Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 194 del 24 settembre 2013

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Comunicazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento sugli orientamenti del Governo in materi adi decretazione d’urgenza
Pubblica amministrazione
Riforma elettorale
GIUSTIZIA
Reato di negazionismo
Esercizio abusivo della professione sanitaria
AFFARI ESTERI
Seguito indagine conoscitiva sulle linee programmatiche italiane in relazione al prossimo Consiglio europeo sulla difesa
BILANCIO
Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili
(parere alla 2a commissione
su testo ed emendamenti)
LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI
Riforma dell’ordinamento portuale
AGRICOLTURA
Semplificazione in materia di agricoltura
Riforma AGEA
IINDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO
Decreto legge valore cultura
Attuazione programmi difesa con finanziamento sviluppo del settore aeronautico
SANITA’
Malattie rare
Autismo
Indagine conoscitiva sostenibilità Ssn


In Aula
Conversione in legge del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo
Ratifica Accordo Albania, Grecia e Italia sul progetto "Trans Adriatic Pipeline"
Ratifica Trattato sul commercio delle armi
Mozione n. 144, Fedeli, sui crimini di guerra


RITORNA FORZA ITALIA, DA SILVIO BERLUSCONI UN NUOVO IMPULSO ALLA POLITICA ITALIANA
“Per chi come me ha conservato gelosamente e con orgoglio la bandiera di Forza Italia è stato un momento bellissimo vedere Silvio Berlusconi inaugurare la nuova sede di Forza Italia in Piazza San Lorenzo in Lucina”.
Questo il commento della senatrice Laura Bianconi riguardo il nuovo corso politico del centrodestra. “Non si tratta di una mera operazione nostalgia – continua Laura Bianconi – le ultime elezioni politiche hanno profondamente modificato il panorama politico italiano e, soprattutto, c’era la necessità di riproporsi ai cittadini e agli elettori con un soggetto politico in grado di recuperare i delusi del centrodestra e i tanti delusi dalla politica che hanno scelto di non andare a votare. Per questo – conclude Bianconi – Silvio Berlusconi ha voluto ripartire dall’origine, dalla storica “discesa in campo”, che ha cambiato la politica italiana”.

A CESENA MINISTRO LORENZIN INCONTRA GRUPPO CONSILIARE PDL
A margine della sua visita a Cesena, in occasione della Maratona organizzata per celebrare la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, il ministro Beatrice Lorenzin ha incontrato il Gruppo consiliare del Pdl guidato dal consigliere Riccardo Cappelli ed esponenti dei giovani del Pdl. Nel corso dell’incontro sono state presentate al ministro le strategie per la prossima campagna delle elezioni comunali e l’attività svolta in questi anni in Consiglio comunale.

ALZHEIMER: RISPOSTE CONCRETE PER DARE DIGNITA' A TANTI MALATI
Sabato scorso in tutto il mondo si è celebrata la Giornata Mondiale contro l’Alzheimer. Tante le iniziative, che si sono tenute nelle diverse città italiane, per sensibilizzare l’attenzione su una malattia subdola e devastante della mente che richiede livelli di assistenza costanti e qualificati. Per l’occasione la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha presentato una Mozione anticipata
In una conferenza stampa a cui ha preso parte anche la senatrice Laura Bianconi. "La malattia di Alzheimer – ha precisato Laura Bianconi - è la più comune causa di demenza e sappiamo che colpisce soprattutto gli anziani, ma la mancanza di dati precisi su questa patologia la rendono nei fatti sconosciuta. Anche per questo la Commissione Igiene e Sanità ha voluto all'unanimità dare un contributo concreto presentando questa mozione. Il nostro lavoro in Commissione - ha proseguito - rappresenta un'azione costante di buone pratiche nell'esclusivo interesse della collettività. Questa mozione ne è un ulteriore esempio perché abbiamo voluto dare voce ai circa 800mila malati ed ai loro familiari. Riteniamo che le Regioni, unitamente al Ministero della Salute, debbano rivedere sia i LEA (Livelli essenziali di assistenza) sia le linee guida in materia, al fine di offrire migliori servizi ai malati in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, soprattutto in termini di assistenza domiciliare. Ricordo - ha concluso Laura Bianconi - che questa è una patologia che colpisce maggiormente le donne, e sempre le donne sono quelle su cui grava prevalentemente il carico dell'assistenza domiciliare di chi ne soffre. Il nostro Paese su questo fronte è ancora molto indietro, così come dal punto di vista della ricerca scientifica e della diagnostica preventiva” In conclusione la senatrice Bianconi ha voluto sottolineare il prezioso lavoro svolto dalle associazioni che forniscono ai familiari di persone colpite da Alzheimer supporto psicologico e aiuti concreti nelle gestione di questa terribile malattia.

