Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 201 del 12 novembre 2013

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Riforma elettorale
Inchiesta parlamentare sul caso Moro
GIUSTIZIA
Legge di Bilancio e tabella Giustizia
Legge di stabilità
AFFARI ESTERI
Legge di Stabilità
Legge di Bilancio
Linee programmatiche di indirizzo italiane in vista del prossimo Consiglio europeo della Difesa che avrà luogo nel dicembre 2013
BILANCIO
Legge di stabilità
Legge di Bilancio
SANITA’
Atti preparatori della legislazione comunitaria (sostanze psicotrope)
Misure finanziarie regioni ed enti locali
Indagine conoscitiva sostenibilità SSN
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA
Relazione annuale 2012 su Parlamenti nazionali e sussidiarietà


In Aula
Per l’esame in commissione degli emendamenti alla Legge di stabilità l’Aula non è convocata

PDL, IL CONSIGLIO NAZIONALE NON SIA UNA RESA DEI CONTI
“E’ necessario lavorare fino all’ultimo secondo affinché il Consiglio nazionale del Pdl che si terrà sabato prossimo sia l’occasione per una ripartenza e per ritrovare lo spirito con cui venti anni fa Silvio Berlusconi si è posto come leader dei moderati italiani”.
Lo dichiara la senatrice Laura Bianconi alla vigilia di un appuntamento che per il Pdl si profila ad alta tensione. “Non c’è nessuno nel Pdl che non riconosca le indubbie qualità di leader del Presidente Berlusconi – continua Laura Bianconi – che ha saputo costruire una casa comune per tutti i moderati italiani e lo ha fatto mettendo totalmente in gioco la propria persona al punto di essere diventato oggetto di un accanimento giudiziario senza precedenti. Ma tutto questo non deve farci dimenticare che proprio all’indomani delle elezioni fu proprio Silvio Berlusconi a individuare in un governo di larghe intese l’unica soluzione possibile per uscire dall’impasse in cui si era venuto a trovare il Paese a causa, da un lato, di un risultato elettorale che non faceva emergere un vero vincitore e, dall’altro, dell’ostinata insistenza di Pierluigi Bersani a cercare un accordo con i grillini. Fu Silvio Berlusconi a sbloccare la situazione di stallo e a consentire la nascita del governo Letta. Governo la cui durata non può essere messa in relazione con la vicenda della decadenza parlamentare di Silvio Berlusconi. Non fu fatto quando è nato, non si può fare ora. La vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi – conclude Bianconi - viene vissuta da tutti noi come un dolore grandissimo, che condividiamo con lui e sentiamo sulla nostra pelle, ma questo non deve avere ripercussioni su quella stabilità di governo che tutti considerano indispensabile per far uscire il nostro Paese dalla crisi in cui si trova. Per questo fino all’ultimo lavorerò perché a prevalere sia quello che ci unisce e non quello che ci divide”.

NASSIRYA, DOPO DIECI ANNI IL RICORDO RESTA IMMUTATO
Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Andrea Filippa, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi e Alfonso Trincone. Sono questi i nomi dei militari italiani scomparsi dieci anni a Nassirya. Assieme a loro restano uccisi anche due civili italiani: il cooperante Marco Beci e il regista Stefano Rolla che con la sua troupe stava seguendo proprio l’attività dei carabinieri italiani in Iraq. Numerosi furono anche i feriti, in quella che per noi italiani era la missione “Antica Babilonia”, una missione nata sotto l’egida della risoluzione Onu che aveva come obiettivo la rinascita dell’Iraq grazie a un lavoro che garantisse la sicurezza della popolazione e la rinascita dell’economia. “Questo anniversario – commenta la senatrice Laura Bianconi - ci deve sempre ricordare il pesante tributo che il nostro Paese ha pagato per la lotta contro il terrorismo e il fanatismo religioso. I nostri militari che sono stati uccisi o gravemente feriti devono essere ricordati come eroi che non hanno esitato ad anteporre la propria vita per la sicurezza e il benessere di altri popoli. E’ una lezione che dovremo sempre ricordare”.

