Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 234 del 13 maggio 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Rilancio occupazione
Competitività e giustizia sociale
Revisione della Parte II della Costituzione
Soppressione delle province
GIUSTIZIA
Contrasto all'omofobia e alla trans fobia
Diffamazione)
Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio
Tribunale della famiglia
Magistratura onoraria
Amnistia e indulto
Responsabilità civile dei magistrati
Disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili
ESTERI
Indagine conoscitiva sull'operazione denominata Mare nostrum e sui suoi risvolti internazionali: audizione del direttore centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere presso il Ministero dell'Interno, dottor Giovanni Pinto
Audizione dei Ministri degli affari esteri e della difesa sulla situazione nella Repubblica Centro Africana e sull’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n. 2134 del 28 gennaio 2014 e n. 2149 del 10 aprile 2014, nonché sui recenti sviluppi in Ucraina
BILANCIO
Competitività e giustizia sociale
Diffamazione
Competitività settore agricolo
Emergenza abitativa
ISTRUZIONE PUBBLICA
Replica del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca al dibattito sulle linee programmatiche del suo Dicastero
(professioni beni culturali
dl regolare svolgimento servizio scolastico
INDUSTRIA, COMMERCIO E TURISMO
Riforma codice nautica da diporto
Disciplina delle attività subacquee e iperbariche
Comunicazioni del Ministro dello sviluppo economico sulle linee programmatiche del suo Dicastero
IGIENE E SANITA’
Cellule staminali e donazione da cordone ombelicale
Autismo
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA
Ratifica accordo Italia-Montenegro collaborazione strategica
rilancio occupazione
Un'Europa aperta e sicura: come realizzarla
Il Programma di lavoro della Commissione per il 2014 e la Relazione programmatica del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (2014) e loro risvolti sulla politica europea dell'Italia
Bilancio della strategia Europa 2020


In Aula
Emergenza abitativa
Tossicodipendenze
Misure per il regolare svolgimento servizio scolastico
Ratifiche di accordi internazionali

#BRINGBACKOURGIRLS
Iniziamo questa newsletter con l’adesione a un appello che sta riscuotendo consensi a tutte le latitudini. Il rapimento delle 223 studentesse nigeriane, in gran parte di fede cristiana e comunque educate secondo modelli occidentali, che sono diventate le facili prede dei seguaci di Boko Haram. Non sottraiamoci all’ondata di sdegno e indignazione, facciamo sentire la nostra voce. La Nigeria può essere lontana da noi e dai nostri interessi, ma l’Africa sarà nevralgica nei decenni futuri, per questo è lì che si concentra la violenza islamista. Quindi non restiamo indifferenti e diciamo ridateci le nostre ragazze (#BringBackOurGirls).

RACCOGLIERE I MORTI, SOCCORRERE I VIVI
“L’ennesima strage di immigrati mette in evidenza come il grande flusso migratorio proveniente dal Nord Africa sia una responsabilità solo italiana”.
Lo ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del gruppo Ncd, che riprende il commento del ministro dell’Interno. “Come ha giustamente osservato Angelino Alfano ‘noi raccogliamo i morti e soccorriamo i vivi. Non ci aiutano a raccogliere i morti e allora si facciano carico di accogliere i vivi’. Purtroppo gli altri paesi europei non fanno né l’una né l’altra cosa, anche se tutti sanno che per gli immigrati l’Italia è solo un paese di transito e il loro obiettivo è quello di andare verso i paesi del nord Europa. Siamo in campagna elettorale – continua Bianconi – è chiaro che ciascuno sfrutta queste tragedie per guadagnare consensi, ma come giustamente ha detto Angelino Alfano le strumentalizzazioni sono inaccettabili e sarebbe invece meglio che tutti invece pensassero al semestre di presidenza italiana come l’occasione giusta per mettere come prioritaria la questione di una maggiore cooperazione tra tutti gli stati dell’Unione”.

