Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 211 del 14 gennaio 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Finanziamenti dei partiti
Rifugiati
Permesso unico di soggiorno
Accademia europea di Polizia
GIUSTIZIA
Tratta esseri umani
Contrasto omofobia e trans fobia
Amnistia e indulto
AFFARI ESTERI
Comunicazioni del Governo sugli esiti del Consiglio Europeo del 19 e 20 dicembre 2013
Audizione del Vice ministro degli affari esteri, Marta Dassù, sul processo di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare
Incontro con l'ambasciatore Ahmet Üzümcü, direttore generale della Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW)
BILANCIO
Disposizioni finanziarie enti locali, infrastrutture, calamità
Delega fiscale
Finanziamento dei partiti
FINANZE E TESORO
Finanziamento dei partiti
Proroga termini
Delega fiscale
Cooperazione amministrativa nel settore fiscale
ISTRUZIONE PUBBLICA
Modalità nomina e elezioni componenti CNAM
LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI
Riforma legislazione portuale
Ratifica accordo Italia-Francia realizzazione linea ferroviaria Torino-Lione
AGRICOLTURA
Promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno e nei paesi terzi
SANITA’
Audizione di rappresentanti dell'Ordine nazionale degli assistenti sociali, del SUNAS (Sindacato unitario assistenti sociali) e dell'ASNAS (Associazione nazionale assistenti sociali) sul ddl n. 660 - Disciplina professione assistente sociale
Protezione degli animali utilizzati a fini scientifici
Farmacovigilanza
Assistenza transfrontaliera (rel. Bianconi)

In Aula
Pene detentive non carcerarie e messa alla prova (Approvato dalla Camera dei deputati)
Demolizione opere abusive
Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
Mozioni sull'attività di ricerca di idrocarburi nel Mare Adriatico

VICENDA DE GIROLAMO: ASSORDANTE SILENZIO SU VIOLAZIONE PRIVACY
"Imbarazzante in questa assurda vicenda che coinvolge il ministro De Girolamo è il silenzio sulla violazione della privacy”.
Inizia così la dichiarazione di solidarietà alla collega di partito della senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicaria del gruppo Nuovo Centrodestra. “E' in atto un barbaro attacco che parte da una palese e gravissima offesa alla riservatezza del proprio domicilio – continua Laura Bianconi - secondo questo sistema basta registrare una privata conversazione per eliminare un avversario politico ed in questo caso un ministro che ha dimostrato di saper tutelare gli interessi di un importante comparto quale quello agricolo. Vorrei soltanto ricordare tra i successi del ministro l'abolizione dell'Imu sui fabbricati agricoli ed il decreto legge sulla terra dei fuochi. A Nunzia De Girolamo va perciò la solidarietà di quei tanti che prima in Forza Italia, poi nel Pdl ed oggi in Nuovo Centrodestra continuano a difendere strenuamente la privacy ed i diritti fondamentali della persona".

BUONE NOTIZIE: DOPO 26 MESI L’INDUSTRI ITALIANA TORNA A CRESCERE
Il dato non è di quelli da far stappare le bottiglie ma, se pur piccolo, è comunque significativo. Infatti ieri sono stati diffusi i dati relativi alla produzione industriale di novembre che dopo 26 mesi registra una crescita dell’1,4% che può essere l’inizio di quella svolta tanto attesa da imprenditori, lavoratori e famiglie. “E’ ancora troppo presto per cantare vittoria – commenta la senatrice Laura Bianconi – ma come ha sottolineato l’Ocse, generalmente molto avara con i suoi giudizi nei nostri confronti, nei prossimi 6-9 mesi potremo vedere cambiamenti positivi. Tutto questo non avviene e non avverrà per caso o per fortuna, è il frutto delle scelte, anche pesanti e difficili, fatte per mantenere i conti in ordine e rispettare gli impegni con l’Europa – conclude Bianconi – per questo è fondamentale continuare a garantire al nostro Paese quella stabilità politica fondamentale per uscire dalla crisi”.

