Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 180 del 21 maggio 2013

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Comunicazioni del Ministro delle riforme costituzionali sulle linee programmatiche del suo dicastero
Debiti pubbliche amministrazioni
Sistema pensionistico personale comparto difesa-sicurezza e vigili del fuoco
GIUSTIZIA
Comunicazione del Ministro di giustizia sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Proposta di indagine conoscitiva sul sistema carcerario
Proroga della riforma della geografia giudiziaria
Ddl voto di scambio, falso in bilancio, riciclaggio
AFFARI ESTERI
Emergenze ambientali e altre misure urgenti
BILANCIO
Debiti pubbliche amministrazioni
ISTRUZIONE PUBBLICA
Audizione del Ministro per i beni e le attività culturali sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Tabella triennale 2012-2014 diffusione cultura scientifica
Riparto Fondo ordinario enti di ricerca 2013
INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO
Emergenze ambientali e altre misure urgenti
Debiti pubbliche amministrazioni
Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese
IGIENE E SANITA’
Comunicazione del Ministro della salute sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Disposizioni urgenti in materia sanitaria (approvato dal Senato e modificato dalla Camera)

In Aula
Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri sul Consiglio europeo del 22 maggio 2013
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria (Approvato dal Senato) (Ove modificato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati) 
 Seguito della discussione di mozioni sulle colture geneticamente modificate

MA IL MIRACOLO E’ NECESSARIO
“Capisco la politica di non fare il passo più lungo della gamba ma il primo Consiglio dei ministri del Governo Letta doveva avere il coraggio di fare di più”
. Questo il commento della senatrice Laura Bianconi riguardo i primi provvedimenti approvati dal governo venerdì scorso. “Il premier Letta – continua Bianconi – aveva già messo le mani avanti avvertendo di non aspettarsi il miracolo, ma sinceramente le aspettative sul rilancio economico sono state completamente disattese. Il rifinanziamento, anche se parziale, della Cassa integrazione straordinaria e la sospensione della rata Imu per la prima abitazione e terreni agricoli erano attesi e dovuti, ma era necessario un di più di coraggio, ad esempio sospendendo l’Imu anche per gli edifici produttivi. Sarebbe stato un segnale importante per le tante piccole e medie imprese che sono costrette a pagare un’imposta per edifici che in questo periodo di crisi non vengono più utilizzati. Mi auguro – conclude Bianconi - che nell’impegno che il governo ha preso, di rivedere entro agosto la tassazione sugli immobili, vengano recepite le indicazioni del Pdl. Ma, soprattutto, preoccupa la ventilata ipotesi di un ulteriore aumento dell’Iva, scelta che andrebbe ulteriormente a deprimere i consumi e di conseguenza non si tradurrebbe certo in maggiori entrate fiscali. L’Italia è il popolo delle partite Iva, piccoli imprenditori che operano nel settore del commercio e che già faticano a sostenere la competizione con i grandi colossi della distribuzione. Non posiamo penalizzare ulteriormente gli imprenditori di questo comparto, anzi dobbiamo fare di tutto per liberare risorse e aumentare i consumi”.

VERTICE STRAORDINARIO UE
Questa mattina il Capo del governo Enrico Letta ha comunicato in Senato le linee programmatiche del Vertice Straordinario UE che si terrà domani a Bruxelles. Lotta all’evasione e alle frodi fiscali e politica energetica sono i temi individuati come prioritari per la competitività e la crescita. “Mi auguro – ha dichiarato Bianconi – che dopo un lungo periodo in cui l’Italia è stata succube dello strapotere dell’asse del nord, possa ritornare ad essere un partner alla pari di tutti gli altri paesi dell’Unione. Il presidente Letta ha detto che l’Italia andrà in Europa “a schiena dritta” e chiederà di passare dalla politica del rigore alla politica dello sviluppo. Spero  – conclude Bianconi – che il vertice di domani segni l’inizio di un nuovo corso delle politiche europee, nella consapevolezza che l’Europa o si salva tutta insieme o è destinata a un’inesorabile declino”.

