Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 216 del 18 febbraio 2014

In Commissione
AFFARI ESTERI
Incontro informale con i familiari dei due fucilieri, appartenenti al Reggimento della Marina militare "Brigata San Marco", Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
BILANCIO
Disposizioni finanziarie enti locali, infrastrutture, calamità
Proroga missioni internazionali
Diritti dei detenuti e sovraffollamento carcerario
Piano “Destinazione Italia”
Automatismi stipendiali personale della scuola
Otto per mille Irpef 2013
FINANZE E TESORO
Proroga termini
Delega fiscale
Cooperazione amministrativa nel settore fiscale
ISTRUZIONE PUBBLICA
Enti pubblici di ricerca
LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI
Piano “Destinazione Italia”
Sanzioni relative a obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario
AGRICOLTURA
Piano “Destinazione Italia”
SANITA’
Prodotti fitosanitari
Audizione informale del Centro nazionale trapianti (CNT) e del Centro nazionale sangue (CNS).
Audizione dell'Associazione italiana podologi (AIP).
Audizione dell'Associazione italiana gastroenterologi e endoscopisti digestivi ospedalieri (AIGO)

In Aula
Riduzione popolazione carceraria
Piano "Destinazione Italia"
Disposizioni finanziarie enti locali, infrastrutture, calamità
Proroga missioni internazionali

LA VERA SFIDA DI RENZI
“La vera sfida con cui si deve misurare adesso Matteo Renzi è quella di dar vita a un governo che non sia tanto per fare, ma che sia realmente in grado di affrontare le emergenze politiche ed economiche del nostro Paese, un governo basato non solo sula tempistica ma su un programma definito e concordato.”.
Questo il commento della senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del Gruppo Ncd, riguardo la crisi apertasi dopo la sfiducia espressa dalla Direzione Pd al governo Letta e l’incarico conferito a Matteo Renzi. “La posizione del Nuovo Centrodestra è chiara – continua Bianconi – il nostro impegno è per sostenere un governo che rimane di emergenza. Lavoro, fisco, famiglia, riforma della Costituzione e riforma elettorale sono le nostre priorità e su queste garantiamo il nostro leale contributo; ma su queste aspettiamo dal presidente incaricato Matteo Renzi un programma ben preciso, concordato passo per passo come è stato fatto in Germania. Il Nuovo Centrodestra non parteciperà a un governo di sinistra, per noi è chiaro che questo sarà un governo di politici ma non un governo politico, quindi tutti i temi sensibili che richiedono un governo espressione del voto degli italiani dovranno essere accantonati”. L’ultima riflessione la senatrice Bianconi la riserva alla modalità con cui si è conclusa l'esperienza del governo Letta. “Matteo Renzi ha scelto di dare un’accelerazione al suo percorso politico e questo ha comportato la fine dell’esperienza Letta. Per noi del Nuovo Centrodestra questa è una resa dei conti tutta interna al Pd di cui prendiamo atto e che rispettiamo, anche se non ci è piaciuto come umanamente e politicamente è stato liquidato Enrico Letta”.

#SILVIOBEQUIET
Come diceva Marcello Marchesi buonanima ‘anche le formiche nel loro piccolo …’. Ne deriva che non si dovrebbe abusare della pazienza e del buon carattere altrui perché prima o poi la corda si spezza. “L’appellativo di ‘utile idiota’ rivolto dal leader di Forza Italia  a Angelino Alfano e al Nuovo Centrodestra è inammissibile – commenta la senatrice Laura Bianconi – Politicamente è stato quantomeno inopportuno che un simile giudizio sia stato formulato nell’ambito di un comizio elettorale a sostegno di un candidato, Ugo Cappellacci, che è sì di Forza Italia, ma che si presentava coma antagonista alla sinistra nella corsa a presidente della Sardegna. Umanamente poi – continua Bianconi – trovo gravissimo l’uso di termini così pesanti nei confronti di Angelino Alfano che con Silvio Berlusconi ha condiviso, con lealtà e passione, l’esperienza di Forza Italia prima e del Pdl poi, sino a diventarne il primo segretario politico. Il fatto che sul sostegno al governo Letta Alfano, e con lui una nutrita pattuglia di parlamentari, abbia preso un’altra strada non deve far dimenticare la comune area di collocazione politica in cui il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano è fattore imprescindibile. Con il dovuto rispetto viene da dire – conclude Bianconi - #silviobequiet”.

