Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 245 del 24 giugno 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Revisione della Parte II della Costituzione
AFFARI ESTERI
Revisione della Parte II della Costituzione
Attuazione della politica europea di vicinato nel 2013
Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo
BILANCIO
Professioni beni culturali
Diffamazione
Competitività settore agricolo
ISTRUZIONE PUBBLICA
Disabilità nella scuola e continuità didattica degli insegnanti di sostegno (Atto n. 304) esperti; (ore 15): dirigente dell'Ufficio VII (disabilità) della Direzione generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, dott. Ciambrone
Politiche spaziali e aerospaziali
Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni
SANITA’
Norme varie in materia sanitaria – Audizioni di rappresentanti del Sindacato professionale italiano fisioterapisti e professioni area riabilitativa (SPIF), del Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica, del Sindacato Italiano Assistenti di Studio Odontoiatrico, dell'Associazione Nazionale Perfusionisti in Cardioangiochirurgia (ANPeC) e dell'Associazione Italiana Ortottisti Assistenti in oftalmologia
Sicurezza e salute nell'ambito dell'amministrazione della giustizia - Osservazioni alla 11a Commissione
Riutilizzo medicinali non utilizzati – Relatore: Bianconi
Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013 bis) e ddl n. 1519 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea -Legge di delegazione europea 2013
Indagine conoscitiva sostenibilità SSN: audizione del Ministro della salute



In Aula
Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio Europeo del 26 e 27 giugno e sulle linee programmatiche del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea
Decreto-legge n. 74, misure urgenti in favore delle popolazioni dell'Emilia-Romagna
Cooperazione internazionale per lo sviluppo

RIFORME: AVANTI SENZA IPOCRISIE
“Sulla riforma del Senato attualmente in discussione in Commissione Affari Costituzionali è positivo che si sia avviato un percorso teso ad arrivare in tempi rapidi all’approvazione della legge di modifica alla Costituzione, ma per quanto riguarda la discussione sul tema dell’immunità parlamentare per i senatori occorre affrontare il problema senza infingimenti e senza ipocrisia”
. Questo è quanto ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del gruppo Ncd, intervenendo sull’argomento al centro del dibattito politico. “Il nuovo Senato, ancorché formato da sindaci e consiglieri regionali, non sarà un’assemblea di serie B, i compiti che saranno assegnati ai futuri senatori saranno comunque di grande rilevanza e non è pensabile che sull’onda di un parossistico imperativo anticasta si voglia considerare l’immunità parlamentare come un mero privilegio. L’immunità parlamentare serviva a bilanciare la condizione di grande autonomia della magistratura, autonomia che in altri ordinamenti è invece molto ridimensionata, per questo su un tema così delicato è opportuno confrontarsi a partire dalla realtà”.

A MILANO PARRUCCHE ROSA CONTRO IL TUMORE AL SENO
Un flash-mob davanti al Pirellone e decine di donne con parrucche rosa per sensibilizzare le istituzioni a realizzare anche in Italia 120 Breast Unit, centri di senologia specializzati e multidisciplinari secondo quanto previsto dalle migliori esperienze mediche del settore. All’iniziativa, organizzata lunedì scorso a Milano da Europa Donna, ha preso parte la senatrice Laura Bianconi che sin dalla sua elezione in Parlamento ha sostenuto le battaglie di Europa Donna. “Quella di Europa Donna – commenta la senatrice Laura Bianconi – è un’autentica missione, nata dall’intuizione di Umberto Veronesi, per far sì che le donne a cui viene diagnosticato un tumore al seno possano trovare all’interno di un unico percorso integrato quanto serve per affrontare questa malattia che, nonostante i grandi successi della ricerca, rimane ancora la prima causa di morte per la donna. Trovare in un unico centro – continua Bianconi – senologo, oncologo, chirurgo, psicologo, oltre a dare maggiori risultati in termini di guarigione, consente anche alla donna colpita da tumore al seno di affrontare la propria malattia con minore stress, senza doversi spostare da una struttura all’altra per i diversi trattamenti. Le amiche di Europa Donna, guidate da Olga D’Antona, svolgono un lavoro prezioso e encomiabile, soprattutto per quanto riguarda l’azione di pressing nei confronti delle istituzioni che devono dare attuazione alle linee di indirizzo europee. Per questo ho sempre dato il mio pieno sostegno alle loro iniziative affinché anche in Italia si realizzino entro il 2016 le Breast Unit”.