SIGARETTA ELETTRONICA, VIA LIBERA NEI LOCALI PUBBLICI
Il decreto Istruzione appena convertito in legge e in fase di pubblicazione suula Gazzetta Ufficiale ha riportato la possibilità di fumare, in gergo svapare, le sigarette elettroniche nei luoghi pubblici, ad eccezione degli edifici scolastico. “Il fumo – commenta la senatrice Laura Bianconi – è la causa di numerose patologie e per questo sono stata una grande sostenitrice del decreto Sirchia che vietava il fumo nei locali pubblici. Ma la personale lotta contro il fumo può passare anche attraverso l’uso della cosiddetta sigaretta elettronica, che per il fumatore può essere un palliativo e, soprattutto, il primo passo per perdere un’abitudine forte quanto pericolosa per la salute. Certo rimangono ancora le perplessità che l’Istituto Superiore di Sanità ha manifestato, soprattutto per quanto riguarda il fumo passivo e sulle quali occorre essere vigilanti, ma soprattutto è importante aver mantenuto una posizione rigida per quel che riguarda la scuola, luogo pubblico in cui la sigaretta elettronica non sarà consentita. Il nostro impegno - conclude Bianconi - dovrà essere soprattutto nei confronti delle nuove generazioni ed è quindi importante che le gli adulti di domani crescano in un ambiente in cui sia bandito l’atto del fumo, tradizionale o elettronico che sia”.

CALCIO E DINTORNI
Si è molto detto e scritto della brutta pagina di sport andata in onda domenica nel corso della partita tra Salernitana e Nocerina. Un’incredibile sequenza di cambi e infortuni ha costretto l’arbitro a fermare la partita, alla Nocerina è stata attribuita la sconfitta a tavolino (con altri provvedimenti ben più pesanti in arrivo). I soli a vincere sono stati quei tifosi ai quali era stato vietato l’ingresso allo stadio e che per questo motivo hanno minacciato i giocatori. Ma per una brutta pagina di sport c’è ne è un’altra che parla di speranza e di riscatto. Viene da Rosarno, cittadina calabrese divenuta tristemente famosa quattro anni fa per i violenti episodi nei confronti degli immigrati africani impiegati (e sfruttati) nel lavoro dei campi. Grazie all’iniziativa di prete che alla parola integrazione accompagna gesti concreti è stata iscritta al campionato di terza categoria la squadra del Koa Bosco, interamente composta da immigrati. Una bella pagina di sport. Per fortuna.


Questa settimana Spazio libero viene dedicato agli emendamenti alla Legge di stabilità presentati dalla senatrice Laura Bianconi. Si tratta di una prima tranche di cui Laura Bianconi è la prima firmataria, il primo dei quali riguarda i Giudici di pace, gli altri la sanità, materia che Laura Bianconi segue come componente della Commissione Igiene e Sanità.

1.
EMENDAMENTO ALL'ART.9, COMMA 17 - AS n.1120
All’articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998 n. 51, le parole “non oltre il 31 dicembre 2013” sono sostituite dalle seguenti “non oltre il 31 dicembre 2016”.

MOTIVAZIONE
Al fine di non ostacolare l’attuazione in corso della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, i giudici onorari di tribunale e i vice procuratori onorari il cui mandato scade il 31 dicembre 2013 e per i quali non è consentita una ulteriore conferma a norma dell’articolo 42-quinquies, primo comma, dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941 n. 12, nonché i giudici di pace il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2014 e per i quali non è consentita una ulteriore conferma a norma dell’art. 7, comma 1, della legge 21 novembre 1991 n. 374, e successive modificazioni, sono ulteriormente prorogati nell’esercizio delle rispettive funzioni fino alla riforma organica della magistratura onoraria e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2016;

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2.
EMENDAMENTO all’art. 7 A.S. 1120

Dopo il comma 11, è inserito il seguente:
“11-bis. All’articolo 15, comma 8 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135 dopo la lettera i) aggiungere la lettera:
i-bis) Le disposizioni di cui alla lettera i) si applicano anche ai cosiddetti “farmaci orphan-like” registrati prima dell’entrata in vigore del regolamento (CE) n.141/2000 ed elencati nella circolare EMEA 7381/01/EN del 30 marzo 2001 nonché ad altri farmaci, da individuarsi, con apposita delibera dall’AIFA, tra quelli già in possesso dell’autorizzazione all’immissione in commercio destinati alla cura di malattie rare e che soddisfano i criteri individuati dall’articolo 3 del Regolamento (CE) n.141/2000.

