Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 249 del 22 luglio 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Cultura e turismo (presupposti costituzionali)
Atto comunitario - istituzione di un controllore delle garanzie procedurali
Atto comunitario - l'interoperabilità come mezzo per modernizzare il settore pubblico
Atto comunitario - domanda di protezione internazionale presentata da un minore non accompagnato
AFFARI ESTERI
Accordo Italia-Isola di Man scambio informazioni in materia fiscale
Accordo Italia-Baliato di Guernsey scambio informazioni in materia fiscale
Accordo di cooperazione Italia-Afghanistan prevenzione e contrasto traffico stupefacenti
Ratifica accordo Italia-Montenegro collaborazione strategica
Ratifica accordo Italia-Angola sicurezza e ordine pubblico
Ratifica Convenzione Aja protezione dei minori
BILANCIO
Competitività settore agricolo
Armonizzazione dei sistemi
Legge delegazione europea 2013
Competitività
Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio
ISTRUZIONE PUBBLICA
Enti pubblici di ricerca
Cultura e turismo
Disabilità nella scuola e continuità didattica degli insegnanti di sostegno
AGRICOLTURA
Legge di delegazione europea 2013
SANITA’
Traffico organi destinati al trapianto
Riutilizzo farmaci (rel. Bianconi)
Indagine conoscitiva caso Stamina:
- Audizione del Ministro della giustizia
- Audizione del Garante della privacy



In Aula
Riforma costituzionale
Decreto-legge n. 91, competitività

RIFORME, VOTARLE E’ UN IMPERATIVO MORALE
“Da trent’anni nel nostro Paese si discute di riforme e da trent’anni nulla cambia. Ora è il momento di far seguire alle parole i fatti e non traccheggiare con un ostruzionismo che ritarda solo un percorso ineludibile”.
Questa la dichiarazione della senatrice Laura Bianconi che nell’Aula del Senato sta affrontando le migliaia di emendamenti presentati dalle opposizioni. “L’ostruzionismo – continua Bianconi - è uno strumento che consente alle opposizioni di far valere la propria posizione ma quando blocca completamente l’attività del Parlamento non si può più parlare di un normale esercizio della democrazia. Alla riforma del Senato è stato dedicato tutto il tempo necessario in Commissione, tant’è vero che il testo arrivato in Aula è molto diverso da quello iniziale, a riprova che da parte della maggioranza c’è stata la più ampia disponibilità a recepire le istanze dell’opposizione. Mi auguro –conclude Bianconi - che gli italiani non debbano assistere oltre a questa triste esibizione muscolare da parte delle opposizioni. Noi come Nuovo Centrodestra daremo la nostra disponibilità affinché gli emendamenti che presentano elementi di concretezza abbiano il giusto spazio nell’ambito della discussione, ma non avalleremo nessun tentativo di rimandare sine die il percorso delle riforme. Superare il bicameralismo perfetto è ormai un obiettivo che non dovrebbe essere messo in discussione, perciò approvare questa riforma è un imperativo morale per tutti”.

ASSOLUZIONE BERLUSCONI OCCASIONE PER NUOVA FASE POLITICA
“Non ho mai dubitato dell’innocenza del presidente Berlusconi, anzi ho sempre sostenuto che contro di lui sia stata ordita una vera e propria macchinazione volta a screditare innanzi tutto il suo impegno politico; per questo non posso che essere felice della sentenza di assoluzione”
. Questo il commento della senatrice Laura Bianconi riguardo il cosiddetto processo Ruby che in appello ha rigettato la condanna di primo grado. “Posso solo pensare il senso di sollievo che Silvio Berlusconi ha provato e mi auguro che la nuova serenità conquistata dopo anni di tormenti giudiziari possa essere l’inizio di una nuova fase politica in cui, nell’area del centrodestra, vengano isolate le posizioni più intransigenti ed estremiste in favore di una concreta condivisione della stagione delle riforme”.

AL PAESE SERVE UNA COSTITUENTE POPOLARE
“Come giustamente ha proposto il presidente Renato Schifani è fondamentale avviare una fase costituente a partire dalle forze moderate che sostengono il governo"
. Lo afferma la senatrice Laura Bianconi, pienamente in linea con la proposta di Renato Schifani, responsabile del programma del Nuovo Centrodestra. “Il nostro obiettivo – continua Bianconi – è quello di dare una casa comune a tutti i moderati che si riconoscono nei valori del popolarismo europeo, senza derive estremiste e massimaliste. Per questo mi auguro che Forza Italia trovi il coraggio di seguirci in questo percorso e sia disponibile a dare il via a un percorso politico che veda la destra moderata adeguatamente attrezzata e strutturata per competere al armi pari con la sinistra. Tutti – conclude Bianconi – potranno, e dovranno, dare il loro contributo, a partire dall’esperienza di questo ultimo anno. Il nostro obiettivo è quello di guardare avanti, in questi mesi sono accadute tante cose, alcune anche dolorose, e non si può pensare di tornare indietro e far finta di niente, perché così non si va da nessuna parte e noi invece vogliamo vincere e recuperare i tanti elettori che hanno scelto Renzi o hanno scelto di non votare”.