SEMESTRE EUROPEO, LAURA BIANCONI INTERROGA IL MINISTO DEGLI AFFARI EUROPEI
Giovedì 13 febbraio la seduta del Senato è stata dedicata allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata al Ministro per gli affari europei Moavero sul semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea. Numerosi sono stati i quesiti posti dai diversi gruppi politici, dalle azioni per contrastare la povertà agli strumenti di solidarietà, dall’equiparazione dei titoli di studio alle politiche per contrastare la disoccupazione giovanile. Per il Nuovo Centrodestra la senatrice Laura Bianconi ha richiamato all’attenzione del Ministro la medicina transfrontaliera e la cura delle malattie rare, temi per i quali il Ministro Moavero ha promesso misure concrete da presentare in sede europea.
Di seguito si riporta l’intervento della senatrice Bianconi.
Question-time Ministro affari europei
Relatore: Senatrice Laura Bianconi -Vicepresidente Gruppo Nuovo Centrodestra
Il 28 febbraio 2014 si celebrerà in tutto il mondo la Giornata delle Malattie rare. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, intesa come il numero di caso presenti su una data popolazione, non supera una soglia stabilita. In UE la soglia è fissata allo 0,05 per cento della popolazione, ossia 5 casi su 10.000 persone.
Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7.000 e le 8.000, ma è una cifra che cresce con l’avanzare della scienza e in particolare con i progressi della ricerca genetica.
Stiamo dunque parlando non di pochi malati ma di milioni di persone in Italia e addirittura decine di milioni in tutta Europa. Si stima che oggi nell'UE le malattie rare esistenti colpiscano nell'insieme il 6-8% della popolazione, ossia da 27 a 36 milioni di persone. In Italia si stima che le malattie rare colpiscono 2 milioni di persone e il 70 per cento sono bambini in età pediatrica. La collaborazione e la cooperazione internazionale vengono oggi poste al centro ed indicate come i mezzi principali al fine di studiare al meglio le oltre 6000 malattie rare fino a questo momento riconosciute.
Alla base dovrà esservi una vera e propria condivisione di conoscenze e risorse. Collaborazione e cooperazione tra le nazioni sono considerate tanto importanti in quanto in ogni Paese potrebbe essere presente una piccola percentuale di pazienti affetti da una determinata malattia rara e quel determinato Stato potrebbe non possedere le conoscenze, gli strumenti o i farmaci necessari per affrontare tale patologia.
Oggi con l'iniziativa della medicina transfrontaliera non avremo solo la circolazione delle merci ma anche l'opportunità per tutti i cittadini di curarsi nei paesi dell'Unione Europea. La medicina transfrontaliera sarà un'importante opportunità ma che dovrà soggiacere alle regole interne di ogni singolo stato e la scelta di cura non sarà totalmente libera. Pertanto abbiamo l'occasione, durante il semestre europeo, di aprire una zona franca per il comparto delle malattie rare che cerchi di superare i vincoli di ristrettezze che applicheranno gli Stati membri sulla medicina transfrontaliera, in modo da creare un percorso diagnostico terapeutico assistenziale privilegiato per questi malati.
Non ritiene a tal punto il Governo attraverso un'iniziativa politica, proprio durante il semestre europeo, di studiare insieme agli altri partner una risoluzione per facilitare tutti i pazienti affetti da malattie rare agevolando al massimo l'offerta di cura?

