Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 203 del 26 novembre 2013

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Preparazione di un incontro con il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
Programmazione dei lavori (materia elettorale)
GIUSTIZIA
Funzionalità Uffici giudiziari
Procura europea
AFFARI ESTERI
Linee programmatiche di indirizzo italiane in vista del prossimo Consiglio europeo della Difesa che avrà luogo nel dicembre 2013
Preparazione di un incontro con il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
BILANCIO
Legge di stabilità
Legge di Bilancio
FINANZE E TESORO
Audizioni informaIi nell'ambito dell'esame del ddl in materia di delega fiscale
ISTRUZIONE PUBBLICA
Misure finanziarie regioni ed enti locali
Tutela patrimonio culturale
Riparto quota premiale 2012 Fondo ordinario enti e istituzioni di ricerca
Audizione del ministro Bray sull'attuazione del decreto-legge "valore cultura" con particolare riferimento alla nomina del Direttore generale del Grande Progetto Pompei e del Commissario straordinario per le Fondazioni lirico sinfoniche
AGRICOLTURA
Indagine conoscitiva sul fenomeno delle frodi nel settore agroalimentare
SANITA’
Programmazione dei lavori
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA
Linee programmatiche e di indirizzo italiane in vista del prossimo Consiglio europeo sulla Difesa che avrà luogo nel mese di dicembre 2013
Strategia allargamento 2013-2014
Parlamenti nazionali e sussidiarietà
Proposta di indagine conoscitiva sulla presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea nel secondo semestre 2014


In Aula
Legge di stabilità
Legge di Bilancio
Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e voto sulla decadenza del senatore Berlusconi


NCD, SABATO SCORSO LA PRIMA ASSEMBLEA DI ELETTI E AMMINISTRATORI LOCALI
Sabato scorso al tempio di Adriano in Piazza di Pietra si è tenuta la prima kermesse pubblica del Nuovo centrodestra. L’occasione era quella di presentare ufficialmente i gruppi parlamentari di Camera e Senato e anche di incontrare gli eletti che nel territorio hanno aderito al progetto politico di Angelino Alfano. “E’ stato un momento importante – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi – perché abbiamo ritrovato tanti amici che dal territorio hanno voluto testimoniare il loro entusiasmo per questo nuovo soggetto politico che si è costituito attorno ad Algelino Alfano. E’ stata la prima di una serie di iniziative con cui ci presenteremo ai cittadini per proporre il nostro progetto politico alternativo alla sinistra”.

NCD, SACCONI CAPOGRUPPO IN SENATO
L’assemblea dei senatori di Nuovo centrodestra ha eletto per acclamazione il capogruppo al Senato: si tratta di Maurizio Sacconi, già ministro del Welfare e della Salute. Il capogruppo pro tempore Laura Bianconi resta come capogruppo vicario, mentre la senatrice Federica Chiavaroli è l’altro vicecapogruppo.

DECADENZA BERLUSCONI: DOMANI SERA L’ATTO FINALE
Domani il calendario del Senato ha fissato la votazione di quella che per brevità viene chiamata la “decadenza” di Silvio Berlusconi. I fatti sono noti: la sentenza della Cassazione dello scorso agosto, l’applicazione della Legge Severino, pur con tante ombre sulla questione della retroattività, lo stravolgimento di un regolamento e di una prassi parlamentare che su certe questioni ha sempre adottato il voto segreto, i giochi politici interni a Pd e M5S, tutto insomma concorre a fare di questa votazione un qualcosa di straordinario. “Domani sera – commenta la senatrice Laura Bianconi – si consumerà l’atto finale di un dramma che ha visto Silvio Berlusconi perseguitato dalla magistratura sin dalla sua discesa in campo. Il fatto che ora io militi in uno schieramento politico diverso da quello di Silvio Berlusconi non fa venir meno la mia lealtà nei suoi confronti. Domani sera voterò contro la richiesta di decadenza, perché ritengo sia l’ennesimo atto persecutorio nei suoi confronti e perché ritengo che maggiore equilibrio e ponderatezza nulla avrebbero tolto al rispetto della sentenza della Corte di Cassazione. Ma anche in questa circostanza attorno al nome di Berlusconi si giocano partite che nulla hanno a vedere con una serena applicazione delle norme”.