SANITA’: LA PREVENZIONE MIRATA RIMANE SEMPRE LA STRADA MIGLIORE PER COMBATTERE I TUMORI
La coincidenza ha voluto che proprio nei giorni in cui la Angelina Jolie rivelava di essersi sottoposta a mastectomia per prevenire il tumore al seno a Roma si svolgesse “Race for the cure”, la maratona in rosa contro il tumore al seno, per sensibilizzare le donne a una sempre maggiore attenzione alla prevenzione e a stili di vita sani e consapevoli. Due modi diversi di rapportarsi a una patologia che, nonostante l’alta percentuale di guarigione, rappresenta ancora la prima causa di morte per le donne. "Quando si arriva da una decisione così drastica come quella di una "mastectomia preventiva" ad entrambe le mammelle ed in giovane età, risulta fondamentale che la paziente abbia preso una tale decisione con l'aiuto di un team formato da oncologi, chirurghi senologi , consulenti genetici e psicologi". Questo il commento della senatrice Laura Bianconi in merito all''intervista rilasciata dall'attrice Angelina Jolie al ''New York Times'' in cui ha rivelato di aver subito volontariamente l'asportazione bilaterale del seno per evitare la possibilità di un tumore. "Non voglio commentare una scelta del tutto personale – continua Bianconi - ma quando è un personaggio famoso a rilasciare una tale dichiarazione bisogna stare attenti affinché non passi un messaggio che può avere conseguenze negative per tutte le donne ed in particolare per quelle, che per motivi genetici e familiari, risultano essere ad alto rischio di contrarre il tumore al seno. Anche in merito all'esperienza maturata in questi anni nella Commissione Sanitaà del Senato e che ha portato a ben due indagini conoscitive su base nazionale relative a questa patologia, e avendo noi in Italia sviluppato una linea che va nell'ottica della conservazione della mammella e non, come negli Stati Uniti, in quella prettamente interventista, si debba continuare a porre l'attenzione sull'alto valore dello screening e della prevenzione più in generale. In merito poi – conclude Bianconi - a quelle donne che in Italia risultano per età fuori dalla copertura dello screening gratuito, ma possono essere ad alto rischio, esattamente come Angelina Jolie, sarebbe opportuno garantire loro un percorso preferenziale di valutazione del rischio ed uno specifico programma di prevenzione strumentale in grado di scongiurare il rischio di ritardare la diagnosi di un cancro al seno. Fondamentale, pertanto, è sempre iniziare da subito i controlli e affidarsi alle mani esperte dei nostri centri di senologia, in grado di diagnosticare in tempo lesioni tumorali, in particolare a quelle donne che sanno di avere una familiarità per questo tipo di neoplasia. Mi auguro che il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, prenda in esame il lavoro svolto su questo fronte dal Senato insieme a tanti esperti e lo faccia suo, portando avanti tutte quelle azioni positive volte a promuovere una maggiore attenzione alla prevenzione in ambito sanitario".

OBESITA’: LAURA BIANCONI RICEVE IN SENATO DELEGAZIONE DI STUDENTI FERRARESI
Nell’ambito degli incontri denominati “Un giorno in Senato” la senatrice Bianconi ha accolto gli studenti dell’Istituto Vergani-Navarra di Ferrara che in questi giorni sono a Roma per incontri di studio e formazione sull’attività parlamentare. “Questi giovani studenti – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi - sono arrivati a Roma desiderosi di conoscere più da vicino il lavoro delle istituzioni e soprattutto ben preparati, Infatti, dimostrando grande attenzione a un fenomeno quale quello dell’obesità che nel nostro paese non è ancora diventato un’emergenza come ad esempio negli Stati Uniti, Questi studenti hanno infatti consegnato il testo di un disegno di legge volto alla promozione dei prodotti del territorio nelle mense scolastiche e a corsi di prevenzione dei disturbi alimentari. Mi sono complimentata con gli studenti e i loro insegnanti per l’ottimo lavoro svolto garantendo il mio impegno a sostenere le loro istanze”.

