Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 236 del 20 maggio 2014

In Commissione
In questa settimana che precede le elezioni europee e amministrative le Commissioni non sono convocate se non  in relazione ad esigenze dei rispettivi programmi dei lavori.

ESTERI
Incontro con una delegazione dell’Associazione interparlamentare di amicizia Croazia-Italia
BILANCIO
Competitività e giustizia sociale

In Aula
In questa settimana che precede le elezioni europee e amministrative del 25 maggio l'Assemblea non terrà seduta.

ELEZIONI: NCD E’ LA VERA PROSPETTIVA
“Siamo alle giornate conclusive della campagna elettorale, è normale che i toni si acuiscano, ciascuno deve tirare acqua al proprio mulino, ma se si ragiona con serenità e pacatezza è sempre più evidente che il senso di responsabilità dimostrato dal Nuovo Centrodestra è la prova provata dell’unica prospettiva per chi si riconosce nell’area politica dei moderati”
. Lo ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi, vice presidente vicario del gruppo Ncd, commentando le posizioni espresse dai leader dei diversi schieramenti nel corso dello scorso fine settimana. “Come ha giustamente osservato il nostro leader Angelino Alfano ‘se non ti basta la protesta e non sei di sinistra, il Nuovo Centrodestra è esattamente il movimento politico che fa le battaglie necessarie per il Paese’. E questo è ancora più vero – continua Bianconi – visto che Forza Italia non è né carne né pesce, si è chiamata fuori da responsabilità di governo ma non è neppure opposizione, visto il patto stretto con Matteo Renzi, allora l’unica soluzione praticabile è solo quella di votare Ncd. Il nostro obiettivo è quello di diventare un grande partito del centrodestra italiano per ridare vita a un progetto politico che Forza Italia non è più in grado di portare avanti”.

ELEZIONI: A CESENATICO QUAGLIARIELLO RENDE OMAGGIO A PANTANI
Una passeggiata sul porto canale progettato da Leonardo Da Vinci. E’ iniziata così la visita del coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra Gaetano Quagliariello a Cesenatico. Accolto dal sindaco Roberto Buda e accompagnato da Gilberto Zoffoli, candidato sindaco della coalizione di centrodestra a Cesena, dal candidato alle elezioni europee Alessandro Rondoni  dalla senatrice Laura Bianconi, il senatore Quagliariello si è informato sulle iniziative e sui problemi della città, soffermandosi ad ascoltare cittadini e commercianti del centro storico. “E’ stato un momento molto importante di questa campagna elettorale - ha sottolineato la senatrice Bianconi - Cesenatico è una delle più note località balneari italiane ed è fondamentale che l’ottimo lavoro del sindaco Buda sia conosciuto anche a livello nazionale. In conclusione poi è stato veramente bello e toccante l’omaggio che Gaetano ha voluto rendere a Marco Pantani, portando un mazzo di fiori sulla sua tomba; un omaggio al grande campione che ci ha profondamente commosso”.

PIANO SICUREZZA ROMA, DURI CONTRO ABUSIVISMO E POTERE
"Roma non può essere un suk, la città non può essere aggredita da un abusivismo commerciale, che oltre a rovinare il decoro urbano e i commercianti rovina anche la salute di chi acquista i prodotti, contro l'abusivismo e la contraffazione occorre andare giù molto duri".
Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano alla presentazione del Piano della Sicurezza per Roma. Alfano ha spiegato che "la Guardia di Finanza schiererà i suoi uomini migliori, l'obiettivo e' risalire alla catena del falso, oltre che a punire chi produce i prodotti contraffatti". Il ministro ha parlato anche del "tema della movida, molto importante, si deve far sì che le notti belle romane non diventino notti da tragedia e da reato. Con le telecamere vedremo in real time apparire nella cabina di regia chi commette reati".

