Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 9 del 1 aprile 2010

In Commissione
Le Commissioni non sono convocate

In Aula
L’Aula non è convocata

La prossima settimana i lavori del Senato sono sospesi e anche Spazio di Libertà si prende qualche giorno di vacanza. Come augurio per una Buona, Serena e Santa Pasqua le parole di Papa Benedetto XVI.

SANTA MESSA DEL CRISMA
Omelia del Santo Padre Benedetto XVI
Basilica Vaticana – Giovedì Santo, 1° aprile 2010

Cari fratelli e sorelle!
Centro del culto della Chiesa è il Sacramento. Sacramento significa che in primo luogo non siamo noi uomini a fare qualcosa, ma Dio in anticipo ci viene incontro con il suo agire, ci guarda e ci conduce verso di sé. E c’è ancora qualcos’altro di singolare: Dio ci tocca per mezzo di realtà materiali, attraverso doni del creato che Egli assume al suo servizio, facendone strumenti dell’incontro tra noi e Lui stesso. Sono quattro gli elementi della creazione con i quali è costruito il cosmo dei Sacramenti: l’acqua, il pane di frumento, il vino e l’olio di oliva. L’acqua come elemento basilare e condizione fondamentale di ogni vita è il segno essenziale dell’atto in cui, nel Battesimo, si diventa cristiani, della nascita alla vita nuova. Mentre l’acqua è l’elemento vitale in genere e quindi rappresenta l’accesso comune di tutti alla nuova nascita da cristiani, gli altri tre elementi appartengono alla cultura dell’ambiente mediterraneo. Essi rimandano così al concreto ambiente storico in cui il cristianesimo si è sviluppato. Dio ha agito in un luogo ben determinato della terra, ha veramente fatto storia con gli uomini. Questi tre elementi, da una parte, sono doni del creato e, dall’altra, sono tuttavia anche indicazioni dei luoghi della storia di Dio con noi. Sono una sintesi tra creazione e storia: doni di Dio che ci collegano sempre con quei luoghi del mondo, nei quali Dio ha voluto agire con noi nel tempo della storia, diventare uno di noi. (fonte: www.vatican.va)


Il 30 marzo il Senato ha votato all’unanimità il decreto di istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta un provvedimento di fondamentale importanza per la lotta contro la malavita organizzata che, va detto, non è più e non è solo un fenomeno riconducibile alle regioni in cui storicamente si è sviluppata. La dimensione imprenditoriale della criminalità organizzata è infatti ben radicata nelle regioni a maggiore industrializzazione del Nord e può vantare legami strettissimi con i principali cartelli internazionali. Questa settimana Spazio libero ha il privilegio di ospitare i commenti di due politici che della lotta per la legalità hanno fatto una bandiera e che hanno partecipato attivamente alla stesura della legge.

L’IMPEGNO DEL GOVERNO
L'istituzione dell’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata si inserisce in un percorso - avviato fin dall'inizio della presente legislatura con l’approvazione del pacchetto sicurezza - che ha individuato, come priorità del Governo, l'aggressione ai proventi economici e finanziari dell'attività mafiosa. L’importante contributo offerto dai due rami del Parlamento in sede di conversione del decreto legge, ha consentito un riassetto del provvedimento, da un lato, individuando nel dettaglio i compiti dell’Agenzia soprattutto nella fase del sequestro, e dall’altro, definendo una più efficace collaborazione tra autorità giudiziaria e amministrazione giudiziaria. Questo provvedimento, votato all’unanimità da tutto il Parlamento, ha portato all’istituzione non di un carrozzone burocratico, ma di una struttura snella chiamata a risolvere con efficacia e celerità, e d'intesa con la magistratura, quei problemi che esulano dalle competenze dell'amministratore e che spesso, in passato, hanno reso difficile la destinazione per finalità sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata. (On. Alfredo Mantovano – Sottosegretario Ministero dell’Interno)


I PUNTI PRINCIPALI DELLA LEGGE
Il decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4, convertito in legge con modificazioni, istituisce l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, finalizzata ad assicurare l'unitarietà degli interventi in materia di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, consentendone una più rapida ed efficace allocazione e destinazione.
L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa e contabile ed è posta sotto la vigilanza del Ministro dell'interno. La sede principale è a Reggio Calabria.
L'Agenzia svolge funzioni di varia natura. In particolare, acquisisce i dati relativi ai beni sequestrati, accertandone la consistenza; coadiuva l'autorità giudiziaria durante la fase del sequestro; amministra i beni stessi, adottando le iniziative e i provvedimenti necessari per la loro tempestiva assegnazione e destinazione, anche attraverso la nomina, ove necessario, di commissari ad acta.
Organi dell’Agenzia sono il Direttore, che ha la rappresentanza legale dell'organismo, il Consiglio direttivo ed il Collegio dei revisori, i quali durano in carica 4 anni e sono rinnovabili per una sola volta.
L'Agenzia, in merito alle attività connesse all'amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati, può avvalersi delle prefetture territorialmente competenti, senza oneri per la finanza pubblica.
Sarà un regolamento a disciplinare l'organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell'Agenzia, la contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale, nonché i flussi informativi necessari per l'esercizio dei compiti che le sono attribuiti.
Vengono poi apportate le opportune modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575, che costituisce l'impianto normativo di riferimento per le attività di contrasto alla criminalità organizzata, allo scopo di disciplinare l'attività dell'Agenzia nei suoi rapporti con l'autorità giudiziaria.
In particolare, vengono introdotte importanti modifiche per quanto concerne le procedure di amministrazione dei beni, i poteri e i compiti degli amministratori (i quali devono riferire sulla propria attività al giudice e all'Agenzia), nonché il regime relativo alle procedure esecutive, gli atti di pignoramento e i provvedimenti cautelari.
Per quanto concerne la destinazione dei beni, il provvedimento individua, quale destinazione privilegiata, il trasferimento per finalità istituzionali o sociali in via prioritaria al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio della provincia o della Regione, regolamentandone le modalità di amministrazione attraverso la concessione a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni rappresentative degli enti locali, ad attività di volontariato. In via subordinata, è anche possibile alienare il bene, nel rispetto di rigorosi criteri, contenuti nel decreto, diretti a garantire la trasparenza e la non permeabilità a interessi mafiosi.
Per la prima volta, inoltre, viene inserita esplicitamente la 'ndrangheta fra le associazioni criminali di tipo mafioso. (Sen. Carlo Vizzini – Presidente della Commissione Affari Costituzionali e relatore del provvedimento)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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