18 E 19 GENNAIO 2014, A PESARO SI INCONTRANO I GIOVANI DEL NUOVO CENTRODESTRA
Sabato e domenica prossimi nuovo appuntamento per NCD. A Pesaro, presso il Baia Flaminia Resort, si ritroveranno per una due giorni di formazione i giovani del Nuovo Centrodestra. Per iscrizioni e informazioni consultare il sito www.nuovocentrodestra.it

SOLIDARIETA’ AL SENATORE STEFANO ESPOSITO, MINACCIATO PER LA SUA DIFESA DELLA TAV
“Quanto accaduto al collega Stefano Esposito è vergognoso e indegno di un Paese civile: per le sue posizioni riguardo la realizzazione della Tav sta pagando un prezzo enorme, e con lui la sua famiglia che con l’ultimo episodio ha visto messo a repentaglio anche la sicurezza della propria casa e della propria famiglia
”. Così la senatrice Laura Bianconi riguardo le minacce ricevute dal senatore del Pd, sostenitore della realizzazione della linea di Alta Velocità che collegherà Torino a Lione, che proprio l’altra sera ha trovato alcune bottiglie incendiarie sulla porta di casa. “Comprendo l’amarezza di Giuseppe Esposito e la preoccupazione per la serenità e l’incolumità della sua famiglia – conclude Laura Bianconi – ma mi auguro e gli auguro che trovi la forza per superare questo momento e che continui a fare politica con l’impegno e la passione che lo caratterizzano”.

ADDIO A ARIEL SHARON
Dopo otto anni di coma si è spento Ariel Sharon, il leader israeliano che come militare e come politico ha dedicato tutta la sua vita allo Stato di Israele, mettendo al primo posto la sopravvivenza dello Stato e del popolo ebraico.



Verrebbe facile fare dell'ironia sul Job Act di Matteo Renzi, se non altro per il titolo che vorrebbe rimandare ai poderosi piani di intervento degli Usa. Consideriamo però la materia troppo importante perchè sia liquidata con qualche facile battuta. L'argomento è e rimane prioritario per uscire dalla crisi; per questo Spazio libero propone due autorevoli comenti alla proposta Renzi: quella del senatore maurizio Sacconi, Presidente dei senatori del Ncd e del Professor Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze.

SACCONI: UN PATTO, NON UN RIMPASTO. IL PIANO OCCUPAZIONE? UN ASSIST ALLA CGIl
Per Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Ncd e soprattutto ex ministro del Lavoro, il Job Act di Renzi rappresenta un cedimento alla Cgil e non è facilmente emendabile. Insomma, è da buttare.
Presidente Sacconi, la bozza di riforma del mercato del lavoro presentata da Renzi è un punto di partenza accettabile?
Difficilmente. E non tanto per le sue parti generiche ed onerose, di cui non si individuano le coperture, quanto per la parte regolatoria.
Cos’è che non va?
Renzi non ha avuto il coraggio di infrangere i tabù della sinistra, perciò propone uno scambio tra contratti di lavoro a tempo indeterminato con un periodo di prova un po’ più lungo e la cancellazione di quelle tipologie contrattuali che in un tempo di aspettative incerte consentono alle imprese di creare lavoro.
Un cedimento alla Cgil?
Non c’è dubbio, Renzi cede ai diktat della Cgil e si preoccupa solo di tenere unito il partito.
E’ possibile una mediazione?
La vedo molto difficile, evidentemente il lavoro è ancora un tema troppo identitario per il Pd.
Cosa manca alla riforma ipotizzata da Renzi?
Almeno tre cose. Primo: cancellare la legge Fornero e una scelta più decisa in favore dell’apprendistato che integra scuola e lavoro.
Secondo?
Un contratto a tempo indeterminato nel quale la reintegrazione obbligatoria del lavoratore licenziato sia prevista solo in caso di discriminazione, per tutti gli altri casi meglio i risarcimenti.
Terzo?
Favorire la contrattazione aziendale e individuale per adattare l'orario di lavoro, rendere flessibili le mansioni del lavoratore, collegare parte del salario opportunamente detassata ai risultati dell’impresa.
Contrario anche al salario universale?
Il ministro Fornero ha già aumentato l’indennità di disoccupazione: renderla ancora più generosa significa costruire una trappola che scoraggerà chi non ha lavoro dal cercarne davvero uno. E poi, mi chiedo, chi paga?.
Chi paga?
Le imprese, è chiaro. E così il costo del lavoro che si vorrebbe tagliare da una parte lo si innalza dall’altra.
La riforma del collocamento ipotizzata da Renzi è necessaria, ma il caso spagnolo dimostra quanto sia difficile da attuare...
Vanno coinvolti tutti i soggetti pubblici e privati interessati che, in competizione tra loro, eroghino i servizi di collocamento e di formazione.
E’ possibile condizionare i finanziamenti alla loro reale efficacia?
Certo, e infatti abbiamo proposto l’istituzione di un voucher ai disoccupati incassabile dai servizi che il lavoro glielo trovano davvero.
Nel Pd sta montando una forte insofferenza verso il ministro del Lavoro in carica, Enrico Giovannini. La condivide?
Critiche paradossali. Giovannini è un tecnico d’area Pd così come il ministro dell’Economia, Saccomanni. Hanno pure il presidente del Consiglio: se la prendono con se stessi. La verità è che il Pd, dopo il nervosismo congressuale è entrato in un clima da campagna elettorale permanente che può solo danneggiare il Paese.
Un rimpasto di governo potrebbe aiutare?
In questo contesto, no. Meglio limitarsi a un buon patto di maggioranza per fare nell’arco di un anno poche ma importanti cose.
(Intervista di Andrea Cangini – pubblicata su Il Resto del Carlino QN di venerdì 10 gennaio 2014)