AVIARIA: LA SENATRICE BIANCONI PRESENTATA MOZIONE PER CHIEDERE MAGGIORE IMPEGNO DEL GOVERNO.
I virus responsabili dell'influenza dell'Aviaria che in questi ultimi mesi hanno colpito prevalentemente numerosi allevamenti di galline ovaiole, produttrici di uova da consumo, devono essere affrontati con immediate procedure atte a salvaguardare da una parte la salute dei consumatori, ma dall'altra anche a garantire la sopravvivenza di un settore importante della nostra economia. Questo è in sintesi il contenuto della mozione presentata al Senato dai senatori dell'Emilia Romagna Laura Bianconi, Anna Maria Bernini, Stefano Collina e sottoscritta da numerosi altri colleghi di tutte le Regioni. "Quello dell'Aviaria - ha sottolineato Laura Bianconi - è un problema che ha colpito soprattutto la Regione Emilia Romagna, ma che finisce per coinvolgere il settore in tutta Italia, creando forti allarmismi e, quindi, un calo nelle vendite.
"Con questa mozione in tanti - precisa Bianconi - abbiamo voluto chiedere al Governo un impegno preciso, a 360 gradi ed in tempi rapidi, per arginare i pesanti danni economici conseguenti dall’aviaria, valutando le tante aziende che ne sono coinvolte. Ma nella mozione chiediamo anche al Governo di intraprendere tutte le azioni necessarie per garantire la corretta adozione di adeguate misure di biosicurezza in considerazione del rischio di circolazione dei virus influenzali, così da scongiurare i pericoli di contagio. Naturalmente invitiamo il Governo ad adoperarsi anche per stipulare appositi accordi in ambito europeo per salvaguardare il nostro commercio avicolo".

