Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 170 del 19 marzo 2013

IIn Commissione
Le Commissioni non sono convocate

In Aula
Votazione per l'elezione dei quattro Vice Presidenti, dei tre senatori Questori e degli otto senatori Segretari

Da questa settimana riprende la consueta programmazione della newsletter della senatrice Laura Bianconi. In Parlamento ci sono tante new entry, chiediamo scusa se qualcuno non è stato ancora inserito nella nostra mailing list e vi preghiamo di segnalarci amici e conoscenti a cui inviare le nostre settimanali informazioni. Buona lettura a tutti.

TUTTI IN PIAZZA CON SILVIO BERLUSCONI
Contro l’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria
Sabato 23 marzo 2013, in Piazza del Popolo a Roma, si terrà la grande manifestazione nazionale del Popolo della Libertà.
E’ importante esserci per far sentire la voce e le idee del Pdl.
Chi è interessato può fare riferimento al proprio Coordinamento provinciale. Per chi risiede nella provincia di Forlì-Cesena i numeri da chiamare per prenotazioni e informazioni sono:
- per Forlì: 3478493520 oppure 3287049696
- per Cesena: 3402338266

RENATO SCHIFANI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEL GRUPPO PDL
I senatori del Pdl, nel corso della riunione che si è tenuta ieri mattina, hanno eletto Renato Schifani presidente del Gruppo. Grande soddisfazione è stata espressa dalla senatrice Laura Bianconi che dichiara: “Nel corso della mia esperienza parlamentare Renato Schifani è sempre stato per me un punto di riferimento solido e autorevole. Lo è stato nel 2001, quando appena quarantenne entrai in Senato, lo è stato nel 2006, nella brave stagione del governo Prodi, lo è stato nella scorsa legislatura come presidente del Senato. Sono certa che la sua grande esperienza, il suo senso dello Stato e delle Istituzioni siano la migliore garanzia per il Gruppo Pdl in una situazione difficile come quella che il nostro Paese sta attraversando".

LA STOFFA DEL LEADER
Molto spesso gli avversari per denigrare Angelino Alfano lo derubricano a “segretario” di Silvio Berlusconi. A chi avesse dei dubbi sulla stoffa del segretario del Pdl consigliamo di rivedere la puntata di domenica scorsa di “In mezz’ora” in cui Lucia Annunziata con la scusa di intervistare Alfano ha definito “impresentabili” tutti gli esponenti del Pdl. Chiunque altro avrebbe risposto “impresentabile sarà lei”, invece Angelino Alfano con britannico self-control ha mantenuto la discussione nell’ambito del ragionamento politico ricordando ripetutamente che in quel modo si offendevano i milioni di elettori del Pdl. Bravo Algelino!

VISTI DA VICINO
Non è che questa curiosità arrovellasse la mente degli italiani al punto da non farli dormire (ben altre sono le emergenze del Paese, come il pdl ga richiamato nel corso della campagna elettorale), certo è che sicuramente saranno in molti a chiedersi: ma adesso che avete avuto modo di vederli da vicino come sono questi grillini? (Per inciso chiediamo in anticipo scusa a quanti possano risentirsi per non essere chiamati esponenti del Movimento 5 Stelle, ma anche questo fa parte della politica vissuta, oltreché delle logiche della comunicazione che inventa neologismi di più immediata comprensione). Dunque, visti da vicino come sono questi grillini? “Sicuramente alla prova dei fatti hanno dovuto rendersi conto che l’apriscatole poteva essere una simpatica, quanto demagogica, boutade elettorale di scarsa utilità quando si è chiamati a confrontarsi con la politica nei suoi aspetti più alti”. Questo il primo pensiero della senatrice Laura Bianconi che la scorsa settimana ha potuto vedere all’opera la nuova compagine politica. “La politica ha regole, linguaggio e modi che sono il frutto di una storia – continua Bianconi - una storia che è comune a tutte le democrazie occidentali e che non può essere affrontata con lo spirito di chi va all’arrembaggio. Infatti – conclude Bianconi – alla prima prova vera, quella dell’elezione del Presidente del Senato il M5S si è spaccato, con grande sdegno e minacce di espulsione (poi rientrate) da parte del suo leader”. Rimane comunque il fatto che il M5S rappresenta una grande novità nel panorama politico italiano, una realtà che per rispetto ai cittadini che l’ha votata, deve essere conosciuta meglio e più di quanto vogliano farsi conoscere i suoi esponenti. Questa newsletter raggiunge tante persone in tante parti d’Italia. Inviateci i vostri “visti da vicino” per conoscere meglio questa nuova compagine politica.

