Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 242 del 3 giugno 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Indagine conoscitiva per l'istruttoria legislativa nell'ambito dell'esame in sede referente dei disegni di legge costituzionale di revisione del Titolo I e del Titolo V della Parte II della Costituzione, nonché della disposizione riguardante il CNEL
AFFARI ESTERI
Comunicazioni del Governo sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione
Esame di atti preparatori della legislazione comunitaria
BILANCIO
Diffamazione
Competitività settore agricolo
ISTRUZIONE PUBBLICA
Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni
Competitività e giustizia sociale
Professioni beni culturali
SANITA’
Riforma costituzionale
Norme varie in materia sanitaria - audizioni informali di rappresentanti: dell'Anaao-assomed dirigenza sanitaria, dell'Ordine nazionale biologi, dell'Associazione italiana terapisti occupazionali e del Sindacato italiano massofisioterapisti e massaggiatori sportivi
Atto comunitario 246 (questioni scientifiche relative a prodotti alimentari) - Relatrice Bianconi


In Aula
Competitività e giustizia sociale
Votazione per l'elezione di un Senatore Segretario

SERVE UNA COALIZIONE POPOLARE ITALIANA PER BATTERE RENZI
“Il risultato delle elezioni europee si può dire sia stato metabolizzato, infatti nei partiti la parola d’ordine è ‘che fare’. Che fare per rafforzare ulteriormente il consenso ottenuto, dice Renzi. Che fare per tamponare l’emorragia di voti, si chiede Forza Italia, alle prese (di nuovo) con il dibattito sulle primarie. La posizione più ragionevole e convincente è senza dubbio quella di Angelino Alfano, che propone una coalizione popolare”
. Questo il ragionamento della senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del gruppo NCD, che sostiene pienamente la proposta del leader Angelino Alfano. “E’ giusto guardare alla storia e prenderne lezione; guardiamo oltre i nostri confini e facciamo come hanno fatto in Spagna dopo il franchismo, quando un centrodestra spezzettato in tanti partiti riuscì a mettere da parte i personalismi per porre le basi di quello che in poco tempo sarebbe diventato il Partito popolare. Perciò, anche in Italia – conclude Laura Bianconi - dobbiamo iniziare questo percorso, Renzi ha dichiarato di voler consolidare il suo 41 per cento andando a prendere i voti sia alla sinistra di Vendola, sia al centro, sia a destra. Il Nuovo Centrodestra è nato per questo, per dare una proposta di contenuti a tutto il popolo dei moderati e con questo messaggio è riuscito a entrare al Parlamento europeo. Adesso è il tempo di mettere da parte i personalismi e i risentimenti e pensare a costruire una solida casa per il centrodestra”.

QUEL GRIDO DI DOLORE CHE NON POSSIAMO IGNORARE
"Il lungo applauso, che ha accompagnato il passaggio del Battaglione San Marco durante la sfilata per la Festa della Repubblica, dice tutto l’affetto di un paese che non ha dimenticato due italiani da due anni trattenuti lontano dalle loro famiglie, dal loro lavoro, dalle loro vite. E la voce dei due marò, collegati in videoconferenza con le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, è stato un grido di dolore per un’ingiustizia che dura da due anni, un’ingiustizia che stoicamente e con spirito di corpo hanno cercato di dominare, anche per non compromettere il difficile lavoro delle trattative. Ma dopo due anni è difficile non gridare la propria sofferenza, ed è un grido che non deve lasciare indifferenti, soprattutto perché le mutate condizioni politiche dell’India implicano il dovere di avviare un nuovo percorso di trattative"
. Questo il commento della senatrice Laura Bianconi in merito alla vicenda dei due marò trattenuti in India.

