Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 6 del 16 marzo 2010

In Commissione
Giustizia
Ratifica Convenzione contro lo sfruttamento sessuale dei minori
Ratifica Convenzione contro la tratta degli esseri umani
Istruzione Pubblica
Ddl su accesso agli stadi e tessera del tifoso
Industria, Commercio, Turismo
Indagine conoscitiva sulla competitività delle imprese industriali
Igiene e Sanità
Ddl in materia di produzione e custodia di sostanze tossiche

In Aula
Decreto legge recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni
Decreto legge recante disposizioni urgenti relative a reati di grave allarme sociale
Ddl sicurezza stradale
Istituzione commissione d’inchiesta su uranio impoverito

L’ATTACCO ALLA CHIESA
Una premessa. Ci sono crimini più esecrabili di quelli in cui le vittime sono bambini? Ci sono crimini più ripugnanti di quelli a sfondo sessuale in cui le vittime sono bambini? In entrambi i casi la risposta è no. Ogni volta che violiamo, abusiamo, o anche solo non proteggiamo come dovremmo, un bambino distruggiamo non appena la sua anima e la sua esistenza ma il futuro dell’umanità. E’ dunque importante che lo scandalo dei preti pedofili venga affrontato con durezza e determinazione pari al crimine commesso. Chi ha sbagliato deve pagare. E non sarebbero in molti a dispiacersi di fronte a punizioni esemplari. Ma non bisogna trasformare la giusta e necessaria operazione di pulizia all’interno della Chiesa nel pretesto per rinnegare una storia lunga duemila anni, che ha forgiato e permeato l’essenza stessa della civiltà occidentale. Quello che sta avvenendo è la rivincita di una società secolarizzata sulla Chiesa. E’ il male dell’età contemporanea che induce a pensare e ad agire (nei confronti dell’altro, della natura, del destino) in modo esclusivamente utilitaristico, mai sacrale e trascendente. E che genera i nuovi soloni che invocano una nuova Norimberga per il Papa. “Che si faccia interrogare sulla pedofilia” è arrivato a chiedere il magistrato prestato alla politica, famoso per essere sempre stato sconfessato dai collegi giudicanti che hanno esaminato i suoi procedimenti d’accusa. E’ il male di una società che non crede più nel peccato e, paradossalmente, si erge a grande moralizzatore. “Di fronte agli attacchi di cui sistematicamente è stato oggetto il Santo Padre – ha commentato la Senatrice Laura Bianconi occorre che i cristiani e gli spiriti autenticamente liberi gli facciano sentire la propria vicinanza nella dura e impegnativa battaglia che sta affrontando”.

OVULI DOC

Domani si terrà a Londra un’asta molto particolare. Una clinica specializzata nella cura dell’infertilità metterà all’asta ovuli femminili a denominazione di origine controllata prelevati, dietro un compenso che si aggira attorno ai 10 mila dollari (perché donare va bene ma guadagnare non è peccato), da giovani donne americane delle quali si certifica non solo il buon stato di salute e l’assenza di malattie genetiche ma anche l’appartenenza a quello che il comune sentire identifica come modello vincente e da imitare. Quindi donne belle innanzi tutto, colte e ben inserite nella società e nel mondo del lavoro. In pratica le figlie della Barbie. A dirla tutta la clinica inglese per aggirare la legislazione del Regno Unito, che vieta speculazione e ingiustificati profitti a danno di chi si rivolge ai centri di cura della sterilità, ha stretto un accordo con una società americana presso la quale dirotta le donne che non riuscendo ad avere figli in modo naturale decidono di ricorrere alla fecondazione in vitro. L’operazione, e soprattutto la lotteria con cui viene reclamizzata, ha fatto sorgere più di una perplessità anche negli ambienti laici e progressisti. Durissima è stata invece la reazione della Senatrice Laura Bianconi: “Notizie come queste ci fanno capire come sia fondamentale avere regole certe per evitare la procreazione fai da te e l’aberrante possibilità della selezione genetica. Non bisogna mai dimenticare che gli obiettivi principali sono la difesa della salute della donna e il riconoscimento dei diritti del concepito. Ai tempi della discussione sulla legge 40, quando mettevamo in guardia dai rischi che una legislazione troppo permissiva avrebbe comportato, fummo definiti reazionari e nemici della scienza. Quanto avviene oggi in Inghilterra dimostra invece che quando la scienza si chiude in sé stessa, e rifiuta a priori ogni realtà non direttamente verificabile, nasce lo scientismo, cioè l’aspetto deteriore della scienza”.


