Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 212 del 21 gennaio 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Finanziamenti dei partiti
Rifugiati
Permesso unico di soggiorno
Accademia europea di Polizia
GIUSTIZIA
Tratta esseri umani
Contrasto omofobia e trans fobia
Amnistia e indulto
AFFARI ESTERI
Comunicazioni del Governo sugli esiti del Consiglio Europeo del 19 e 20 dicembre 2013
Audizione del Vice ministro degli affari esteri, Marta Dassù, sul processo di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare
BILANCIO
Disposizioni finanziarie enti locali, infrastrutture, calamità
Delega fiscale
Finanziamento dei partiti
FINANZE E TESORO
Finanziamento dei partiti
Proroga termini
Delega fiscale
Cooperazione amministrativa nel settore fiscale
ISTRUZIONE PUBBLICA
Modalità nomina e elezioni componenti CNAM
LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI
Riforma legislazione portuale
Ratifica accordo Italia-Francia realizzazione linea ferroviaria Torino-Lione
AGRICOLTURA
Promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno e nei paesi terzi
SANITA’
Proroga dei termini
Esercizio abusivo delle professioni
Protezione degli animali utilizzati a fini scientifici
Farmacovigilanza
Assistenza transfrontaliera (rel. Bianconi)



In Aula
Relazione del Ministro della giustizia sull'Amministrazione della Giustizia
Pene detentive non carcerarie e messa alla prova (Approvato dalla Camera dei deputati
Demolizione opere abusive
Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso (Approvato dalla Camera dei deputati)
Mozione n. 182, Lanzillotta, sul sostegno alle città candidate a Capitale europea della cultura 2019


LEGGE ELETTORALE E RIFORME: QUALCHE PRECISAZIONE ALLE PROPOSTE DEL PD
Non c’è che dire: le ripercussioni dell’incontro Renzi-Berlusconi sono più lunghe dell’incontro stesso a causa dell’inevitabile pioggia di commenti e critiche.
“Innanzi tutto – commenta la senatrice Laura Bianconi - va dato atto a Renzi di aver messo fine al cliché che i leader del centrodestra vanno bene solo se a sceglierli è la sinistra. Indipendentemente dalle vicende che hanno distinto il percorso politico di Ncd e Forza Italia è indubbio che su Silvio Berlusconi ci sia sempre stato un giudizio aprioristico e che, soprattutto, sia stato considerato un nemico anziché un avversario politico. Alla luce dell’incontro avvenuto sabato scorso, viene da chiedersi se non avrebbe avuto un altro epilogo la vicenda della decadenza di Silvio Berlusconi se già ad ottobre ci fosse stato Matteo Renzi alla guida del Pd. Per quanto riguarda il programma di riforme – continua Laura Bianconi – è significativo il passo avanti che è stato fatto, ma vorrei ribadire che l’ambito principale in cui discuterne rimane quello dei partiti che costituiscono la maggioranza di governo, soprattutto per quel che riguarda la legge elettorale in cui continua a essere fondamentale per il Nuovo Centrodestra reintrodurre le preferenze”. Ancora più distinta è invece la posizione della senatrice Laura Bianconi riguardo le riforme costituzionali. “Sono sempre stata favorevole alla diminuzione del numero dei parlamentari e al superamento del bicameralismo perfetto – precisa Laura Bianconi – ma sinceramente, e questa è una mia opinione personale che riporterò all’attenzione dell’Ncd, rimango molto perplessa dalle nuove funzioni che Renzi intende attribuire al Senato. Mi sembra che farne un organismo in cui una volta al mese si incontrino i rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali sia solo una duplicazione di organismi che già esistono e che, per di più, non porterebbe quella novità che veramente serve al nostro Paese. Diverso sarebbe invece un Senato con funzioni proprie, e distinte da quelle della Camera, che abbia competenza su temi quali ad esempio quelli che riguardano il recepimento delle normative europee”.

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL MAESTRO ABBADO
Dopo una lunga malattia che aveva affrontato con grande determinazione è scomparso ieri mattina il Maestro Claudio Abbado, il grande direttore d’orchestra recentemente nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica. “La scomparsa del Maestro Abbado – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi – è una perdita gravissima non solo per il nostro Paese ma per il mondo intero che, grazie alla sua passione e al suo genio artistico, ha potuto vivere emozioni straordinarie”.