L’ALBA TRAGICA DI UN ANNO FA
Un anno fa, in questi giorni, l’Emilia-Romagna si trovò a fare i conti con un terremoto gravissimo che aveva colpito le province di Bologna, Modena e Ferrara, causando morte e distruzione. Si è fatto molto per la ricostruzione, ma ancora molto c’è da fare. E’ importante quindi non dimenticare e, a tutti i livelli, continuare a sostenere le popolazioni colpite e le amministrazioni che in primis hanno la responsabilità della ricostruzione.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 26-27 MAGGIO
Domenica prossima e lunedì mattina molte amministrazioni locali saranno interessate al rinnovo dei loro amministratori. Tra tutte le realtà interessate l’attenzione maggiore è puntata su Roma, ma chi legge questa newsletter sa che ugualmente importanti sono realtà, magari numericamente minori, ma significative per i territori in cui si trovano. Per cui volentieri segnaliamo che nella provincia di Forlì- Cesena due sono i comuni interessati al voto. Sarsina, la città di Plauto, va ad elezioni anticipate in seguito alla comparsa, avvenuta in febbraio, del sindaco Malio Bartolini. Suo successore naturale e candidato sindaco, Luigino Mengaccini, già vicesindaco della Giunta Bartolini, che si presenta in continuità con il mandato precedente per proseguire una tradizione che vede Sarsina “mosca bianca” nella rossa Romagna. Diversa invece la competizione a Galeata, comune dell’Appennino forlivese dove Massimo Venturi, a capo di una lista civica, tenta la storica conquista di un comune che è sempre stato amministrato dalla sinistra. Il nostro appello è quello di sostenere questi due candidati e le loro liste, utilizzando i gironi che mancano al voto per invitare conoscenti, amici, parenti a votarli.



Lavoro, lavoro, lavoro. Ormai è questa la parola d’ordine per rilanciare l’economia e arginare l’emergenza disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Su questo tema Spazio libero propone due approfondimenti: uno di metodo, ed è il richiamo di Papa Francesco fatto all’Udienza Generale di mercoledì scorso, l’altro è l’intervento del professor Giovannini, ministro del lavoro e delle politiche sociali, che in Senato ha risposto al question time su lavoratori esodati e politiche a sostegno dell’occupazione.

