Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 198 del 22 ottobre 2013

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Nuove norme sulla cittadinanza
Programma statistico europeo
Legge si stabilità
Riforma elettorale
GIUSTIZIA
Istituzione del reato di tortura
AFFARI ESTERI
IMU
BILANCIO
IMU
Legge di stabilità
Istituzione del reato di tortura
ISTRUZIONE PUBBLICA
IMU
Semplificazione
Seguito dibattito sulle comunicazioni del Ministro per gli affari regionali con delega allo sport sulle linee programmatiche
INDUSTRIA, COMMERCIO E TURISMO
Indagine conoscitiva sui prezzi dell’energia elettrica e del gas
Istituzione della Zona Economica Speciale di Gioia Tauro
SANITA’
Sostanze psicoattive
Indagine conoscitiva sostenibilità SSN
IMU

In Aula
Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 24 e 25 ottobre 2013
Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento, sul contenuto del disegno di legge di Stabilità
Repliche, dichiarazioni di voto e voto finale ddl costituzionale n. 813-B - Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali
Decreto-legge n. 102, IMU
Mozioni sul processo di democratizzazione in Myanmar
Reato di negazionismo

LEGGE DI STABILITA’, NON PUO' ESSERE USATA A PRETESTO PER COPRIRE LE BEGHE DI PARTITO.
Inizia oggi nelle Commissioni del Senato, l’esame della Legge di stabilità, un tempo chiamata Legge finanziaria, e da quando lo scorso 16 ottobre è stata votata dal Consiglio dei Ministri le critiche e le polemiche sono andate sempre più aumentando. “In un momento così grave come quello che sta attraversando il nostro Paese – commenta la senatrice Laura Bianconi - faccio fatica a comprendere l’atteggiamento disfattista con cui è stata giudicata non solo dalle parti sociali, che a memoria d’uomo non mi risulta abbiano mai mostrato apprezzamento per una manovra finanziaria, ma anche da esponenti di partiti che sostengono il governo. Trovo fuori luogo e privo di buon senso che alcuni esponenti della maggioranza continuino a strattonare il Governo emettendo non giudizi, ma vere e proprie sentenze di condanna nei confronti del testo sulla Legge di Stabilità, presa a pretesto per coprire mere beghe di partito che nulla hanno a che fare con la tenuta dei nostri conti e lo sviluppo del Paese. A chi ora sta giocando una partita al massacro ricordo che lo stesso presidente Letta, lo scorso 2 ottobre, nel suo intervento prima del voto di fiducia, aveva richiamato e sollecitato la collaborazione di tutto il Parlamento a contribuire al miglioramento del provvedimento che era ancora in fase di definizione. Ritengo che questa fosse, prima ancora che montassero tutte le polemiche di questi giorni, una posizione di ragionevole e intelligente apertura che riconosceva ai parlamentari un ruolo attivo nella stesura finale della Legge di Stabilità. Il nostro Paese è ancora un vigilato speciale, il peso del nostro debito pubblico e le turbolenze politiche che si sono succedute dal 2011 in poi, hanno aumentato le valutazioni negative da parte degli organismi internazionali; per invertire questa tendenza è fondamentale che l’Italia rispetti i parametri europei e garantisca stabilità politica, quella stabilità che tutti, anche i più critici della manovra, considerano fondamentale per riconquistare credibilità internazionale. Sicuramente – conclude Bianconi - le Leggi finanziarie non hanno mai accontentato tutti: parlamentari e parti sociali, ma in questo caso ritengo che l'impegno del Governo sia stato massimo, riuscendo al contempo a rispettare gli impegni assunti in sede europea e andando incontro alle fasce più deboli, ad esempio rimodulando le tasse sulla casa, i servizi e non apportando tagli alla Sanità, cosa che non avveniva da anni. Capitolo questo a me molto caro, che comunque dovrà essere oggetto di una totale riorganizzazione che affronti e rimuova tutti gli sprechi. Mi permetto, quindi, di invitare tutti i colleghi ad una sana critica costruttiva sul testo della Legge che sicuramente è da migliorare e proprio per questo ha bisogno di un Parlamento, e soprattutto di una maggioranza, che lavorino con concretezza e coesione”.

