Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 202 del 19 novembre 2013

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Preparazione di un incontro con il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
Programmazione dei lavori (materia elettorale)
GIUSTIZIA
Funzionalità Uffici giudiziari
Procura europea
AFFARI ESTERI
Linee programmatiche di indirizzo italiane in vista del prossimo Consiglio europeo della Difesa che avrà luogo nel dicembre 2013
Preparazione di un incontro con il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
BILANCIO
Legge di stabilità
Legge di Bilancio
FINANZE E TESORO
Audizioni informaIi nell'ambito dell'esame del ddl in materia di delega fiscale
ISTRUZIONE PUBBLICA
Misure finanziarie regioni ed enti locali
Tutela patrimonio culturale
Riparto quota premiale 2012 Fondo ordinario enti e istituzioni di ricerca
Audizione del ministro Bray sull'attuazione del decreto-legge "valore cultura" con particolare riferimento alla nomina del Direttore generale del Grande Progetto Pompei e del Commissario straordinario per le Fondazioni lirico sinfoniche
AGRICOLTURA
Indagine conoscitiva sul fenomeno delle frodi nel settore agroalimentare
SANITA’
Programmazione dei lavori
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA
Linee programmatiche e di indirizzo italiane in vista del prossimo Consiglio europeo sulla Difesa che avrà luogo nel mese di dicembre 2013
Strategia allargamento 2013-2014
Parlamenti nazionali e sussidiarietà
Proposta di indagine conoscitiva sulla presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea nel secondo semestre 2014



In Aula
Legge di stabilità 2014 e Legge di bilancio 2014-2016

Care amiche,
Cari amici
,

gli avvenimenti che nello scorso fine settimana hanno determinato la scissione del Pdl sono noti a tutti. Sfumata ogni possibilità di evitare la rottura, i parlamentari che ritenevano fosse fondamentale per il Paese continuare a sostenere il Governo in carica hanno dato vita a una nuova formazione politica dal nome Nuovo Centrodestra. Da ieri sono ufficialmente costituiti i relativi gruppi parlamentari, al Senato e alla Camera, e io ringrazio i colleghi che mi hanno designato quale presidente pro-tempore del Gruppo.
Questa è dunque l’ultima volta che Spazio di libertà viene pubblicata con il simbolo del Pdl. E’ una scelta voluta perché il mio passaggio nel Nuovo Centrodestra non è un’abiura del passato ma la continuazione nel solco degli stessi ideali per cui mi sono sempre impegnata in politica. Non ho voltato le spalle a una storia che mi ha portato a essere parlamentare prima di Forza Italia e poi del Pdl; ma soprattutto non ho voltato le spalle a Silvio Berlusconi, i cui meriti politici ho sempre riconosciuto e che continuerò sostenere, soprattutto nella battaglia che a breve si terrà in Senato sul procedimento di decadenza. Quando Silvio Berlusconi ha annunciato il ritorno all’antico nome di Forza Italia sono stata con lui, ero sinceramente convinta che il ritorno alle origini avrebbe significato recuperare quello spirito con cui era iniziata la famosa discesa in campo e che questo avrebbe potuto riaggregare quella parte, numericamente molto significativa, del popolo del moderati che alle ultime elezioni non ci aveva votato, scegliendo o il voto di protesta o l’astensione. Le vicende delle ultime settimane hanno poi evidenziato che quel progetto veniva ogni giorno di più caricato di significati che mettevano in secondo piano la necessità di dare risposte concrete alla crisi economica che attanaglia il nostro Paese, e per la cui soluzione è nato il Governo Letta. Abbiamo chiesto, senza infingimenti, di tenere distinti il sostegno al Governo dalla battaglia contro la decadenza parlamentare. Fino al’ultimo ho pensato, assieme agli amici che con me condividevano questo percorso, che fosse possibile trovare un punto di convergenza. Così non è stato; in politica, così come nella vita, succede che le strade possano dividersi. Si è chiusa una pagina, e con essa mi auguro si chiudano anche le polemiche che hanno caratterizzato le scorse settimane.
Quello che è certo è che pur con la grande sofferenza di una scelta difficile e dolorosa continuerò la battaglia per l’alternativa al centrosinistra, per affermare i valori di quel popolo dei moderati che rappresenta la maggioranza degli italiani. L’ho fatto con Forza Italia, l’ho fatto con il Pdl, lo farò adesso con il Nuovo Centrodestra.
Laura Bianconi

