Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 187 del 9 luglio 2013

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Istituzione Comm. inchiesta su atti intimidatori verso amministratori locali
Contrasto alle violenze contro le donne
Esecuzione della pena
Istituzione Agenzia Cooperazione Formazione
Controllo persone frontiere esterne
GIUSTIZIA
Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena
Pene detentive non carcerarie e messa alla prova
Matrimonio tra persone dello stesso sesso
Unioni civili
AFFARI ESTERI
Ratifica Accordo Albania, Grecia e Italia sul progetto "Trans Adriatic Pipeline
BILANCIO
Comitato parlam.re riforme costituzionali)
IMU, CIG, precari PA e stipendi membri Governo
Interventi occupazione, coesione sociale, IVA e misure finanziarie
FINANZE E TESORO
Interventi occupazione, coesione sociale, IVA e misure finanziarie (audizioni)
ISTRUZIONE PUBBLICA
Seguito dell'audizione del Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) sul diritto di autore
Sovraffollamento classi scolastiche
Seguito dell'audizione del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sulle linee programmatiche del suo Dicastero
AGRICOLTURA
Semplificazione in materia di agricoltura
Competitività dell'imprenditoria giovanile in agricoltura
Dieta mediterranea
IGIENE E SANITA’
Sanzioni violazione norme per la macellazione animale
Decreto-legge occupazione
Decreto-legge esecuzione pene (relatrice Bianconi)

In Aula
Legge di delegazione europea 2013
Legge europea 2013
Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali Mozioni sulla partecipazione dell'Italia al progetto dell'aereo F35
Decreto-legge n. 54, in materia di IMU e ammortizzatori sociali


TERZIETA’
Neppure a farlo apposta, proprio mentre la Camera rimandava il voto per l’elezione del vicepresidente in sostituzione dell’onorevole Lupi diventato ministro, la Presidente della Camera Laura Boldrini declinava benignamente l’invito di Sergio Marchionne a visitare lo stabilimento Fiat in Val di Sangro. Come stanno insieme le due notizie? Semplice. Al posto di Maurizio Lupi, il Pdl aveva proposto Daniela Santanché, per la quale si stavano preparando imboscate e trabocchetti al momento del voto poiché considerata troppo pasionaria e quindi priva della terzietà necessaria a chi ricopre una carica istituzionale. Peccato alla stessa terzietà non si senta obbligata la Presidente della Camera, terza carica dello Stato in quanto al vertice di un organo costituzionale. Insomma, ancora una volta una bella prova della politica dei “due pesi e due misure”.

COSA RIMANE DELLA NOTTE ROSA
Lo scorso fine settimana due milioni di persone hanno affollato le località della riviera romagnola per la Notte rosa, l’evento che viene considerato il Capodanno dell’estate. Musica, spettacoli, divertimento, turisti soddisfatti, operatori del settore pure. Ma passata la festa che cosa rimane, che insegnamento trarre? “La Notte rosa – commenta la senatrice Laura Bianconi - così come altre importanti manifestazioni che si tengono nelle località turistiche italiane, dimostra che il turismo è il nostro petrolio e che investire in questo settore avrà ripercussioni positive su tutta la nostra economia. Abbiamo un patrimonio artistico e paesaggistico che tutto il mondo ci invidia –ò continua Bianconi – abbiamo soprattutto la grande professionalità di operatori turistici che accolgono il turista non come un semplice cliente ma come un ospite personale, e questo contribuisce a fare la differenza. E’ importante che questo settore sia quindi considerato prioritario e che riceva dal Governo e dalle Istituzioni l’attenzione che merita”.

LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA, LAURA NIANCONI INTERVIENE SU MEDICINA TRANSFRONTALIERA VIGILANZA FARMACI
Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, il disegno di legge in esame è figlio di una importante riforma che pone al centro un nuovo modo di dialogo fra Governo e Parlamento: più partecipazione del Parlamento alla fase di formazione delle normative e delle politiche europee e maggiore rapidità nell'attuazione delle direttive stesse. Dicevo che vi sarà maggiore rapidità nell'attuazione alle direttive stesse e novità anche nel campo degli strumenti di adeguamento degli obblighi europei. La tradizionale legge comunitaria, principale strumento di attuazione della normativa europea, si sdoppia in legge di delegazione europea e in legge europea. All'origine di tale sdoppiamento c'è la consapevolezza che il precedente impianto presentava aspetti problematici, una sorta di abuso dello strumento stesso, che tendeva a farlo diventare una serie di leggi omnibus.
Con questo sdoppiamaento i ritardi dovrebbero essere superati, garantendo un iter più snello e veloce. È previsto che la legge di delegazione europea contenga solo le deleghe al Governo per l'attuazione delle direttive e delle decisioni da recepire nel nostro ordinamento, mentre la legge comunitaria tutti gli atti volti alle relazioni esterne dell'Unione.
Entrando nel merito della legge di delegazione europea, per quanto riguarda il campo sanitario troviamo deleghe di grande interesse nel campo della medicina transfrontaliera. Chi è in Commissione sanità sa che questo è quasi un mio pallino, ma temo fortemente che se non apriamo un dibattito e una riflessione ponderata su tale argomento potremo avere notevoli problemi.
Tale direttiva disciplina i diritti dei pazienti all'assistenza sanitaria transfrontaliera e il rimborso delle spese sostenute, al fine di garantire la libertà di scelta del paziente nell'ambito dell'Europa oggi a 28.
Questa delega aprirà un grande dibattito e, pur riconoscendo l'assoluta bontà del provvedimento, si dovrà ponderare molto bene i meccanismi di rimborso delle prestazioni tra diversi Stati membri al fine di evitare possibili contenziosi sull'entità e tempestività dei relativi pagamenti. Sarà altresì importante una valutazione attenta e ponderata sull'impatto che avrà sul nostro Servizio sanitario nazionale e regionale, in modo particolare per le Regioni confinanti con altri Paesi europei.
Altra delega estremamente importante è la direttiva sulla farmacovigilanza. Lo Stato potrà, con azione urgente, sospendere l'autorizzazione all'immissione in commercio e vietare l'uso del medicinale per tutelare la salute pubblica. In questo campo noi siamo certamente i primi in Europa. La nostra rapidità di valutazione e di eliminazione dal commercio di un farmaco che può nuocere alla salute pubblica non ha pari in Europa, e di questo dobbiamo essere molto orgogliosi.
Tralascio altri aspetti contenuti nel provvedimento per concentrarmi su una annosa questione: la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Il mancato recepimento entro il termine del 10 novembre 2012 ha indotto la Commissione europea ad avviare la procedura di infrazione per la mancata adozione delle misure di attuazione che garantiscono l'esecuzione di ciascuna disposizione della direttiva del 2010 sulla protezione degli animali ai fini scientifici. Pertanto, al fine di consentire l'archiviazione della predetta procedura di infrazione, ritengo che la 14ª Commissione abbia trovato un'ottima soluzione e sintesi con il comma 2 dell'articolo 12 che desidero leggere, perché esso ci mette al riparo da tutto: «Nell'attuazione dei principi e criteri direttivi, di cui al comma 1, il Governo è tenuto a rispettare gli obblighi che derivano da legislazioni o farmacopee nazionali, europee o internazionali».
Questo è un giusto approccio che ci inserisce a pieno titolo all'interno delle ricerche e delle protezioni europee, e soprattutto non farà fuggire i finanziamenti in materia di ricerche che si svolgono nel nostro territorio. Su questo abbiamo assistito negli ultimi anni ad una guerra senza confini che ha fatto impallidire la diatriba tra guelfi e ghibellini. Speriamo di segnare, con questo provvedimento, uno stop, una tregua. Ne abbiamo assolutamente bisogno.
Per quanto riguarda la legge europea 2013, abbiamo una lunga serie di procedure di infrazione da sanare e di casi di EU PILOT che mirano a garantire risposte più rapide e complete riguardanti l'applicazione del diritto dell'Unione europea, in particolare quelle rivolte da cittadini o imprese. Nello specifico ci sono pronunciamenti in materia di società fra avvocati, monitoraggio fiscale, affidamento del servizio di riscossione delle imposte locali.
Termino, signor Presidente, signor Ministro, affermando che questo nuovo modo di trattare le direttive comunitarie deve vedere sempre più la partecipazione del Parlamento, perché sappiamo bene che sulla base del recepimento delle direttive europee negli ultimi anni è cambiata molto anche la politica italiana. Si dice sempre che l'80 per cento delle nostre leggi è di emanazione di direttive europee. Pertanto, non possiamo stupirci quando viene emanata qualche direttiva che non ci piace, facendo finta che ci cada sulla testa se non operiamo da subito sulla formazione delle direttive stesse.
Questo nuovo modo di operare fa sì che il nostro Parlamento sia sempre più coinvolto nelle scelte che il Paese deve compiere in Europa e aumenta la trasparenza delle scelte. Pertanto, signor Ministro, salutiamo con favore questo tassello che certamente aumenterà la legittimità democratica dell'azione del nostro Paese verso l'Europa.
(dal sito www.senato.it)

LAURA BIANCONI A VIDEOREGIONE
Venerdì scorso la senatrice Laura Bianconi è stata ospite della trasmissione “Salotto blu” che va in onda sull’emittente forlivese Videoregione. Nel corso della trasmissione condotta da Mario Russomanno la senatrice Laura Bianconi ha parlato dei provvedimenti che sta seguendo in Senato, in particolare quello che riguarda la medicina transfrontaliera. In seguito l’attenzione di è spostata sulle dinamiche interne ai due maggiori partiti che sostengono il governo. “Pd e Pdl – ha dichiarato Laura Bianconi – per motivi diversi stanno attraversando una fase di cambiamento, necessaria perché il risultato delle elezioni politiche dello scorso febbraio ha modificato profondamente il panorama politico e gli equilibri interni”.



