Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 247 dell' 8 giugno 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Revisione della Parte II della Costituzione
Legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre
AFFARI ESTERI
Accordo Italia-Isola di Man scambio informazioni in materia fiscale
Accordo Italia-Baliato di Guernsey scambio informazioni in materia fiscale
Accordo di cooperazione Italia-Afghanistan prevenzione e contrasto traffico stupefacenti
Ratifica accordo Italia-Montenegro collaborazione strategica
Ratifica accordo Italia-Angola sicurezza e ordine pubblico
Comunicazioni del Governo sugli esiti del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno 2014
BILANCIO
Competitività settore agricolo
Armonizzazione dei sistemi fiscali
ISTRUZIONE PUBBLICA
Revisione della Parte II della Costituzione
Competitività
Legge di delegazione europea 2013
Enti pubblici di ricerca
Nomina Amministratore unico Arcus
AGRICOLTURA
Legge di delegazione europea 2013
SANITA’
Norme varie in materia sanitaria – audizioni informali
Indagine conoscitiva Caso Stamina:
-Audizione di UNIAMO e Vite sospese
-Audizione rappresentanti AGCOM

In Aula
Riforma costituzionale
Elezione di due giudici della Corte Costituzionale e di otto componenti del Consiglio Superiore della Magistratura
Interpellanze e interrogazioni

SEMESTRE  ITALIANO SIA OCCASIONE PER RILANCIARE LA CRESCITA
Il caso ha voluto che il nuovo parlamento e il semestre italiano avessero inizio lo stesso giorno, una coincidenza che carica di ancora più aspettative il nostro Paese. “L’Europa è a un bivio – commenta la senatrice Laura Bianconi – nei prossimi mesi dovrà decidere se rilanciare il progetto iniziale di una concreta unione di popoli o se vuole rimanere sulla strada di questi ultimi anni in cui l’Europa si è dimostrata più una coalizione variabile di singoli interessi, che in molti casi ha visto contrapposti l’asse nordista rispetto ai paesi del mediterraneo che, anche per loro limiti, non sono mai riusciti a fare squadra. Il compito di Matteo Renzi – continua Laura Bianconi – sarà quindi molto impegnativo, perché dovrà convincere anche i governi più restii a iniziare quel percorso di crescita e di sviluppo senza il quale saremo condannati a perdere, dopo la supremazia economica, anche la supremazia culturale”.

CELIACHIA: APPROVATE IN SENATO MOZIONI PER MAGGIORE SICUREZZA ALIMENTI
La scorsa settimana il Senato ha approvato le mozioni presentate dai diversi gruppi parlamentari aventi per tema la celiachia, una malattia autoimmune che si manifesta con un’intolleranza permanente al glutine e comporta quindi la necessità di seguire per tutta la vita un’alimentazione priva di questo elemento. “La celiachia è una malattia subdola e in moti casi sottovalutata – commenta la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente del gruppo Ncd – che secondo le stime colpisce una persona ogni 100, potenzialmente quindi 600 mila, mentre invece i casi sinora diagnosticati sono circa 150 mila. Questo perché la celiachia è una malattia che non sempre si manifesta con sintomi evidenti e le persone convivono molti anni con situazioni di malessere senza aver consapevolezza della malattia, malattia che una volta diagnosticata ha come cura un regime alimentare che escluda il glutine. Purtroppo, oltre al fatto che nella nostra tradizione alimentare sono presenti tanti alimenti che contengono glutine come pasta e pane, il glutine, come addensante entra a far parte di tanti altri alimenti, e questo è il problema che le mozioni hanno posto all’attenzione del governo chiedendo di aumentare i controlli sull’etichettatura per far sì chi soffre di celiachia abbia la garanzia di trovare alimenti sicuri sia per l’alimentazione in casa e, soprattutto, per l’alimentazione in locali pubblici, luoghi di lavoro, mense scolastiche. Soprattutto – continua Bianconi – è fondamentale l’aspetto educativo, cioè fare in modo che le informazioni sulla malattia consentano a che ne è colpito di potersi gestire con grande autonomia e consapevolezza. E’ stato quindi importante che, pur in un momento in cui l’agenda politica è incentrata su tematiche di grande portata per il futuro del Paese, il Senato abbia dedicato la propria attenzione a una tematica che apparentemente può sembrare minore ma che riguarda invece tantissime persone che meritano di vivere e convivere con la loro malattia con più sicurezza e serenità”.