SAVE THE DATE: DOMENICA 8 GIUGNO SI VOTA PER I BALLOTTAGGI
Domenica prossima, 8 giugno, si svolgerà il secondo turno delle elezioni amministrative nei comuni il sindaco verrà decisa dal ballottaggio. A tutti rivolgiamo l’appello di andare a votare. Il voto è un diritto che i nostri genitori, i nostri nonni, hanno conquistato a duro prezzo, non diamolo per scontato, soprattutto perché non andare a votare significa far decidere a qualcun altro per noi. E una motivazione in più sarà quella di sostenere e votare i candidati sindaci espressione del centrodestra e di Ncd. Buon voto a tutti!

SAVE THE DATE: VENERDI’ 6 MAGGIO A CESENA CON VALORI E LIBERTA’
Venerdì 6 maggio, alle ore 20:45, nel Salone di Palazzo Ghini, Corso Sozzi, Cesena
FELICITA’
Istruzioni per l’uso
DALLA EVANGELIUM GAUDIUM DI PAPA FRANCESCO
dialogo con Mons. Douglas Regattieri
introduce Francesco Zanotti – direttore “Corriere Cesenate”
Organizzano le amiche dell’Associazione Valori e Libertà.

IL TUO 5 X MILLE ALLA FONDAZIONE TERESA E LUIGI DE BEAUMONT BONELLI
E’ il periodo della Dichiarazione dei Redditi. A costo zero si può fare una buona azione destinando il 5xmille alla Fondazione Teresa & Luigi de Beaumont Bonelli Onlus – per la ricerca sul cancro - C.F. 80065250633 - www.fondazionebonelli.org


4 OTTOBRE: GIORNO DEL DONO
Il prossimo 4 ottobre, festa di San Francesco, Patrono d’Italia, si festeggerà anche il ‘Giorno del dono’. La scorsa settimana il Senato ha infatti istituito questa particolare giornata per fare conoscere e rendere omaggio alle tante realtà, singole o associate, che rendono concreta la parola ‘dono’. L’atto del donare fa bene a tutti, a chi lo fa, a chi lo riceve, e anche allo Stato perché in questo modo vengono risolti problemi di cui altrimenti dovrebbe farsi carico. Quello che segue è l’intyervento della senatrice Laura Bianconi che ha svolto la dichiarazione di voto per il gruppo NCD.

Signor Presidente,
il dono è ciò che si dà o si riceve senza avere nulla in cambio, senza pretendere nulla in cambio. È un concetto che può essere compreso solo attraverso categorie antropologiche. Solo se ci domandiamo cosa sta a cuore all'uomo lo possiamo comprendere. L'uomo non può vivere al di fuori della comunità, grande o piccola che sia. È proprio all'interno della prima comunità, la famiglia, che fa le prime esperienze di gratuità, dando e ricevendo senza niente in cambio. Qui, IN PRIMIS, riceve il dono gratuito della vita.
Quando ognuno di noi dimentica la sua dimensione comunitaria e quando censura queste domande di fondo, gli effetti negativi si ripercuotono su tutta la società.
Il nostro Paese può vantare una grande ricchezza, quella del volontariato: le banche del tempo, il banco alimentare, le associazioni no profit, il banco farmaceutico. Tutte queste associazioni svolgono attività donative; si tratta di tempo, di denaro, di cose, perfino di sé stessi, come nel caso del sangue e degli organi. Esse consentono il pieno sviluppo della persona umana: persone che, singolarmente o in comunità, si impegnano reciprocamente a fare il dono di sé agli altri. Il bello di un atto donativo sta nel fatto che nessuno è obbligato, e quindi si vive la vertigine della libertà, si vedono risultati straordinari, sia per l'individuo, ma anche per diventare una società civile, per diventare una società più civile.
Istituire oggi il Giorno del dono è un atto politico di grande rilevanza, per valorizzare la solidarietà italiana, una delle risorse fondamentali anche per uscire dalla crisi in maniera diversa da come ci siamo entrati. E allora perché una legge? Perché la legge ha una portata pedagogica: può aiutare, incentivare, creare un pensiero positivo verso il dono del proprio tempo, della propria creatività, di sé stessi. Può far crescere questa cultura del dono. Per fare che cosa? Per fare memoria del dono della vita e di sentirsi comunità e anche per ringraziare tutti quelli che, nel tanto o nel poco, donano e si donano agli altri.
Infine vorrei ringraziare per aver deciso di porre la celebrazione il 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi. Perdonatemi se rientro un po' nella mia professione antica, quella di persona che studiava la storia dell'arte. Ripenso agli affreschi della basilica di Assisi, agli affreschi di Simone Martini, nella cappella di San Martino nella Basilica inferiore, e agli affreschi della Basilica superiore, dove Francesco dona il suo mantello al nobile cavaliere ridotto in miseria. Due affreschi, lo stesso gesto: quello del dono del mantello. E forse non è proprio un caso che San Martino sia il primo santo non martire della Chiesa, a testimonianza del fatto che donare è di straordinaria umanità e rende certamente l'uomo più grande.
Per tutte queste ragioni il voto del Nuovo Centrodestra sarà pienamente positivo.
(dal sito www.senato.it)