NCD EMILIA-ROMAGNA, A BOLOGNA RIUNIONE DEGLI ADERENTI
Sabato scorso a Bologna si è tenuta la prima riunione del Coordinamento regionale del Nuovo Centrodestra a cui hanno preso, oltre ai parlamentari, il coordinatore regionale On. Sergio Pizolante, la vice coordinatrice Valentina Castaldini e tutti coloro che eletti nei Consigli provinciali e comunali hanno aderito al progetto Ncd. “E’ stata una riunione molto importante e soprattutto significativa per l’entusiasmo che tutti hanno manifestato – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi – E’ evidente che il metodo scelto, quello di includere anziché di escludere, sta dando i suoi frutti, il lavoro da fare è molto, occorre partire in fretta con i punti di riferimento territoriale, ma – conclude Bianconi – sono certa che con tanto entusiasmo e tanta passione daranno presto i loro frutti”.

SQUILLOGAME, LAURA BIANCONI PRESENTA INTERROGAZIONE PER VIETARE VENDITA E DIFFUSIONE
In rete c’è un sito, a cui è facilissimo accedere, basta dichiarare di essere maggiorenni, in cui si può giocare in modo singolare: dopo aver acquistato le carte si diventa proprietari di una scuderia di ragazze da far prostituire, e se questo non basta per vincere si possono vendere organi e altre parti del corpo delle ragazze nonché sottoporle a pratiche sessuali aberranti. Raccapricciante e abominevole e, purtroppo, facilmente accessibile, soprattutto da chi non ha ancora maturato solidi criteri di giudizio nei confronti di questo tipo di proposte. Per questo la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del gruppo Nuovo Centrodestra, ha presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio ed ai ministri dell'Interno, dell'Economia e delle Finanze, dello Sviluppo economico, della Salute e delle Pari Opportunità, in cui chiede di contrastare la vendita e la diffusione di giochi che sviliscono la dignità femminile e instillano in chi li pratica la considerazione che la normalità dei comportamenti umani sia costituita da pratiche violente e trasgressive.
"Già nell'ottobre del 2012 - spiega la senatrice - avevo indirizzato una lettera al presidente del Senato ed al presidente del Consiglio ed ai ministri competenti per chiedere l’oscuramento del sito www.squillogame.it, nonché di inibire la vendita del gioco che veniva commercializzato. A tutt’oggi il sito, oltre a essere ancora attivo – sottolinea Bianconi - risulta aver ampliato la gamma di offerta con giochi, quali Squillo Pappa (1° edizione, esaurita), Squillo Deluxe e Squillo Bordello d’Oriente".
"In particolare
- continua la vicepresidente Bianconi - il giocatore ricopre il ruolo di sfruttatore ed accumula punteggi, per esempio, dall'uccisione e conseguente vendita di organi delle donne della sua scuderia. E' evidente che dietro una dimensione ludica si cela un messaggio equivoco, che incita alla mercificazione del corpo femminile, alla vendita di organi umani, all'uso di eroina e antidepressivi, a pratiche sessuali contro natura. Pur nella consapevolezza della dimensione astratta del gioco, si evoca, quindi, l'istigazione a delinquere e/o di apologia del reato, esaltando la commissione di gravi reati, come lo sfruttamento e l'induzione alla prostituzione, l'omicidio, la vendita di organi e lo spaccio di stupefacenti".
"E' evidente perciò che ci siano numerosi profili di censurabilità e di contrasto con i principi e le norme del nostro ordinamento, che suscitano, anche, sdegno morale e minano le basilari regole della convivenza civile e del rispetto della dignità femminile. Da qui la necessità di un intervento che contrasti e vieti la vendita di simili giochi".
“Mi augu
ro – conclude Bianconi – che la mia iniziativa possa scuotere le coscienze ed estendersi oltre gli ambiti delle Aule parlamentari. Per questo auspico che quante più persone possibili vengano a conoscenza di questa realtà e a loro volta facciano sentire la loro voce affinché il sito venga al più presto oscurato. Quando accadono episodi drammatici che hanno per vittime le donne, ci si attiva per chiedere misure e interventi che contrastino tali fenomeni, ma non dobbiamo dimenticare che la prima forma di prevenzione è l’educazione, soprattutto delle giovani generazioni, al rispetto della vita e della dignità delle persone”.



Riforme e legge elettorale sono i temi che in quest’ultima settimana hanno avuto la preminenza nel dibattito politico e sulla stampa. Ma il sottofondo è sempre quello dell’economia, rilanciare i consumi e la produzione, abbattere il debito pubblico, creare nuovi posti di lavoro. Temi di cui questa rubrica si è occupata spesso e a cui ritorna anche questa settimana con gli articoli di Carlo Pelanda e Mauro Bottarelli, pubblicati su Il Sussidiario del 13 gennaio). Come sempre autorevoli spunti di riflessione.