MOZIONE

Premesso che:
- i virus responsabili dell’influenza aviaria possono essere classificati sulla base della forma clinica di malattia che determinano nelle specie sensibili in virus a bassa patogenicità (LPAI) e virus ad alta patogenicità (HPAI);
- i virus influenzali aviari sia a bassa sia ad alta patogenicità possono determinare epidemie di ingente gravità con rilevanti conseguenze per la produzione avicola e possibili rischi per la salute umana, come riferito dalla letteratura scientifica internazionale e come peraltro confermato dal caso di congiuntivite rilevato in un operatore della filiera avicola nell’area interessata dai recenti focolai, e che tali virus hanno dimostrato la capacità di diffondere rapidamente tra gli allevamenti;
- la quasi totalità dei sottotipi di virus dell’influenza aviaria è stata isolata dagli uccelli selvatici e in particolare da volatili acquatici appartenenti agli ordini Anseriformi e Caradriformi. La particolare etologia di queste specie, caratterizzata dalla tendenza a vivere in gruppi numerosi, la possibilità di compiere lunghe migrazioni e l’affinità per l’ambiente acquatico, la loro sensibilità nei confronti dei virus influenzali rappresentano i fattori che rendono questi volatili i serbatoi in cui i virus influenzali si diffondono e si perpetuano in natura. Le specie che fungono da serbatoio epidemiologico, avendo la capacità di infettarsi con diversi sottotipi contemporaneamente, assicurano le condizioni necessarie per il riassortimento genetico e consentono quindi la persistenza dei virus dell’influenza aviaria e la comparsa di nuove varianti. I virus influenzali hanno avuto nel corso del tempo la capacità di adattarsi alle specie serbatoio andando verso una completa attenuazione della patogenicità. Questi uccelli consentono quindi la permanenza in natura dei soli virus a bassa patogenicità. I focolai sostenuti da virus ad alta patogenicità negli uccelli selvatici sono molto rari in natura, in quanto non rappresentano una strategia ecologica vincente: anche per lo stesso virus risulta poco conveniente uccidere l’ospite serbatoio attraverso il quale si moltiplica e si diffonde;
- nelle aree indenni da influenza, l’introduzione primaria dei virus influenzali nelle popolazioni di volatili domestiche si verifica attraverso il contatto diretto o indiretto con specie selvatiche, che eliminano il virus oppure con le movimentazioni dell’uomo e delle attrezzature provenienti da aree infette e dai mercati di animali vivi;
considerato che:
- in Italia, la Regione Emilia Romagna ed in particolare le province di Ferrara e Bologna di recente sono stati individuati 6 focolai di influenza aviaria di tipo A ad alta patogenicità sottotipo H7N7, che prevalentemente hanno interessato allevamenti di galline ovaiole, produttrici di uova da consumo;
- dalle indagini epidemiologiche e di laboratorio è presumibile che il virus responsabile abbia infettato inizialmente i volatili nella forma a bassa patogenicità (LPAI) e che nel corso dell’infezione sia mutato nella forma ad alta patogenicità (HPAI);
- in Italia sono state individuate e censite diverse ‘aree umide’, definite ‘zone di nidificazione del germano reale’, caratterizzate da fonti e canali d’acqua, dove si creano le condizioni eco-ambientali, ideali per la presenza di specie selvatiche di volatili, sia sinantropi che migratorie;
- gli uccelli attraversano i continenti seguendo rotte migratorie che possono essere raggruppate per definire vasti ambiti geografici: le cosiddette ‘flyways’. Le ‘flyways’ comprendono i luoghi di nidificazione, le aree utilizzate, i quartieri di svernamento o semplicemente le zone sorvolate durante la migrazione. L’Italia si trova quasi completamente nella ‘flyway’ Mar Nero/Mediterraneo;
- il continuo aumento del numero di uccelli selvatici, in particolare Caradriformi (Gabbiani), nelle aree abitate del nostro Paese, che per lo più colonizzano discariche ambientali e frequentando contesti urbani aumentano il rischio di contaminazione;
- lo stato di benessere degli animali è uno degli obiettivi dell’Unione europea e dell’Italia;
- la tutela della salute animale e della salute pubblica è una priorità da perseguire, più attraverso un'attenta attività di prevenzione e precoce diagnosi, che di controllo ed eradicazione degli eventi, con l’attuazione di misure e interventi che possano avere considerevole impatto economico e socio-culturale;
rilevato che:
- l’Italia ha dato attuazione alla direttiva comunitaria 1999/74/CE recante norme minime per la protezione delle galline ovaiole, mediante l’adozione del decreto legislativo n. 267/03, stabilendo disposizioni a tutela del benessere animale, tra le altre, il divieto dal gennaio 2012 dell’utilizzo delle ‘gabbie’ di batteria come sistema di allevamento industriale per la produzione di uova e l’adozione di sistemi di allevamento che consentano uno spostamento libero delle galline, cosiddette ‘free-range’, e/o un accesso a spazi esterni;
- il comparto avicolo nazionale, con indirizzo produttivo delle uova da consumo, ha affrontato negli ultimi anni considerevoli costi di adeguamento strutturale delle aziende al fine di rispettare le nuove norme in vigore;
- nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, in caso di focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità, per prevenire la propagazione del virus a salvaguardia del comparto avicolo nazionale, una delle misure di controllo da attuare è l’abbattimento di tutti i volatili presenti nell’allevamento infetto, nonché lo smaltimento delle carcasse con costi ingenti per lo Stato, che indennizza i danni diretti subiti dall’allevatore;
impegna il Governo:
- a intraprendere tutte le azioni necessarie per garantire la corretta adozione di adeguate misure di biosicurezza in considerazione del rischio di circolazione dei virus influenzali nell’interfaccia tra volatili domestici/selvatici, scongiurando e limitando i reali ed evidenti pericoli di introduzione dei virus influenzali, che come verificatosi per la citata emergenza epidemica possono avere un impatto devastante per il patrimonio avicolo nazionale, strategico per l’economia del Paese;
- ad adoperarsi e attivarsi, con determinazione, presso tutte le sedi comunitarie e internazionali in accordo con gli altri Stati Membri che, come l'Italia, sono caratterizzati da un rilevante patrimonio avicolo in aree a rischio di contatto con i volatili selvatici e, conseguentemente, hanno interesse a salvaguardare la produzione avicola di qualità, per ridiscutere le normative europee che hanno previsto, a partire dal 2012, la ristrutturazione del sistema di allevamento delle galline ovaiole al fine di individuare una nuova e più sicura regolamentazione, che garantisca un giusto equilibrio tra la tutela della salute animale e le esigenze di benessere dei volatili stessi.
Bianconi. Bernini, Collina, Bonfrisco, Barani. Rizzotti, D'Ambrosio Lettieri, Leniace, Viceconte, Scavone, Compagnone