FORZA ITALIA E LA SCHIZOFRENIA POLITICA
"Ad Angelino Alfano ed al Nuovo Centrodestra interessa il futuro dell'Italia e degli italiani e non certo quello di Forza Italia. Stia tranquilla l'onorevole Gelmini, lasciamo Fi al suo destino, condannata al declino senza una guida politica certa e sicura. Quello che temiamo è che gli sbandamenti di Fi possano ripercuotersi sul Paese, come nel caso del decreto lavoro quando alla Camera gli esponenti forzisti sostenevano le posizioni arretrate della sinistra sindacale pur di contrastare il governo. Un governo, quelle delle larghe intese, nato su un'intuizione di Silvio Berlusconi, forse l'onorevole Gelmini lo ha dimenticato, e nel quale Ncd rappresenta una componente fondamentale per tutelare i moderati e quanti hanno votato il centrodestra. Per quanto ci riguarda, quindi, non abbiamo problemi nel dare un senso alla nostra azione politica, a differenza di Fi che, invece, un giorno annuncia di essere opposizione ed un altro di poter entrare in maggioranza. Un caso evidente di schizofrenia politica".
Questa la replica della senatrice Laura Bianconi alle dichiarazioni dell’onorevole forzista Gelmini.

LIBERA UNIVERSITA’ NON PER TUTTI
La settimana scorsa alla Luiss Guido Carli di Roma (Libera università internazionale degli studi sociali) era programmato il convegno Secolarizzazione. La famiglia nel politeismo dei valori a cui sarebbe dovuta intervenire Costanza Miriano, giornalista e scrittrice. Ma le posizioni a sostegno della famiglia tradizionale (quella della Costituzione, basata sul matrimonio tra un uomo e una donna) hanno sollevato le contestazioni dell’associazione Lgbt (lesbiche, gay, bisex e tran gender), un’organizzazione di studenti che combatte l’omofobia, che sia reale o immaginata. Dopo l’annullamento dell’incontro, e le polemiche che sono seguite (più sul web che sui tradizionali mezzi di informazione per la verità), è stato riprogrammato un altro incontro, questa volta anche con la presenza di Lgbt per non far torti a nessuno. Sull’accaduto la senatrice Laura Bianconi ha presentato un’interrogazione parlamentare Indirizzata al ministro dell’Istruzione per conoscere se il problema della partecipazione della dottoressa Miriano derivi o meno da presunte posizioni ‘omofobe’. “Non ho potuto fare a meno di notare – sottolinea Laura Bianconi – come su Costanza Miriano sia stato posto un veto, così come è stato posto nei confronti del vicepresidente dei Giuristi cattolici Giancarlo Cerrelli la cui partecipazione a una trasmissione della Rai, in cui doveva parlare di omossessualità, è stata revocata. Purtroppo – conclude Bianconi – parlare di famiglia tradizionale è out e su certi temi nei tanti talk show delle reti pubbliche e private si ascolta una sola voce”.