UDIENZA GENERALE DI PAPA FRANCESCO
Piazza San Pietro, mercoledì 15 maggio 2013
Cari fratelli e sorelle buongiorno!
oggi vorrei soffermarmi sull’azione che lo Spirito Santo compie nel guidare la Chiesa e ciascuno di noi alla Verità. Gesù stesso dice ai discepoli: lo Spirito Santo «vi guiderà a tutta la verità» (Gv 16,13), essendo Egli stesso «lo Spirito di Verità» (cfr Gv 14,17; 15,26; 16,13).
Viviamo in un’epoca in cui si è piuttosto scettici nei confronti della verità, Benedetto XVI ha parlato molte volte di relativismo, della tendenza cioè a ritenere che non ci sia nulla di definitivo e a pensare che la verità venga data dal consenso o da quello che noi vogliamo. Sorge la domanda: esiste veramente “la” verità? Che cos’è “la” verità? Possiamo conoscerla? Possiamo trovarla? Qui mi viene in mente la domanda del Procuratore romano Ponzio Pilato quando Gesù gli rivela il senso profondo della sua missione: «Che cos’è la verità?» (Gv 18,37.38). Pilato non riesce a capire che “la” Verità è davanti a lui, non riesce a vedere in Gesù il volto della verità, che è il volto di Dio. Eppure, Gesù è proprio questo: la Verità, che, nella pienezza dei tempi, «si è fatta carne» (Gv 1,1.14), è venuta in mezzo a noi perché noi la conoscessimo. La verità non si afferra come una cosa, la verità si incontra. Non è un possesso, è un incontro con una Persona.
Ma chi ci fa riconoscere che Gesù è “la” Parola di verità, il Figlio unigenito di Dio Padre? San Paolo insegna che «nessuno può dire: “Gesù è Signore!” se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1Cor 12,3). E’ proprio lo Spirito Santo, il dono di Cristo Risorto, che ci fa riconoscere la Verità. Gesù lo definisce il “Paraclito”, cioè “colui che ci viene in aiuto”, che è al nostro fianco per sostenerci in questo cammino di conoscenza; e, durante l’Ultima Cena, Gesù assicura ai discepoli che lo Spirito Santo insegnerà ogni cosa, ricordando loro le sue parole (cfr Gv 14,26).
Qual è allora l’azione dello Spirito Santo nella nostra vita e nella vita della Chiesa per guidarci alla verità? Anzitutto, ricorda e imprime nei cuori dei credenti le parole che Gesù ha detto, e, proprio attraverso tali parole, la legge di Dio – come avevano annunciato i profeti dell’Antico Testamento – viene inscritta nel nostro cuore e diventa in noi principio di valutazione nelle scelte e di guida nelle azioni quotidiane, diventa principio di vita. Si realizza la grande profezia di Ezechiele: «vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo… Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme» (36,25-27). Infatti, è dall’intimo di noi stessi che nascono le nostre azioni: è proprio il cuore che deve convertirsi a Dio, e lo Spirito Santo lo trasforma se noi ci apriamo a Lui.
Lo Spirito Santo, poi, come promette Gesù, ci guida «a tutta la verità» (Gv 16,13); ci guida non solo all’incontro con Gesù, pienezza della Verità, ma ci guida anche “dentro” la Verità, ci fa entrare cioè in una comunione sempre più profonda con Gesù, donandoci l’intelligenza delle cose di Dio. E questa non la possiamo raggiungere con le nostre forze. Se Dio non ci illumina interiormente, il nostro essere cristiani sarà superficiale. La Tradizione della Chiesa afferma che lo Spirito di verità agisce nel nostro cuore suscitando quel “senso della fede” (sensus fidei) attraverso il quale, come afferma il Concilio Vaticano II, il Popolo di Dio, sotto la guida del Magistero, aderisce indefettibilmente alla fede trasmessa, la approfondisce con retto giudizio e la applica più pienamente nella vita (cfr Cost. dogm. Lumen gentium, 12). Proviamo a chiederci: sono aperto all’azione dello Spirito Santo, lo prego perché mi dia luce, mi renda più sensibile alle cose di Dio? Questa è una preghiera che dobbiamo fare tutti i giorni: «Spirito Santo fa’ che il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio, che il mio cuore sia aperto al bene, che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio tutti i giorni». Vorrei fare una domanda a tutti: quanti di voi pregano ogni giorno lo Spirito Santo? Saranno pochi, ma noi dobbiamo soddisfare questo desiderio di Gesù e pregare tutti i giorni lo Spirito Santo, perché ci apra il cuore verso Gesù.
Pensiamo a Maria che «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19.51). L’accoglienza delle parole e delle verità della fede perché diventino vita, si realizza e cresce sotto l’azione dello Spirito Santo. In questo senso occorre imparare da Maria, rivivere il suo “sì”, la sua disponibilità totale a ricevere il Figlio di Dio nella sua vita, che da quel momento è trasformata. Attraverso lo Spirito Santo, il Padre e il Figlio prendono dimora presso di noi: noi viviamo in Dio e di Dio. Ma la nostra vita è veramente animata da Dio? Quante cose metto prima di Dio?
Cari fratelli e sorelle, abbiamo bisogno di lasciarci inondare dalla luce dello Spirito Santo, perché Egli ci introduca nella Verità di Dio, che è l’unico Signore della nostra vita. In quest’ Anno della fede chiediamoci se concretamente abbiamo fatto qualche passo per conoscere di più Cristo e le verità della fede, leggendo e meditando la Sacra Scrittura, studiando il Catechismo, accostandosi con costanza ai Sacramenti. Ma chiediamoci contemporaneamente quali passi stiamo facendo perché la fede orienti tutta la nostra esistenza. Non si è cristiani “a tempo”, soltanto in alcuni momenti, in alcune circostanze, in alcune scelte. Non si può essere cristiani così, si è cristiani in ogni momento! Totalmente! La verità di Cristo, che lo Spirito Santo ci insegna e ci dona, interessa per sempre e totalmente la nostra vita quotidiana. Invochiamolo più spesso, perché ci guidi sulla strada dei discepoli di Cristo. Invochiamolo tutti i giorni. Vi faccio questa proposta: invochiamo tutti i giorni lo Spirito Santo, così lo Spirito Santo ci avvicinerà a Gesù Cristo.
(dal sito www. vatican.va)