Eravamo noi in campagna elettorale e politici e commentatori dicevano “su questo inutile fare previsioni perché tutto dipenderà da come andranno le elezioni tedesche”. Segno di una supremazia che nessuno poteva permettersi il lusso di ignorare. Molti si auguravano una sconfitta della Cancelliera di ferro che invece si è riconfermata con un risultato straordinario per il suo partito che però, per un soffio, non le garantisce la maggioranza in parlamento. E’ riuscita a contenere le istanze degli euroscettici, che infatti, a differenza di quanto avvenuto in Italia non sono entrati in Parlamento, ma ha perso i suoi alleati naturali, i liberali; cosa che allunga i tempi di formazione del nuovo governo. In attesa di vedere come il pragmatismo tedesco gestirà una situazione per molti versi simile a quella italiana, Spazio libero riporta alcuni commenti per meglio comprendere la portata delle elezioni tedesche.

LA MERKEL SI E’ INFILATA IN UN VICOLO CIECO
intervista a Manfred Kolbe
(Pietro Vernizzi – il Sussidiario.net)
Angela Merkel trionfa ma fa a pezzi il suo principale alleato, i liberali di Fdp, e si troverà quindi costretta a governare con i suoi avversari. La scelta potrà cadere soltanto sui socialdemocratici (Spd) o sui Verdi, entrambi usciti sconfitti dal voto e quindi a dir poco riluttanti a formare una Grosse Koalition che potrebbe indebolirli ulteriormente. Soltanto quattro partiti entrano nel Bundestag. Alla Cdu/Csu/, con 311 seggi, mancano quattro parlamentari per avere la maggioranza assoluta. Gli altri partiti sono Spd con 192 seggi, la Linke (sinistra) con 64 e i Verdi con 63. Per Manfred Kolbe, parlamentare uscente della Cdu, “quello che attende la Merkel sarà un processo di formazione del governo molto difficile e che richiederà settimane se non mesi. Alla fine l’ipotesi più probabile sarà una Grosse Koalition Cdu/Csu e socialdemocratici”.
Onorevole Kolbe, quali sono le ragioni politiche del successo Cdu/Csu?
La prima ragione di questa vittoria è la popolarità, coerenza e credibilità della Cancelliera Angela Merkel, che è arrivata ai livelli di Helmut Kohl nei suoi tempi migliori. Non soltanto la Cdu porta a casa il 42% delle preferenze, ma la Merkel ha anche il sostegno personale del 60-70% dei tedeschi. Sulla biografia della Merkel non c’è l’ombra di un solo scandalo, è una persona fondamentalmente integra e questo è il fondamento della sua credibilità.
E la seconda ragione?
La seconda motivazione è il buono stato dell’economia tedesca, che attualmente va fortissimo e non ha mai avuto un tasso di disoccupazione così basso dalla riunificazione. Nell’Ovest della Germania non abbiamo praticamente più disoccupazione, e nell’Est è scesa dal 25% dell’era Schoeder all’8% attuale.
Come interpreta il 4,9% di Alternative fur Deutschland (Afd)?
Ad Afd sono mancati 20 mila voti e avrebbero superato la soglia di sbarramento entrando nel Bundestag. La ragione di questo risultato è un vastissimo malumore nella società tedesca, originato dai giganteschi pacchetti di salvataggio di Stati eurodeboli. Molti tedeschi, ben più del 5%, temono che alla lunga la Germania non potrà sopportare queste garanzie che in futuro potrebbero aumentare ulteriormente. Si tratta di una preoccupazione trasversale a tutta la società tedesca. Rispetto alle elezioni precedenti i liberali passano dal 15% al 4,8%.
Quali saranno le conseguenze?
Il rovescio della medaglia del trionfo della Merkel è l’uscita da Bundestag dei suoi alleati, i liberali dell’Fdp, che non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 5%. Anche con questo trionfo sarà ora difficile riuscire a formare un governo, perché la Cdu/Csu non ha la maggioranza assoluta dei seggi e manca un partner di coalizione. I nuovi alleati della Merkel potranno essere soltanto i socialdemocratici o i Verdi, ed entrambi sono stati sconfitti. L’ex coalizione rosso-verde ha conquistato solo un terzo dell’elettorato tedesco, e dopo questo risultato non hanno certo fretta di entrare in un’alleanza con la Merkel.