SAVE THE DATE: IL 7 DICEMBRE A ROMA CON NCD
Un appuntamento importante per il Nuovo centrodestra, sabato 7 dicembre si ritrova a Roma. L’appuntamento è presso gli Studi De Paolis - via Tiburtina 521. Verranno comunicati dettagli su ora e partenza pullman. Intanto segnate la data.

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, UN IMPEGNO PER TUTTO L’ANNO
Ieri, 25 novembre, si è celebrata la giornata contro la violenza alle donne, un appuntamento che anno dopo anno si arricchisce sempre più di contenuti e di proposte legate al territorio. Sono state innumerevoli le iniziative tenutasi in tutta Italia per iniziativa di associazioni e istituzioni, a cominciare da altamente simbolica del Presidente Napolitano che ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al merito della repubblica a Lucia Annibali, giovane avvocato di Pesaro sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato. “I dati sono purtroppo tragicamente allarmanti – commenta la senatrice Laura Bianconi – con più di cento donne che hanno perso la vita solo nel 2013. E’ importante perciò che a tutte le donne che vivono situazioni di violenza e di difficoltà con i loro partner sia chiaro chele istituzioni sono dalla loro parte e che devono solo fare il primo passo per spezzare la spirale di violenza in cui si trovano. La violenza contro le donne - continua Bianconi - si sconfigge anche con buone leggi e quest'anno possiamo dire che l'Italia con il Governo Letta ha portato a casa un grande risultato con una legge, recentemente approvata dal Parlamento, che a tutto tondo affronta il triste fenomeno della violenza contro le donne in termini di prevenzione, assistenza e non meno dal punto di vista giudiziario. Tale provvedimento normativo, che sicuramente sotto alcuni punti possiamo ancora migliorare, ci permette ora di avere uno strumento in linea con la Convenzione di Istanbul, anch'essa ormai ratificata dal nostro Paese. Questo contribuirà sicuramente ad aiutare tante donne e spesso anche minori innocenti. Naturalmente – conclude Bianconi - credo che il vero salto di qualità contro la violenza sulle donne possa avvenire solo compiendo una vera svolta culturale che deve poter penetrare nel tessuto della società e questo può avvenire solo attraverso costanti azioni di sensibilizzazione partendo dai nostri giovani".

SABATO PROSSIMO GIORNATA DELLA COLLETTA ALIMENTARE
Sabato 30 novembre ritorna l’appuntamento organizzato dal Banco Alimentare che in centinaia di supermercati in tutta Italia organizza punti di raccolta per una “spesa solidale”, per donare cioè prodotti alimentari a chi non ce la fa a fare la spesa. Un gesto semplice, a cui ciascuno può contribuire anche in misura modesta, ma che aiuta concretamente chi è in difficoltà.


La locomotiva d'Europa, la Germania, sempre così solerte nel richiamare gli ultimi della classe a fare i compiti per bene e in tempo, si trova alle prese con un problemimo che può costarle un procedimento di infrazione. In pratica si è scoperto che la locomotiva va troppo forte, nella fattispecie esporta troppo rispetto a quanto importa, e questo aumenta il divario con i Paesi dell'eurozona più in difficoltà. Come ha detto il premier Letta di troppo rigore l'Europa rischia di moriree occorre intervenire prima che sia troppo tardi. Intanto approfondiamo cosa sta succedendo in casa tedesca.