LICENZIARE NON VUOL DIRE DISCRIMINARE
"Che in Italia un imprenditore non possa licenziare un lavoratore assunto a tempo indeterminato è purtroppo un'anomalia del nostro Paese, alla quale noi del Nuovo Centrodestra non ci arrendiamo, anzi contro la quale continuiamo a dare battaglia. Ma che un imprenditore non possa neanche liberamente decidere se e quando rinnovare un contratto di lavoro a tempo determinato, questa la consideriamo una stortura davvero insopportabile. Finora a questo punto nel nostro Paese non c'era ancora arrivato nessuno". Lo affermano in una nota a proposito della vicenda della scuola Sacro Cuore di Trento i senatori del Nuovo Centrodestra Laura Bianconi, Federica Chiavaroli, Franco Conte, Giuseppe Esposito e Bruno Mancuso.


Complice l’assoluzione di Silvio Berlusconi, complice la prospettiva delle prossime scadenze elettorali (nella prospettiva del 2018), in questi ultimi giorni c’è stato un susseguirsi di abboccamenti tra i vari competitor dell’area del centrodestra. Ma Angelino Alfano, il leader del Nuovo Centrodestra, non è disposto ad accordi col solo fine elettorale. L’obiettivo è un Ppe italiano. Come ha spiegato nell’intervista al Messaggero.

