Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 243 del 10 giugno 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Revisione della Parte II della Costituzione
AFFARI ESTERI
Revisione della Parte II della Costituzione
Attuazione della politica europea di vicinato nel 2013
Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo
BILANCIO
Professioni beni culturali
Diffamazione
Competitività settore agricolo
ISTRUZIONE PUBBLICA
Disabilità nella scuola e continuità didattica degli insegnanti di sostegno (Atto n. 304), audizione di esperti: dirigente dell'Ufficio VII (disabilità) della Direzione generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, dott. Ciambrone
Politiche spaziali e aerospaziali
Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni
SANITA’
Riforma costituzionale
Norme varie in materia sanitaria – Audizioni: Coordinamento nazionale associazioni delle professioni sanitarie (Conaps), Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Associazione italiana di radioterapia oncologica (Airo), Società italiana di ematologia
Atto comunitario 246 (questioni scientifiche relative a prodotti alimentari) - Relatrice Bianconi


In Aula
Decreto-legge n. 73, proroga gestioni commissariali opere pubbliche
Votazioni sulle dimissioni presentate dalle Senatrici Bignami e Mussini
Anticorruzione
Mozioni sull'operazione Mare Nostrum

OLTRE LO SPECCHIO
In questi giorni le pagine di apertura dei media sono tutte dedicate alla politica (i ballottaggi hanno offerto parecchi spunti di approfondimento), ma c’è una notizia che avrebbe meritato il primo posto. Perché tutto il nostro affaccendarsi, tutte le priorità che consideriamo imprescindibili, diventano nulla di fronte alle cose che veramente contano nella vita. La salute, innanzi tutto. Che quasi sempre diamo per scontata, illimitata, inesauribile, riducendoci alla disperazione quando dobbiamo fare i conti con la malattia, il dolore, la morte. Al riguardo una grande lezione ci viene da Athena, una tredicenne inglese morta per un cancro alle ossa dopo un anno di cure, di dolore, di speranze e delusioni. Dopo la sua morte i genitori hanno scoperto che dietro lo specchio aveva scritto il suo speciale testamento, fatto di speranza, di felicità, di un per sempre che continuerà a tenerla legata ai suoi familiari. Oltre lo specchio si cela sempre il vero volto delle persone, e quello specchio ha rivelato la profondità d’animo di una ragazzina di tredici anni che aveva capito che l’ultima parola non sarà mai quella della morte.

OMOFOBIA: TUTELARE LIBERTA’ DI ESPRESSIONE
Un'interrogazione per "tutelare la libertà di espressione del pensiero in manifestazioni assolutamente pacifiche". E' quella che ha presentato al ministero dell'Interno la vicepresidente vicaria del gruppo del Nuovo Centrodestra, Laura Bianconi, dopo "l'ennesimo episodio di violenza verificatosi a Lecce, dove circa cinquanta attivisti di associazioni LGBT hanno scatenato una violenta gazzarra contro gli esponenti di 'Sentinelle in Piedi', che manifestavano contro il carattere liberticida del ddl Scalfarotto". "Un episodio non sporadico - afferma Bianconi - visto che già in altre città il movimento, che si propone di vigilare su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera, denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l'uomo, la libertà d'espressione e la tutela della famiglia naturale fondata sull'unione tra uomo e donna, era stato oggetto di contestazioni violente. Bergamo, Verona, Perugia, Trento e Siena sono solo alcune delle città teatro di scontri innescati dagli aderenti alle associazioni LGBT e di estrema sinistra". La Senatrice Bianconi, nell'interrogazione, chiede inoltre al ministro Alfano se non "valuti idonea l'emanazione di una circolare ai Questori e Prefetti delle città coinvolte dalle manifestazioni, che predisponga linee guida per la gestione di queste manifestazioni ed, in particolare, garantisca l'utilizzo, se del caso, di un numero congruo di mezzi e uomini per la difesa del diritto alla libertà di espressione".

CESENA, UN ASSE TRA PARLAMENTARI E AMMINISTRAZIONE
Un patto ‘bipartisan’ per il bene della città. Questo lo spirito con cui Paolo Lucchi, riconfermato sindaco di Cesena, ha convocato i parlamentari cesenati per chiedere il loro impegno per portare a casa i finanziamenti per progetti che per la città sono prioritari, Lotto Zero della Secante e nuove sedi per le forze dell’ordine. “Per quanto mi riguarda – commenta la senatrice Laura Bianconi – ho sempre messo il bene del mio territorio prima dell’appartenenza politica e partitica. Quando ho iniziato la mia esperienza parlamentare erano ben poche le amministrazioni espressione della mia parte politica, ma questo non ha minimamente influito sulla mia disponibilità a sostenere i progetti che mi venivano segnalati. Io stessa, quando vedevo possibilità che potevano essere concretizzate nel territorio dove vivo, ne davo informazione agli amministratori locali. Proprio per questo Cesena è stata una delle prime città italiane a sperimentare il nuovo sistema che fa sì che nella carta di identità sia riportato l’assenso alla donazione degli organi. Certo – conclude Bianconi – la lista del sindaco Lucchi è lunga e impegnativa dal punto di vista finanziario, e in questo periodo di crisi sarà necessaria la vigilanza e la massima collaborazione tra tutti i parlamentari cesenati”.