INTERVENTO DEL MINISTRO GIOVANNINI SU ESODATI E POLITICHE A SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONE
Senato della Repubblica, giovedì 16 maggio 2013
Signor Presidente,
i quesiti che sono stati posti riguardano in particolare il tema dei cosiddetti esodati o dei cosiddetti salvaguardati, ossia le persone che al momento, attraverso i tre decreti-legge che sono stati approvati, sono in realtà coperte da alcune tutele. Vi sono, poi, anche altre questioni, a cui cercherò comunque di dare una risposta.
Il primo punto riguarda l'efficacia della prima salvaguardia, cioè il decreto-legge relativo ai 65.000 soggetti. Ebbene, proprio la scorsa settimana ho sollecitato l'INPS a pubblicare per la prima volta i dati dettagliati sulla copertura di questo primo decreto, che indicano come, a fronte dei 65.000 soggetti teorici che dovevano essere salvaguardati, ne sono stati salvaguardati 62.000. Ciò non significa che le risorse relative a questi ulteriori 3.000 soggetti verranno perdute, perché i decreti successivi indicano chiaramente che le eventuali economie possono essere impiegate in essi.
Ricordo che i tre decreti-legge approvati finora coprono circa 130.000 lavoratori.
Alla domanda della senatrice Gatti su quanti siano i pensionati, cioè coloro i quali effettivamente hanno già iniziato a percepire una pensione, rispondo che si tratta di circa 7.000 soggetti: non perché l'INPS sia in ritardo rispetto al trattamento degli altri casi, ma perché si tratta di salvaguardati che andranno in pensione progressivamente.
Questo ci consente di capire subito la prima difficoltà di questo tema: avere cognizione degli accordi intervenuti tra le imprese e i lavoratori è estremamente difficile. Per esempio, anche con riferimento al secondo decreto, le imprese avrebbero dovuto comunicare entro il 31 marzo le liste dei soggetti che si prevede verranno licenziati (quindi perderanno il posto di lavoro) entro il 31 dicembre, ma in realtà non l'hanno fatto. Perché non l'hanno fatto? Perché c'è incertezza, anche dal punto di vista delle imprese, se questi soggetti effettivamente verranno espulsi dal sistema produttivo entro quest'anno, o se invece si andrà all'anno prossimo.
Riporto questo come esempio per dire che, indubbiamente, dobbiamo migliorare il sistema informativo. Ed è questa la richiesta che ho fatto all'INPS, immediatamente, per realizzare, al di là dei numeri, quella che ho chiamato una mappa concettuale (o delle mappe concettuali). Infatti, le caratteristiche di questi soggetti sono estremamente variegate e, talvolta, cambiano per settore, cambiano naturalmente per età, cambiano per condizione soggettiva. Penso che la prossima settimana, completati questi approfondimenti, riusciremo a fornire questa mappa di cui ho parlato.
Qui, però, vorrei fare una distinzione estremamente chiara: dobbiamo distinguere, infatti, tra i cosiddetti esodati in senso stretto (cioè coloro i quali hanno effettivamente perso il lavoro o sono incappati nel meccanismo) e quelli che, invece, potremmo chiamare esodandi (cioè persone che in futuro si troveranno in questa condizione). Dobbiamo poi distinguere queste due categorie dai cosiddetti bloccati, cioè coloro i quali non rientrano nella categoria che prevedeva al 31 dicembre 2011 certe caratteristiche ma che, a causa del perdurare della crisi economica, a causa della crisi di aziende, sono destinati a perdere il posto di lavoro e non avranno ancora maturato i requisiti per la pensione. Attenzione, però: questa categoria non ha nulla a che vedere con gli esodati in senso stretto, perché si tratta di soggetti che sono molto più vicini alle categorie a cui si riferiva, per esempio, il senatore Ichino, cioè persone che sono, o saranno, in difficoltà ma che non rientrano nella categoria in senso stretto.
Ecco perché - e ho fatto solo questo esempio - la definizione di questi soggetti, al di là della quantificazione, è estremamente complessa. Io ho visto già delle elaborazioni preliminari, ma ho chiesto ulteriori verifiche, proprio per avere, intanto, certezza sulle platee e poi una stima dei dati.