IL DOLORE NON DEVE OFFUSCARE LA RAGIONE
“Assassino. Assassino. Assassino”. E’ iniziata così la contestazione al ministro Angelino Alfano intervenuto ieri ad Agrigento alla cerimonia in memoria delle vittime dei naufragi del 3 e dell’11 ottobre. “Capisco il dolore di chi ha sulle spalle un viaggio della speranza durato mesi e che ha visto familiari e amici morire in modo così tragico – commenta la senatrice Laura Bianconi – ma il ministro Alfano, così come gli altri esponenti del governo presenti alla cerimonia non meritavano un simile linciaggio”. Vuole fare chiarezza la senatrice del Pdl su un episodio che, ancora una volta, evidenzia le contraddizioni che caratterizzano il dibattito e anche le misure nei confronti del fenomeno dei migranti. “Gli assassini – continua Bianconi – non sono i rappresentanti di un Paese che ha dato degna sepoltura ai morti e garantito cure e sostentamento a chi è sbarcato in Italia. I veri responsabili, come ha più volte sottolineato Angelino Afano, sono i mercanti di morte che illudono persone povere e disperate con la promessa di un futuro che quasi mai corrisponde a quello prospettato. Persone senza scrupoli che per mesi tengono prigionieri i migranti, vendendoli di volta in volta al trafficante che offre di più. Le persone che dopo dolorose vicissitudini arrivano in Italia devono essere accolte e, nei limiti e nelle possibilità di ciascun Paese dell’Unione, aiutate e trovare quella vita migliore che tanto hanno sognato. Per questo questi disperati non devono essere strumentalizzati da chi, approfittando dell’ondata emotiva, chiede la cancellazione della Legge Bossi-Fini. Il ministro Alfano lo ha detto in modo chiarissimo: se bastasse cancellare una legge per risolvere il problema non esiterebbe un istante. Il punto è – conclude Bianconi – che di fronte a un’ondata migratoria di questa portata non esistono ricette miracolose e la soluzione la si potrà trovare solo attraverso progetti che vedano coinvolti i Paesi di provenienza dei migranti e l’intera Unione europea”.

IL BOOMERANG DI SANTORO
Eppure i novelli soloni del giornalismo italiano sono cresciuti con il mito di giornalisti di razza che rischiavano la vita per fare un reportage dai teatri di guerra, da quei paesi che erano così chiusi all’Occidente che solo entrarvi era un’impresa. Giornalisti che indossavano la divisa kaki mica i completi di Armani, giornalisti che dormivano dove trovavano e che un cocktail party non sapevano neppure cosa fosse. Ma dopo la gavetta come giornalista sportivo delle serie minori il giornalista più pagato della tv italiana (ma ha tanti collaboratori a cui provvede personalmente …), quel Michele Santoro che sembra avere come unica ossessione Berlusconi, si è ben guardato dall’abbandonare i confortevoli salotti della gauche caviar. Andare in Irak, in Afghanistan, a Timor Est per toccare con mano le tragedie del nostro tempo? Giammai, troppo caldo, troppa polvere e il caffè fa schifo. Che bisogno c’è di andare lontano quando qui in Italia c’è Silvio Berlusconi con cui puoi imbastire una trasmissione a settimana? Purtroppo con l’oggetto delle sue ossessioni gli va sempre male, già durante la scorsa campagna elettorale aveva pregustato per settimane il momento in cui Berlusconi stramazzava sulla famosa sedia del suo pupillo Travaglio. Come è andata lo ricordano tutti, Berlusconi pacioso che col gesto di pulire la sedia mette all’angolo l’augusto giornalista. Tramortito ma non vinto, Santoro ci riprova, non può azzardare di invitarlo nuovamente nella sua trasmissione, e allora imbastisce qualcosa che più che giornalismo sembra un misto tra Dallas, Dinasty e Beautiful, sparando a zero sulla giovane compagna di Berlusconi, solo per questo colpevole a prescindere. “Una trasmissione inqualificabile” sentenzia la senatrice Laura Bianconi che assieme alla collega Federica Chiavaroli è intervenuta in solidarietà di Silvio Berlusconi e Francesca Pascale. "E' ormai evidente – hanno dichiarato le due senatrici del Pdl - che quando Santoro cerca di attaccare Berlusconi quello che ne esce con le ossa rotte è lui. Lo abbiamo visto in campagna elettorale e ieri nella trasmissione di Servizio Pubblico, criticata da tutti. Troviamo squallido e volgare - continuano le parlamentari - che Michele Santoro, accecato dall'odio verso Silvio Berlusconi, abbia deciso di andare ben oltre la sua consueta retorica politica, violando oltre misura la privacy di una persona che ha come unica colpa quella di essere la fidanzata di un importante esponente politico. Esprimiamo la nostra solidarietà a Francesca Pascale vittima di un vero e proprio killeraggio mediatico e invitiamo Santoro a chiedere scusa non solo a lei ma a tutte le donne che ieri sono state prese di mira da una trasmissione che ha leso nella conduzione e nei toni la nostra dignità".