SICUREZZA, SU PIANO ALFANO SOLO STERILI POLEMICHE
"Dalla sinistra comunista e dalla Cgil sul piano sicurezza per Roma presentato dal ministro Alfano arrivano solo sterili polemiche".
Lo ha dichiarato il vice presidente vicario del gruppo Nuovo Centrodestra, Laura Bianconi. "La verità è che vorrebbero continuare con quel falso buonismo, ammantato di umanitarismo, che alla fine altro non è che la legittimazione del disordine, della confusione e dell'illegalità. Lo dimostra la situazione in cui è piombata Roma, un vero e proprio suk, dove al degrado si unisce un clima di generale insicurezza. il ministro Alfano ha varato un piano ampio ed organico che non solo vuole rendere Roma a prova di corteo, ma vuole anche garantire quelle normali condizioni di vivibilità e sicurezza per i cittadini romani ed i turisti. Tutto questo in assenza di un sindaco capace di gestire in maniera dignitosa una grande capitale europea come Roma. La sinistra, quindi, farebbe meglio a tacere e lasciare al ministro Alfano ed al Nuovo Centrodestra il compito di governare e di garantire la sicurezza dei cittadini".

SPREAD E BORSA RIFLETTONO ATTESA VOTO
"L'andamento della Borsa e dei rendimenti dei titoli di Stato riflette inesorabilmente l'attesa di un voto del cui esito si teme l'effetto della instabilità politica. Mai come in questo momento la continuità dell'azione di governo diventa valore in sé anche se sarà certamente importante la direzione liberale dei futuri provvedimenti". Così il presidente del gruppo Ncd, Maurizio Sacconi. "L'eventuale esplosione del voto anti-sistema e anti-europeo produrrebbe inevitabili effetti sia sul bilancio dello Stato, inducendo una manovra correttiva per assorbire i maggiori costi di collocamento del debito, sia sulla competitività delle imprese, destinate in questo contesto ad una ancor maggiore sofferenza in termini di liquidità".




Mercoledì scorso, con 155 voti favorevoli e 105 contrari l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente il ddl n. 1470 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti. Il relatore, senatore Carlo Giovanardi, ha riferito sui contenuti del provvedimento che è volto a fronteggiare gli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014. La pronuncia di illegittimità, per mancanza di omogeneità, di alcune modifiche apportate nel 2006 al testo unico in materia di stupefacenti, ha comportato la reviviscenza di disposizioni della legge Iervolino-Vassalli che differenziava le droghe leggere dalle droghe pesanti. Una distinzione che gli addetti ai lavori in primis considerano pericolosa, perché le droghe cosiddette leggere sono quasi sempre “droghe d’ingresso” e quindi pericolose al pari di quelle pesanti. Proprio per questo la senatrice Bianconi ha presentato un ordine del giorno, votato dalle commissioni congiunte Igiene e Sanità in cui chiede al Governo di valutare se la cannabis è da considerare al pari dell'oppio, della cocaina, dell'amfetamina e degli altri allucinogeni. 