UNA CERTA IDEA D’EUROPA (1)
Abbiamo fame d’Europa, un’Europa vera, un’Europa che sia dei popoli e non delle cancellerie, un’Europa che voglia insomma invertire la rotta del declino a cui sembra inesorabilmente avviata. Per questo convince poco, (e già da ieri sera tutti i commentatori erano contrari), la strategia tedesca per risolvere il caso Cipro. “Evidentemente la lezione della Grecia non è servita a nulla – commenta la senatrice Laura Bianconi – allora non si sono volute trovare le risorse per salvare quel paese, oggi si rischia di ripetere lo stesso tragico errore con Cipro, nono stante tutti gli esperti di economia dicano che il prelievo forzoso dai conti correnti sia una follia. E' chiaro  – conclude Bianconi - che più del destino dell’Europa pesano le prossime elezioni in casa tedesca”.

UNA CERTA IDEA D’EUROPA (2)
Diciamolo, la vicenda dei nostri marò sarà anche nata male ma è stata gestita peggio (segno che in certi casi a un tecnico bravissimo è preferibile un rozzo politico). Rimane però il fatto che anche in questa circostanza l’Europa non si è molto interessata alla sorte di due cittadini dell’Unione (la libera circolazione delle persone dovrà pur significare qualcosa). Ancora una volta, nell’inasprirsi della crisi diplomatica con l’India l’Europa si chiama fuori con la scusa che la cosa deve essere risolta nell’ambito dei trattati internazionali. Parola della baronessa Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea. Noblesse oblige.

UNA CERTA IDEA D’EUROPA (3)
Finalmente l’Europa inizia a capire che di austerità si muore e che il pagamento dei debiti dello Stato nei confronti delle imprese non deve essere contabilizzato nel deficit. Un piccolo segnale, fondamentale però per dare speranza e liquidità a tanti nostri imprenditori. Ringraziamo l’onorevole Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario all’Industria che si è speso per convincere i rigorosi commissari del nordeuropei.

INIZIO LEGISLATURA, LAURA BIANCONI PRESENTA 12 DISEGNI DI LEGGE
In attesa dell’opzione di Silvio Berlusconi Laura Bianconi non è rimasta con le mani in mano e ha lavorato ai disegni di legge da presentare all’apertura del Parlamento. Infatti proprio il primo giorno ha depositato 12 proposte , tutte in ambito sociale e sanitario.

LA FESTA DEL PAPA’
Chissà che in tempo di crisi la festa del papà non torni a essere una festa meno consumistica ma più vera. I vecchi lettori sanno che questa newsletter ama parlare anche di cose che non sono strettamente politiche. Per questo ci piace ricordare oggi tutti i papà, quelli che sono ancora tra noi e quelli che se ne sono andati. Auguri a tutti.


Il primo in tante cose, non staremo qui a ripetere un elenco che da una settimana viene continuamente riproposto. Papa Francesco è il nuovo Vescovo di Roma, primo in tante cose, diverso da chi lo ha preceduto, così come ogni uomo è unico e irripetibile. Per noi il Papa è il Papa, cioè lo strumento che lo Spirito Santo sceglie come il più adeguato a guidare la Chiesa nella contingenza di un preciso momento storico. E oggi assieme a Papa Francesco abbiamo festeggiato l’inizio del suo pontificato.