UN CONCORSO PER RIPRENDERSI LA VITA
La cronaca non cessa di sottoporci casi di donne vittime della violenza, cieca e omicida, di compagni ed ex compagni incapaci di controllare la gelosia e il risentimento per l’abbandono, (anche se per amore di verità si devono rilevare casi, pochi per fortuna, in cui anche le donne sanno trasformarsi in carnefici). “Siamo ancora in ansia per Ilaria Abbate e il suo bambino – dichiara la senatrice Laura Bianconi – per l’agguato che ha subito domenica mattina per mano del suo ex compagno, per questo diventa ancora più emblematica la vicenda di Rosaria Aprea, giovane casertana che dopo una convivenza fatta di violenze che l’hanno ridotta in fin di vita, ha trovato la forza di reagire e riprendere le redini della propria vita. Abbandonato il convivente che più volte l’aveva picchiata e brutalizzata è riuscita a realizzare il suo sogno, partecipare al concorso Miss Italia, dimostrando così che né le botte, né le cicatrici sono un ostacolo a un cammino nel segno della libertà. Comunque andrà, Rosaria ha già vinto. Perché ha dimostrato che c’è sempre la possibilità di ritornare ad essere padrone del proprio destino”.

SUI DIRITTI SI DISCUTE, SENZA PROVOCAZIONI
“Come Ncd abbiamo sempre sostenuto che per noi la famiglia è quella naturale costituita da un uomo e una donna e il matrimonio è quello basato sulla famiglia naturale, come previsto dalla Costituzione. Ma questo, pur se contrari al matrimonio omosessuale, all’adozione di bambini da parte di coppie gay, e all’accesso di queste alla fecondazione assistita, siamo comunque aperti al dialogo e disposti a discutere dei singoli diritti individuali”.
Inizia così la riflessione della senatrice Laura Bianconi alla notizia che sabato scorso, presso il comune di Ravenna, si sono celebrate le “nozze” tra due donne. “I sentimenti delle persone e il loro desiderio di dare visibilità al loro legame meritano assolutamente rispetto – continua la senatrice – ma sono assolutamente sconcertata dalla scelta del sindaco e degli assessori che lo  hanno coadiuvavato nella “celebrazione”, tutti pubblici ufficiali, per aver voluto mettere in scena una cerimonia parallela a quella del matrimonio ben sapendo che non aveva nessun valore legale. Va bene che il comune di Ravenna si è dotato di un registro delle coppie di fatto, che però nel nostro ordinamento non è contemplato, ma questo non significa che il desiderio di iscriversi debba ricevere tanta enfasi. Paradossalmente, ci si dovrebbe aspettare, cosa che non avviene, altrettanta attenzione per l’iscrizione di ogni nuovo nato al registro dell’anagrafe, registro che peraltro è obbligatorio per legge. Quindi – conclude Bianconi – non credo che il sindaco, che si è prestato a questa messinscena abbia reso un buon servizio alla causa delle coppie omosessuali. Non è con la provocazione che si contribuisce a un dibattito che nel nostro Paese è in corso da anni”.


Sia ben chiaro nessuno del Nuovo Centrodestra pensa che il percorso delle riforme non sia essenziale per il nostro Paese, e tantomeno che le discussioni e i dissensi non siano legittimi. Ma questo non vuol dire accantonare, per amor di pace,  le proprie proposte, soprattutto quando sono ponderate e giuridicamente inattaccabili. E’ quello che senza mezzi termini ha detto Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale Ncd, nell’intervista rilasciata a Il Sussidiario.