E qui voglio essere estremamente chiaro, basando quanto sto per dire anche sulla mia esperienza precedente. Dal momento che si tratta di una situazione futura e incerta, dobbiamo parlare di stime. Non possiamo dire, necessariamente: il numero è esattamente questo. La buona notizia, da questo punto di vista, è che l'INPS sta prendendo in considerazione, in ogni caso, anche tutte quelle domande che, pervenute spontaneamente da lavoratori che si sono sentiti in qualche modo di appartenere a questa categoria, non avevano ugualmente i requisiti. Ebbene, l'INPS sta analizzando in ogni caso tutte le condizioni, anche di questi soggetti, per riuscire a capire, rispetto ad altre platee, eventualmente di salvaguardandi, come si può intervenire, di che entità stiamo parlando, e quindi il relativo costo.
Naturalmente, come è stato rilevato dal senatore Sacconi, e anche da altri, il punto non è soltanto quello della tutela degli esodati, ma è quello della transizione a un sistema pensionistico che, a causa della riforma, ha subito un brusco cambiamento, un cambiamento imposto - vorrei ricordarlo - da esigenze di contenimento a medio termine della spesa pubblica e, quindi, dalla stabilizzazione finanziaria; è un cambiamento che però, come è stato sottolineato da varie proposte, presentate nella precedente e attuale legislatura e anche nel discorso del Presidente del Consiglio, è possibile rimodulare in maniera tale da ridurre questa discontinuità.
Questo è uno dei punti che ho illustrato alle Commissioni lavoro, sia della Camera che del Senato, e una delle piste su cui il Governo sta lavorando, naturalmente valutando anche i costi associati (perché i costi possono essere estremamente rilevanti). Anche in questo caso, noi stiamo lavorando sul tema, ma esso ha bisogno anche di valutazioni di carattere economico. Il tema della flessibilità dell'andata in pensione - uso questo termine generale, in quanto il Presidente del Consiglio ha proprio fatto riferimento a questo elemento - con possibili penalizzazioni richiede un disegno del sistema che va modellato in modo molto attento, per le implicazioni sia sulle persone sia sugli elementi finanziari di sostenibilità del sistema. È infatti indubbio che la drammaticità della situazione di molte persone, al di là del fatto di essere esodate, esodande, o comunque in difficoltà, è un dato di fatto di cui il Governo è pienamente conscio e sul quale intende lavorare.
Per ciò che concerne il patto intergenerazionale, con riferimento all'osservazione del senatore Ichino, devo dire che, anche in questo caso raccogliendo alcune proposte, una delle proposte che mi sentirò di fare (ma non vale naturalmente solo per questa legge) è l'allargamento delle relazioni tecniche alla legislazione per considerare i cosiddetti conti intergenerazionali. Si tratta di uno strumento utile al Parlamento nel momento in cui vota una nuova legge, per capirne l'impatto a seconda delle generazioni. Spesso, nel passato, la tematica dell'impatto intergenerazionale non è stata presa in considerazione, e sappiamo i guasti che ciò ha prodotto.
È vero, si sono verificate - ahimè - situazioni di persone che si sentono molto simili, ma che in alcuni casi sono tutelate e in altri casi no. Questo fa parte proprio del discorso che ha fatto anche il senatore Uras per ciò che concerne la definizione delle platee. Si tratta di un elemento di ingiustizia di cui, come il Presidente del Consiglio ha detto di fronte al Parlamento, dobbiamo farci carico.
Dal momento che credo che il tempo a mia disposizione si stia esaurendo, vorrei avviarmi a concludere, rispondendo alla domanda del senatore Ferrara. L'uso dei fondi europei per gli esodati o, più in generale, per fronteggiare l'emergenza occupazionale, è naturalmente una possibilità, in particolare per il Mezzogiorno, come il senatore ha ricordato. Dobbiamo però ricordare che, accanto a questa, vi sono anche altre necessità, quali quelle che sono state ricordate da alcuni senatori. Occorre creare nuovo lavoro, e non soltanto tutelare - giustamente - chi ha perso il lavoro: occorre tutelare in modo attivo, spingendo chi ha perso il lavoro a cercarne e a trovarne uno nuovo, magari attraverso una imprenditorialità diversa.