Come farà la Merkel a superare questo empasse?
Non sarà facile. Ciò che ci attende è una situazione di stallo che potrebbe durare alcune settimane se non mesi. La Merkel ha trionfato, le mancano solo 4 seggi per la maggioranza assoluta, ma non li ha. Entrambi i possibili partner, socialdemocratici e verdi, hanno raccolto un risultato deludente e ora entrare in una coalizione con la Merkel è la prospettiva che piace loro di meno. Sarà quindi un processo di formazione del governo molto difficile e credo che durerà un certo tempo. Alla fine l’ipotesi più probabile sarà quindi la formazione di una Grosse Koalition di Cdu/Csu e socialdemocratici.
Come cambierà la politica europea della Germani dovesse realizzarsi l’ipotesi di una Grosse Koalition?
Cambierà poco. Saranno approvate alcune misure sociali come il salario minimo, cui la stessa Cdu non si oppone, e saranno attuate correzioni marginali. Non mi aspetto però una “rivoluzione”. Già otto anni fa in Germania abbiamo auto una Grosse Koalition, e da allora il governo cristiano liberale non ha cambiato certo politica in modo decisivo.

BRUNETTA: LA MERKEL E’ UNA FURBA MASSAIA CHE VUOLE GERMANIZZARE L’EUROPA
(da www.liberoquotidiano.it)
Angela Merkel si prepara a guidare la Germania per il suo terzo mandato da Cancelliera. La Grosse Koalition si fa sempre più strada tra le stanze di Berlino, ma a parte gli equilibri politici tedeschi, la vittoria di Frau Merkel complica e non poco gli assetti politici europei. Soprattutto quelli italiani. Ne è convinto il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta: "La Merkel è una leader, che con tratto da furba massaia, continua nel suo disegno di germanizzare l'Europa su cui insediarsi come leader". Insomma per Brunetta c'è poco da star tranquilli. "Ha fatto un deserto" - Con la Merkel al potere e il rigore galoppante a Roma c'è da temere per il futuro dell'Italia nell'Unione. L'unica salvezza secondo Brunetta è una grande coalizione che mitighi lo strapotere della Cancelliera: "Hanno fatto il deserto, e l'hanno chiamata pace. La speranza è che la Merkel sia costretta oppure liberamente decida di dar vita alla Grande Coalizione con i socialdemocratici. Non perché Forza Italia sposi le idee degli avversari di sinistra della Merkel. Ma la Grosse Koalition darebbe modo di impedire il trionfo di un pensiero unico che dalla Germania si espanda per tutto il continente. Passando dal 'Meglio rossi che morti' degli anni '80, al meglio tedeschi che morti. Non sarebbe la stessa tragedia, ma addio a un bel pezzo di libertà". Infine Brunetta mette in guardia il governo: "la vittoria della Merkel non nasce da radici europeiste, ma da una primazia tedesca". "La vittoria della Merkel - continua Brunetta - è un caso serio. Non è il caso di liquidarla con faciloneria come un successo del Partito popolare europeo e dunque del centrodestra. Infatti, il programma del cancelliere tedesco, su cui ha costruito il proprio consenso, si basa su idee che non hanno nulla della tradizione europeistica del Partito popolare, ed hanno anzi negato - con l'enfasi portata sui conti e sull'austerità, e sulla primazia tedesca - uno dei principi centrali che stanno alla base dello statuto di questa realtà politica cui Forza Italia ha aderito e intende aderire: la solidarietà e l'uguaglianza tra popoli e Paesi". Insomma i conti con la Germania vanno regolati. Il rischio è quello di diventare una provincia tedesca nel Mediterraneo.