A causa del concomitante “Datagate” la notizia è passata frettolosamente sugli organi di informazione. Si sa che le storie di spie appassionano di più e quindi la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti (i famosi nove giudici che abbiamo imparato a conoscere dai film americani) in materia di matrimonio ha trovato poco spazio e ancor meno commenti. Ma i lettori di questa newsletter sanno che i temi etici sono sempre al centro della nostra attenzione. Per questo proponiamo l’articolo dell’avvocato Stefano Spinelli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani di Forlì-Cesena.

PER COLPA DEGLI OLIGARCHI LA FAMIGLIA E’ QUASI UN OGM
“Love is love”. Con questo tweet Bark Obama ha commentato la decisione della Corte Suprema americana che ha bocciato il Defense of marriage act (DOMA), la legge USA che definisce il matrimonio come unione di un uomo e una donna e ha definito “incostituzionale” la norma che impedisce a coppie dello stesso sesso di ottenere benefici, economici, fiscali, previdenziali, sanitari a livello nazionale. Senza entrare nel merito dei complessi rapporti tra USA e singoli Stati, evidentemente la decisione avrà conseguenze anche in quegli Stati – e sono ovviamente la maggioranza – ove non è legalizzato il matrimonio gay. Non si impone a detti Stati di istituirlo, né di riconoscere quello ottenuto altrove. Di fatto però ogni provvedimento riguardante la famiglia dovrà estendersi anche alle coppie omosessuali. Ciò che colpisce, nelle decisioni della Corte Suprema, è il fatto che una legge approvata a larga maggioranza dal Parlamento USA e un referendum deciso da più della metà dei cittadini, a difesa del patrimonio della famiglia, siano stati “superati” da pochi giudici della Corte Suprema, cinque voti a quattro. In sostanza, cinque persone decidono del futuro di popoli interi. Per carità, nulla di sovversivo né di antidemocratico. Ma la circostanza fa comunque pensare, visto il profondo impatto culturale e antropologico delle scelte assunte.
E’ un problema generale, che si pone anche per le nostre democrazie europee, con riferimento alle decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, spesso innovatrici rispetto a presunti nuovi diritti civili non previsti dai singoli Stati. Si sta andando verso un’oligarchia dei diritti umani, in cui poche persone si trovano ad essere democraticamente depositarie del potere di decidere cosa sia un diritto umano e quale aspetto dell’uomo sia tutelabile rispetto ad altre pretese ritenute cedevoli? E’ un aspetto ch sottolineo a livello problematico; è già un primo passo cominciare ad esserne consapevoli. Dal punto di vista sostanziale, mi pare, che il primo macroscopico effetto delle decisioni della Corte Suprema sia l’alterazione – a livello cellulare, costitutivo, genetico – di ciò che è famiglia. Non esiste più la famiglia come primo e fondamentale nucleo della società. Esistono diversi tipi di unioni, il cui unico collante è il dichiarato amore. “Love is love”, come dice Bark Obama, non ammette discriminazioni.
Se è vero che “love is love”, caro Presidente e cara intellighenzia lobby fera nostrana ed estera, allora dovremo preoccuparci di far fronte a molte altre discriminazioni. Infatti, sdoganata l’unione omosessuale sulla base del principio di non discriminazione, cosa impedisce di sdoganare altre unioni il cui unico collante sia il dichiarato amore? Non importa infatti verso chi si manifesti amore, uomo o donna. Non importa se detto amore abbia naturalmente la capacità di generare. Non importa se sia estemporaneo. Non importa con quante persone possa essere manifestato contemporaneamente. Né se tra queste vi sia qualcuno già precedentemente sposato (secondo quell’arcaico e borghese istituto, allo stesso tempo da smantellare ma anche da estendere a persone dello stesso sesso). Quindi, caro Obama, non vedo perché il tweet “love i love” non possa essere applicato ad ogni amore dichiarato, indipendentemente dall’età, indipendente dalle maglie generazionali esistenti, indipendentemente da ogni altra considerazione che si fondi sulla difesa di un minimo di dignità umana.
“Love is love”. Omosessualità, bigamia, incesto, pedofilia, poligamia. Tutto è uguale, nessuno deve essere discriminato. Obama uguale a Michela Marzano, su Repubblica, che critica gli ottusi trogloditi benpensanti: “non si può mica essere al tempo stesso diversi e uguali – cercano di argomentare altri (noi), senza capire che l’uguaglianza dei diritti è proprio l’uguaglianza nella diversità”. Ebbene, che uguaglianza sia, allora, ma per tutte le diversità! Non si discrimini all’interno dei discriminati! Love is love per tutti!
Ma è davvero questo il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli?
(Avv. Stefano Spinelli, Presidente Unioni Giuristi Cattolici di Forlì-Cesena
 pubblicato su La Voce di sabato 28 giugno 2013)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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