MOTIVAZIONE
L’emendamento è motivato dalla necessità di intervenire su quanto previsto dal c.d. Spending Review in tema di eventuale ripiano dello sforamento del tetto nazionale ospedaliero da parte delle aziende titolari di farmaci orfani, attraverso un’integrazione all’articolo 15, comma 8, lettera h, del Decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135, il quale prevede che in caso di superamento del budget attribuito all'azienda titolare di farmaci in possesso della qualifica di medicinali orfani ai sensi del Regolamento (CE) n. 141/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1999, che non abbiano la caratteristica di farmaci innovativi, la quota di superamento riconducibile a tali farmaci è ripartita, ai fini del ripiano, al lordo IVA, tra tutte le aziende titolari di AIC in proporzione dei rispettivi fatturati relativi ai medicinali non innovativi coperti da brevetto” (art. 15, comma 7).
Sebbene la formulazione dell’articolo renda evidente la volontà del legislatore di tutelare i farmaci orfani, incentivando gli investimenti per la ricerca di nuovi farmaci destinati alla cura delle malattie rare e riconoscendo l’impegno delle aziende che investono in questo settore, l’impostazione originaria della norma porterebbe ad escludere una parte di tali farmaci che, pur essendo destinati a patologie rare e soddisfacendo pienamente i criteri individuati dal Regolamento europeo per l'assegnazione della qualifica di farmaco orfano, non dispongono della qualifica in quanto autorizzati in un periodo antecedente o concomitante con l’entrata in vigore del Regolamento europeo o attraverso un iter registrativo diverso dalla procedura centralizzata.
Tale emendamento è dunque motivato dalla volontà di garantire, indipendentemente dalla procedura di registrazione intrapresa ai fini dell’immissione in commercio, a tutti i farmaci che presentino le caratteristiche di farmaco orfano, sulla base dei criteri individuati dal Regolamento europeo, la tutela e gli incentivi previsti dall’art. 15 della c.d. Spending Review, nel pieno rispetto della ratio che ha ispirato la norma.
Il suddetto emendamento non comporta aggravi di spesa a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

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3.
EMENDAMENTO ALL’ARTICOLO 7 DELL’AS 1120
Dopo il comma 11, è inserito il seguente:
“11-bis. Al decreto-legge 6 luglio 2012, n.95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.135 sono apportate le seguenti modificazioni :
a) alla lettera h) dopo le parole: "relativi ai medicinali" inserire le seguenti: "non orfani e a quelli".
b) alla lettera i) dopo le parole: "relativi ai medicinali" inserire le seguenti "non orfani e a quelli".

MOTIVAZIONE
L’emendamento è stato proposto al fine di porre rimedio ad una potenziale lettura di due commi della legge 135/2012 (spending review 2) le lettere h) ed i) del Comma 8 dell’Art 15 letterale e non coerente con le precedenti intenzioni del legislatore.
Nello specifico, l’emendamento completa il comma originario della legge 135 e prevede che i farmaci orfani, al pari di quelli innovativi, non siano chiamati a ripianare, neppure in minima parte, in caso di superamento del budget attribuito all'azienda.
Questo emendamento, nell’analogo spirito dell’articolo originale della legge 135/2012 che va a modificare, prevede che l’eventuale sforamento del budget per farmaci orfani ed innovativi non sia a carico del Sistema Sanitario, ma che – letteralmente dall’emendamento - sia ripartito ”tra tutte le aziende titolari di AIC in proporzione dei rispettivi fatturati relativi ai medicinali non orfani e quelli non innovativi coperti da brevetto;”
Appare quindi evidente come questo emendamento si attui a parità di bilancio per il Sistema Sanitario Nazionale e quindi non necessiti di alcuna specifica copertura di bilancio