SANTA MESSA ESPOSIZIONE DEL PALIO E CONSEGNA DELL’ANELLO DEL PESCATORE PERL L’INIZIO DEL MINISTERO PETRINO DEL VESCOVO DI ROMA

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Piazza San Pietro Martedì, 19 marzo 2013 Solennità di San Giuseppe

Cari fratelli e sorelle!
Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale: è una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato Predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza.
Con affetto saluto i Fratelli Cardinali e Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose e tutti i fedeli laici. Ringrazio per la loro presenza i Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, come pure i rappresentanti della comunità ebraica e di altre comunità religiose. Rivolgo il mio cordiale saluto ai Capi di Stato e di Governo, alle Delegazioni ufficiali di tanti Paesi del mondo e al Corpo Diplomatico.
Abbiamo ascoltato nel Vangelo che «Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1,24). In queste parole è già racchiusa la missione che Dio affida a Giuseppe, quella di essere custos, custode. Custode di chi? Di Maria e di Gesù; ma è una custodia che si estende poi alla Chiesa, come ha sottolineato il beato Giovanni Paolo II: «San Giuseppe, come ebbe amorevole cura di Maria e si dedicò con gioioso impegno all’educazione di Gesù Cristo, così custodisce e protegge il suo mistico corpo, la Chiesa, di cui la Vergine Santa è figura e modello» (Esort. ap. Redemptoris Custos, 1).
Come esercita Giuseppe questa custodia? Con discrezione, con umiltà, nel silenzio, ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende. Dal matrimonio con Maria fino all’episodio di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme, accompagna con premura e tutto l'amore ogni momento. E’ accanto a Maria sua sposa nei momenti sereni e in quelli difficili della vita, nel viaggio a Betlemme per il censimento e nelle ore trepidanti e gioiose del parto; nel momento drammatico della fuga in Egitto e nella ricerca affannosa del figlio al Tempio; e poi nella quotidianità della casa di Nazaret, nel laboratorio dove ha insegnato il mestiere a Gesù.
Come vive Giuseppe la sua vocazione di custode di Maria, di Gesù, della Chiesa? Nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto, non tanto al proprio; ed è quello che Dio chiede a Davide, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura: Dio non desidera una casa costruita dall’uomo, ma desidera la fedeltà alla sua Parola, al suo disegno; ed è Dio stesso che costruisce la casa, ma di pietre vive segnate dal suo Spirito. E Giuseppe è “custode”, perché sa ascoltare Dio, si lascia guidare dalla sua volontà, e proprio per questo è ancora più sensibile alle persone che gli sono affidate, sa leggere con realismo gli avvenimenti, è attento a ciò che lo circonda, e sa prendere le decisioni più sagge. In lui cari amici, vediamo come si risponde alla vocazione di Dio, con disponibilità, con prontezza, ma vediamo anche qual è il centro della vocazione cristiana: Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!
La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!
E quando l’uomo viene meno a questa responsabilità di custodire, quando non ci prendiamo cura del creato e dei fratelli, allora trova spazio la distruzione e il cuore inaridisce. In ogni epoca della storia, purtroppo, ci sono degli “Erode” che tramano disegni di morte, distruggono e deturpano il volto dell’uomo e della donna.
Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per “custodire” dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza!
E qui aggiungo, allora, un’ulteriore annotazione: il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza. Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!
Oggi, insieme con la festa di san Giuseppe, celebriamo l’inizio del ministero del nuovo Vescovo di Roma, Successore di Pietro, che comporta anche un potere. Certo, Gesù Cristo ha dato un potere a Pietro, ma di quale potere si tratta? Alla triplice domanda di Gesù a Pietro sull’amore, segue il triplice invito: pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle. Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, chi è straniero, nudo, malato, in carcere (cfr Mt 25,31-46). Solo chi serve con amore sa custodire!
Nella seconda Lettura, san Paolo parla di Abramo, il quale «credette, saldo nella speranza contro ogni speranza» (Rm 4,18). Saldo nella speranza, contro ogni speranza! Anche oggi davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi la speranza. Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l’orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio.
Custodire Gesù con Maria, custodire l’intera creazione, custodire ogni persona, specie la più povera, custodire noi stessi: ecco un servizio che il Vescovo di Roma è chiamato a compiere, ma a cui tutti siamo chiamati per far risplendere la stella della speranza: Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato!
Chiedo l’intercessione della Vergine Maria, di san Giuseppe, dei santi Pietro e Paolo, di san Francesco, affinché lo Spirito Santo accompagni il mio ministero, e a voi tutti dico: pregate per me! Amen.
(dal sito www.vatican.va)




 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
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www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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