CASO STAMINA: INTERVENGA IL PARLAMENTO
"Sul procedimento Stamina vi è la necessità di un intervento normativo per regolamentare la somministrazione di presunti farmaci che non hanno alcuna certificazione scientifica".
Lo ha dichiarato Laura Bianconi, senatrice dell gruppo Ncd e componente della Commissione Sanità, intervenuta sul caso stamina. "Non è possibile – aggiunge Bianconi - consentire a determinati tribunali quale quello di Venezia, di poter intervenire su basi che non hanno alcuna valenza da parte della scienza. Concordo con il senatore Zanda che il Parlamento debba presto fare la sua parte per non consentire di propinare ai pazienti che soffrono un intruglio di cui non si conosce la validità. Fino ad oggi il ministro Lorenzin e il ministero della Salute – conclude Bianconi - hanno agito con correttezza e coscienza svolgendo scrupolosamente tutte le verifiche del caso. Ora tocca alle Aule parlamentari fare il proprio dovere”.

SANITA’, SU FARMACI PER MACULOPATIA LORENZIN HA LOTTATO CONTRO LE LOBBIES
"Sul caso Avastin-Lucentis, i due farmaci usati per contrastare la maculopatia, così come sul caso Stamina il ministro Lorenzin ha eretto un muro contro potentissime lobbies".
Lo dichiara la vicepresidente vicaria del gruppo del Nuovo centrodestra al Senato, Laura Bianconi, componente della commissione Sanità. "Con azioni senza precedenti - aggiunge - contro le case farmaceutiche il ministro ha avviato un'incessante azione, culminata con il blocco di eventuali prescrizioni e la richiesta di risarcimento danni pari a 1,2 miliardi di euro, caso unico nella storia del nostro Paese. Per questo la mozione di sfiducia dei senatori del M5S non ha alcuna ragione d’essere. Forse i 5 Stelle hanno altri interessi da difendere?”

CESENA CALCIO IN SERIE A
Un po’ di orgoglio regionale non guasta. Il Cesena dopo un’avvincente serie di play-off ha conquistato l’accesso alla serie A. Una gioia non solo per la città ma per i tanti romagnoli che tifano Cesena. “E’ stato un anno fantastico – commenta la senatrice Bianconi, appassionata tifosa della squadra della sua città – in cui la squadra ha sempre dimostrato di poter ambire alla massima divisione, e questo è il risultato della determinazione e della serietà di un intero gruppo, a cominciare dalla società, che ha saputo affrontare con determinazione sfide difficili”.


Non c’è guerra che non possa essere vinta se un’intera comunità trova la forza e la coesione per combattere. E si combatte non solo con le armi, con la violenza, ma anche con forza di una posizione culturale che tronca qualsiasi atteggiamento di connivenza o di tolleranza. Come ha ribadito Papa Francesco.

