Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 179 del 14 maggio 2013

IIn Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Atto del Governo 7 (uffici territoriali del Governo
Atto del Governo 9 (proroga del blocco della contrattazione per i pubblici dipendenti
comunicazioni del Ministro per gli affari regionali e le autonomie sui relativi indirizzi programmatici
GIUSTIZIA
Proposta di indagine conoscitiva sul sistema carcerario
AFFARI ESTERI
Audizione del Ministro degli affari esteri sulle linee programmatiche del suo Dicastero
DIFESA
Audizione del Ministro della difesa sulle linee programmatiche del suo Dicastero
BILANCIO
Emergenze ambientali e altre misure urgenti
INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO
Incontro con delegazione di parlamentari finlandesi
LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE
Comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sugli indirizzi generali della politica del suo Dicastero
IGIENE E SANITA’
Programmazione dei lavori


In Aula
Discussione della mozione n. 20, Micheloni ed altri, sull'istituzione del Comitato per le questioni degli italiani all'estero
Discussione della Mozione n. 19, De Petris, sulle colture geneticamente modificate
Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

GOVERNO: BENE RITIRO IN CONVENTO MA ADESSO SI PASSI AI FATTI
“Una politica in cerca di rinnovata credibilità presso i cittadini cerca soccorso nelle tecniche in uso nelle aziende o nelle società sportive per superare le divisioni e attivare uno spirito di squadra. Che si chiami <<team building>> o <<spogliatoio>> non può che essere apprezzabile l’iniziativa del presidente Letta che nei giorni scorsi ha riunito la squadra di governo nella campagna toscana”.
Inizia così il commento della senatrice Bianconi sul ritiro a Sarteano. “E’ indubbio – continua Bianconi - che due forze politiche che sino a pochi giorni fa si sono fronteggiate e combattute, anche in modo aspro, abbiano qualche difficoltà a trovare la coesione, l’unità di intenti, che richiede l’appartenenza alla stessa squadra di governo. Non a caso nella conferenza stampa di chiusura il presidente Letta ha ripetuto più volte le parole <<franchezza e lealtà>>, presupposti indispensabili per un lavoro di squadra che veda tutte le energie impegnate per la risoluzione dei gravi problemi che affliggono l’Italia. Ma adesso – conclude Bianconi – è arrivato il tempo di passare dalle parole ai fatti, il governo si è insediato in tempi rapidissimi, ma sinora non ha ancora dato il via ai primi interventi di emergenza che il Paese sta aspettando e che non possono essere rimandate oltre”.

IL TRAGHETTATORE
Alla fine, in week end in cui la politica è stata attiva su tutti i fronti, il Pd ha concluso il travagliato periodo determinato dall’esito delle elezioni politiche. Guglielmo Epifani, già leader della Cgil, è infatti il nuovo segretario politico del Pd, un incarico però a tempo, in vista del congresso che si terrà dopo l’estate, e proprio per questo è stato definito come <<il traghettatore>>. “Le lacerazioni e le divisioni del Pd – ha commentato la senatrice Laura Bianconi – hanno avuto ripercussioni su tutto il Paese. La vittoria monca alle elezioni politiche, il temporeggiamento nella scelta dell’alleato di governo che ha tenuto il Paese bloccato per oltre due mesi, le divisioni interne emerse nei giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica, non potevano che preoccupare anche chi milita in partiti distanti e contrapposti. L’emergenza economica – conclude Laura Bianconi – richiede partiti forti e saldi che al loro interno sappiano fare sintesi delle diversità. L’obiettivo è e deve rimanere quello di garantire al Paese un governo stabile, e questo è possibile solo se tutte le forze politiche che lo sostengono saranno nelle condizioni di lavorare serenamente al risanamento del Paese”.

BUONE NOTIZIE: CHIUSA LA VERTENZA SAN RAFFAELE
Una delle principali strutture sanitarie italiane, il San Raffaele di Milano, da mesi si trovava in una situazione di difficoltà economica e gestionale, conseguenza delle vicende giudiziarie che avevano coinvolto anche il suo stesso fondatore, Don Verzè. Un fiore all’occhiello della sanità italiana, centro di eccellenza anche per la ricerca, si vedeva costretto a ridimensionare il numero dei propri dipendenti, ma fortunatamente nei giorni scorsi la vertenza si è conclusa positivamente con la salvaguardia di tutti i posti di lavoro.


