Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 214 del 4 febbraio 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Finanziamenti dei partiti
Rifugiati
Permesso unico di soggiorno
Accademia europea di Polizia
GIUSTIZIA
Tratta esseri umani
Contrasto omofobia e trans fobia
Amnistia e indulto
AFFARI ESTERI
Comunicazioni del Governo sugli esiti del Consiglio Europeo del 19 e 20 dicembre 2013
Audizione del Vice ministro degli affari esteri, Marta Dassù, sul processo di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare
BILANCIO
Disposizioni finanziarie enti locali, infrastrutture, calamità
Delega fiscale
Finanziamento dei partiti
FINANZE E TESORO
Finanziamento dei partiti
Proroga termini
Delega fiscale
Cooperazione amministrativa nel settore fiscale
ISTRUZIONE PUBBLICA
Modalità nomina e elezioni componenti CNAM
LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI
Riforma legislazione portuale
Ratifica accordo Italia-Francia realizzazione linea ferroviaria Torino-Lione
AGRICOLTURA
Promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno e nei paesi terzi
SANITA’
Emergenze ambientali
Donazione cordone ombelicale
Malattie rare
Prodotti fitosanitari (disciplina sanzionatoria)
Indagine conoscitiva caso Stamina (audizioni Aifa e Nas)
Autismo


In Aula
Delega fiscale
Emergenza ambientale
Finanziamento dei partiti
Disposizioni finanziarie enti locali, infrastrutture, calamità
Mozioni sul transito delle grandi navi nella laguna di Venezia

SE IL PARLAMENTO DIVENTA LA PIAZZA
“Quanto avvenuto la scorsa settimana alla Camera dei deputati, le contestazioni da parte dei rappresentanti del M5S sfociate in rissa, devono far riflettere su come si intende portare avanti l’azione politica, qualunque sia la parte politica in cui si milita”.
Questo il commento della senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del Gruppo Ncd. “Un conto – continua Bianconi - è il diritto a esprimere la propria contrarietà ai provvedimenti sostenuti dalla maggioranza, e infatti l’ostruzionismo, in tutte le democrazie, è uno degli strumenti a disposizione dell’opposizione per far valere le proprie posizioni. Altra cosa è invece portare dentro le Aule parlamentari, nelle Istituzioni, i modi che sono propri della piazza, per di più con l’aggravante di offese sessiste, volgari e ingiuriose nei confronti colleghe parlamentari, della presidente Boldrini e dello steso presidente Napolitano. La poca dimestichezza del M5S con l’attività parlamentare – conclude Bianconi - non è una scusa per giustificare certi comportamenti. I cittadini ci eleggono perché siamo portatori di proposte, perché lavoriamo nelle Commissioni e in Aula su provvedimenti che migliorino la loro vita e diano soluzione ai problemi del nostro Paese”.

IL RITORNO DI PIERFERDINANDO CASINI
“Come ha già detto Angelino Alfano non posso che ripetere ‘bentornato nel centrodestra’ a Pierferdinando Casini che ha definitivamente abbandonato l’area di centro in cui aveva collocato il suo partito nelle ultime elezioni”.
Inizia così la dichiarazione della senatrice Laura Bianconi all’intervista rilasciata domenica scorsa dal leader dell’Udc. “Il richiamo alla comune appartenenza al Ppe – aggiunge Bianconi – è il punto di partenza per la costruzione di uno schieramento alternativo alla sinistra. Questo è l’ambito in cui è collocato il Nuovo centrodestra e in cui ci aspettiamo di ritrovare tanti compagni di cammino. Il nostro obiettivo, superata questa fase eccezionale ma necessaria per fare riforme che garantiscano stabilità e governabilità, rimane sempre quello di battere la sinistra con proposte politiche che hanno il loro fondamento nella tradizione liberale e democratica della nostra storia politica”.

FAHRENHEIT IN SALSA GRILLINA
Forse ha ragione il professor Canfora quando afferma che non è il caso di amplificare certi gesti, però quel gesto, e soprattutto l’ostentazione con cui è stato divulgato, non può essere derubricato a semplice bagatella dovuta a un momento di rabbia. I fatti sono noti. In quel di Zagarolo un solerte attivista del M5S, irato con il giornalista Corrado Augias per una definizione poco lusinghiera del movimento, ha gettato nel caminetto la prima cosa che aveva a portata di mano, guarda caso I segreti d’Italia di Corrado Augias. Ovviamente filmando l’impresa e pubblicandola su Facebook,, e ovviamente senza che quel povero libro, oltretutto molto bello, avesse alcunché a vedere con le contemporanee vicende politiche. “I roghi di libri rimandano la memoria a momenti bui della storia – commenta la senatrice Laura Bianconi – non è un caso che questo rituale sia stato ripreso dal cinema e dalla letteratura come simbolo di regimi totalitari. Chi fa politica, a qualunque livello, non può permettersi la leggerezza di gesti che la storia ha censurato”.