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4.
AS 1120
Dopo l’articolo 7 è inserito il seguente:
“Art. 7-bis
(Assistenza sanitaria al personale navigante ed aeronavigante)
1. I commi 89, 90, 91, 92, 92-bis, 92-ter, 92 quater e 93 dell’articolo 4 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, sono abrogati.
2. Anche ai fini della razionalizzazione della rete ambulatoriale del Ministero mediante la progressiva unificazione delle strutture presenti sul territorio, con decreto del Ministro della salute di natura non regolamentare, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, le competenze del Ministero della salute in materia di assistenza sanitaria al personale navigante e aeronavigante sono affidate agli Uffici periferici ministeriali competenti in materia di salute umana (U.S.M.A.F.). Le relative funzioni di coordinamento sono, di conseguenza, assicurate dalla Direzione Generale della prevenzione.
3. A decorrere dall’entrata in vigore del provvedimento di cui al comma 2, la dotazione organica della dirigenza di II fascia del Ministero della salute, è ridotta di una unità.
4. Dall’attuazione del presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.”.

MOTIVAZIONE
L’articolo 4, commi 89 e ss. della legge 12 novembre 2011, n. 183, così come modificato dall’articolo 15 del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, ha previsto che le funzioni in materia di assistenza sanitaria al personale navigante, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 620, sono conferite alle regioni. Ad uno o più d.P.C.M. da adottare, entro il 31 marzo 2013, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è rimessa l’individuazione delle risorse, finanziare, umane e strumentali da trasferire, nonché l’effettiva decorrenza dell’esercizio delle funzioni conferite da parte delle regioni (art. 4, comma 90, della legge).
Nell’ambito dei lavori volti alla predisposizione dello schema di decreto sono emerse forti criticità, che ad oggi hanno impedito la conclusione dei lavori. Tali criticità derivano, da un lato, dalla forte concentrazione della domanda di assistenza de qua in alcune Regioni (sedi di porto e aeroporto), dall’altro, dall’attuale assetto organizzativo del servizio, che vede accentrate le attività amministrative di supporto per tutto il territorio nazionale (gestione dei rapporti con il personale convenzionato e con i convenzionati esterni, gestione dei contratti connessi ai servizi e dei programmi software, etc.) nelle sedi di Genova e, soprattutto, di Napoli (uffici di livello dirigenziale non generale del Ministero).
Ne deriva, in particolare che il personale di ruolo del Ministero, preposto all’attività amministrativa degli uffici, è concentrato per il 90% in tali sedi (Campania e Liguria); nell’ambito dei lavori volti al conferimento delle funzioni ciò ha fatto emergere, stante l’esigenza di assicurare la permanenza nella sede di servizio, inevitabili disparità tra le Regioni nel trasferimento delle risorse umane finanziarie e strumentali.
Tutto ciò premesso si è imposto un ripensamento della scelta operata dal legislatore, posto che la collocazione di dette funzioni amministrative a livello statale trova giustificazione nella peculiare mobilità lavorativa del personale interessato, il quale necessita di prestazioni dirette e tempestive, usufruibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale ed estero.
Con la norma proposta si provvede, pertanto, ad abrogare le disposizioni che prevedevano il conferimento delle funzioni alle Regioni, e a riallocare nel contempo le stesse all’interno del Ministero della salute.
In particolare, anche ai fini della razionalizzazione della rete ambulatoriale del Ministero, mediante la progressiva unificazione delle strutture presenti sul territorio, si prevede che, con decreto ministeriale di natura non regolamentare, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, le funzioni siano concentrate presso gli Uffici periferici ministeriali competenti in materia di salute umana (U.S.M.A.F.). A riguardo si precisa che la specificità degli USMAF è già stata riconosciuta dallo stesso legislatore che, nell’ambito del processo di spending review, ha escluso tali strutture dall’accentramento di funzioni negli ex uffici territoriali di Governo. Di conseguenza la norma prevede che le relative funzioni di coordinamento in materia siano assicurate Direzione Generale della prevenzione del Ministero, dalla quale gli USMAF dipendono.
A decorrere dalla data di entrata in vigore del predetto provvedimento organizzativo, la vigente dotazione organica della dirigenza di II fascia del Ministero della salute è ridotta di una unità.
Dall’attuazione del presente articolo, pertanto, non solo non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ma anzi consegue un risparmio di spesa.