LA ROBOTICA “FA LA DIFFERENZA”, LAURA BIANCONI AL CONVEGNO DELL’OSSERVATORIO SANITA’ E SALUTE
Le nuove sfide della chirurgia sono rappresentate dalla Robotica, la più innovativa e sofisticata tecnica a disposizione per ambiti quali chirurgia toracica e cardiovascolare, chirurgia generale, urologia, ginecologia; una tecnica che nasce con l’obiettivo di superare le limitazioni della chirurgia laparoscopica e superare le complicazioni della chirurgia tradizionale. Questi i temi principali del convegno La Robotica “fa la differenza” … non solo in Urologia, organizzato lo scorso 13 febbraio a Roma nella Biblioteca G. Spadolini dall’Osservatorio Sanità e Salute. “L’Italia è uno dei paesi più all’avanguardia nell’uso della tecnologia, basti pensare che nel 2013 sono stati circa 10 mila i pazienti che si sono sottoposti a un intervento di chirurgia robotica – ha sottolineato la senatrice Laura Bianconi – tutte le chirurgie mininvasive hanno il vantaggio di fare in modo che i pazienti possano essere dimessi in periodi più brevi e sentano molto meno dolore post-operatorio. La chirurgia robotica nell’80% dei casi viene usata per interventi di urologia, ma credo che la robotica sia il futuro della chirurgia e soppianterà gli interventi ‘aperti’ e la laparoscopia classica, tanto è vero che il numero di procedure eseguite con i robot è in crescita del 40% all’anno. In Italia c’è l’idea di creare un Registro nazionale degli interventi di robotica – prosegue Bianconi – la tecnologia ci consentirà sempre di più di operare con strumenti piccoli e permetterà di dialogare meglio con gli apparecchi per la diagnosi che già oggi ci forniscono dati digitali. Sarà presto possibile operare sovrapponendo all’immagine reale dell’organo da operare quella della TAC o della Risonanza, così da ‘vedere’ oltre la superficie”.




Ennesimo rinvio, il ventiseiesimo, del tribunale indiano che ha rimandato di una settimana la formulazione delle accuse nei confronti dei nostri "marò". Questa newsletter non si è mai dimenticata della sorte di questi italiani che vivono l'assurda vicenda in cui sono capitatii con dignità e grande forza. La scorsa settimana in Senato si è tenuto il dibattito alla presenza del Ministro Bonino. Per il Nuovo Centrodestra è intervenuto il senatore Bruno Mancuso, di cui sotto riportiamo l'intervento.