DROGA: LA CANNABIS DEVE ESSERE REINSERITA NELLA TABELLA DI OPPIO E COCAINA
"Il Governo valuti se la cannabis e' da considerare al pari dell'oppio, della cocaina, dell'amfetamina e degli altri allucinogeni. E questo attraverso l'esame della concentrazione di Thc, che potrebbe così consentire l'inserimento nella stessa tabella delle droghe più pesanti e pericolose”.
E’ quanto chiede la senatrice Laura Bianconi in un ordine del giorno approvato dalle Commissioni congiunte Giustizia e Sanità nel corsodel dibattito sul decreto legge per la disciplina degli stupefacenti esostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. "Si tratta di un risultato importante - sottolinea Bianconi – che segna un punto fermo all'interno di un provvedimento articolato e complesso, ma che riguarda tematiche a cui abbiamo sempre dedicato grandissima attenzione. Inoltre, questo ordine del giorno acquista ancora più importanza alla luce delle sempre più forti derive a favore di una depenalizzazione delle droghe. Un tema sul quale il Nuovo centrodestra farà sentire forte la sua voce, sulla base del rispetto del principio fondamentale della tutela della salute e della vita", Sull’argomento il Nuovo Centrodestra era già intervenuto a sostegno del senatore Carlo Giovanardi, la cui nomina a relatore del provvedimento era stata pesantemente criticata da alcune associazioni. “Le dichiarazione critiche nei confronti del collega Giovanardi – ha dichiarato la senatrice Bianconi – sono assolutamente inaccettabili e lesive di una moderna democrazia. Infatti è alquanto grave che organizzazioni esterne al Senato ed alla sua attività parlamentare possano dare patenti di idoneità ai senatori per svolgere il ruolo di relatore, o ancora peggio, pensare di poter influire nella decisione di quale parlamentare sia più adatto a svolgere tale compito. Carlo Giovanardi ha tutte le qualità per svolgere in maniera seria e competente il delicato ruolo affidatogli. Da anni si confronta su tale tema e quindi ha l'adeguata preparazione per compiere un ottimo lavoro. E' evidente che il tema delle droghe deve essere affrontato non sulla base di ideologie, di posizioni demagogiche, o più banalmente di slogan, ma attraverso un confronto serio, preparato e competente”.



La scorsa settimana il Senato ha votato il decreto lavoro, un provvedimento molto importante e atteso da imprenditori e lavoratori che, nonostante i tanti aspetti positivi ha visto un allungamento dei tempi di approvazione a causa di diverse posizioni emerse all’interno della maggioranza. Ma come dice Maurizio Sacconi, presidente del gruppo Ncd, nella dichiarazione di voto pronunciata in Senato e sotto riportata, tutto è bene quel che finisce bene e la lettura dell’intervento del presidente Sacconi sarà assolutamente esplicativa della bontà del provvedimento.