LA “VENDETTA” DELLA GERMANIA CONTRO L’EUROPA
Gli esami non finiscono mai, come diceva, sin dal titolo, una commedia di Edoardo De Filippo. Specialmente nell’eurozona. Adesso vi è finita la Germania in base a uno dei numerosi protocolli inter-governativi redatti e firmati per rattoppare il Trattato di Maastricht, pensato frettolosamente (e redatto ancor più affannosamente) sotto la spinta dell’unificazione tedesca. Il protocollo cerca di regolamentare eccedenze e disavanzi delle bilance dei pagamenti. In particolare, si finisce sotto esame se il surplus supera il 7% del Pil. La Germania eccede questo tetto e, quindi, la Commissione europea ha aperto un’istruttoria.
Naturalmente ai tedeschi non garba affatto di essere sotto inchiesta per eccesso di efficienza. Prima che la procedura venisse aperta, due economisti italiani - Luigi Bonatti dell’Università di Bergamo e Andrea Fracasso di quella di Trento - hanno esaminato in dettaglio il modello tedesco nell’ultimo numero del Journal of Common Market Studies; hanno concluso che, per quanto neo-mercantilisti, inchieste e minacce di sanzioni non indurranno i tedeschi, che sono passati per vent’anni di dolorose riforme, a dare una mano ai paesi in difficoltà. Specialmente a quelli che, a torto o a ragione, vengono considerati scavezzacolli che hanno firmato i Trattati dell’unione monetaria pensando di comportarsi da figliol prodighi.
A Berlino, dove ho passato circa una settimana, non si respira aria affatto buona nei confronti dell’eurocrazia. Un economista autorevole e considerato europeista come Charles B. Blankart della Humboldt Universitat ricorda che nel 1991-92 tutti erano consapevoli che all’eurozona mancassero le caratteristiche di «un’area valutaria ottimale», ma speravano che i parametri di Maastricht (con annessi e connessi) e le forze del mercato avrebbero stimolato la convergenza dei settori produttivi. «Mentre, grazie alla mano invisibile l’economia reale ha tentato di effettuare gli aggiustamenti necessari, i governi hanno fatto l’opposto», sperando che andando ciascuno per la propria via prima o poi i governi più facoltosi avrebbero aiutato gli altri a togliersi dall’impiccio perchè la tenuta dell’unione era anche nell’interesse dei più virtuosi e dei più forti.
Le sanzioni che potrebbero essere comminate al termine dall’inchiesta della Commissione provocano irritazione e ironia. Il problema di come evitare squilibri troppo accentuati nei conti con l’estero - ricordano gli economisti tedeschi - fu una delle preoccupazioni principali di John Maynard Keynes alla conferenza di Bretton Woods, come mostra il carteggio con Roy Harrod. La conclusione fu che la sola sanzione può essere erogata dal mercato apprezzando il cambio (il prezzo di tutti i prezzi) del Paese con un attivo eccessivo. Keynes abbandona la sua idea di una moneta unica mondialeâ (il bankor) per sposare quella di cambi sostanzialmente fissi, ma variabili entro margini stretti e se del caso aggiustabili (con rivalutazioni e svalutazione) in seguito a decisioni collegiali sulla base di analisi del Fondo monetario internazionale.
Ciò sarebbe stato possibile se fossero ancora in vigore gli accordi europei sui cambi (giornalisticamente chiamati Sistema monetario europeo, Sme), ma non lo è nell’ambito di un’unione monetaria. Gli attivi e i passivi all’interno dell’unione rappresentano quelle che gli economisti chiamano fiscal devaluation e fiscal appreciation - mutamenti al ribasso o all’insù dei tenori di vita che rispecchiano, principalmente, differenziali di produttività e competitività. L’Italia, secondo stime dell’Istituto Affari Internazionali, ha subito una fiscal devaluation del 30% (in termini di perdita di potere d’acquisto e di quote di mercato). Ne può uscire soltanto con maggiore produttività e competitività.
Cosa possono chiedere alla Germania la Commissione europea e gli altri Stati dell’area dell’euro? Non certo di ridurre produttività e competitività, poiché ne soffrirebbe il resto dell’eurozona più della Repubblica Federal, come ha eloquentemente documentato Clemens Wergin, capo della redazione esteri di Die Welt. Ancora meno il pagamento di una multa (ossia di un deposito infruttifero presso la Commissione europea), in quanto potrebbe rendere più dura la strategia della Bundesbank proprio al fine di non “monetizzare”, e non creare inflazione, il pagamento dell’ammenda. Maggiori investimenti pubblici (e spesa per il sociale)? Sono elementi già inclusi nel programma in discussione tra i partner della “Grande Coalizione” in formazione.
Per il momento, l’indagine ha reso più distante la possibile nascita di eurobond e altri interventi a favore dei paesi più deboli. «Perché vi fate del male con le vostre stesse mani?», è la domanda fattami da un collega tedesco che potrebbe contare nel prossimo esecutivo.
(Giuseppe Pennisi . www.ilsussidiario.it, lunedì 25 novembre 2013)