Luciano Canfora e Mario Capanna, due protagonisti della vita politica e culturale italiana. Diversi tra loro e, soprattutto, con orientamenti politici molto lontani dall’autrice di questa newsletter. E da entrambi viene un giudizio assolutamente senza appello riguardo il M5S e i suoi modi di intendere la politica.

IGNORANTI SENZA CULTURA POLITICA, BASTA DARE SPAZIO ALLE LORO BUFFONATE
“Staccate la spina a Grillo, basta. Lo dico ai grandi giornali, perché con la rete è un’altra storia. Non trasformiamo allora il militante grillino di Zagarolo che brucia un libro manco fosse Goebbels in un simbolo, in un caso. Un povero ignorante, stop, lasciamolo al suo destino. Lui e tutto il suo movimento”.
Una battaglia che combatterebbe col silenzio stampa, professor Luciano Canfora?
Non capisco quale demone si sia impadronito dei giornali che, ogni giorno, dedicano pagine su pagine alle imprese di Grillo. Un gentile omaggio alle sue buffonate, una cassa di risonanza enorme che gli ha regalato una centralità che non ha sulla scena politica. Lui lo sa, e la sfrutta alla grande. La spara sempre più grossa, vedi l’occupazione alla Camera e gli insulti alla Boldrini. L’informazione si butta a pesce e amplifica. Gli emulatori si moltiplicano. Un circolo vizioso da spezzare.
E quel libro di Augias dato alle fiamme, per “protesta”, che evoca il nazismo?
Chi lo ha fatto, non credo che conosca nemmeno Goebbels, quel rituale neopagano del nazismo dei libri al rogo. Ma non è che in ogni caso vennero bruciate tonnellate di libri, solo quelli di alcuni ebrei e dei comunisti. Un gesto simbolico, un rito, come una macabra cerimonia religiosa. Buona per scattare qualche foto e girare un film.
Siamo di fronte comunque all’escalation dell’antipolitica, come in altri momenti storici?
I grillini sono anti-sistema, anti-parlamento, sono arrivati alle Camere con l’obiettivo dichiarato di portare dentro le istituzioni la voce di chi non ha voce. Vengono accostati al Movimento dell’uomo comune di Giannini, ma somigliano più al movimento del francese Poujade o ai republikaner tedeschi degli anni Settanta che non volevano essere assimilati ai neonazisti ma avevano l’obiettivo di abbattere parlamentare. Lo stesso peraltro, con tute le debite differenze, dei partiti comunisti agli albori, negli anni venti in Francia. Ma l’essere una forza antisistema non vuole dire certo essere una forza politica.
Il movimento di grillo non lo è?
Non lo è affatto. E’ un gruppo totalmente privo di cultura politica. Un gruppo di ignoranti. Non è una colpa morale ma certo è un grave difetto. Doloroso dirlo, perché lo hanno votato milioni di italiani, ma è così. Che poi sia ancora un fenomeno in crescita o meno. lo vedremo.
Pensa che l’onda lunga sia finita?
Penso di sì. Nelle elezioni locali non hanno ripetuto il boom delle politiche. Si sono sgonfiati in tante regioni dove erano fortissimi, per esempio in Sicilia. La spiegazione che viene data è che, trattandosi di un movimento di opinione, va bene solo a livello nazionale. Però proprio questa forma assunta li condannerà secondo me ad una progressiva caduta.
In che senso?
Il partito leggero, liquido, senza organizzazione e struttura democratica, nelle mani di un capo e di un sottocapo che non va dal barbiere. Non può conservare in maniera stabile quei tanti consensi ottenuti.
E’ la ragione di una escalation grillina che alza il tiro? L’occupazione della camera, gli insulti sessisti alla donne del Pd e alla Boldrini, l’uso del web per risalire la china del consenso?
Chi è vittima di minacce si rivolga alla magistratura. Dovrebbe farlo anche la presidente della Camera. E’ il modo giusto di rispondere quando viene commesso un reato, lasciando da parte in questi casi la faccenda della battaglia politica. Che li denunciassero alla magistratura, sta lì per questo. Comunque vedo che all’interno dei grillini c’è anche chi ha preso le distanze da questi episodi. Lasciamo che le sbrighino fra di loro, sono spaccati, e non amplifichiamo il gesto di qualche imbecille.
La politica si è fatta oggi più violenta rispetto al passato?
Credo che rispetto ai drammi sociali che il paese sta vivendo, il nostro è un popolo esemplare. Perché se no avrebbe dovuto fare come in Grecia , alzare le barricate.
(intervista di Umberto Rosso a Luciano Canfora – pubblicata su La Stampa di lunedì 3 febbraio 2014)