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5.
AS 1120
Emendamento all’articolo 7
1. All’articolo 7, dopo il comma 11, aggiungere i seguenti:
“11-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2014 si applica per le aziende farmaceutiche il sistema di cui all’articolo 1, comma 796, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n 296 e successive modificazioni.
11-ter. La disposizione di cui al comma 21-bis si applica, su richiesta delle imprese interessate anche ai farmaci immessi in commercio dopo il 31 dicembre 2006.”.

MOTIVAZIONE
La legge 27 dicembre 2006 n. 296, art. 1, comma 796, lettera g), e successive modificazioni, ha istituito il cosiddetto “pay back” sul prezzo dei farmaci, consistente in una misura alternativa, più volte prorogata e da ultimo fino al 31 dicembre 2013 con il DPCM 26 giugno 2013, alla riduzione del 5% del prezzo al pubblico dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, a fronte del versamento da parte delle aziende farmaceutiche alle Regioni dell’importo equivalente al risparmio derivante dalla riduzione del prezzo.
Tale possibilità consente alle aziende, anche in considerazione delle difficoltà derivanti dalla attuale crisi economica-finanziaria, di veder sospesa la riduzione del 5% dei prezzi di alcuni farmaci a fronte del versamento da parte delle stesse alle regioni dell'importo equivalente al risparmio derivante dalla riduzione del prezzo, consentendo, in tal modo alle regioni di ottenere nell'immediato una liquidità finanziaria rispetto al verificarsi dei consumi e, nel contempo, determinando risparmi per il Servizio sanitario nazionale in termini di contenimento della spesa farmaceutica. Infatti, il meccanismo di ripiano del pay back nasce dall’esigenza di una maggiore flessibilità del mercato farmaceutico, consentendo sia l’erogazione di risorse economiche alle regioni per la relativa spesa farmaceutica, e sia l’opportunità per le aziende farmaceutiche, sulla base delle proprie strategie di mercato, di effettuare le scelte sui prezzi dei farmaci.
Da una valutazione complessiva degli ultimi anni di ricorso a tale sistema, è emerso che la misura del pay back, alternativa alla riduzione del prezzo del 5% del prezzo al pubblico, lungi dal comportare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica è conveniente per il Servizio sanitario nazionale, per le regioni e per le aziende farmaceutiche.
Considerato che tale sistema concorre al contenimento della spesa, in luogo del ricorso alle proroghe annuali o semestrali, con la norma proposta al comma 1 si consente, a decorrere dal 1° gennaio 2014, di portare a regime il meccanismo sopra descritto pur sempre secondo le modalità previste dalla norma istitutiva di cui al citato art. 1, comma 796, lettera g), della legge 27 dicembre 2006 n. 296.
Coerentemente con la previsione recata con il comma 21-bis, il comma 21-ter, consente l’applicazione del pay back anche per i farmaci immessi in commercio dopo il 31 dicembre 2006, assicurando in tal modo parità di trattamento per tutti i farmaci, sulla base di quanto già disposto dall’art. 64, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99.

