta e non poco in una campagna elettorale, così ha organizzato la gran riunione dei partiti socialisti a Torino, proprio quando c’era la partita delle loro squadre del cuore. Inutile dirlo, ha la stoffa del diplomatico (D’Alema s’intende, e infatti circola il suo nome come ministro degli Esteri. Sempre che vinca, s’intende).

LA SQUADRA DEL CUORE (2)
In ben altre ambasce è invece Monti. Da quando il guru di Obama gli ha consigliato di fare outing, sappiamo tante cose in più della vita privata, anche che tifa Milan e che ultimamente sente la sua fede calcistica vacillare perché il presidente del Milan è un tale Silvio Berlusconi che vuole fare anche il presidente del Consiglio.


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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