Si avvicina la data delle elezioni regionali; il 28 e 29 marzo gli elettori di tredici regioni saranno infatti chiamati a eleggere il nuovo Consiglio Regionale e, contestualmente, il Presidente della Regione. In vista di questo importante appuntamento Spazio Libero ospita l’intervento dell’amica Anna Maria Bernini, avvocato, parlamentare, candidata alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna per lo schieramento sostenuto da PdL e Lega Nord

Invece decidi tu. Per una regione più tua
La Regione Emilia-Romagna è vissuta a lungo sul suo “eccezionalismo della diversità”. Le regole che valevano nel resto del Paese, qui valevano in versione riveduta e corretta. Il nostro tessuto economico, la nostra società, sono sempre state anomale rispetto al resto d’Italia. Oggi, invece, si gioca con carte nuove. In Italia e in Europa. Non può bastare il ricordo della nostra “diversità” per affrontare sfide che sono impellenti, e dure. Una crisi finanziaria internazionale complessa, che l’Italia non ha subito più di altri Paesi ma che deve superare con slancio. La globalizzazione dei mercati, che renderà ancora più profondo il solco tra i paesi che riusciranno ad uscire con successo dalla crisi e quelli che non ce la faranno. Il nostro saldo inserimento nella compagine europea, che deve spingerci ad un continuo miglioramento istituzionale, in un’ottica di sana e leale competizione gli altri Stati membri e le loro regioni di eccellenza. Una profonda transizione istituzionale, quella verso il federalismo fiscale. Un importante cambiamento del nostro tessuto sociale, dove l’invecchiamento della popolazione è bilanciato dall’immigrazione, con tutte le opportunità e tutti i rischi che essa implica. Il mondo cambia, dobbiamo cambiare anche noi. Non è pensabile che la nostra Regione si apra all’innovazione, se i circuiti di selezione della classe dirigente restano quelli del passato, se non sappiamo lanciare un segnale chiaro di cambiamento in queste elezioni amministrative. C’è bisogno di una nuova classe dirigente, di rango europeo, aperta al futuro, pronta a lanciare proposte nuove incardinate su quelli che sono i nostri valori di sempre: la nostra identità, la libertà delle persone di costruire giorno per giorno la propria vita, un rapporto corretto tra le parti sociali, la più piena trasparenza delle pubbliche amministrazioni che operano con i soldi di tutti, l’abbattimento dei costi della burocrazia.
Questa nuova classe dirigente deve sapersi proporre in un modo diverso per risolvere i problemi della nostra Regione. E’ necessario superare i vecchi steccati ideologici, a cominciare dalla contrapposizione pubblico-privato, per avviare una nuova alleanza che metta al centro il cittadino, la persona. E perché questo avvenga davvero, la Regione non deve più essere un sovrano che parla ai sudditi, un “monopolista delle decisioni”, ma deve concorrere a creare le condizioni necessarie per recepire e fare proprie le istanze che emergono dal territorio. Noi abbiamo un nuovo e diverso concetto di quello che il governo locale deve fare, noi intendiamo dare piena applicazione al principio di sussidiarietà: le decisioni infatti sono migliori se vengono prese da chi è più vicino al luogo in cui emergono i bisogni. E ciò è tanto più vero quando si parla di solidarietà e di servizi alla persona. Per la nostra Regione è ancora più che mai attuale la riflessione di don Luigi Sturzo sulla scuola italiana. Mancano due cose: “libertà e mezzi, ma i mezzi senza libertà sarebbero sciupati; mentre con la libertà si riuscirebbe anche a trovare i mezzi”. Questo è quello che noi vogliamo: realizzare una nuova stagione di libertà. E in questo senso l’Emilia-Romagna può dunque diventare un grande laboratorio, un riferimento per tutta la Nazione. In un Paese dove continua a prevalere la cultura del non fare, la logica dei veti, noi vogliamo che dalla nostra Regione diventi un esempio positivo. L’esempio di una grande Regione d’Europa, di nuovo produttiva, di nuovo ottimista, proiettata al futuro. Vogliamo che l’Emilia-Romagna diventi la Regione del sì. Sì alle famiglie e ai giovani, sì al’impresa, sì allo sviluppo economico, sì a trasporti efficienti e integrati, sì all’innovazione nella pubblica amministrazione, sì a un governo regionale pienamente e autenticamente al servizio dei cittadini.
Questa è la Regione Emilia-Romagna che costruiremo insieme.
(Anna Maria Bernini – candidata alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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