LAURA PAUSINI AMBASCIATRICE DELL’EMILIA-ROMAGNA NEL MONDO
Non è di quelle notizie che risolvono i problemi degli italiani ma è comunque una bella notizia e un po’ di leggerezza, visti i tempi, non guasta. Dunque Laura Pausini, nel corso della Festa dei Suoi Fan club che si è tenuta a Faenza, a pochi chilometri da Solarolo, sua città natale, è stata insignita dal presidente della Regione del titolo di ambasciatrice dell’Emilia-Romagna nel mondo. E’ brava e in quello che fa ci mette passione, e soprattutto è innamorata della sua terra di origine. “Sono innamorata della mia regione, l’Emilia-Romagna – ha detto Laura Pausini – ce l’ho nel cuore, anzi ho il cuore a forma di Emilia-Romagna. E lo dirò a tutto il mondo”. Anche così si tiene alto il nome dell’Italia nel mondo.


Questa settimana Spazio libero punta l'attenzione su due temi che apparentemente sembrano molto distanti. Innanzi tutto la legge di stabilità, che oggi inizia il suo iter in Senato. E' importante conoscerne gli assi portanti, anche per apportare eventuali modifiche che ne rafforzino la portata. Il secondo contributo è opera di un amico di questa newsletter, il dottor Luigi Migliori, che fa alcune riflessioni sugli ultimi dati Ocse in materia di conoscenza linguistica e scientifica nei principali paesi industrializzati. Perchè se la Legge di stabilità ha l'obiettivo di avviare la ripresa economica è  importante avere la consapevoezza che non può esserci crescita senza istruzione, conoscenza, competenza. 