NUOVO CENTRODESTRA: IL GRUPPO IN SENATO
Di seguito l’elenco dei senatori che hanno aderito al Gruppo Nuovo Centrodestra.
Laura Bianconi, Presidente pro-tempore
Piero Aiello, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Giovanni Bilardi, Antonio Stefano Caridi, Massimo Cassano, Federica Chiavaroli, Francesco Colucci, Luigi Compagna, Franco Conte, Antonio D’Alì, Mario Dalla Tor, Nico D’Ascola, Giuseppe Esposito, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Bruno Mancuso, Giuseppe Francesco Maria Marinello, Paolo Naccarato, Pippo Pagano, Gaetano Quagliariello, Luciano Rossi, Maurizio Sacconi, Renato Schifani, Salvatore Torrisi, Simona Vicari, Guido Viceconte.

NUOVO CENTRODESTRA: IL GRUPPO ALLA CAMERA
Enrico Costa, Presidente pro-tempore
Angelino Alfano, Gioacchino Alfano,
Paolo Alli, Maurizio Bernardi, DOrina Bianchi, Antonio Bosco, Raffaele Calabrò, Luigi Casero, Giuseppe Castiglione, Fabrizio Cicchitto, Nunzia De Girolamo, Vincenzo Garofalo, Alberto Giorgetti, Antonio Leone, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Antonino Minardo, Dore Misuraca, Alessandro Pagano, Filippo Piccone, Vincenzo Piso, Sergio Pizzolante, Eugenia Roccella, Barbara Saltamartini, Gianfranco Sammarco, Rosanna Scopelliti, Paolo Tancredi, Raffaello Vignali.

MALTEMPO SARDEGNA: SOLIDARIETA’ DELLA SENATRICE LAURA BIANCONI
“Una sciagura terribile che lascia tutti sgomenti, di fronte alla quale non possiamo che manifestare piena vicinanza e solidarietà con le popolazioni della Sardegna”. Questa la dichiarazione della senatrice Laura Bianconi, presidente pro-tempore del gruppo Nuovo Centrodestra in merito alle tragiche conseguenze del maltempo in Sardegna. “La priorità – continua la senatrice Bianconi – è mettere in sicurezza la popolazione e le strutture e bene ha fatto il Governo a intervenire immediatamente con uno stanziamento di 20 milioni di euro per le prime misure di emergenza”.



Quante cose sono successe nello scorso fine settimana! La politica ancora una volta ha tenuto banco, con la scissione avvenuta nel Pdl, diviso tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra. Una divisione sofferta, dolorosa, come racconta il Ministro Maurizio Lupi nell’intervista pubblicata oggi su La Stampa, ma necessaria per continuare quel programma di riforme e di misure economiche indispensabili per allontanare la crisi che sta attraversando il nostro Paese.

