Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 255 del 30 settembre 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Partecipazione a Banche multilaterali di sviluppo per America latina e Caraibi
Contrasto al cyber bullismo
Domanda di protezione internazionale presentata da un minore non accompagnato
Rimedi risarcitori in favore dei detenuti e altre disposizioni in materia penitenziaria, nonché modifiche al codice di procedura penale
AFFARI ESTERI
Accordo Italia-Isola di Man scambio informazioni in materia fiscale
Accordo Italia-Baliato di Guernsey scambio informazioni in materia fiscale
Accordo di cooperazione Italia-Afghanistan prevenzione e contrasto traffico stupefacenti
Ratifica accordo Italia-Montenegro collaborazione strategica
Ratifica accordo Italia-Angola sicurezza e ordine pubblico
(Ratifica Convenzione Aja protezione dei minori
BILANCIO
Competitività settore agricolo
Armonizzazione dei sistemi
Legge delegazione europea 2013
Competitività
Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio
ISTRUZIONE PUBBLICA
Enti pubblici di ricerca
Cultura e turismo
Disabilità nella scuola e continuità didattica degli insegnanti di sostegno
AGRICOLTURA
Legge di delegazione europea 2013
SANITA’
Norme varie in materia sanitaria
Riutilizzo farmaci (rel. Bianconi)
Screening neonatale
Indagine conoscitiva sostenibilità Servizio sanitario nazionale (audizione Associazione nazionale audio protesisti professionali e Sindacato nazionale medici medicina fisica e riabilitativa sull'aggiornamento del nomenclatore tariffario)


In Aula
Delega lavoro
Proroga missioni internazionali

JOBS ACT, IL CATERPILLAR RENZI SPACCA LA MINORANZA DEL PARTITO
Con solo venti voti contrari Matteo Renzi, nel doppio ruolo di capo del governo e capo del partito, ha avuto partita vinta nella direzione in cui si discuteva la linea da tenere riguardo alla delega sul lavoro. “Quando si affrontano temi così importanti – sottolinea la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicaria del Gruppo Ncd - è comprensibile che si alzino i toni del dibattito, soprattutto in un partito come il Pd che ha ancora profondi legami con una visione del lavoro che non appartiene più al nostro tempo. Come Ncd però non abbiamo mai avuto dubbi al riguardo, anzi, siamo stati il baluardo all’interno del Consiglio dei ministri affinché la riforma del mercato del lavoro andasse di pari passo con i cambiamenti del mercato e della produzione”.

ELEZIONI ER: IL PD SCEGLIE STEFANO BONACCINI
Domenica scorsa le primarie, per la verità poco partecipate, del Partito democratico ha indicato come candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che con il 61% ha avuto la meglio sull’altro sfidante, l’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani.

COMMISSIONE UE: MESSAGGIO DI LAURA BIANCONI A COMMISSARI SANITA’
La senatrice Laura Bianconi ha inviato un messaggio di saluto al nuovo Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, il lituano Vytenis. Andriukaitis, e contemporaneamente ha inviato analogo messaggio al Commissario uscente Tonio Borg. ringraziandolo per l’ottimo lavoro svolto e per la fattiva collaborazione durante il suo mandato. “Come componente della Commissione Sanità del Senato – precisa la senatrice Bianconi – mi sono più volta incontrata con Tonio Borg per presentargli problematiche come quelle relative ai tumori femminili e in lui ho sempre trovato grande disponibilità e attenzione. Nell’imminenza del passaggio di consegne ho voluto perciò testimoniargli il mio ringraziamento per il lavoro svolto. Contemporaneamente ho inviato un messaggio di buon lavoro al nuovo Commissario Vytenis. Andriukaitis, con il quale spero di incontrarmi presto per continuare il percorso di sensibilizzazione sulle tematiche della salute delle donne”.

IL FALSO SCOOP DEI VITALIZI
La scorsa settimana, se mai se ne fosse avvertita la necessità stante le emergenze e le tragedie che avvengono nel mondo, sui media sui media è andata in onda, con molta enfasi, la polemica sull’ordine del giorno in materia di vitalizi che ho presentato assieme a tre colleghi del Nuovo centrodestra. Va detto che antipolitica e desiderio di facili scoop e visibilità hanno avuto buon gioco nell’enfatizzare un fatto che non ha nessuna attinenza con i cosiddetti privilegi della casta. Siccome, come dice il saggio, prima di litigare bisogna mettersi d’accordo sui termini vorrei prima esporre i fatti nel modo più asettico e tecnico possibile.
Dal 2008 i parlamentari non percepiscono più il vitalizio, da un sistema retributivo si è passati ad un sistema analogo a quello di un'assicurazione contributiva, cioè ogni mese il parlamentare versa una determinata somma che, versata continuativamente per 5 anni, all’età di 65 anni, da diritto a ricevere una somma mensile, in termine tecnico si chiama rendita, calcolata secondo gli stessi criteri di un'assicurazione personale. Con la particolarità, che questi versamenti sono obbligatori, cioè un parlamentare non può scegliere di non aderire a questa procedura, anche nel caso avesse trovato una compagnia assicurativa che per lo stesso versamento garantisce una rendita futura più alta.
Detto questo, che spero abbia chiarito lo stato dell'arte, io, al pari degli altri colleghi che hanno firmato il documento, mi sono posta il problema di un Senato che abbiamo già deciso, e votato, non debba più esistere nell'attuale forma e, soprattutto, dell'ipotesi che la legislatura possa terminare anticipatamente. Perché in questo caso i versamenti effettuati non avendo raggiunto il limite minimo di 5 anni non darebbero diritto a nessuna corresponsione compiuti i 65 anni.
Inoltre i versamenti effettuati non verrebbero restituiti, per cui quello che abbiamo chiesto è che, nell'ipotesi di scioglimento anticipato della legislatura, ciascun parlamentare possa versare di tasca propria la somma necessaria per arrivare ai 5 anni di versamenti. Per sintetizzare: oggi versi e se arrivi a 5 anni avrai il cosiddetto vitalizio, se non arrivi a 5 anni perdi tutto. Ora, qual è un sistema nel quale fai versamenti che poi non riavrai? Sul precedente sistema, quello retributivo sono d'accordo, perché lì si faceva una scommessa sul futuro. Con l’attuale sistema si versano soldi per avere gli stessi soldi.
Quindi nessun aggravio a carico dell'istituzione Senato e dei contribuenti, solo una possibilità che non è certo una novità per chi, poco o molto, nel corso propria vita lavorativa, si è dovuto confrontare con queste problematiche.
Sen. Laura Bianconi