LEGGE DI STABILITA’
Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri
La Presidenza del Consiglio comunica che:Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 18.25 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi.
Il Consiglio ha approvato, su proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, due disegni di legge. Il primo contenente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2014). Il secondo riguardante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e il bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016.
La Legge di Stabilità per il 2014 segna una svolta nella programmazione economico-finanziaria degli ultimi anni, realizzando le due priorità di politica economica del Governo: favorire la crescita e promuovere l’occupazione.
Con le misure disposte nel provvedimento si avvia un percorso di riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. La spending review che verrà progressivamente implementata nel corso del 2014 potrà ulteriormente contribuire a individuare le razionalizzazioni della spesa con le quali finanziare ulteriore riduzione della pressione fiscale.
Al tempo stesso si interrompe una attitudine a privilegiare i tagli alla spesa in conto capitale rispetto ai tagli alla spesa in conto corrente e quindi si aumentano le risorse finanziarie per effettuare investimenti, sostenendo anche così le potenzialità di crescita di cui si registrano da qualche tempo i segnali.
Inoltre vengono destinate risorse per le politiche sociali adeguate a sostenere le fasce più deboli della popolazione e aiutarle ad affrontare gli effetti della prolungata crisi, che tuttora si avvertono.
Nel dettaglio, la Legge di Stabilità prevede interventi per 27,3 miliardi di euro nel triennio 2014-2016, di cui 11,6 nel solo 2014, così suddivisi:
. 14,6 miliardi nel triennio per sgravi fiscali (rispettivamente 9 per le famiglie e 5,6 per le imprese); i 3,7 miliardi del 2014 sono destinati per 2,5 miliardi alle famiglie (1,5 riguardano l’Irpef) e per 1,2 miliardi alle imprese;
. 11,2 miliardi nel triennio per azioni sociali, progetti di investimento, impegni internazionali, di cui 6,2 in conto capitale; per il 2014 si prevedono 6,4 miliardi;
. 1,5 miliardi per investimenti a livello locale e la restituzione di debiti commerciali di parte capitale.
Questi interventi sono stati programmati con soluzioni che consentono di rispettare l’impegno di contenere il deficit nell’ambito degli obiettivi comunitari e invertire la tendenza del debito pubblico. Infatti per le coperture degli interventi programmati nel 2014 che producono minore gettito o maggiori spese, vengono reperite risorse per 3,5 miliardi da tagli alle spesa, per 1,9 miliardi da interventi fiscali privi di effetti depressivi sull’economia, per 3,2 miliardi da dismissioni, rivalutazioni, cespiti e partecipazioni, trattamento perdite.
La differenza tra il costo degli interventi e le risorse reperite a copertura degli stessi comporta il raggiungimento del deficit programmato (pari al 2,5% del PIL, superiore quindi di 0,2 punti percentuali rispetto al tendenziale registrato dal Documento di economia e finanza dell’aprile 2013).
Il Governo reputa che nel corso dei prossimi mesi il bilancio dello Stato potrà registrare ulteriori introiti che tuttavia non possono oggi essere quantificati e quindi contabilizzati. Provvedimenti per il rientro dall’estero di capitali italiani così come la rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia potranno generare nuovo gettito per le casse pubbliche da destinare agli obiettivi principali del Governo, tra i quali certamente la riduzione della pressione fiscale.
La Legge di Stabilità va quindi ad interessare cinque macro aree. Di seguito un sintetico elenco dei principali interventi:
INTERVENTI PER PERSONE, FAMIGLIE E SOCIETÀ
Riduzione dell’Irpef per i lavoratori
Disposizioni in favore degli esodati
Rifinanziamento della Cassa Integrazione Guadagni
Nuove misure contro la povertà
5 x 1000
Fondo per le politiche sociali
Fondo per la non autosufficienza
Finanziamento del Fondo per le Università
Potenziamento della Protezione Civile e Piano per la difesa del suolo
INTERVENTI PER LE IMPRESE
Riduzione del costo del lavoro per le imprese
Detrazione dell’Irap per i nuovi assunti
Potenziamento dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica)
Rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni
Incremento del Fondo di garanzia per le PMI
Incremento del Fondo di sviluppo e coesione
Stop all’aumento IVA per le imprese sociali
Rifinanziamento del Fondo per i contratti di sviluppo
Rifinanziamento del Fondo per la crescita sostenibile
INVESTIMENTI
Allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità per i Comuni
Completamento del sistema MOSE di Venezia
Fondi ANAS per le Infrastrutture e Salerno-Reggio Calabria
Manutenzione straordinaria delle Ferrovie e velocizzazione del Corridoio Adriatico
Ricostruzione dell’Aquila
Trasporto pubblico locale
Ecobonus e ristrutturazioni edilizie
LA NUOVA SERVICE TAX
Con la Legge di Stabilità 2013 arriva il riordino del sistema di tassazione locale che pone l’Italia in linea con gli standard europei. Per l’abitazione principale, al posto di IMU e TARES si istituisce una tassa sui servizi municipali il cui gettito andrà interamente ai Comuni.
La nuova Service Tax avrà due gambe:
La tassa che serve a coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti. È calcolata in base ai metri quadrati o sull’effettiva quantità di rifiuti conferita nel caso dei comuni in grado di misurarla. La versa chi occupa l’immobile.
La tassa sui servizi indivisibili offerti dai comuni. È calcolata sul valore catastale ed è pagata dai proprietari e per una piccola quota, tra il 10 e il 30%, anche da chi la occupa.
La Service Tax è piena autonomia: una tassa locale pagata ai Comuni per pagare i servizi dei Comuni.
IL COFINANZIAMENTO DEI FONDI STRUTTURALI EUROPEI 2014-2020
La Legge di Stabilità stanzia significative risorse per il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi europei e nazionali per le politiche di coesione territoriale, impegnando il governo a fare la propria parte per i prossimi anni in modo strutturato con il concorso di Ue e regioni. In particolare, si stanziano:
. 24 miliardi di euro di quota di compartecipazione nazionale (che si aggiungono ai quasi 30 miliardi di fondi strutturali UE);
. ulteriori 55 miliardi per il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (ex Fondo Fas), di cui l’80% in favore del Mezzogiorno.
In totale si arriva quindi a circa 110 miliardi di euro nei prossimi sette anni per le politiche di coesione territoriale.
(dal sito www.governo.it)