NESUNA INTENZIONE DI CREARE IL GRANDE CENTRO
Sono quei gironi un po’ così, che si vivono quando finisce un amore. Maurizio Lupi è uno di quelli che più hanno sofferto la separazione da Berlusconi e il tormento lo accompagna in queste ore piene, tra impegni di governo e fondazione di un nuovo partito. Non bastasse, arrivano anche i consueti retroscena: ogni volta che un cattolico prende un’iniziativa politica, c’è sempre qualcuno che dice <<ha preso ordini dalla Chiesa>>.
Lupi, è vero che Nuovo Centrodestra è nato in Vaticano?
Credo che dovremo smettere con la cattiva abitudine di tirare per la giacca, meglio per la tonaca. Ho sempre riconosciuto alla Chiesa la funzione fondamentale di forte testimonianza e di richiamo alle ragioni che ci spingono a impegnarci in politica. Ma mai e poi mai mi sarei permesso di coinvolgerla in una nostra iniziativa. Né la Chiesa ha cercato di coinvolgere noi.
Le riunioni oltre Tevere?
Pura fantasia. Lo scopo è sempre lo stesso: strumentalizzare la Chiesa. L’avevano fatto anche con Monti, e prima ancora con Berlusconi. Ma poi, mi scusi: come sarebbe stato possibile? Fino a venerdì sera, abbiamo tentato in ogni modo di non rompere il Pdl! E poi c’è un altro fatto evidente che smentisce quei retroscena.
E quale?
Si sostiene che in Vaticano abbiamo lavorato per ricostruire un nuovo centro. Ma noi stiamo andando da tutt’altra parte. Vogliamo fare un nuovo centrodestra alternativo al centrosinistra. Infatti il primo incontro che abbiamo avuto Alfano ed io è stato con la Lega di Maroni.
Che coalizione volete costruire?
Un centrodestra che non può essere estremista. Che non può non accettare la sfida di questo momento storico: sostenere un governo che porti l’Italia fuori dalla crisi. E che faccia le riforme che ci eravamo impegnati a fare con i nostri elettori.
Dopo la scissione il governo è più forte?
Io intanto mi auguro che Forza Italia continui a sostenerlo. Poi, guardi: la forza di questo governo, quando è nato, era l’impegno a tenersi fuori dal conflitto politico. Ce lo avevano chiesto gli italiani, che volevano una pacificazione per affrontare i problemi economici del Paese. In agosto, la condanna a Berlusconi ha riportato il conflitto al centro del dibattito, e ogni giorno ci chiedevamo se il governo potesse durare o no. Adesso questa incertezza non ci sarà più e il Pd non ha più alibi.
Voi pensate di accettare senza reagire la decadenza di Berlusconi?
No. Voteremo contro e faremo fino all’ultimo la nostra battaglia. Ma questo non può mettere in discussione il governo. Ci siamo dati una scadenza, che è il marzo 2015, e dobbiamo arrivarci raggiungendo gli obiettivi che ci siamo posti.
Come sono adesso i suoi rapporti personali con Berlusconi?
Sono stati e sono tuttora molto buoni. Noi non abbiamo mai lavorato per dividerci. Abbiamo chiesto a Berlusconi di non lasciare il partito in mano agli estremisti; di mettere al cuore delle cose il senso di responsabilità e il bene comune. Lui ha fatto scelte diverse. Ma la mia lealtà nei suoi confronti non è e non sarà in discussione.
Lo pensa anche lui?
Io credo che, pur nell’amarezza, abbia capito le ragioni delle nostre scelte. Non penso che ci consideri dei traditori.
Vi accusano di opportunismo, dicono che voi stavate con Berlusconi solo perché lui porta voti.
Veramente ho sentito pubblicamente dire dai lealisti che bisogna stare con Berlusconi perché i voti li ha lui. Questa è la differenza tra noi e loro. Noi siamo stati con Berlusconi affascinati dal suo progetto per il Paese e dal suo carisma. Non per i suoi voti. Oggi abbiamo una nuova sfida: non accontentarsi di essere un partito del venti per cento e riconquistare i tanti elettori che non ci hanno più votato.
Quando ha sentito l’ultima volta il suo ormai ex presidente?
Venerdì sera. Era dispiaciuto. Come tutti noi.
Quanto le è costato dirgli addio?
Molto. E’ chiaro che la separazione è stata una sconfitta per tutti. Ma quello che è successo in questi giorni mi ha fatto capire che, come sempre, quando si vuol bene a una persona e a una storia bisogna mettere davanti il vero bene di tutti. Dell’Italia, ma anche del partito e dello stesso Berlusconi.
I falchi non hanno voluto bene al Cavaliere?
Non mi permetto di giudicare. So solo che la scelta dei falchi rischia di far precipitare tutti nel buio: l’Italia e Berlusconi.
(Michele Brambilla – La Stampa, martedì 19 novembre 2013)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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