Quindi, come al solito, sappiamo che, come si suol dire, la coperta è corta. Problemi altrettanto importanti sono infatti rappresentati dalla disoccupazione giovanile, dalla disoccupazione degli ultracinquantenni o ultracinquantacinquenni e dalla disoccupazione che si sta registrando in alcuni settori a causa della riconversione profonda o della perdita di competitività di interi settori.
Questa è la ragione per la quale il Governo, intanto in Europa, come ha dichiarato il Presidente del Consiglio, sta operando concretamente perché il Consiglio europeo di fine giugno sia tutto focalizzato su questo tema. Tra l'altro, io stesso mi recherò a Bruxelles nei prossimi giorni per incontrare il Commissario europeo, ma direi che tutta la diplomazia italiana sta lavorando in questa direzione. Inoltre, come avete visto da alcuni articoli di questi giorni, anche altri Paesi, comprese la Francia e la Germania, stanno immaginando nuovi interventi proprio per l'occupazione giovanile. Il nostro impegno in questa direzione è, assolutamente forte.
Rispondo poi alla domanda del senatore Panizza in merito alla cassa integrazione e agli ammortizzatori sociali in deroga. La riunione di domani del Consiglio dei ministri prevede all'ordine del giorno proprio questo tema. È stata fatta una valutazione estremamente attenta delle risorse disponibili nel brevissimo termine, perché sappiamo che il problema è strutturale, ma sappiamo anche che non può essere affrontato semplicemente come è stato fatto fino adesso, rifinanziando cioè uno strumento senza ulteriori ripensamenti.
Ed è per questo che l'orientamento del Governo, anche in questo caso, è volto ad effettuare un monitoraggio molto più puntuale dei comportamenti dei soggetti che poi erogano questi fondi, al fine di capire di che cosa stiamo parlando: dobbiamo avere chiaro infatti se stiamo parlando di lavoratori che, a causa di una crisi, sono ancora in qualche modo legati a un'attività produttiva oppure di soggetti che hanno ormai perso il contatto con il posto di lavoro. Se ci troviamo di fronte al secondo caso, allora dobbiamo forse immaginare altri strumenti, altri ammortizzatori, e non semplicemente continuare a rifinanziare. Questo però non può accadere domani: parlo naturalmente di una prospettiva che riguarda i prossimi mesi o il prossimo anno.
Vorrei infine svolgere una considerazione di carattere generale che ho già avuto modo di fare nei giorni scorsi. La riforma sia del mercato del lavoro che delle pensioni è intervenuta in un momento ciclico straordinariamente negativo che purtroppo tuttora perdura. Vorrei essere estremamente chiaro su questo punto. Tutte queste problematiche in un periodo di espansione economica sarebbero state affrontate in modo molto diverso. Per questo la priorità assoluta del Governo, ma direi anche dell'intero Paese, deve essere quella di invertire la rotta in termini di crescita economica, movimentando fondi presso le famiglie e presso le imprese per incentivare lo sviluppo. Sappiamo che il timore del futuro sta bloccando piani di investimento, anche piani di spesa delle famiglie. Dobbiamo riuscire a ritrovare questo slancio in modo da mobilizzare in modo positivo i fondi disponibili.
Concludo, signor Presidente, ricordando che il tema dell'occupazione giovanile, a mio parere, è particolarmente rilevante perché, come ci dimostrano gli studi dell'economia comportamentale, essere per tanto tempo a quell'età fuori dal mercato del lavoro può produrre effetti negativi di lungo termine sull'approccio alla vita che poi si riflettono sull'intera esistenza. Questa è la ragione per cui, al di là degli slogan, il Governo e tutti devono essere orientati a far sì che questa generazione venga immessa il prima possibile nel sistema produttivo, anche perché è la generazione con la migliore formazione di cui questo Paese abbia mai disposto.
(dal sito www.senato.it)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

Questa newsletter vuole essere un contributo al dibattito politico e culturale nel nostro Paese. Ci scusiamo se arriva contro la tua volontà, molti dei nostri indirizzi sono presi da elenchi istituzionali e trattati secondo quando stabilito dalla L. 675/96, se non vuoi più riceverla.

clicca qui


Privacy e Note Legali
[ home ] - [ biografia ] - [ news letters ] - [ photo gallery ] - [ links ] - [ contatti ]