Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 173 del 2 aprile 2013

In Commissione
Le Commissioni non sono convocate

In Aula
Relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 10-bis, comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n. 196

DI TUTTI I COLORI
A chi nella settimana trascorsa ha seguito con partecipazione i vari telegiornali non sarà sfuggita che ripetutamente la frase di apertura era: “oggi se ne sono viste di tutti i colori”. E’ accaduto martedì scorso quando il dibattito parlamentare sulla vicenda dei nostri due marò si à dipanato attraverso colpi di scena di drammatica intensità. Si è poi proseguito nei giorni successivi quando la pervicace ostinazione di Pierluigi Bersani si è dovuta arrendere di fronte all’indisponibilità, annunciata e prevista, del M5S, tanto da costringere il Presidente Napolitano a un’iniziativa, anche questa mai vista, come quella di affidare a una commissione di esperti, di diversa provenienza politica e professionale, l’elaborazione di un programma che possa trovare in Parlamento un’adeguata maggioranza. “Il Paese è attraversato da grandi difficoltà – ha commentato la senatrice Laura Bianconi – ed è urgente che abbia un governo stabile in grado di dare una prospettiva alle emergenze dei cittadini. Come Popolo della Libertà abbiamo ampiamente dato la nostra disponibilità a fare la nostra parte e, per il bene del Paese, auspichiamo che ci sia qualcuno capace di aprire una fase nuova della politica italiana”.

I 10 SAGGI
Titolo migliore sarebbe stato sicuramente “Tanto tuonò che piovve”, infatti dopo aver ostinatamente, e anche pateticamente, perseguito un sostegno anche parziale dei grillini, alla fine è stato evidente a tutti che il progetto Bersani non portava da nessuna parte. Ovviamente trattandosi di Bersani, cioè il leader che è arrivato primo ma non ha vinto, guai a dire che il suo tentativo sia fallito; infatti non essendoci altro Presidente incaricato si considera ancora Presidente del Consiglio in pectore, anche se non fa niente. E questo tutto sommato non è un male, visto il risultato degli vari e variegati incontri tenuti durante la fase delle consultazioni. Così alla fine il Presidente Napolitano, preso atto “di una situazione irrigidita su posizioni inconciliabili”, ha demandato ai 10 esperti di trovare le soluzioni alla crisi.
“Assolutamente encomiabile lo sforzo del Presidente Napolitano di arrivare ad un governo del Paese – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi – Siamo nel semestre bianco e non può indire nuove elezioni, ma come giustamente ha rilevato Angelino Afano si deve fare presto. O grande coalizione o voto. A questo punto – continua Bianconi – mi auguro che i 10 saggi, come sono stati ribattezzati, sappiamo trovare una sintesi tra le diverse forze politiche e non si perda ulteriore tempo. Soprattutto che ci sia l’onestà intellettuale di abbandonare la pregiudiziale nei confronti del Pdl, l’esperienza di altri paesi europei, Germania in primis, dimostra che se vi è la volontà è possibile trovare un’intesa solida e duratura”.


Simbolicamente, quando giunse a compimento la tanto perseguita riunificazione della Germania, la sede del nuovo Parlamento, tornò a Berlino, nel ristrutturato palazzo del Reichstag. Un palazzo in cui la valenza simbolica divenne cifra architettonica. E infatti il vetro diventò l’elemento predominante, per contrapporre il buio e la segretezza che per oltre mezzo secolo avevano caratterizzato quel luogo al nuovo corso politico. Questa idea, che tutte le istituzioni pubbliche debbano essere “trasparenti”, è il cavallo di battaglia del M5S. Essendo molto costoso e non di rapida realizzazione trasformare i palazzi romani in “case di vetro”, i grillini hanno pensato di risolvere con lo streaming (ovviamente non sempre, quando se le devono suonare di santa ragione telecamere e microfoni sono spenti). Ma sarà vero che così funziona tutto meglio? Massimo Gramellini su La Stamoa di mercoledì scorso qualche dubbio lo fa nascere.

LA CASA DI VETRO
Basta con la vecchia politica dei segreti e degli inciuci. Oggi i parlamentari di Grillo diranno vaffa a Bersani in streaming. Una telecamera inquadrerà lo storico evento e chiunque transiti nelle vicinanze di un computer potrà godersi l’incontro fra il presidente incaricato e la delegazione Cinquestelle. Tutto si svolgerà in una casa di vetro. Bersani farà le sue proposte, i parlamentari di Grillo le loro, si converrà che non c’è trippa per giaguari e ci si saluterà cordialmente, dandosi appuntamento alla prossima occasione. Questa è la democrazia che ci piace. O no?
Mio padre fu per tutta la vita amministratore di condominio. Dopo averne moderate più di un migliaio, giunse a teorizzare che la migliore assemblea, quella veramente produttiva di risultati, comporta sempre due tempi. Nel primo i condomini si rinfacciano incomprensioni e malumori, nel secondo gettano ponti e abbozzano compromessi: io cedo sul riscaldamento centralizzato, però tu mi concedi il lavatoio accanto al terrazzo condominiale. Ma, diceva, sarebbe impossibile giungere a questa suprema armonia delle dissonanze se i protagonisti si dovessero occupare delle forme. Se cioè agissero con la consapevolezza di essere visti e giudicati dall’esterno. Sapersi osservati induce a compiere uno sforzo di autocontrollo che sconfina nella finzione. Poiché l’orgoglio ti impone di mostrarti duro e puro agli occhi del mondo, perdi intelligenza, capacità di ascolto, elasticità. Almeno finché la telecamera rimane accesa, come dimostrano i pollai televisivi. Poi per fortuna il collegamento in streaming finisce, la casa di vetro abbassa le persiane e si comincia, orrore, a fare politica.
(Massimo Gramellini – La Stampa, 27 marzo 2013)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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