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6.
AS 1120
All’articolo 11 dopo il comma 21 sono inseriti i seguenti :
“21-bis. Per assicurare lo svolgimento delle funzioni di profilassi internazionale e i compiti connessi alla prevenzione e alla lotta contro l’influenza aviaria e le malattie degli animali, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il Ministero della salute è autorizzato ad assumere, anche in sovrannumero, fino al riassorbimento della quota eccedente la pianta organica, come rideterminata in applicazione dell’articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, i vincitori del concorso a 32 posti di operatore tecnico sanitario – seconda area, fascia retributiva F2 – già bandito ai sensi dell’articolo 17, comma 10, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. Nelle more della conclusione della procedura concorsuale e fino alle assunzioni dei relativi vincitori, i rapporti di lavoro a tempo determinato del personale sanitario non dirigenziale assunto ai sensi dell’art. 1, comma 4, del decreto legge 1° ottobre 2005, n. 202, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 2005, n. 244 sono prorogati.
21-ter. Per gli oneri relativi alle assunzioni di cui al comma 21-bis si provvede, relativamente a 16 unità di personale, a carico del budget assunzionale già autorizzato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 marzo 2011 e, per le unità rimanenti, a valere sulle risorse assunzionali del Ministero della salute nel rispetto della normativa vigente. Gli oneri relativi alla proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato rimangono a carico dell’autorizzazione di spesa recata dall’art. 1, comma 4, del decreto legge 1° ottobre 2005, n. 202, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 2005, n. 244.
MOTIVAZIONE
La disposizione consente al Ministero della salute, che a seguito delle riduzioni di organico operate dal decreto legge n. 95 del 2012 registra una situazione di soprannumero di personale non dirigenziale, di procedere, in deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, all’assunzione dei vincitori del concorso a 32 posti a tempo indeterminato di operatore tecnico del settore della prevenzione, dell’assistenza, della vigilanza e del controllo sanitario – seconda area, fascia retributiva F2 – bandito ai sensi del citato articolo 17, comma 10, della legge 3 agosto 2009, n.102 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4° serie speciale, n. 72 del 9 settembre 2011, attualmente in corso di espletamento.
Tale procedura concorsuale speciale prevede una riserva del 40% dei posti per il personale precario in possesso dei requisiti originariamente fissati per la stabilizzazione dall’art. 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
La chiusura della selezione con l’assunzione dei vincitori consente quindi di completare le procedure di assorbimento in ruolo, nei limiti previsti dalla legge, degli operatori tecnici del settore della prevenzione, dell’assistenza, della vigilanza e del controllo sanitario (ex pos. ec. B2) assunti a tempo determinato presso il Ministero della salute in base al D.L. 1 ottobre 2005, n. 202, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 2005, n. 244, concernente “misure urgenti per la prevenzione dell’influenza aviaria”.
Il personale sanitario in questione, in servizio da più di 7 anni, ricopre ruoli essenziali per un’Amministrazione a forte vocazione tecnica, sia per le strutture centrali che per gli uffici periferici; nell’esercizio delle proprie funzioni, infatti, gli operatori sanitari rivestono la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria ex legge 30 aprile 1962, n. 283 e legge 26 febbraio 1963, n. 441.
La previsione dell’assorbimento del personale nei ruoli, dunque, risponde ai canoni di economicità ed efficacia dell’azione amministrativa, assicurando la possibilità, senza nuovi o maggiori oneri, di continuare ad avvalersi di personale già ampiamente professionalizzato e formato.
Inoltre, deve essere posto in evidenza che questo personale sanitario, particolarmente in periferia, contribuisce in maniera determinante ad assicurare, attraverso la propria collaborazione all’espletamento di attività di controllo e certificazione rese a richiesta ed utilità dei privati, notevoli entrate per l’erario.
Attraverso un meccanismo virtuoso di perseguimento dell’interesse pubblico, pertanto, l’Amministrazione, grazie a maggiori e più efficaci servizi, è in grado di aumentare anche l’afflusso di risorse al bilancio pubblico, innalzando contemporaneamente il livello di soddisfazione dell’utenza.
La disposizione proroga, fino all’assunzione dei vincitori del concorso in questione, i rapporti di lavoro del personale sanitario non dirigenziale precario attualmente in servizio (31 unità), destinatario della predetta riserva di posti in base all’art. 17, comma 10, della legge 3 agosto 2009, rapporti in scadenza al 31 dicembre 2013 e non prorogabili in base all’art. 4, comma 9, del decreto legge n. 101 del 2013 per mancanza dei relativi posti vacanti in organico.
Non è di secondaria importanza che le strutture del Ministero operino, in molti settori di attività presso porti, aeroporti e punti di confine, nell’interesse dell’intera Unione Europea.
Ciò significa che, nella malaugurata ipotesi in cui non si riuscisse a mantenere in servizio tale personale fino all’assunzione dei vincitori del concorso sopra richiamato, le conseguenze negative per l’utenza (da un lato gli operatori commerciali e dall’altro, soprattutto, i cittadini che chiedono di veder tutelata la loro salute) sarebbero inevitabili.
Le risorse economiche relative alla proroga di rapporti in essere, comunque nei limiti di spesa previsti dall’art. 9, comma 28, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, risultano già disponibili in quanto trattasi di personale già retribuito dal Ministero (capitolo 3039 dello stato di previsione della spesa del Ministero della salute), in base ad apposita autorizzazione di spesa (art. 1, comma 4, del decreto legge 1° ottobre 2005, n. 202, convertito dalla legge 30 novembre 2005, n. 244).
Gli oneri connessi alle assunzioni dei vincitori in sovrannumero graverebbero in parte (16 unità) sul budget assunzionale già autorizzato per il Ministero della salute (DPCM 10 marzo 2011) e per le unità rimanenti sulle risorse assunzionali del Ministero della salute nel rispetto della normativa vigente.