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IL PARADOSSO TEDESCO
Per i tedeschi è quasi un comandamento divino. Anzi, forse qualcosa di più: lo sviluppo non si fa in casa (distribuendo stipendi e gratifiche e avviando lavori pubblici), ma lo si va a cercare dove sorge spontaneamente (in Africa, in Asia, in America). E allora gli si vendono Mercedes, Bmw, Volkswagen, impianti elettromeccanici, trapani, fresatrici, ecc. Di tutto. I vantaggi di una simile scelta, che non è di oggi ma di tanto tempo fa? Si evitano disavanzi interni troppo grossi, problemi di bilancio, e, perché no?, c’è anche un’atmosfera di sobrietà generale che non guasta. Agli, insomma, il problema di procurarsi lo sviluppo, alla Germani quello di servirlo con buoni prodotti e prezzi competitivi. Sembra la ricetta della felicità eterna (e per i dirigenti tedeschi forse è proprio così). Solo che questa strategia sta facendo arrabbiare tutti e sta facendo guai a non finire. Al punto che persino la timida Commissione di Bruxelles (di cui la Germania è il padrone principale) si è messa a protestare e minaccia tuoni e fulmini. Per la verità a protestare hanno cominciato gli americani, sostenendo che la Germania esporta troppo e che questo danneggia il commercio e la ripresa mondiale. Troppe merci tedesche e poco spazio alle merci (magari un po’ più scadenti) degli altri. Dopo sono suonate anche le trombe europee: la Germani compre poco (da noi) e vende molto. Non va bene. In questo modo ci obbliga a stare in recessione più del dovuto.
Il ragionamento di chi protesta è esatto. La Germani è (in teoria) il più ricco mercato nazionale europeo (si tratta del paese più popoloso). Ed è anche il paese più ricco.
Se i tedeschi non fossero tenuti a stecchetto dalla signora Merkel, forse comprerebbero un po’ di vino in più, qualche buon paio di scarpe e qualche vestitino elegante per le proprie mogli (e magari qualche Maserati per sé stessi). E l’Europa intera sarebbe più felice. Ma così non è.
Allora la Commissione di Bruxelles ha scoperto che c’è una norma: nessuno deve superare il 6 per cento del Pil nelle esportazioni perché questo rischia di creare squilibri fra Stati, come infatti sta avvenendo, e quindi di creare problemi alla ripresa comune.
Ma dal 2010 la Germania è ben al di sopra di questo 6 per cento (quest’anno dovrebbe essere al 7 per cento). E quindi la settimana prossima la Commissione esaminerà il caso Germania. Non si sa bene quali sanzioni potrebbero essere inflitte ai tedeschi, colpevoli (in teoria) solo di essere troppo bravi: lavorano tanto, lavorano bene, spendono poco.
Ecco, li si vuol convincere non a lavorare meno e male, ma solo a concedersi qualche lusso in più. I soldi li hanno e noi, come i francesi, siamo pieni di roba di qualità. Ci sono cose che non si possono comprare, ma da noi tutto è in vendita, anche le spiagge. Coraggio.
(Giuseppe Turani – Il Resto del Carlino – martedì 12 novembre 2013)




 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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