DICHIARAZIONE DI VOTO DEL PRESIDENTE SACCONI AL DECRETO LAVORO
Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, care colleghe e cari colleghi,
questo voto di fiducia conclude di fatto l' iter travagliato di un decreto-legge che avrebbe potuto essere approvato in tempi più rapidi se nella maggioranza vi fosse stata, con immediatezza, una piena adesione ai suoi contenuti originari. Noi, come vi è noto, li condividemmo subito, al punto da non presentare emendamenti in sede di primo esame nella Camera dei deputati. Condividemmo, infatti, l'urgenza e la necessità di misure mirate a liberare due fondamentali tipologie contrattuali per l'inclusione nel mercato del lavoro: liberarle dalle rigidità che ne avevano inibito l'impiego.
Siamo ormai da tempo entrati nell'epoca dell'incertezza immanente prodotta dall'attesa di cambiamenti continui, spesso imprevisti e imprevedibili, non tutti necessariamente negativi. Purtroppo, ciononostante, siamo ancora diffusamente regolati da norme concepite nell'epoca delle certezze date da uno sviluppo apparentemente scontato e infinito. A questa regolazione atavica, solo in parte attenuata dalla legge Biagi, si è aggiunta poi in straordinaria controtendenza la legge Fornero, frutto di una costruzione tutta teorica e perciò lontana dalle esigenze poste dalla grande crisi.
Dobbiamo invece chiederci cosa significhi intraprendere e fare lavoro in questo tempo, in che misura la regola possa assorbire almeno una parte dei legittimi timori e incoraggiare l'iniziativa privata, soprattutto quando questa vuole tradursi in maggiore occupazione. La scelta fondamentale che dobbiamo compiere è valutare se la tutela del cittadino che lavora o che aspira a lavorare si realizzi efficacemente attraverso una somma di disposizioni e di sanzioni concepite nel presupposto del cattivo datore di lavoro; se abbia senso in particolare assumere a riferimento patologie nei comportamenti datoriali anche estreme per costruire su di esse regole che per educare uno frenano centomila.
Tutti gli emendamenti approvati dalla Commissione lavoro della Camera dei deputati con il nostro inequivoco voto contrario sono stati indotti dalla volontà di prevenire, di minacciare, di sanzionare la possibile azione negativa, con il risultato di inibire la ben più probabile azione positiva. Tutti gli emendamenti successivamente approvati dalla Commissione lavoro del Senato, sulla base della nostra determinante iniziativa e del buon lavoro del relatore Ichino, sono stati al contrario orientati a ridimensionare quei vincoli per liberare l'attitudine a fare lavoro.
I contratti a termine sono così diventati più semplici e più certi perché privati dell'obbligo di una motivazione, indefinitivamente riproducibili tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore attraverso i rinnovi, suscettibili di cinque proroghe nel triennio, sanzionabili quando in eccesso con una sola pena pecuniaria.
Ricordiamoci che questa disciplina si aggiunge al contesto precedente, alle regole particolari come quelle in agricoltura, ai contratti collettivi più flessibili come quelli per il turismo e che la contrattazione di ogni livello potrà sempre consentire un migliore reciproco adattamento tra le parti. In questo quadro si legge quindi anche il vincolo del 20 per cento sull'intero organico aziendale per i contratti a termine, già presente in tutti gli accordi collettivi prima di essere inserito nella legge, che rimane derogata e derogabile dalle diverse disposizioni negoziali.
Un caso emblematico, ed espressione di una realtà fortunatamente in crescita, è quello del lavoro realizzato nell'ambito di programmi di ricerca e di innovazione: finalmente gli si riconosce la possibilità di essere organizzato in contratti a termine oltre i limiti percentuali e secondo una durata correlata al tempo della ricerca.
I contratti di apprendistato diventano più convenienti quando si riferiscono ai giovanissimi che vogliono conseguire un diploma o una qualifica; nuovamente possibili nella dimensione del lavoro stagionale, incentivando con esso quel sistema duale scuola-lavoro che tanto ha funzionato in Germania; più liberi, perché il vincolo delle precedenti stabilizzazioni si applica solo a quel terzo di lavoratori che è occupato nelle aziende sopra i 50 addetti; più certi nel rapporto con le Regioni, che devono dare il calendario dei corsi per la formazione di base nei primi 45 giorni, riconoscendo in sussidiarietà la capacità formativa dell'impresa. Temo sia ancora troppo poco per renderli convenienti rispetto ai tirocini e ai contratti a termine, anche se l'interpretazione, conforme tra relatore e Governo, secondo cui la insufficiente formazione lo trasforma in contratto a termine e non a tempo indeterminato, rimuove una significativa deterrenza.
Tutto è bene, quindi, quel che finisce bene, anche se le discussioni che hanno accompagnato questo decreto ci devono insegnare l'esigenza di una maggiore lealtà nei rapporti di maggioranza, anche nella Camera dei deputati, ove i rapporti di forza, per un premio elettorale smodato, sono diversi da quelli del Senato. La lezione sia utile ora per l'esame del disegno di legge delega sul lavoro che, per quanto ci riguarda, dovrà essere approvato in tempi brevi. Vorremmo realizzare, attraverso esso, un ancor più compiuto equilibrio tra regole semplici, certe e flessibili, da un lato, e strumenti di protezione efficiente dei senza lavoro, dall'altro, senza dimenticare quell'insostituibile ruolo del negoziato tra le parti che funziona soprattutto quando l'imprenditore ed il lavoratore si riconoscono e si rispettano reciprocamente nella concreta dimensione aziendale, così diversa da quella lontana dimensione nazionale in cui si producono, non a caso, complicate costruzioni burocratiche o ideologiche.
L'Italia è attesa, dagli osservatori sovranazionali, alla prova del lavoro, perché tutti sanno quanto esso abbia condizionato, nei sette decenni trascorsi, le dinamiche politiche e sociali. Se ora realizzeremo un nuovo impianto regolatorio e strumentale in modo condiviso tra le opposte culture che a lungo si sono scontrate daremo un segnale, non solo alla ripresa economica, ma anche alla più generale coesione della Nazione.
(dal sito www.senato.it)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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