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7.
AS 1120
All’articolo 7, dopo il comma 11 è aggiunto il seguente :
“11-bis. All’articolo 17, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, alla fine è aggiunto il seguente periodo: “A decorrere dal 2013, nelle more che intervenga la richiamata intesa sulla ripartizione delle disponibilità complessive destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato ad erogare, in favore dell’Istituto per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà, a titolo di acconto, una quota pari al 90 per cento del citato importo vincolato.”

MOTIVAZIONE
La presente proposta emendativa interviene in materia di finanziamento dell’Istituto per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà (INMP), al fine di razionalizzare e velocizzare la relativa erogazione, per garantire al medesimo Istituto il compiuto svolgimento delle funzioni sanitarie cui è proposto.
Va detto infetti che la disposizione vigente di riferimento (articolo 17, comma 9, del decreto-legge n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 111/2011 e s.m.i.) vincola un importo pari a 10 milioni di euro annui, a decorrere dal 2013, a valere sulle disponibilità finanziarie complessive destinate al finanziamento del SSN, stabilendo che alla relativa erogazione si provvede a seguito dell’Intesa Stato-Regioni sul riparto di dette disponibilità finanziarie.
Il presente emendamento, al fine di consentire all’Istituto di beneficiare nei tempi utili del finanziamento già vincolato, per garantire la funzionalità del medesimo, interviene sull’articolo 17, comma 9, già cit., stabilendo che, nelle more che intervenga la prescritta intesa, il Ministero dell’economia sia autorizzato ad erogare, a titolo di acconto, una quota pari al 90% del citato finanziamento vincolato.

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8.
AS 1120
All’articolo 7 dopo il comma 11 è inserito il seguente:
“11-bis. Al fine di supportare l’azione del Ministero della salute e guidare il processo decisionale in ambito sanitario per la valutazione delle tecnologie sanitarie e dei processi basati sull’approccio dell’Health Technology Assessment (HTA), è istituita presso il Ministero della salute, con le risorse finanziarie e strumentali a disposizione a legislazione vigente, la Cabina di Regia per l’HTA. La Cabina di Regia opera in raccordo con il Ministero dell’economia e delle finanze, con l’Agenzia Italiana del Farmaco, con l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari Regionali e con le Regioni.”

MOTIVAZIONE
La proposta normativa nasce dalla esigenza di poter contare a livello centrale di una struttura di riferimento in materia di HTA. Alla Cabina di regia in esame vengono infatti affidati le iniziative di guidare il processo decisionale e la pratica in ambito sanitario con una valutazione puntuale, strutturale e sistematica dell’impatto macroeconomico sui fondi del sistema sanitario nazionale, sull’allocazione delle risorse fra i diversi programmi sanitari, sulla regolamentazione e sulle altre politiche orientate all’innovazione. Le decisioni di introduzione e disinvestimento saranno fondate sull’utilizzo delle evidenze disponibili, con un approccio solido sotto il profilo scientifico, esplicito e trasparente. Ciò consentirà di individuare le opzioni assistenziali che si sono dimostrate maggiormente rappresentative del criterio costo-efficacia che assicurano il massimo valore possibile in termini di salute. La Cabina di Regia per l’HTA è la struttura di riferimento nazionale sulla materia in esame. La Cabina di Regia agisce sulla base delle “priorità” assegnate dal Ministro della Salute, stabilite in raccordo con il Ministero dell’Economia e delle Regioni, ponendosi al centro di una rete di gruppi di valutazione. Il funzionamento di questa rete è fondato su una “regia” nazionale, che garantisce l’efficacia e la tempestività delle valutazioni, l’eliminazione di lavori di valutazione duplicati, e in stretto contatto con il network europeo di Health Technology Assessment.
La proposta in esame non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, tenuto conto che il Ministero adempie a tale iniziativa utilizzando le risorse umane e strumentali a disposizione a legislazione vigente


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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