IL VECCHIO CENTRODESTRA NON C’E’ PIU’. SILVIO SCELGA NOI O GLI ESTREMISTI
Ministro Alfano, dopo il crollo del muro giudiziario anti-berlusconiano, ci sono le condizioni per riunificare il centrodestra?
«Non era stata una condanna a separarci, e non può essere l`assoluzione a unirci. Nessuna marcia indietro è immaginabile da parte nostra. Se un riavvicinamento ci sarà, avverrà sulle riforme e sulla legge elettorale. Come testimonianze di una comune volontà di ricostruire con spirito nuovo. Oltre, naturalmente, sulla base di una moratoria degli insulti di cui siamo stati bersaglio e vittime da molti mesi a questa parte».
Una condizione per tornare insieme è che Berlusconi faccia un passo indietro, di lato o in alto come padre nobile del centrodestra e lascia ad altri la leadership?
«Non si tratta né di passi avanti né di passi indietro. A causa dei drammatici errori dello scorso autunno, Berlusconi non ha più né la Forza Italia del 30 per cento né il Pdl del 38 per cento. E` cambiato tutto. E bisogna organizzarsi per i tempi nuovi. Per noi, la questione politica è se Forza Italia vuole partecipare alla grande alleanza popolare cioè costruire il partito popolare europeo anche in Italia, con noi di Ncd, con l`Udc e tanti altri moderati pronti a farlo o se – invece – vuole strizzare l`occhio alla destra estrema, razzista, anti-europea e avversaria del Ppe a livello continentale e italiano».
Chiedete un atto di generosità a Berlusconi?
«Non gli chiediamo nessun atto di generosità. Chiediamo viceversa una linea politica compatibile con la nostra. E per il futuro – sto parlando delle elezioni politiche del 2018 – diciamo che serve un`individuazione democratica della leadership della coalizione. Noi la nostra strada l`abbiamo già tracciata. Ed è quella di essere protagonisti dei prossimi mille giorni di governo, con le nostre proposte e con le nostre battaglie. Quella di essere decisivi sulle riforme. Quella che ha come punto cruciale la nascita del Ppe-Italia. Sta a Berlusconi e a Forza Italia decidere se essere protagonisti del campo dei moderati o se relegarsi nell`ininfluenza a causa di una posizione estremista».
Gli aprite le porte se fa il passo indietro?
«Il bivio, per Berlusconi, non è tra lo stare in pensione e lo stare in servizio. Queste cose le decidono gli elettori. Il ragionamento deve essere un altro. Ci sono purtroppo tre centrodestra. Quello nostro, popolare, europeo, quello che ha salvato la legislatura, il governo e il Paese e che sta dentro il governo, dentro le riforme e dentro il Ppe. Un altro centrodestra è rappresentato da Forza Italia, che voleva sfasciare tutto sei mesi fa e poi si è ravveduto anche grazie a una nostra scelta e ora sta dentro le riforme, dentro il Ppe ma fuori dal governo. Infine c`è la destra, che è una destra che si sta estremizzando sempre di più, rappresentata dalla Lega. Forza Italia deve decidere con chi cominciare a ricostruire. Noi intanto diamo vita al Ppe con chi sentiamo più vicino: l`Udc e gli altri che sostengono il governo e le riforme e non fanno parte del Pd».
Barriera contro la destra estrema, primarie, e poi: altra condizione per tornare insieme?
«Le preferenze. Berlusconi, personalmente, con le preferenze ha sempre avuto grandi successi. Sia in consiglio comunale a Milano sia alle Europee. Consenta adesso ai cittadini di scegliersi il deputato preferito, come già fanno per il consigliere comunale, il consigliere regionale, il deputato europeo».
Se Berlusconi accetta le preferenze, è possibile un percorso unitario?
«Le preferenze e un sistema di accesso al Parlamento che non sia orientato al tentato omicidio dei potenziali alleati come noi. Oltre a questo, ripeto, il punto cruciale e da chiarire con nettezza assoluta riguarda la scelta di ricominciare dal Ppe o dalla destra estrema. Non ci si può dire moderati e contemporaneamente schierarsi con chi dice no all`euro; sull`immigrazione ritiene sia meglio raccogliere i morti che salvare i vivi; e vuole la cancellazione dell`Europa piuttosto che contribuire a cambiarla radicalmente. C`è chi non vuole risolvere il problema dell`immigrazione, perché a loro interessa campare propagandisticamente su questa tragedia, mentre a noi interessa risolverla».
Un nuovo centrodestra, sennò Renzi si prende tutto?
«Dev`essere un`area fortemente competitiva su quell`elettorato moderato che ha consegnato a Renzi parecchi punti percentuali. La nascita di uno schieramento per il futuro alternativo al centrosinistra potrebbe non rendere definitivi quei voti finiti al Pd e riportarli nell`alveo di provenienza. I milioni di voti ora andati al Pd, o meglio a Renzi, potrebbero tornare a noi solo se costruiremo questa grande alleanza popolare, dimostrando di essere determinanti al governo e capaci di rappresentare con fatti concreti il ceto medio, gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, le famiglie».
Intanto, è tornata a circolare l`ipotesi della grazia per Berlusconi. Secondo lei ora la grazia è possibile?
«Gli hanno fatto perdere l`occasione di avere la grazia quelli che dicevano a Berlusconi: marciamo sul Quirinale, occupiamo Palazzo dei Marescialli, blocchiamo le autostrade, facciamo dimettere i nostri duecento parlamentari. Sono quelli che, inoltre, dicevano ogni giorno a Berlusconi che sarebbe stato arrestato l`indomani mattina. Tutti costoro gli hanno prodotto un danno politico e personale incalcolabile. E un danno elettorale facilmente calcolabile. In 12 punti percentuali, cioè la differenza che c`è tra i sondaggi Euromedia del settembre scorso (a condanna nel processo Mediaset già avvenuta!) che davano Forza Italia tra il 28 e il 29 per cento e il risultato delle Europee che è stato il 16,8. Di questi punti persi, 4 sono venuti a noi e il resto a Renzi e qualcosina alla Lega e Fratelli d`Italia».
Ma la grazia ora è possibile?
«Lo scorso autunno hanno fatto la mega frittata con la crisi di governo, l`uscita dalle riforme e l`aggressione frontale al presidente della Repubblica. Della grazia, me ne occupai fattivamente anche io ma il mio lavoro (e non solo mio….) fu bruciato dagli estremisti. Adesso, trovino loro il modo per riprendere il discorso».
La riforma della giustizia può aprire nuovi scenari politici?
«E` una delle nostre maggiori priorità. Se rileggo la mia agenda da Guardasigilli ritrovo le intercettazioni, la responsabilità civile dei magistrati e tante altre cose che coincidono con la riforma della giustizia che vorrebbe fare l`attuale governo. Ecco perché ci stiamo dentro».
La responsabilità civile dei giudici dev`essere diretta o indiretta?
«Purché si affermi il principio che la vittima è il cittadino ed è lui che va tutelato e risarcito dall`ingiustizia patita, io non mi impicco alle formule. Chi ha sbagliato paghi ma non voglio aprire un dibattito ideologico su questo».
I mille giorni del governo il Ncd come li vuole riempire?
«Intanto, rinfreschiamo la memoria a chi dimentica che la riforma fiscale la stiamo facendo noi di Ncd, grazie al nostro viceministro Casero. Abbiamo tre obiettivi. Uno choc fiscale per le famiglie, con sostegni ai nuclei numerosi per ridurre l`ormai insostenibile pressione fiscale e rilanciare i consumi interni. Eliminazione dell`articolo 18, per favorire le assunzioni. Rivoluzione burocratica: ora basta con permessi e autorizzazioni. Se la legge ti permette una cosa, puoi farla. Se non te la vieta, la puoi fare. Lo Stato, se vuole, ti venga a controllare dopo, intanto tu cominci. Con queste tre mosse, l`Italia può ripartire».
(intervista di Mario Ajello – Il Messaggero, 21 luglio 2014)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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