SEDUTA DEL 13 FEBBRAIO 2013 - CASO "MARO'" 
Intervento Senatore Bruno Mancuso (NCD)
Signor Presidente, signora Ministro, vedo che finalmente, dopo due anni di sonnecchiante e colpevole attesa, qualcosa si sta muovendo, quasi che un sussulto di orgoglio abbia scosso le nostre coscienze. Senza ripercorrere l'intera cronologia della vicenda, ormai conosciuta ai più, l'attuale evoluzione, che vede ancora trattenuti in India i nostri militari, ostaggi di un'aberrante controversia internazionale, è ormai diventata questione prioritaria da risolvere al più presto, anche e soprattutto in riferimento all'approvazione del decreto che molto opportunamente proprio ieri è stato rinviato, con la richiesta di sentire il Governo.
Di questo la ringraziamo oltre che per la sua immediata presenza in Aula.
Signora Ministro, non nascondiamo la nostra preoccupazione e lo sbigottimento, innanzitutto per le affermazioni del Segretario generale dell'ONU, ma anche per la decisione della Corte suprema indiana di intimare alla magistratura inquirente di formulare, dopo due anni di estenuante attesa, i capi d'accusa a tutti noti.
Non vogliamo entrare nel merito della vicenda giudiziaria, nonostante non nutriamo alcun dubbio sulla casualità dell'incidente, ma ci viene veramente difficile pensare che questi due nostri militari abbiano deliberatamente sparato contro figure umane, senza un preciso motivo, per macchiarsi di un delitto. Allora, se è vero che da un lato - questo ci deve fare riflettere - hanno perso la vita due pescatori innocenti, dall'altro viene veramente difficile dubitare della casualità dell'incidente. E comunque, per una vicenda come questa, gli indizi di colpevolezza, in attesa dei capi di imputazione, non giustificano certamente il sequestro dei nostri due militari in terra indiana.
Pertanto, ritengo che l'Italia, e con essa l'Europa e le comunità internazionali (perché non ci sono dubbi sulla multilateralità del problema, con buona pace di Ban Ki-moon), debbono esigere il rispetto del diritto internazionale e una rapida soluzione del caso, richieste queste veicolate anche dagli ambasciatori dei Paesi membri dell'Unione europea, degli Stati Uniti d'America e dall'ambasciatore dell'Unione europea, nonché dai membri di una delegazione dei diversi Gruppi parlamentari italiani che, molto opportunamente, si è recata a New Delhi alla fine del mese di gennaio.
Ci auguriamo che ella, signora Ministro, abbia acquisito gli appoggi e le convergenze necessarie per internazionalizzare questo caso. Le sue dichiarazioni di oggi e quanto emerge dalla sua chiara relazione ci inducono a sperare, vista l'opinione del Governo italiano sulle affermazioni del Segretario generale dell'ONU e sulle iniziative che si intendono adottare in sede di Nazioni Unite per sostenere la posizione italiana e gli ulteriori passi che il Governo intende intraprendere in sede europea e multilaterale. L'auspicio è che in Italia la linea della fermezza si faccia strada, poiché considerare i due marò terroristi significa considerare l'Italia stessa un Paese terrorista ed è inaccettabile per l'Italia, ma anche per l'Europa di cui facciamo parte.
Proprio in questo contesto desidero evidenziare il ruolo importante che il Parlamento italiano deve giocare per sensibilizzare la comunità internazionale - è quello che stiamo cercando di fare con il vostro aiuto - e per sollevare la questione con i rappresentanti delle istituzioni europee e con i suoi omologhi di altri Paese.
La decisione che la pubblica accusa indiana, dopo due anni di colpevole silenzio, ha formalmente avanzato alla Corte suprema di quel Paese, che l'imputazione dei due militari italiani avvenga nel presupposto dell'applicazione della normativa antiterrorismo e antipirateria, è veramente inaccettabile: si tratta, per l'Italia, di una situazione a dir poco grottesca. È arrivato il tempo di fare quadrato attorno ai nostri fucilieri di Marina. È tempo di mostrare agli indiani e alla comunità internazionale di essere un Paese unito.
È passato tanto tempo, troppo tempo, e adesso dobbiamo pretendere che arrivino i risultati e gli attesi riscontri della comunità internazionale.
Non ci può consolare il fatto che sulla vicenda l'Unione europea ha fatto sentire la propria voce unitaria, anche se questo è importante e determinante. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, hanno espresso le serie preoccupazioni dell'Unione europea sulla vicenda che rischia di avere un impatto negativo sugli sforzi profusi dall'UE e a livello mondiale nella lotta contro la pirateria. Speriamo che si tratti di un impegno convinto e concreto e non di semplici enunciazioni formali.
Tutto il Parlamento italiano segue l'evolvere della vicenda con assiduità e grande preoccupazione, anche in considerazione delle gravi conseguenze che da tale increscioso precedente potrebbero derivare sul piano della certezza del diritto internazionale e della efficacia dell'azione profusa a sostegno della pace e della sicurezza attraverso lo strumento delle missioni internazionali, cui l'Italia contribuisce con convinta determinazione.
Per queste ragioni la delegazione delle Commissioni affari esteri e difesa del Parlamento italiano, rappresentativa di tutte le forze politiche, ha fatto bene a fine gennaio a recarsi a Delhi, dove ha incontrato i rappresentanti diplomatici di alcuni Paesi europei, insieme al capo della delegazione dell'Unione europea, rinnovando la disponibilità ad avviare un canale di diplomazia parlamentare che contribuisca ad accelerare la soluzione positiva della controversia anche se, come è noto, nessun rappresentante delle istituzioni indiane ha avuto la cortesia e il buon senso di incontrare la delegazione; un atteggiamento, questo delle autorità indiane, irritante, di prevaricante e inaccettabile chiusura nei nostri confronti.
Sentiamo quindi la necessità che si proceda senza indugi nel rispetto del diritto internazionale e che ai militari siano assicurate tutte le garanzie dello Stato di diritto, a partire dalla possibilità che essi possano immediatamente rientrare nel proprio Paese, tenuto conto che da due anni sono soggetti a una misura di restrizione della libertà personale in assenza di un attendibile capo di imputazione.
Pertanto, signora Ministro, a nome del Gruppo Nuovo Centrodestra desidero esprimere un grazie sentito per la sua tempestiva presenza in Aula e manifestare ancora una volta l'impegno dei nostri parlamentari e la disponibilità per ogni iniziativa che il Governo intenda intraprendere per addivenire a una soluzione positiva nella delicata questione, mettendo al primo posto l'interesse della vita e del destino dei nostri marinai ma, non per ultima, la difesa orgogliosa della dignità della nostra Nazione e della nostra nobile tradizione di impegno e distinzione nelle missioni internazionali di pace. (Applausi dai Gruppi NCD e FI-PdL XVII e del senatore Casini).
(dal sito www.senato.it)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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