16 marzo 1978. Le Brigate Rosse sequestrano Aldo Moro e uccidono le cinque guardie del corpo: Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Cinquantacinque giorni dopo, il 9 maggio, il corpo senza vita verrà ritrovato in Via Caetani. Una pagina tragica e terribile della nostra storia, una pagina che dopo 36 anni può riservare ancora aspetti da indagare, da analizzare. Per questo motivo mercoledì scorso il Senato ha approvato, in via definitiva, l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Quello che segue è l’intervento del senatore Luigi Compagna che a nome del gruppo NCD ha svolto la dichiarazione di voto.

ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL RAPIMENTO E SULLA MORTE DI ALDO MORO
Signor Presidente, colleghi senatori,
in molta parte del nostro dibattito di questa mattina ha risuonato la parola «verità». Francamente, in un dibattito parlamentare, questa mi sembra una parola, se non impropria, abbastanza incestuosa: in un libero Parlamento, ogni verità non può che essere relativa, nel senso che deve essere sempre revocabile, in dubbio o in errore, dalla libertà di opporle o un'altra verità o un altro tipo di verità. Da questo punto di vista, è allora bene sgombrare il campo da impropri (a mio giudizio) ostacoli che sarebbero costituiti dall'enorme distanza di anni. Sono passati più di trent'anni dalla vicenda Moro: questo, sotto certi aspetti, è importantissimo, ma sotto certi altri aspetti è irrilevante. Il collega senatore Nitto Palma, in un intervento peraltro bellissimo, ha ricordato come i tanti processi che ci sono stati e che hanno raggiunto quell'altra verità (la verità processuale o, meglio, le verità processuali) sono rimasti in credito o in debito di informazioni, per esempio sul profilo internazionale dei collegamenti delle Brigate rosse.
Se non ho ascoltato male, Nitto Palma ha detto che né Moretti, responsabile massimo dei rapporti internazionali delle Brigate rosse, né Senzani, responsabile delle Brigate rosse più movimentistiche (dicevano all'epoca i sociologi) e dei loro rapporti internazionali, hanno detto assolutamente nulla su questo argomento, nel quale - invece - sono emersi più volte, anche dopo che si era consumata la tragedia di Aldo Moro, aspetti non privi di interesse e tutti meritevoli di indagine.
Nella XIII legislatura questi aspetti furono affidati ad una Commissione denominata stragi (per non ripetere il BIS di precedenti legislature sulla vicenda di Moro), prestigiosamente presieduta dal senatore Pellegrino. Ebbene, non si è arrivati neanche ad una relazione, ma soltanto ad un libro stimolante del presidente Pellegrino. E perché Pellegrino non potette fare neanche una relazione? Perché, proprio sul profilo dei rapporti internazionali, gli fu opposto un muro di NON EXPEDIT, di non comunicabilità da parte di Paesi, come la Germania, la Cecoslovacchia e l'Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche, più volte affiorati nell'indagine su quelle che talvolta vengono ancora definite le «cosiddette Brigate rosse».
Di qui, signor Presidente, mi sono permesso, in occasione del voto sull'articolo 5, di ricordarle - la ringrazio della risposta che mi ha dato appuntamento, diciamo così, per una decisione del prossimo Consiglio di Presidenza - la lettera nella quale il nostro collega Capogruppo, senatore Maurizio Sacconi, richiama questa esigenza di pubblicità importantissima nel raccordo tra le carte Mitrokhin e le carte di questa Commissione che andiamo ad istituire. Quindi il primo mondo, DEMI MONDE, dal quale non si è avuto nessun barlume di risposta (forse non lo si può avere, non lo so: lo accerterà la Commissione) è il mondo Mitrokhin, il mondo, per essere ancora più concreti, di quel bellissimo film ambientato nell'allora Germania Est. Si chiamava «Le vite degli altri» ed è un film di una decina di anni fa.