BEPPE GRILLO E M5S, VITTIME DEL “CRETINISMO” DI LENIN
“Grillo è un leader in balia di quello che Lenin definiva il ‘cretinismo parlamentare’. La sua proposta politica non ha gambe nella società, ed è preda dei meccanismi interni delle istituzioni, dove per definizione la maggioranza la fa da padrona”. A osservarlo è Mario Capanna, leader storico del movimento studentesco ed ex deputato di Democrazia Proletaria. Negli ultimi giorni il M5S ha alzato i toni dello scontro, giungendo a chiedere l’impeachment del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Capanna, qual è la vera differenza tra la forza antisistema del movimento studentesco e quella di Grillo?
La questione di fondo è se l’attuale democrazia rappresentativa parlamentare sia autentica o largamente truccata. Democrazia proletaria poteva contare su sei deputati, quindi su un granello di sabbia all’interno del Parlamento. Avevamo però dei solidi legami nei gangli fondamentali della società: fabbriche, scuole, università, intellettuali. Pochi ricordano che lo scrittore Primo Levi si candidò con Democrazia proletaria alle elezioni regionali del Piemonte. Lo stesso vale per Ludovico Geymonat, il più grande filosofo contemporaneo della scienza.
Quali sono stati i risultati di questa azione?
Utilizzando questa base sociale di persone coscienti e pugnaci, e il fatto che cercavamo di tradurre in Parlamento una spinta della società, siamo riusciti a condizionare in notevole misura gli schieramenti di maggioranza. Il movimento dei parlamentari 5 stelle al contrario vede troppo nel Parlamento l’unico campo di battaglia. Il Parlamento è un luogo importante dal punto di vista politico, ma se il movimento che fa battaglia in Parlamento non ha gambe reali nella società la sua azione diventa facilmente eludibile. Si cade così in quella che possiamo chiamare “la trappola della maggioranza.
In che cosa consiste questa trappola?
Anch’io numerose volte ho occupato i banchi del governo e le sedi della Commissione. La mia sensazione a volte è che i Grillini ci imitino, ovviamente avendo forze ben maggiori di quelle che avevamo noi all’epoca. Limitandosi a questa azione, danno però il destro alle forze di maggioranza e soprattutto ai grandi media di dire che il M5S è velleitario e impotente. Se Beppe Grillo in questo momento mi chiedesse un consiglio, gli risponderei citando Lenin: bisognerebbe evitare di cadere in quello che il leader russo chiamava il “cretinismo parlamentare”. Con questo si intende il diventare preda dei meccanismi interni delle istituzioni, dove per definizione le forze di maggioranza la fanno da padrone. Molto cambierebbe invece se si avessero gambe reali nei gangli della società, grazie a cui il peso della minoranza in Parlamento può notevolmente accrescersi.
La differenza tra Democrazia proletaria e il M5S è anche che la prima si basava sulle ideologie, la seconda soltanto su un leader carismatico?
La propensione carismatica non è solo del M5S. Se lei guarda Renzi nel Pd, tutto sommato vi è un fenomeno analogo, per non parlare di Berlusconi in Forza Italia. Questa è una conseguenza di quella democrazia rappresentativa truccata di cui parlavamo all’inizio. A contare non sono più tanto i programmi e le idee, ma grazie anche all’enorme incidenza dei media moderni a essere decisiva è la figura del capo, cui viene conferita una delega pressoché smisurata e dove l’elemento della personalizzazione, soprattutto nelle democrazie occidentali, è ormai l’aspetto principale.
Insomma non è solo un problema di casa nostra?
No, lo stesso vale negli Stati Uniti, dove il presidente Usa è eletto quando va bene da un quarto del totale degli aventi diritto al voto, in quanto calcolando i voti del candidato repubblicano e di quello democratico, si arriva sì e no al 50% scarso. Da un punto di vista del risultato democratico ciò è paradossale, ma è favorito dalla personalizzazione ormai molto forte. Si tratta di un elemento che, se si guarda attentamente, non rafforza ma indebolisce la democrazia rappresentativa.
(intervista di Pietro Vernizzi a Mario Capanna – pubblicata su Il Sussidiario di sabato 1 febbraio 2014 – www.ilsussidiario.net)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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