Continua l’impegno di Silvio Berlusconi a essere presente nelle piazze italiane per incontrare i sostenitori del Pdl. A Brescia, dove per la prima volta si sono verificate contestazioni e attacchi da parte di contestatori, ha parlato del suo rinnovato impegno in politica e di giustizia.

IL DISCORSO DI SILVIO BERLUSCONI A BRESCIA
Carissime amiche, carissimi amici,
Sono venuto in questa piazza per dirvi tre parole: io sono qui. Io sono qui. Io resto qui. Più determinato e più convinto di prima. Dico da qui, dopo un’altra settimana di assedio e di violenza contro di me: se qualcuno pensava di scoraggiarmi, si è sbagliato di grosso; se qualcuno pensava di intimidirmi, si è sbagliato di grosso e resterà deluso.
Questi “qualcuno” non conoscono me, ma soprattutto non conoscono voi, questo grande, grande, grandissimo Popolo della Libertà, che non ha paura, che non si fa spaventare, che conosce solo il rispetto e l’amore per gli altri. Diciamolo insieme: il nostro amore è più forte della loro invidia e del loro odio. E quanto più vogliono buttarci addosso intolleranza, odio, disprezzo, tanto più cresce il nostro amore, la nostra passione per la libertà, la nostra coesione.
Gli eventi di questi giorni hanno moltiplicato le mie forze, la mia determinazione, la mia voglia di resistere e di combattere rimanendo al vostro fianco. Ora posso dirvelo. Un paio di anni fa avevo pensato, forse ho perfino sperato, che fosse giunto il momento, dopo tante battaglie, di lasciare la primissima linea del fronte, di fare non più il centravanti ma l’allenatore, di aiutare - da dietro le quinte - una nuova squadra di politici giovani e competenti. Avevo altri progetti di vita: dedicarmi alla mia famiglia, a una Fondazione intitolata a mio padre per costruire ospedali per bambini in giro per il mondo, dedicarmi alla mia “università della libertà” che è ormai terminata come struttura ed è pronta ad accogliere i migliori giovani del mondo per ascoltare e imparare i principi del buon governo dai più grandi protagonisti politici degli ultimi vent’anni, tutti già felici di mettere la loro esperienza a disposizione dei nuovi protagonisti politici del futuro. Avevo anche la speranza di dedicarmi magari anche al mio grande Milan per farlo ritornare grandissimo. Ma mi hanno fermato tre cose: primo, l’esigenza e l’urgenza di lottare per uscire dalla crisi riducendo le tasse per tornare alla crescita, perché ogni impresa che chiude, ogni famiglia che non ce la fa, ogni persona che perde il posto di lavoro, rappresenta per me un dolore, e solo noi sappiamo mettere in campo le ricette per uscire da questa maledetta crisi; secondo, l’andamento dei sondaggi in quel momento con il rischio che tutto il potere finisse nelle mani di una parte estrema della sinistra che non è cambiata, che vuole comandare e prendersi tutte le istituzioni anche se non ha la maggioranza; terzo, lo stato della nostra giustizia, che non garantisce l’imparzialità dei giudici, che calpesta troppo spesso il diritto di libertà dei cittadini, che interviene nella vita politica, che vuole eliminarmi perché mi considera l’unico ostacolo che da vent’anni si frappone tra la sinistra e il potere, che fa in definitiva della nostra Italia, un tempo culla del diritto, una democrazia malata. Questa settimana, avremo conferma di un nostro straordinario successo, nella direzione di quello per cui ci eravamo impegnati in campagna elettorale. Da giugno le famiglie italiane non pagheranno più l’Imu sulla prima casa! Ve lo ricordate cosa ci dicevano sull’Imu durante la campagna elettorale? Ho qui la raccolta degli insulti che mi sono preso per avere detto che quella tassa odiosa andava cancellata.
Da ora in avanti, mai più la tredicesima degli italiani potrà essere sequestrata com’è accaduto lo scorso dicembre. Mai più la casa, per noi un bene sacro, il più caro per gli italiani, potrà essere aggredita in questo modo. Mai più consentiremo, in qualunque ambito (per le famiglie, per le imprese, per i lavoratori), che ci sia un solo euro di tasse aggiuntive per gli italiani. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica centrodestra e centrosinistra sono riusciti a mettersi insieme per fare le riforme e per realizzare tutti quei provvedimenti che rilancino l’economia. Abbiamo investito politicamente su questo Governo, e ora intendiamo portare a casa questi risultati, i risultati che abbiamo promesso ai nostri elettori.