ECCO IL “TRUCCO” TEDESCO PER FAR RIPARTIRE L’ITALIA
Il Centro Studi Confindustria ha recentemente quantificato il rischio di restrizione del credito a imprese e famiglie per il 2014: nel caso migliore vi saranno 8 miliardi in meno, con un ripresa della domanda/offerta di prestiti solo nel 2015, ma senza poter escludere cadute più gravi. Il problema: una delle cause principali della grave recessione italiana dal 2011, e della ripresa troppo lenta e insufficiente in corso, è proprio la riduzione del credito bancario, in combinazione con l’eccessivo drenaggio fiscale. In tre anni il credito è sceso di oltre il 10% (più di 90 miliardi). Fino a che non risalirà la vera ripresa non ci sarà. La soluzione: un’azione rapidissima per aumentare il credito. Il mio gruppo di ricerca stima che bisognerebbe rendere disponibili almeno 22 miliardi di euro “aggiuntivi” per portare la crescita del Pil 2014 attorno al 2% (ora è prevista tra lo 0,2% e lo 0,7%) e di quello 2015 oltre il 2,5% (ora prevista attorno all’1%). Ma anche 10 sarebbero accettabili. In termini sistemici non è una gran cifra. Si può chiedere alle banche di fare uno sforzo? La brutta notizia è che a condizioni correnti non possiamo. Le nuove regole Basilea 3 e i criteri di qualità del credito dovuti al passaggio della vigilanza bancaria da Banca d’Italia alla Bce rendono difficile allargare la platea di chi ha i requisiti di merito per il credito, in particolare le imprese ancora in difficoltà per la recessione (ogni prestito con certo rischio implica l’obbligo per la banca di coprirlo con capitale di garanzia, quindi con costo moltiplicato per l’istituto). Inoltre, le banche sono cariche di crediti deteriorati che la vigilanza obbliga a coprire, togliendo così capitale per gli impieghi. Ma anche se questi problemi fossero risolvibili rapidamente - difficile - il costo del credito resterebbe troppo elevato perché quello di raccolta delle banche italiane è ancora troppo alto per motivi di rating (voto di affidabilità) molto basso del sistema Paese. Infatti, il governo cerca di facilitare il credito non-bancario per le imprese (fondi di credito, minibond, ecc.). Ma ci vorranno anni per ottenere che il credito non-bancario arrivi a proporzioni soddisfacenti. Quindi l’unica soluzione immediata è quella di un fondo statale che fornisca alle banche garanzie sui crediti, una sorta di “megaconfidi”, tra i 10 e i 22 miliardi, subito. Si può? Lo strumento c’è già (Cdp e Fondo di garanzia), ma non è ancora ben finalizzato e dotato di quantità sufficienti. Basterebbe poco, copiando la Kfw tedesca, per attivare questa soluzione salvifica. Sorprende dover scrivere suggerimenti che il governo avrebbe potuto e dovuto già realizzare.
(Carlo Pelanda – pubblicato su Il Sussidiario di lunedì 13 gennaio 2014)
(www.carlopelanda.com – www.ilsussidiario.net)

