Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 195 del 2 ottobre 2013




Ieri Spazio di libertà ha saltato il consueto appuntamento con i suoi lettori, e non perché mancassero argomenti attinenti la mia attività di parlamentare o altre notizie a cui dare rilevanza. Il dibattito politico in corso era di tale portata e così complesso, per non dire complicato, che sarebbe stato molto difficile raccontare la realtà senza il rischio che l’evolversi delle cose mutasse completamente il quadro di riferimento.
Questa mattina i commentatori televisivi che seguivano il dibattito in Senato hanno a lungo inquadrato il ministro Quagliariello con in mano il foglio in cui figuravano le firme a sostegno della mozione che garantiva continuità al Governo in carica.
In quell’elenco era chiaramente leggibile il mio nome, e per qualche ora, stante l’indicazione del Presidente Berlusconi di togliere la fiducia al Governo Letta, sono sicuramente stata annoverata tra coloro che, avendo deciso di non seguire le indicazioni del leader del Pdl, non solo gli voltavano le spalle ma si preparavano ad un diverso percorso politico. Per la lealtà che ho sempre avuto nei confronti di chi segue la mia attività politica vorrei precisare che la scelta di continuare a sostenere il Governo Letta non è stata frutto di tatticismi o di calcoli di convenienza. Per me le ragioni che hanno fatto nascere questo governo ci sono ancora tutte e hanno la loro origine nella necessità, alla luce della difficile situazione economica, di stabilizzare il quadro politico. Nessuna delle ragioni che avevano determinato la nascita di questo governo è, a mio parere, venuta meno. L’alleanza per il bene del Paese che Silvio Berlusconi ha invocato all’indomani delle elezioni ha ancora la sua ragione d’essere e, come allora, è chiaro che l’obbiettivo è quello di una normalizzazione del quadro politico nella prospettiva di un rafforzamento del centrodestra, anche in funzione di un futuro appuntamento elettorale che ci veda competitivi e alternativi alla sinistra.
C’è un filo logico che lega gli avvenimenti che oggi hanno portato a rinnovare la fiducia al Governo Letta. Per solidarietà con il mio leader che, oggettivamente, è da anni oggetto di un accanimento giudiziario senza pari, avevo condiviso la scelta di un gesto simbolico ed eclatante, ma di alta valenza politica, come quello delle dimissioni dei parlamentari del Pdl, che però non metteva in discussione il sostegno al Governo. Diversa è stata invece la mia reazione a quanto maturato nella riunione tenutasi ad Arcore sabato scorso, quando un ristretto gruppo di rappresentanti del Pdl ha deciso di estromettere il Segretario Alfano, senza il minimo confronto con i diversi livelli e organi del partito. Allora, in solitudine, ho deciso che era necessario fare una scelta di “rottura”, anche se questo avesse comportato un giudizio negativo su di me e il rischio di un’espulsione dal partito. Nei giorni scorsi ho poi trovato altri amici che condividevano come me la necessità di tutelare e sostenere il nostro leader ma non a scapito di quella stabilità politica che oggi più che mai è necessaria per il Paese, per le famiglie, per chi lavora, per i giovani. Questa spontanea aggregazione di rappresentanti del Pdl, probabilmente inaspettata nelle proporzioni che ha raggiunto, ha spiazzato le scellerate velleità di chi voleva utilizzare le dolorose vicende personali del Presidente Berlusconi per minare la stabilità del Governo. Il concitato susseguirsi di colloqui e telefonate delle ultime 24 ore hanno trovato la loro conclusione nella dichiarazione di voto del Gruppo Pdl, pronunciata dallo stesso Silvio Berlusconi. Il “guizzo” con cui ha riportato la barra al centro segna il capolinea di tutti questi mesi in cui falchi e colombe vivevano in universi paralleli. Difficile dire che cosa accadrà adesso, le ferite sono profonde e ci vorrà tempo e pazienza perché si rimarginino. Di certo io sono e rimarrò berlusconiana e sosterrò tutte le iniziative per tutelare un leader che come nessun altro è stato così pervicacemente oggetto di attacchi giudiziari e che per questo ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo.
Laura Bianconi




 

 

 

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