OCSE: ITALIANI ANALFABETI FUNZIONALI
L'ultimo studio OCSE analizza le competenze linguistiche e matematiche, nella fascia d'età 15-65 anni, rese dalla popolazione dei paesi sviluppati, europei, USA, Australia, Giappone e Canada. Gli italiani risultano ultimi in lingua e penultimi in matematica.
Data l'età del campione analizzato, il problema esce dalla polemica contingente ed investe un lungo periodo, dalla scuola media unica nel 1962, transitando alle 150 ore della metà degli anni 70, fino ai nostri giorni.
Evidente il peso economico e sociale dell'ignoranza diffusa, a tal punto da introdurre il tema del ritorno all'analfabetismo funzionale, in parole povere: l'incapacità diffusa di saper utilizzare le informazioni linguistiche o matematiche, dal grafico al computer. Un terzo degli italiani non sa decifrare grafici, tabelle e dati; un terzo dei cittadini comprende solo informazioni semplici in un testo scritto; ci collochiamo nella fascia bassa delle competenze di lettura, raggiungendo il traguardo negativo del doppio della media OCSE.
Reazioni polemiche alla definizione di inoccupabili, relativa al largo strato di popolazione analfabeta funzionale, ma, chi non riesce a gestire elementi culturali minimi, molto difficilmente parteciperà a processi innovativi, essenziali per il rilancio economico e occupazionale: non a caso la nostra forza lavoro colta abbandona le aree arretrate per raggiungere quelle più dinamiche, sovente all'estero, in particolare il nord Europa.
All'analfabetismo storico avrebbe risposto la scuola media unica: così non fu, anzi, la nostalgia per la scuola dei bravi, dei selezionati dall'esame di ammissione alla scuola media, il ginnasio inferiore, ha continuato a circolare per decenni fra i docenti della scuola statale: insegnare a chi sa già risulta facile e con poco sforzo.
Le 150 ore, pagate dal datore di lavoro affinché le maestranze potessero acculturarsi, siamo alla metà degli anni '70, dopo un fuoco di paglia vivacchiarono nel disinteresse generale.
Il decremento demografico spinto, iniziato dalla metà degli anni '70, non fu colto come abbassamento di interesse nei confronti del futuro ed attenuazione della speranza, ma, prevalentemente come dato economico; la politica rispose con molte risorse, spesso spese male, per pubblici servizi, poco o niente direttamente alle famiglie. Ci induce a riflettere se nella laica ed antipapista Francia le risorse dirette per le famiglie siano di gran lunga superiori alle nostre.
E la scuola, nel frattempo, che ruolo ha svolto? Ha aumentato gli organici in termini esponenziali, i dati del 2000 ci indicano un insegnante ogni 10 alunni, a fronte di una media europea di uno a quindici, con un nostro surplus del 50 per cento, immotivato aumento, in quanto né un basso numero di alunni per classe, né un elevato numero di ore di lezione sono elementi, verificati veri, di qualità dell'istruzione. Prova ne sia che i paesi che ci sorpassano hanno classi numerose e meno ore di lezione. Quando, dal ministro Berlinguer in poi, si pone il tema dei parametri europei, verifichiamo un susseguirsi di lamenti per tagli alla scuola che ne impoverirebbero gli esiti: siamo arrivati ad undici alunni per insegnante, ancora lontani anni luce dai parametri europei.
La scuola ha abbassato il livello degli obiettivi, per favorire famiglie poco interessate all'esperienza genitoriale, per aumentare gli organici ed alleggerire i carichi di lavoro, per accondiscendere ad una versione consumistica e permissiva della cultura, di cui tanti pubblici amministratori, per un facile consenso, si son fatti portabandiera.
Nel nostro Paese contiamo ampie forze contrarie al nuovo, al moderno, allo scientifico, spesso ostili ai valori profondi, elaborati nell'incontro fra il diritto romano e le tradizioni giudaico-cristiane della nostra civiltà, per queste aree gli sforzi e le fatiche nell'incontro con l'altro da sé, la cultura, si possono evitare, in tal modo tutto si conduce sotto il segno dell'intrattenimento; una volta si sarebbe detto: dei circenses.
Ho letto recentemente dichiarazioni del ministro della Pubblica Istruzione circa la necessità di assumere docenti sulla base del merito e non dell'anzianità, si proceda coerentemente in tal senso, non solo a consolazione di chi da decenni lo chiede, inascoltato ed osteggiato, ma per recuperare un valore professionale perso, ovviamente chiudendo, da subito, ogni prospettiva di sanatorie, il contrario equivarrebbe ad affermare: abbiamo scherzato.
Nello stesso modo ci attendiamo che il merito professionale individuale scandisca la carriera dei docenti della scuola statale, dallo stipendio alla mobilità: meno ore di lezione, perché gli alunni possano personalmente e criticamente rielaborare, meno docenti, ma più motivati ed efficaci.
(Luigi Migliori, già dirigente scolastico a Cesena)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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