LA BOLLA PRONTA A SCOPPIARE IN EUROPA
È uno dei motti più noti al mondo: “The luck of the irish”, la fortuna degli irlandesi. Pare che nacque quasi per scherzo per esorcizzare le tante disgrazie occorse a quel popolo: la grande carestia, l’emigrazione di massa, il colonialismo britannico, la divisione del Paese nel 1921. Bene, questa volta è proprio il caso di dire che gli irlandesi sono stati fortunati, almeno quelli che lavorano al ministero delle Finanze, i quali la settimana scorsa sono riusciti a emettere un bond decennale con domanda tre volte l’offerta e con rendimento ben inserito nel range magico del 3%. Direte voi, quale fortuna, il mercato ha premiato le riforme. Forse, ma è una fortuna che l’asta si sia tenuta prima che emergesse il fatto che sempre al ministero delle Finanze si sono trovati a dover affrontare una grana non da poco: degli otto documenti ufficiali di corrispondenza tra il vecchio ministro delle Finanze, Brian Lenihan, e i vertici bancari del Paese nel pieno della crisi degli istituti che portò ai salvataggi (agosto 2008-marzo 2009), due sono spariti. Non si trovano più, eppure erano documenti ufficiali, completamente redatti e contenenti particolari di fondamentale importanza, tanto che sul finire dello scorso anno il portavoce del partito nazionalista Sinn Féin, Pearse Doherty, aveva chiesto di poterli visionare. Per tutta risposta, il ministero ha reso noto che due di quegli otto documenti non si trovavano: uno di questi riguardava i contatti tra il governatore della Bank of Ireland, Richard Burrows, e un adviser del Jupiter Group, Noel Corcoran, gruppo che all’epoca voleva acquisire proprio la Bank of Ireland.Per Doherty, quanto accaduto deve preoccupare e sollevare dubbi su quanti altri eventuali documenti riguardo la crisi bancaria possano essere andati perduti: a stretto giro di posta, attraverso un comunicato inviato alla tv di Stato, RTE, il ministero delle Finanze faceva sapere che «è stata data vita a una ricerca a vastissimo raggio per trovare i documenti e non è chiaro come le versioni originali non siano potute essere localizzate». Strana coincidenza: l’Irlanda sta per dar vita a una commissione d’inchiesta sulla crisi bancaria e spariscono due documenti essenziali, uno dei quali riguardo le conversazioni tra il governatore della Bank of Ireland e il ministro delle Finanze nel periodo in cui il governo decise di iniettare denaro pubblico per salvare le banche. Perché a distanza di quattro anni si è sentito il bisogno di fare due copie differenti dello stesso documento, con quella originale ora misteriosamente sparita?Non c’è che dire, proprio una fortuna che l’asta si sia tenuta prima che emergesse questa poco edificante notizia, di cui ovviamente in Italia nessuna farà menzione. Irlanda a parte, c’è un problema più ampio e lo spiega plasticamente questo grafico elaborato dalla Fathom Consulting: anche senza che si arrivi alla deflazione piena, con l’attuale tasso d’inflazione le ratio di debito di Portogallo e Italia diventeranno insostenibili. Questo quanto scritto nello studio: «Anche gli attuali tassi di bassa inflazione pongono rischi esistenziali per l’area della moneta unica. Stando al pricing del mercato, l’inflazione italiana dovrebbe restare al tasso medio dello 0,8% per i prossimi tre anni. Se questo accadrà davvero, il debito italiano entrerà in una traiettoria insostenibile». Calcolando che negli ultimi tre anni, il debito pubblico del nostro Paese è passato dal 119% al 133% attuale grazie alle politiche di austerity che hanno devastato il denominatore della crescita, c’è poco da stare allegri. Ma, come già detto, non vale solo per l’Italia questa dinamica: vale per il Portogallo di cui abbiamo parlato sabato e per la Grecia, tanto che la Fathom nel suo studio si chiede ironicamente come il premier, Antonis Samaris, possa dire che Atene si è lasciata la crisi alle spalle, quando la ratio del debito pubblico sta galoppando verso il 170% del Pil.Insomma, senza un meccanismo di trasferimento fiscale, l’eurozona automaticamente sarà intrappolata in un loop dove le nazioni in crescita avranno tassi di interessi reali sempre più bassi e tali da alimentare la bolla, così fino a quando questa scoppierà. Di converso, le nazioni in crisi conosceranno tassi di interesse reali sempre più alti che le spingeranno in una deflazione sempre più profonda, aggravandone la crisi. Un processo autoalimentante che diviene più pericoloso in base allo stock di debito con cui si devono fare i conti. Per la Fathom, «questa instabilità insita può rimanere in sonno fino a quando le cose vanno bene, ma alla fine si rivelerà sempre nella sua complessità e pericolosità».Insomma, o Unione bancaria o Eurobond, per la Fathom non ci sono altre soluzioni per eliminare alla radice gli squilibri insiti nell’unione monetaria. Stranamente, due proposte cui la Germania ha già opposto due netti no. Che fare, quindi? Una politica monetaria ultra-espansiva, incoraggiando le nazioni più forti alla reflazione e nel contempo dando vita a un programma di acquisto obbligazionario non sterilizzato. E sapete quali bonds dovrebbe comprare maggiormente la Bce per la Fathom: Bund. Il tutto per raggiungere l’obiettivo prefissato di inflazione al 2% e quello di creazione di massa monetaria M3 al 4,5%. Ma forse l’idea che potrebbe solleticare Mario Draghi in caso di attacco speculativo sull’obbligazionario sovrano è quella di acquistare bond di tutti i diciotto Stati in base al Pil o alle necessità per ricreare un margine di sicurezza contro la deflazione. Lo farà? Fino a dieci giorni fa avrei detto no, senza alcun dubbio. Ma con quello che sta per arrivare sui mercati, non lo posso più escludere a priori. Anzi.
(Mauro Bottarell pubblicato su Il Sussidiario di lunedì 13 gennaio 2014)
/www.ilsussidiario.net)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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