IL PAESE SENZA SCILIPOTEN
(di Massimo Gramellini – La Stampa 24 settembre 2013)
Viste da qui, le elezioni tedesche sono state un fenomeno paranormale. Alle sei le urne erano chiuse, alle sei e un quarto si sapeva già chi aveva vinto, alle sei e mezza Merkel si concedeva un colpo di vita e stiracchiava le labbra in un sorriso, alle sette meno un quarto il suo rivale socialdemocratico riconosceva la sconfitta e alle sette tutti andavano a cena perché si era fatta una cert’ora.
Qualsiasi paragone con le drammatiche veglie elettorali di casa nostra – gli exit poll bugiardi, le famigerate «forchette», le dirette televisive spalancate sul nulla, le vittorie contestate o millantate e la cronica, desolante assenza di sconfitti – sarebbe persino crudele.
La diversità germanica rifulge ancora di più il giorno dopo. Pur stravincendo, Merkel ha mancato la maggioranza assoluta per una manciata di seggi. Eppure non invoca premi di maggioranza o altre manipolazioni del responso elettorale e si prepara serenamente ad aprire le porte del potere a uno dei partiti perdenti: socialdemocratici o Verdi. I cittadini tedeschi, di destra e di sinistra, paiono accogliere questa eventualità senza emozioni particolari. Nessun giornalista «moderato» grida al golpe. Nessun intellettuale «progressista» raccoglie firme per intimare ai propri rappresentanti di non scendere a patti con il nemico. Nessun Scilipoten eletto con l’opposizione si accinge a fondare un partito lillipuziano per balzare in soccorso della vincitrice. Né alla Merkel passa per l’anticamera del cervello e il risvolto del portafogli di trasformare il Parlamento in un mercato, agevolando il passaggio nelle proprie file dei pochi deputati che le basterebbero per governare da sola.
Nelle prossime settimane, con la dovuta calma, i due schieramenti si incontreranno. Ci sarà una discussione serrata sulle «cose» e si troverà un compromesso nell’interesse del Paese. Nel frattempo il capo sconfitto della Spd avrà già cambiato mestiere, anziché rimanere nei paraggi per fare lo sgambetto al suo successore. E alla scadenza regolare della legislatura si tornerà al voto su fronti contrapposti (e con due ottime candidate donne, probabilmente: la democristiana Ursula von der Leyen e la socialdemocratica Hannelore Kraft).
La saggezza popolare sostiene che i tedeschi amano gli italiani ma non li stimano, mentre gli italiani stimano i tedeschi ma non li amano. Ci deve essere del vero. Ma ieri, oltre a stimarli, li abbiamo invidiati un po’. Qualcuno dirà: troppo facile, loro possono coalizzarsi in santa pace perché nel principale partito del centrodestra hanno una Merkel, mica un Berlusconi, e in quello del centrosinistra gli ex comunisti sono spariti da un pezzo, a differenza dei presunti smacchiatori di giaguari. Anche in questa obiezione c’è del vero. Infatti è sbagliato dire che li invidiamo un po’. Li invidiamo tantissimo.


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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