INTERVENTO DEL SENATORE CARLO GIOVANARDI
Relatore del provvedimento
Signora Presidente,
questo decreto-legge si compone di quattro articoli.
Il primo reca modificazioni al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
Il secondo articolo disciplina l'efficacia degli atti amministrativi adottati ai sensi dello stesso decreto del Presidente della Repubblica.
Infine, mentre l'articolo 3 reca disposizioni in materia di impiego di medicinali - la rubrica dell'articolo è stata opportunamente modificata nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati - l'articolo 4 stabilisce l'entrata in vigore il giorno stesso della pubblicazione del provvedimento di urgenza nella Gazzetta Ufficiale.
Con il collega Bianco ci siamo divisi i compiti: io tratterò i profili di competenza della Commissione giustizia mentre il collega Bianco si occuperà dei profili di carattere sanitario.
Credo che i colleghi debbano sapere - lo sapranno, ma è meglio sottolinearlo - che l'articolo 1 deve riempire il vuoto normativo che si è aperto a fronte della sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 25 febbraio 2014. Tale pronuncia, come ormai è noto, ma è meglio sottolinearlo, non è entrata nel merito delle norme che riguardano la politica in materia di droghe e tossicodipendenze, ma ha dichiarato l'illegittimità delle procedure utilizzate nel momento in cui la normativa è entrata in vigore con la legge di conversione 21 febbraio 2006, n. 49.
Questa declaratoria di illegittimità riguarda esclusivamente la disomogeneità; si è ritenuto infatti che gli articoli aggiunti nel disegno di legge di conversione non fossero completamente omogenei rispetto ad altri articoli pur presenti nell'originario decreto, sulle tossicodipendenze, soprattutto quello che riguardava - ed è materia anche di attualità - la non applicazione della legge ex Cirielli ai tossicodipendenti e della recidiva, perché altrimenti si sarebbero assommate pene assolutamente eccessive nei loro confronti. Ripeto, tale declaratoria di illegittimità non deve ricondursi al merito, ma alle modalità, e quindi tutta la materia ha dovuto essere rivista d'urgenza dal Governo e dal Parlamento proprio per riempire questo vuoto normativo.
All'articolo 1 del decreto-legge in esame sono allegate cinque tabelle. Le prime quattro riguardano le sostanze stupefacenti e psicotrope sottoposte a controllo internazionale e nazionale; la quinta tabella comprende, invece, i medicinali di impiego terapeutico ad uso umano e veterinario.
Stante la reviviscenza della disciplina antevigente la novella dichiarata illegittima dalla Corte, per il fatto che il vuoto normativo aveva riportato la normativa al 1990 (quindi a 24 anni fa), l'articolo 1 del decreto-legge si è occupato, innanzitutto, di stabilire che il completamento e l'aggiornamento di tali prospetti tabellari si effettua una volta sentiti il Consiglio superiore di sanità e la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento nazionale per le politiche antidroga. In seguito all'esame presso la Camera dei deputati, a quest'ultimo soggetto è stato sostituito in questo decreto l'Istituto superiore di sanità. Questo è dovuto evidentemente al fatto che in 24 anni le nuove scoperte e le droghe sintetiche hanno doverosamente richiesto una revisione delle tabelle in questione.
Il successivo comma 2 del medesimo articolo 1 reca modifiche all'articolo 13 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti. Viene pertanto ribadita l'impostazione per cui le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte a vigilanza, nonché i relativi medicinali, sono raggruppate in cinque tabelle allegate. È poi appositamente indicata la procedura per l'esclusione da una o più misure di controllo dei medicinali e dispositivi diagnostici che, in forza della loro composizione quantitativa e qualitativa, non possono trovare uso diverso da quello al quale sono destinati.
Il comma 3, nell'introdurre modifiche all'articolo 14 del suddetto testo unico, disciplina i criteri per la formazione delle tabelle. Al riguardo, limitatamente ai profili di competenza inerenti alla Commissione giustizia, va sottolineato che nella tabella I sono indicate otto famiglie di sostanze di preparazione, rispetto alle quali il solo punto 6, in materia di tetraidrocannabinoli, ha subito una modifica nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati.