SE IL PAPA SPAVENTA I MAFIOSI
Tra Chiesa e Mafia si è combattuta, negli anni, una guerra a distanza senza fine e a fasi alterne, con esiti incerti. Così come instabile è stato, nel tempo, l’intervento di Roma contro la strumentalizzazione religiosa puntualmente messa in atto dai vertici di Cosa nostra e delle mafie che infestano il nostro Meridione.
Per questo assume valore massimo la scomunica chiara, inequivocabile pronunciata l’altro ieri da Papa Francesco.
Il Papa, nella terra del piccolo Cocò vittima sacrificale della crudeltà mafiosa, ha fatto intendere chiaramente che non c’è possibilità malinteso: chi sta dalla parte della mafia è <<un adoratore del male>>, del diavolo e, quindi, non può far parte della Chiesa.
E’ proprio questa chiarezza, questa condanna senza tentennamenti che può incidere nella dialettica sociale del Sud, ostaggio di ambiguità e ammiccamenti che da sempre finiscono per sostenere le mafie. Nessuno pensa, intendiamoci, che le parole di Bergoglio possano in qualche modo scalfire la coltre dura dei cuori e delle menti dei boss. Chi è stato plasmato con le <<certezze>> delle proprie scelte, anche le più cruente, chi si è macchiato le mani di sangue nel nome della <<volontà di Dio>> difficilmente può accettare di fare a meno di una <<licenza>> che contrabbanda come concessa dalla Divinità Superiore.
Nel nome di Dio le mafie si sono procurate il consenso e tutto ciò che ne consegue: potere e soldi. E spesso la comunità ecclesiale ha lasciato fare, o peggio è intervenuta senza recidere il legame tenuto in piedi dala labile speranza di poter recuperare le pecorelle smarrite. Non si può dimenticare che, proprio su questo equivoco, ha prosperato l’innaturale legame clerico-mafioso. Ci sono stati preti che hanno celebrato il matrimonio religioso di coppie in clandestinità (Totò Riina e Ninetta Bagarella) senza informare le autorità civili. Sono stati battezzati bambini alla presenza di padri latitanti, abbiamo conosciuto religiosi che andavano a dir messa nel covo del ricercato.
E’ ovvio, dunque, che difficilmente il mafioso potrà essere portato a riflettere sulle parole di Francesco. Come non lo fu davanti all’altra scomunica: quella di Papa Wojtyla, pronunciata ad Agrigento il 9 maggio 1993. Quello fu un evento inatteso perché il cerimoniale aveva incardinato la giornata senza nessuna intenzione di sfiorare il tema della mafia. Ma Papa Giovanni Paolo II, poco prima del suo discorso, incontrò Rosalia Corbo e Vincenzo Livatino, i genitori del magistrato assassinato da Cosa nostra. Il <<giudice ragazzino>> che si era rifiutato di diventare <<comprensivo>> di fronte alle imputazioni di boss che lo avevano visto crescere. Rimase sconvolto, Wojtyla, e allora decise di andare a braccio e, come Frate Cristoforo, alzò il dito minaccioso: <<Ci sarà il castigo di Dio>> perché la mafia <<è peccato>>.
Sono passati quasi vent’anni ed eccoci al secondo anatema, più duro e più diretto. Era necessario, dopo aver celebrato la vita e la morte eroica di Don Pino Puglisi, assassinato come i cristiani nell’arena per aver insistito a imporre la parola di Dio, in un quartiere, Brancaccio di Palermo, dove la vita e la morte la decidono un pugno di assassini.
Il gesto di Francesco è importante perché interrompe l’incertezza nella condanna ai mafiosi. Nel 1982 venne assassinato a Palermo il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, anche per l’insipienza di governanti imbelli. Lo Stato accorse ai funerali di uno dei suoi uomini migliori forse pensando di avere così esaurito il proprio dovere. Ci pensò il cardinal Pappalardo a precisare che non bastava: <<Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata>>, gridò dal pulpito davanti alle autorità con le facce bianche come la cera. Non piacque quella uscita. Fece sperare la gente comune che attendeva un gesto di rivolta, ma non fu digerita dai boss che alla messa pasquale che il cardinale era solito celebrare all’Ucciardone si assentarono in massa: un messaggio inequivocabile.
Anche l’anatema di Wojtyla, giunto ad un anno dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, aprì la strada a molte speranze. Le persone ne capirono l’importanza ed anche i boss intuirono l’importanza di quell’evento, tanto che risposero a muso duro con le bombe del 28 luglio a San Giovanni in Laterano e al Velabro. Ma la Storia ci dice che non hanno vinto perché non hanno fermato il cammino verso l’affermazione della volontà di Dio, che non può essere appannaggio di chi uccide anche i bambini.
(Francesco La Licata – La Stampa, lunedì 23 giugno 2013)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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