NO AL JOB ACT, MEGLIO I CONTRATTI DI MARCHIONNE
«Ciò di cui c’è bisogno per guarire un malato grave quale è il lavoro in Italia è esattamente il contrario delle “aspirine” di Matteo Renzi». Lo afferma Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, nel momento in cui l’Inps segnala un aumento delle domande di disoccupazione e l’Istat certifica il record dei giovani senza lavoro. Frattanto il segretario del Pd sta lavorando alla bozza delle sue proposte per il lavoro. In queste ore i tecnici del Partito Democratico stanno limando la bozza del documento, e al centro del testo c’è la volontà di rendere il lavoro maggiormente libero da vincoli burocratici.
Professor Forte, ci spieghi meglio il suo punto di vista sul Job Act di Renzi…
Il Job Act è un miscuglio di iniziative e proposte abbastanza vaghe e indefinite come il rilancio del Made in Italy e il turismo dei beni culturali, che pur essendo ovvie andrebbero formulate meglio. L’ulteriore tassazione delle rendite finanziarie va inoltre nella direzione contraria a quella che è necessario percorrere per il rilancio della nostra economia. Stando alle affermazioni di Renzi, una modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sarebbe secondaria, mentre nella realtà è fondamentale. Va superato l’empasse della riforma Fornero, che è rimasta estremamente vaga e ha complicato forse le cose.
L’articolo 18 va modificato o abolito?
Occorre consentire i licenziamenti per ragioni disciplinari legate a violazioni del contratto. Questi ultimi rientrano nel licenziamento per giusta causa già previsto dall’articolo 18, ed è quindi necessario chiarirlo una volta per tutte. È necessario inoltre stabilire che in sede di assunzione le parti possano convenire che i temi dell’articolo 18 siano devoluti a un arbitrato e non alla magistratura ordinaria. Lo storico leader socialista Filippo Turati è stato uno dei primi a sostenere che i temi del lavoro possono essere meglio decisi in sede di arbitrato anziché dai tribunali.
Il contratto che serve all’Italia quindi non è il Job Act di Renzi?
No. La questione vera, elusa da Matteo Renzi, è quella dei contratti di Marchionne, ancora più di attualità dopo che Fiat si è fusa con Chrysler. Ciò presuppone due ordini di problemi. Il primo è che i contratti sul modello di Marchionne vanno legalizzati, e quindi bisognerà approvare una norma sulle rappresentanze sindacali. Inoltre, i cosiddetti “contratti precari” vanno tutti resi liberi e flessibili, sia in entrata sia in uscita. Ma soprattutto è necessaria la flessibilità di contratto sul modello tedesco. Il vero Job Act esiste già ed è la legge sul lavoro che esiste in Germania, basterebbe copiarla per dare una svolta anche nel nostro Paese.
In che modo è possibile convincere le imprese a restare in Italia?
Se Renzi vuole rilanciare il Made in Italy consentendo alle imprese tipicamente italiane di continuare a operare nel nostro Paese, dovrebbe modificare le norme penali, che hanno obbligato molte imprese ad andarsene dall’Italia. Mi riferisco in particolare alla responsabilità oggettiva dei consigli d’amministrazione, alla retroattività delle norme penali e tributarie, al fatto che la legge italiana preveda il carcere per l’amministratore delegato nel caso di evasione fiscale della sua società. È questo insieme di problemi che porterà Fiat a trasferire la sua sede centrale nei Paesi Bassi o magari negli Stati Uniti.
E quindi?
Quindi le vere questioni non sono quelle di cui Renzi sembra essere più preoccupato. Le sue proposte sono “spolverini leggeri” che non incidono sulla sostanza dei problemi. Nel frattempo il segretario del Pd si incontra con Landini e simpatizza con lui, ma soprattutto non ha ancora scelto tra la Cgil da un lato e la Cisl che invece è a favore dei contrati liberi.
(intervista a cura di Pietro Vernizzi pubblicata giovedì 9 gennaio su Il Sussidiario –www.ilsussidiario.net)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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