Nella tabella II si fa esplicito riferimento alla cannabis e ai prodotti da essa ottenuti. In tabella III sono indicate sostanzialmente le sostanze barbituriche, nonché altre sostanze ad effetto ipnotico-sedativo ad esse assimilabili. In tabella IV vengono invece indicate le sostanze per le quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica, la cui intensità e gravità è commisurata a quelli prodotti dalle sostanze elencate nelle tabelle I e III. Tali intensità e gravità devono comunque essere minori rispetto a quelle indotte dalle sostanze ivi previste.
Infine, la tabella V, denominata tabella dei medicinali, sarà più opportunamente illustrata dal collega correlatore.
Occorre a questo punto evidenziare il tenore del comma 3-bis, anch'esso introdotto dalla Camera dei deputati, in materia di rilascio di autorizzazione per la coltivazione, la produzione, l'impiego, l'importazione, l'esportazione, la ricezione per transito, il commercio o la detenzione per il commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope. Tali attività sono comunque precluse a coloro ai quali siano state erogate condanne o sanzioni ai sensi degli articoli 73, 74 e 75 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti. Peraltro, le autorizzazioni già rilasciate sono sottoposte a revoca immediata qualora si versi in una delle condizioni o ipotesi descritte.
Va poi aggiunto che, con una puntuale modifica al comma 4 del medesimo articolo, la Camera dei deputati ha ritenuto di escludere dal divieto di coltivazione la canapa coltivata esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali consentiti dalla vigente disciplina dell'Unione europea. Ricordo che in Italia, già precedentemente alla sentenza della Corte, sia l'uso della cannabis terapeutica autorizzata da un medico, sia l'uso industriale della canapa per fare i vestiti erano già autorizzati, legittimi ed assolutamente leciti.
Sempre con riferimento agli specifici problemi di interesse della Commissione giustizia, al comma 27, lettera d) del testo unico è stata apportata una modifica significativa, perché è stato soppresso, in capo agli operatori del servizio pubblico per le tossicodipendenze, l'obbligo di segnalare all'autorità competente le violazioni commesse dalla persona sottoposta a programma terapeutico alternativo a sanzioni amministrative o a esecuzione di pene detentive. È opportuno soffermarsi su tale obbligo, perché esso era previsto nel testo caducato dalla sentenza, ma era stato inizialmente ripristinato nel testo originale del decreto-legge. Sugli obblighi di informazione e registrazione preciso che rimangono in vigore invece quelli previsti dal decreto-legge agli articoli 45, 60, 61, 63, 65 e 66.
Prima di passare alle modifiche apportate all'impianto sanzionatorio, devo ricordare, per correttezza di informazione, che il Governo ha accolto un ordine del giorno nelle Commissioni riunite sanità e giustizia per la questione relativa non alla cannabis di vent'anni fa, cioè alla cannabis che ha THC basso o principi attivi molto bassi, ma al problema della cannabis naturale (che è rimasto aperto), la quale, arricchita negli ultimi anni, ha le stesse proprietà tossicologiche e THC o princìpi attivi uguali a quelle sintetiche che sono state messe in tabella 1. Quindi, il Ministero della salute dovrà valutare se, a parità di condizioni di tossicità della cannabis ovunque venga prodotta o realizzata, cioè a parità di pericolosità, essa debba essere messa nella tabella di uguale pericolosità o debba rimanere nella tabella I. Il Governo ha accolto tale ordine del giorno e ora dovrà fare questa verifica, che è una verifica a livello esclusivamente sanitario e tossicologico.
Per quanto riguarda l'impianto sanzionatorio, l'articolo 45 in materia di dispensazione dei medicinali reca un comma 4, secondo il quale, salvo che il fatto costituisca reato, chi contravviene alle disposizioni relative alle modalità per dispensare i medicinali incorre nella sanzione amministrativa pecuniaria di una somma che va da 100 a 600 euro.