Come ben sapete, ancora un mese prima del voto dello scorso febbraio, la sinistra pensava di vincere e di prendersi tutto. Finalmente, dopo due mesi di inutili inseguimenti a Grillo, hanno accettato la nostra proposta di un governo di coalizione nell’interesse dell’Italia. Noi ci crediamo e sosterremo lealmente questo governo che si è impegnato a realizzare quei provvedimenti che sono indispensabili, lo ripeto, per rilanciare l’economia. E sono questi:
Primo. Come ho appena detto, l’Imu, l’odiosa tassa sulla prima casa, deve essere abolita per sempre;
Secondo. L’Iva non deve aumentare;
Terzo. Bisogna tagliare le unghie a quel mostro che si chiama Equitalia, che imperversa sulle famiglie e sulle imprese;
Quarto. Bisogna detassare le nuove assunzioni. Zero tasse e zero contributi per chi assume un giovane, un disoccupato, un cassintegrato. Solo così potremo creare nuovo lavoro, in particolare per chi si è trovato in difficoltà a causa della crisi;
Quinto ma importantissimo. Bisogna dare una scossa positiva all’attività dell’impresa superando il sistema lento e borbonico delle autorizzazioni preventive, che inchioda chi vuol fare, a tempi biblici e a fatiche impossibili per aprire una nuova impresa, per ingrandire una casa o un fabbricato, per realizzare un nuovo progetto. Basta autorizzazioni preventive; tu parti, inizi, vai avanti e solo dopo arrivano i controlli, come accade in tutti i Paesi moderni.
Sono queste le cose su cui ci siamo impegnati a livello nazionale, e vogliamo portarle a casa come risultati concreti per il bene di tutti.
E ho citato queste cinque cose perché sono stati i cinque punti esplicitamente citati dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, accanto al nostro Angelino Alfano, nel suo discorso programmatico davanti al Parlamento.
Noi siamo persone leali. Io sono una persona leale. Quando guardo negli occhi una persona, e quando gli stringo la mano per confermare un accordo, per me è come se avessi firmato un contratto. E i contratti, tra persone perbene si rispettano, si devono rispettare.
Detto e chiarito questo punto politico essenziale, vengo a ciò che non posso tacere. Tutti mi hanno chiesto, una parola, una risposta, una reazione dopo l’ultimo assurdo atto giudiziario che ho subìto questa settimana. La sentenza indegna dell’altro giorno aveva indotto qualcuno a pensare che io perdessi la testa, o che potessi abbandonarmi a quello che nel calcio si chiama “fallo di reazione”, mettendo a rischio la vita del Governo. Tu mi hai dato un calcio? E io te ne do un altro più forte. Anche in questo caso, si sono sbagliati. Noi consideriamo questo governo un fatto storico, epocale, perché per la prima volta dal 1947 nella storia della nostra Repubblica centro destra e centro sinistra si sono messi insieme e insieme possono fare il bene del Paese varando quelle riforme dell’architettura istituzionale che sono indispensabili per rendere davvero governabile l’Italia e quei provvedimenti che sono urgenti ed indispensabili per far uscire il Paese dalla crisi e per rilanciare l’economia.
Ieri sera ho voluto rivedere un filmato, e mi sono commosso. Sono le immagini di Enzo Tortora, che rivolgendosi ai suoi giudici disse: “Io sono innocente. Spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi”.
E’ questo il sentimento non solo mio, ma di tantissimi italiani, che entrano ogni giorno nel tritacarne infernale della giustizia. Vedete, io sono una persona forte, ho le spalle larghe, ho i mezzi per difendermi, mi batto, resisto, resto in campo, ma se quando queste stesse cose capitano a un cittadino qualsiasi, come può difendersi? Come può impedire che la sua vita venga distrutta? Che la sua impresa vada in rovina? Che la sua famiglia subisca conseguenze tremende? Stiamo attenti: può capitare a tutti, anzi è già capitato a tanti… Tutti possiamo finire nel tritacarne giudiziario semplicemente perché qualcuno, per qualsiasi motivo, ha deciso