RIFORME: SIAMO PRONTI A ROMPERE SULL’ITALICUM
“Non capisco perché Berlusconi stia spingendo così tanto l’acceleratore su una legge elettorale che darebbe al Pd un premio di maggioranza esagerato e diventerebbe una pistola carica per far saltare la legislatura e dunque le riforme. L’obiettivo di far fuori Ncd mi sembra troppo poco per giustificare questo atteggiamento… Comunque, se la legge elettorale resterà questa noi non la voteremo”.
Lo sottolinea il coordinatore del Nuovo Centro Destra, Gaetano Quagliariello, che afferma di ritenere incomprensibile la priorità data da Forza Italia all’Italicum anziché alla riforma del Senato e al presidenzialismo.  (Giovedì 3 luglio) il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, si sono incontrati per discutere delle riforme. Mentre mercoledì Quagliariello e gli altri leader del Nuovo Centro Destra si sono confrontati con il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, e hanno discusso con lei del nuovo Senato.
Quali sono le vostre proposte sulla riforma del Senato?
Quello che ci interessa sono tre cose: che questa riforma non incida negativamente sulla finanza pubblica; una ripartizione più chiara e migliore tra ciò che compete allo Stato e ciò che compete alle Regioni, recuperando alcune materie allo Stato; che il nuovo equilibrio dei poteri che si determina attraverso il nuovo Senato non porti a casi in cui la maggioranza diventi eccessivamente predominante. Questi sono i tre paletti che noi mettiamo.
Posti questi tre paletti, com’è andato l’incontro con il ministro Boschi?
Noi abbiamo detto al ministro che teniamo a un Senato che abbia piena dignità ma anche a un sistema che abbia un equilibrio. Se con la riforma Palazzo Madama non potrà votare la fiducia al governo, non dovrà neanche poter intervenire sul bilancio, i collegati e la legge finanziaria. In caso contrario, infatti, non potendo controllare il Senato chiedendo il voto di fiducia, il governo lo farà allargando i cordoni della borsa, e quindi ci sarà un’incidenza negativa sulla finanza pubblica.
Perché è così cruciale stabilire che solo Montecitorio possa votare il bilancio?
Noi vogliamo che lo Stato sia responsabile dei deficit di Comuni e Regioni e che quindi abbia gli strumenti per esercitare tale responsabilità, altrimenti non è messo nella possibilità di assicurare il patto di stabilità. Come fa l’Italia a prendere impegni con l’Europa nel momento in cui si trova in una situazione di irresponsabilità rispetto ai bilanci di Comuni e Regioni? Abbiamo inoltre chiesto una ripartizione più chiara delle materie e che siano definiti meglio i fabbisogni standard, cioè che rispondano a criteri di efficienza. Il ministro Boschi ci ha detto che le nostre preoccupazioni sono anche le sue, e quindi speriamo di avere delle risposte positive sugli emendamenti attualmente in discussione.
Come valuta i risultati dell’incontro di ieri tra Renzi e Berlusconi?
Non riesco a capire per quale motivo Forza Italia ponga con questa forza il problema dell’Italicum, che è una legge che chiaramente in questo momento favorisce soltanto Renzi. E’ evidente che in questo momento la soglia del 37% deve essere rivista, come pure che l’intero sistema delle soglie deve essere uniformato. Ncd, inoltre, conta molto sul fatto che l’apertura sulle preferenze possa diventare reale.
Che cosa ne pensa di quanti affermano che l’accordo con Renzi serva a Berlusconi per coprirsi su Mediaset?
Guardi, io mi fermo a una valutazione degli atti politici. Da un lato giudico positivamente il fatto che Forza Italia sia nel campo delle riforme, dall’altro non capisco per quale motivo Berlusconi voglia subito caricare la pistola di Renzi che rischia di far saltare la legislatura prima che siano state completate le riforme. La legge elettorale deve essere fatta bene e solo nel momento in cui la riforma del Senato sarà stata completata. Piuttosto che porre immediatamente la questione della legge elettorale, mi sarei aspettato che Forza Italia entrasse nel merito del semi-presidenzialismo come norma di chiusura, proprio come farà Ncd che sul tema ha promosso una legge di iniziativa popolare e avviato una raccolta di firme per presentarsi al tavolo della maggioranza con la spinta di centinaia di migliaia di cittadini.
Sulla legge elettorale che cosa farete?
Se la legge elettorale rimane quella semplicemente non la voteremo, e porremo un problema serio. La legge elettorale non può essere imposta a partire da un accordo a due.
E’ un accordo che cerca di tagliare fuori i partiti medio-piccoli come Ncd?
Se fosse questo l’obiettivo ne prenderemo atto e sapremo come rispondere. Francamente però non credo che questo sia l’obiettivo di Renzi.
Fare fuori Ncd è l’obiettivo di Berlusconi?
Forse sì. Ma comunque ci vuole ben altro per spaventarci.
(Pietro Vernizzi – Il Sussidiario di venerdì 4 luglio 2014 – www.ilsussidiario.net)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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