In base all'articolo 24-bis, introdotto alla Camera dei deputati, vengono apportate modifiche all'articolo 73 del testo unico. L'impianto normativo di tale articolo viene modificato inserendo una nuova disciplina in materia di reati di lieve entità, che riguardano sempre la detenzione, la cessione e tutte le modalità con le quali si può contravvenire alla legge. In tale evenienza, la pena della reclusione prevede una cornice edittale che va da sei mesi a quattro anni, con una multa da 1.032 euro a 10.329 euro. Questo vale per tutte le sostanze.
Ricordo anche - lo dico subito - che da sei mesi a quattro anni non c'è più l'arresto obbligatorio, ma c'è l'arresto facoltativo, e, se c'è l'aggravante della scuola e dei minorenni, la pena viene aumentata da un terzo alla metà. Sono state sollevate preoccupazioni circa la possibilità che la lieve entità possa riguardare anche minorenni, scuole o proselitismo rispetto a situazioni delicate; è stata prevista dunque un'aggravante di questo tipo. La lieve entità si determina valutando mezzi, modalità e circostanze dell'azione, ovvero la qualità e la quantità delle sostanze.
Ciò ripropone esattamente quello che venne già introdotto nella vecchia legge dopo la Conferenza di Palermo, perché la scelta normativa di allora, confermata adesso, è che non è sufficiente il principio attivo contenuto in una sostanza, cioè la quantità della sostanza, per determinare che uno è uno spacciatore, ma il giudice deve determinare, oltre alla soglia (che è un indizio importante) anche mezzi, modalità e circostanze dell'azione, ovvero la quantità e la qualità delle sostanze, perché, per definire uno spacciatore ed erogargli una pena o una sanzione, bisogna che il giudice si convinca del fatto che, al di là della quantità, si trova effettivamente di fronte ad uno spacciatore e non a un consumatore. Questa legge infatti, come la precedente, conferma che il consumatore, essendo una vittima, è totalmente depenalizzato e nei suoi confronti non c'è nessuna sanzione di tipo penale.
Il comma 5-bis del medesimo articolo stabilisce che, nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento), in luogo delle pene detentive e pecuniarie può applicarsi il lavoro di pubblica utilità per una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata; questa è una conferma di quanto era contenuto nella legge precedente in materia di lavori di pubblica utilità. Naturalmente non solo tale norma si applica per i reati di lieve entità, ma è espressamente stabilito che, sempre ai fini dell'applicazione della norma, essi devono essere commessi da persona tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o psicotrope. Viene anche confermato che, fino a sei anni di pena passati in giudicato, sia per spaccio che per altri delitti compiuti da un tossicodipendente, quest'ultimo non deve stare in carcere, ma deve stare in comunità a curarsi.
L'appello che rivolgo nuovamente al Parlamento è quello di operare sulle Regioni perché per via amministrativa stanzino i fondi sufficienti affinché le comunità o i SERT (Servizi per le tossicodipendenze) possano accogliere i tossicodipendenti, che così non dovranno stare in carcere semplicemente perché mancano i fondi per permettere loro di curarsi in comunità.
Con riferimento, invece, alle modifiche apportate all'articolo 75 del testo unico, che prevede le condotte connesse al consumo di stupefacenti per uso personale, l'impostazione rimane quella: pertanto, se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle 1 e 3, si ha un regime sanzionatorio amministrativo più grave; se si tratta di quelle comprese nelle tabelle 2 e 4, invece, si hanno sanzioni amministrative che possono protrarsi per un periodo da uno a tre mesi.
Anche qui, ricordo che il principio viene confermato: il tossicodipendente in quanto tale è una vittima, quindi non va penalizzato, ma bisogna sempre tener presente che può avere comportamenti pericolosi per sé e per gli altri. Basti pensare agli incidenti stradali: dai 6.000 morti all'anno in Italia siamo scesi a 3.000, perché vi è stato un crollo della mortalità, proprio grazie ad una serie di norme ed a controlli più accurati sia sul dramma dell'alcolismo sia sulle tossicodipendenze. Sapendo infatti che molta parte degli incidenti stradali è stata causata, specialmente nelle famigerate stragi del sabato sera, da persone che guidavano ubriache o sotto l'effetto di sostanze, questi controlli ed il ritiro della patente hanno consentito, tramite tali sanzioni amministrative, di abbattere quella mortalità.