BALLOTTAGGI, UNO SPRONE PERCHE’ LA POLITICA TORNI TRA LA GENTE
Livorno e Pavia. Bergamo e Urbino. Quantunque alla fine la somma dei risultati sia a favore della sinistra, i ballottaggi di domenica scorsa hanno riservato sorprese per tutti gli schieramenti, con rimonte impreviste. “Soprattutto – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi – occorre fare il conto con il dato, ormai allarmante, dell’astensione, il vero elemento che ha mandato in tilt tanti pronostici della vigilia. Ogni partito ha avuto i suoi picchi di soddisfazione e delusione, questo vale anche per il Nuovo Centrodestra, che di questa prima esperienza elettorale deve innanzitutto guardare all’importanza di essere e stare in mezzo alla gente, di formare una nuova classe politica, seria, preparata e competente”.

GESTI CONCRETI PER LA PACE
Laddove le tavole rotonde e gli incontri diplomatici hanno fallito, potrà il gesto concreto di Papa Francesco dare inizio a un concreto percorso di pace? E’ quello che tutti si aspettano dopo l’iniziativa del Pontefice che ha visto riuniti a Roma il presidente israeliano Shimon Peres, quello palestinese Abu Mazen, insieme al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo. Il nuovo ‘quartetto’ della pace in Medio Oriente è stato chiamato. Segno delle aspettative che tutti nutrono per una definitiva soluzione del conflitto. La chiave di volta è un gesto semplice, ritrovarsi nei Giardini Vaticani da credenti per pregare insieme, e piantare come testimonianza una giovane piante d’ulivo. “Il Santo Padre – sottolinea la senatrice Laura Bianconi – ha affrontato il problema da un’altra prospettiva, partire dal comune senso religioso per far sì che ciascuna parte trovi il coraggio di fare la pace”.



La conta drammatica dei tanti disperati. che negli ultimi giorni hanno tentato la sorte per raggiungere le coste siciliane, ha raggiunto cifre da esodo biblico. Ed è inutile tacerlo: l’Italia è desolantemente sola nell’affrontare questa emergenza. Abbiamo collezionato tante pacche sulle spalle, nulla da dire sul nostro senso di solidarietà e responsabilità. Ci mancherebbe. Ma poi alla fine il problema è e rimane nostrum, come osserva Gabriele Canè nell’articolo sotto riportato. Oggi incassiamo la solidarietà dell’Onu che dice che <<la questione degli immigrati nel Mediterraneo non è un problema che l’Italia può affrontare da sola>>. Speriamo non sia l’ennesima pacca sulle spalle.

UN PROBLEMA DI TUTTI
Prima o poi dovremo porci seriamente la domanda. E dare una risposta altrettanto seria, senza ipocrisie, e senza paura di finire all’inferno o nella lista dei <<politicamente scorretti>>. La domanda è molto semplice. Accoglienza significa arrendersi all’onda di disperati che a migliaia si avvicinano alle nostre coste, oppure possiamo e dobbiamo fare qualcosa per filtrare, ammortizzare, prevenire questo doppio dramma: quello di chi sfugge da fame e guerre, e quello nostro che non sappiamo dove e come sistemarli. Gli oltre tremila arrivi delle ultime ore, i barconi con il loro carico multi etnico di miseria e di morte, così come gli Sos dei sindaci siciliani sono un capitolo di un libro che ha già scritto pagine dolorose e altre (tante) ne scriverà. Una trama a cui però non possiamo rassegnarci. Intanto, partendo da qualche seria autocritica. Come quella di aver partecipato allo sciagurato abbattimento del regime libico.
Un Paese con cui si era condivisa una politica di contenimento dei flussi migratori, fornendo mezzi navali, istruendo equipaggi, firmando protocolli. Non per mandare a picco i barconi della speranza, figuriamoci, ma per evitare che si avventurassero in mare aperto esposti al cinismo degli scafisti, alla selezione crudele delle onde e a un futuro incerto in un’Europa in crisi. Invece: muoia Gheddafi con tutti i suoi accordi. Demenziale. Così come è vagamente autolesionistico il nostro rapporto in materia con l'Europa, ammesso che il termine Europa abbia un qualche contenuto reale. L’operazione Mare Nostrum, infatti, corrisponde esattamente alla sua definizione: la tragedia dei migranti è solo un problema nostro. Dice: passano dall’Italia poi vanno in altri Paesi. Giusto. Ma andatelo a dire a Bruxelles che al massimo manda qualche commissario piagnone a stabilire che i nostri centri di accoglienza non sono abbastanza … accoglienti.
Allora, che fare? Battere i pugni sul tavolo, più di quanto ha fatto Renzi di recente, e sfruttare i prossimi sei mesi presidenza italiana della Ue per fare di questo problema nostro, un problema di tutti. In modo serio, concreto, non limitato a quattro pacche sulle spalle in una cena di gala. Sarà uno dei parametri, se non il primo parametro con cui a fine anno trarremo un bilancio del nostro mandato. E nel frattempo? Cuore, cervello, muscoli. Soccorrere sempre, rispedire al mittente quando è possibile. Perché spesso intercettiamo barconi in acque internazionali e li portiamo in Italia. E se invece qualcuno lo riaccompagnassimo sulle coste libiche? Cosa fanno, ci sparano? Quale Marina? Quella che abbiamo affondato con la morte di Gheddafi? I porti della Sicilia scoppiano. I centri di accoglienza pure. Arrivano a migliaia e in una notte si svuotano. Fuggi, fuggi. Non è umano. E neppure serio. Fino a quando non decideremo che tendere una mano non significa sventolare bandiera bianca.
(Gabriele Canè – Il Resto del Carlino QN – lunedì 9 giugno 2014)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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