Poi c'è quella catena di Paesi arabi in cui sarebbe stato in vigore, nei rapporti con il nostro Paese, il cosiddetto lodo Moro, cioè l'immediata scambiabilità di prigionieri cosiddetti politici attraverso i Servizi, attraverso l'Ente nazionale idrocarburi ed attraverso le connessioni tra l'uno e l'altro.
Anche qui ci sono stati dei fatti nuovi: molti dei governanti di quei Paesi non ci sono più, e qualche collega ci ha addirittura detto che sono avvenute stupende «primavere arabe». Beh, la materia per una ricerca di questi profili internazionali, nel senso cui faceva riferimento il collega Nitto Palma, c'è tutta quanta. E, per lealtà che debbo a quest'Aula ed ai miei colleghi, il mio stato d'animo all'inizio di questa legislatura sarebbe stato quello del senatore Malan: REQUIESCAT IN PACE.
Ma quando ho visto che alla Camera dei deputati veniva proposta una Commissione monocamerale riservata soltanto ai colleghi deputati e non sono riuscito a trovare motivo più convincente che il fatto che il Presidente fosse particolarmente sensibile in quanto nativo di Maglie, sono stato indotto, insieme al collega Gotor, che ringrazio, e ad altri, a presentare il disegno di legge n. 1030 per farla diventare almeno bicamerale.
Al riguardo, sono state avanzate obiezioni dai colleghi del Gruppo Lega Nord e Autonomie opportune ed interessanti. Si è detto che è troppo macchinosa una Commissione composta da 60 persone. Lo so. Ma il limite del nostro meccanismo parlamentare è quello di dover garantire rappresentatività a tutti i Gruppi. Rispetto alle verità processuali, ci troviamo ad operare in un territorio nel quale non c'è il rischio di competitività, di conflittualità inopportune. I profili politici sono tutti quelli relativi alla collocazione internazionale dell'Italia in quegli anni esplicita ed occulta, e come tali sono di grande interesse anche a più di trent'anni di distanza.
Per quel che riguarda invece il profilo dei rapporti con la memoria di Aldo Moro del suo partito (la Democrazia cristiana), del Partito socialista e del suo leader Bettino Craxi, credo che ogni conflittualità sia oggi abbastanza inopportuna, ingiusta ed ingenerosa. Avevano buone ragioni di umanità e di senso dello Stato l'onorevole Craxi e il suo partito; aveva altrettanto buone ragioni di senso dello Stato (si disse allora, prussiano, ma lo si disse in senso e con una terminologia offensivi) la Democrazia cristiana nel ritenere più forte, in una vicenda nella quale erano morti cinque servitori dello Stato, il prestigio non di un'astratta ragione dello Stato, ma delle ragioni dello Stato.
Auguro quindi alla Commissione di sapersi accostare con la giusta umanità e con il giusto rispetto a questi aspetti del dramma allora in atto e di far valere un maggiore spirito critico di indagine e di accertamento se vi saranno nuovi profili di conoscenza inerenti ai rapporti internazionali dell'Italia di allora.
(dal sito www.senato.it)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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