Di particolare rilievo è l'inserimento di una norma volta a determinare le modalità dell'accertamento della destinazione d'uso personale di tali sostanze. Si tratta, in realtà, di due presupposti di cui tener conto, come dicevo prima: il primo è che la quantità di sostanze non sia superiore ai limiti massimi indicati da un decreto interministeriale (che costituisce la «soglia»); la norma si addentra nel tentativo di descrivere le modalità di presentazione delle sostanze stupefacenti citando il peso lordo complessivo ed il confezionamento frazionato, ma anche facendo ricorso ad una formulazione - quella del comma 1-bis, lettera a) - che, come dicevo prima, oltre alla soglia, prende in considerazione anche le circostanze di cui il giudice deve tener conto.
Insomma, per chi sa di diritto, o si poteva presumere iuris et de iure il fatto che uno fosse spacciatore, misurando una certa quantità di sostanza ritrovata in suo possesso; oppure - com'è accaduto nella scorsa occasione e com'è passato anche in questa - si poteva applicare il principio della presunzione iuris tantum, in base al quale la quantità è pure un indizio molto importante, ma c'è chi può spiegare che la sostanza è comunque soltanto per uso personale. Penso a qualche ricco personaggio del passato, che magari andava in vacanza portandosi dietro dosi elevate di cocaina, che non è detto fossero destinate allo spaccio, ma per uso personale.
In conclusione, l'articolo 2 del decreto-legge stabilisce che, alla data di entrata in vigore del provvedimento di conversione, riprendono a produrre effetti gli atti amministrativi adottati fino alla data della pubblicazione della sentenza n. 32 della Corte costituzionale. Segnalo al riguardo che, da un lato, la Camera dei deputati ha ritenuto di sostituire il verbo «continuano» con «riprendono», il che comporta qualche supplemento di riflessione, dato che si lascia intendere che possa esservi una cesura nell'efficacia degli atti amministrativi adottati nel periodo intercorrente tra la pronuncia della Consulta ed il decreto-legge e la legge di conversione. Peraltro, la Camera dei deputati ha introdotto una correzione retroattiva dei richiami alla tabella 2, che sono da intendersi come riferiti alla tabella dei medicinali, come rideterminati nell'allegato A del decreto-legge. Si dovrebbe così porre rimedio in anticipo a non pochi dubbi interpretativi sulle norme contenute nei decreti applicativi del testo unico più volte citato.
Infine, è evidente che questo è un decreto-legge tampone ed un intervento d'emergenza per coprire il vuoto normativo, ma con calma, tranquillità e riflessione in futuro bisognerà toccare qualche altro tema, dei quali cito solo il seguente: tornando in vigore la vecchia legge, per lo spaccio di grave entità, adesso la pena minima va da otto a vent'anni; nella legge che porta il mio nome, invece, essa andava da sei a vent'anni, quindi - lo sottolineo - il tossicodipendente condannato poteva andare in comunità a curarsi. Con il minimo edittale a otto anni, invece, questo non è più possibile, perché deve obbligatoriamente stare in carcere. A mio avviso, quindi, si tratta di un grave passo indietro rispetto alla possibilità che veniva data a tutti i tossicodipendenti - anche a quelli che avevano commesso reati - di curarsi e non stare in carcere. Questa norma, però, è rimasta inalterata, perché è tornata a rivivere con la vecchia legge Jervolino. Questo decreto non è entrato, se non marginalmente, nella revisione delle pene complessive. Quindi, credo che il Parlamento dovrà farsi carico, in futuro, anche di queste specificità, che trovano, con questo provvedimento tampone, la necessità assoluta di affrontare un vuoto normativo, posto - sicuramente - che la materia dovrà essere nuovamente sottoposta ad un'attenta riflessione parlamentare.
(www.senato.it)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

Questa newsletter vuole essere un contributo al dibattito politico e culturale nel nostro Paese. Ci scusiamo se arriva contro la tua volontà, molti dei nostri indirizzi sono presi da elenchi istituzionali e trattati secondo quando stabilito dalla L. 675/96, se non vuoi più riceverla.

clicca qui


Privacy e Note Legali
[ home ] - [ biografia ] - [ news letters ] - [ photo gallery ] - [ links ] - [ contatti ]