di farci del male. E questo può accadere per qualsiasi ragione. A me è accaduto e accade, ne sono certo, per un pregiudizio politico e per un’invincibile invidia che sfocia spesso nell’odio nei confronti miei e di quelle classi sociali che noi rappresentiamo con la nostra politica, nei confronti di chi con il rischio, con il lavoro con il rischio imprenditoriale è riuscito a costruire una piattaforma di benessere per se e per i propri figli. E loro, i magistrati, neanche pagano per i loro errori…Noi chiediamo che i magistrati debbano rispondere come tutti i professionisti dei loro errori, se commessi con malafede o con grave negligenza. Nel 1987, proprio dopo la commovente battaglia di Enzo Tortora, l’80% per cento degli italiani disse sì alla responsabilità civile dei magistrati, ma, subito dopo, quella decisione fu dimenticata. Noi vogliamo ripercorrere la via decisa dal popolo sovrano. I magistrati per bene, che sono la grande maggioranza, non hanno nulla da temere. Devono preoccuparsi solo i magistrati faziosi che usano la giustizia per convenienze personali o a fini di lotta politica. Per tutti questi motivi noi ci batteremo in Parlamento per una grande riforma della giustizia, che non può più aspettare. Sono tutte riforme che già esistono in tutte le democrazie, incluse quelle governate dalla sinistra e cioè: una vera parità tra accusa e difesa; gli avvocati dell’accusa devono avere con i giudici lo stesso rapporto che con i giudici hanno gli avvocati della difesa;
- una vera separazione delle carriere tra i magistrati che conducono le inchieste e i magistrati che giudicano: sono due compiti diversi, e devono esserci concorsi diversi, attitudini diverse, sedi di lavoro diverse. Forse ce ne dovrebbe essere un’altra. Quella tra i magistrati e i giornalisti che scrivono delle loro inchieste;
- una vera responsabilità civile dei magistrati, che, ripeto, devono rispondere dei loro errori se commessi con dolo o con colpa grave;
- una grande riforma delle intercettazioni, perché gli italiani devono tornare liberi di usare il telefono senza essere spiati, intercettati, schedati e ricattati….non è davvero un paese civile quello in cui può accadere tutto questo;
- un vero ripristino del segreto istruttorio. Non è accettabile che ogni giorno esca di tutto e di più dagli uffici giudiziari. A questo punto deve pagare il Capo dell’Ufficio. E invece pensate che io, proprio io, l’uomo più intercettato d’Italia, sono l’unico messo in mezzo per una intercettazione…. Ma vi sembra una cosa normale o siamo tutti matti?
- una riforma della carcerazione preventiva. Come può essere tollerato il fatto che un cittadino venga troppo facilmente sbattuto in galera prima del processo, da innocente? Ma lo sapete che più del 40% degli attuali detenuti sono persone in attesa di giudizio? E che, a processo finito, la metà di loro risulterà innocente per il reato di cui sono accusati? E chi mai potrà risarcirli, per le loro vite distrutte, per le loro famiglie devastate, per la vergogna dei loro figli, per il dolore delle persone a loro care? Ci rendiamo conto?
- E poi un grande impegno, dei grandi interventi per rendere finalmente civili le nostre carceri. Un conto è scontare la giusta pena, altro conto è essere buttati in un inferno senza pietà e senza dignità. Se hai commesso un reato lo Stato ti può togliere la libertà, ma non ti può togliere la dignità o addirittura la salute come purtroppo succede oggi.
Noi ci siamo e ci saremo anche per questo, con il coraggio di sempre e con la schiena dritta di chi non si fa intimidire. A proposito di intimidazioni lasciatemi dire un’ultima cosa. Qualche magistrato politicizzato è accecato dall’odio nei miei confronti, questo si sa…Dico a loro: potete farmi di tutto, ma c’è una cosa che non potrete impedirmi, mai… mai… mai:
- non potrete impedirmi di essere alla testa del Popolo della Libertà, finché molti milioni di italiani lo vorranno. Non potrete impedirmi di essere il leader del Popolo della Libertà finché milioni di italiani lo vorranno.
(dal sito www.ilpopolodellaliberta.it)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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