Raffaele Bonanni, lascia il suo incarico alla Cisl con qualche mese di anticipo per favorire, e sicuramente accompagnare, un importante passaggio generazionale. Nel formulare i migliori auguri di buon lavoro al futuro segretario Annamaria Furlan ci piace dedicare questo spazio a Raffaele Bonanni con l’intervista rilasciata ieri a La Stampa. Per chi dà prova di grandi capacità in incarichi di rilevanza pubblica si usano di solito aggettivi roboanti; Raffaele Bonanni certamente li merita, ma ce ne è uno che raramente viene usato, forse perché rimanda a valori d’altri tempi. Il termine è ‘persona perbene’. Raffaele Bonanni ha tante eccellenti qualità, ma prima di tutto è una persona perbene. Auguri per qualunque avventura lo aspetti in futuro.

ALLA CGIL DICO CHE BISOGNA ANCHE INDICARE STRADE
“Ma quale pensione… Non sono proprio il tipo da stare con le mani in mano”. Sono “pronto a ricominciare”. Raffaele Bonanni lascia la Cisl ma di pensione non vuol sentire parlare… “Anzi sono pronto a ricominciare…”
In politica?
“Ma quale politica…”
E allora?
“Mi sto guardando intorno. Una università italiana mi ha chiesto di spiegare ai giovani le nuove regole del mercato del lavoro”.
Quindi, non scende in campo, non in politica…
“Ma dov’è la politica e dov’è il campo. Certo c’è il problema di ricostruire la rappresentanza ma per questo ci vogliono campi e contesti che favoriscano l’impegno. E’ vero l’esigenza c’è ed è reale. Anche perché la condizione disastrosa in cui versa il paese è dovuta al malfunzionamento delle rappresentanze politiche e sociali. Ma fuori da questo tutti congiurano per allontanare le persone dall’impegno”.
Lei ha detto di lasciare la Cisl per avviare il ricambio. Solo questo?
“per la verità ho indicato anche il mio successore. Sarei dovuto andare via la prossima primavera ma anticipando l’uscita ho voluto salvaguardare il ricambio e dare alla Cisl una spinta importante verso il rinnovamento. Ora c’è bisogno di una fase nuova che ha necessità di nuove responsabilità”.
Rimpianti?
“Ho troppa esperienza per questo. Certo, c’è il rammarico che l’intero mondo sindacale non è ancora capace di coniugare le culture plurali che rappresenta: per questo da grande forza si sono trasformate in grande debolezza”.
Crede che il sindacato non sia più al passo dei tempi?
“Il sindacato deve cambiare i suoi riti, la sua missione e deve radicarsi ancora di più sul territorio”.
Nell’attesa arrivano le sferzate del governo…
“Il potere politico, per la verità, parla male del sindacato perché teme e rifiuta un’organizzazione del sociale che è molto più capillare, più organizzata e più partecipata di quella politica. Certo però che dobbiamo cambiare, diversamente la politica ci trascinerà negli inferi dove lei stessa è conficcata”.
La sua collega Camusso crede che sulle sue dimissioni abbia pesato il venir meno della ‘sponda politica’ nella concertazione. Cosa risponde?
“Che è una descrizione parziale e fuorviante. Per la Camusso la concertazione è dire sì o no. A qualcuno che chiama. Per come invece la intendo io la concertazione è un’assunzione di responsabilità di fronte ad obiettivi condivisi. Non è solo dire sì o no. Le parti sociali devono essere talvolta più generose. Il nostro compito non è solo criticare il governo ma anche indicare delle strade, delle soluzioni per uscire dalla crisi”.
Il governo sul lavoro e articolo 18 non arretra. Come finirà?
"Spero ancora nella possibilità di dialogo. Sappiamo che tutto gira sul contratto a tutele crescenti e sulla rimodulazione dell’articolo 18. Se il contratto a tutele crescenti assorbe false partite iva, cocopro e gli associati in partecipazioni credo che la Cisl possa essere disponibile, diversamente è un contratto a tutele decrescenti”.
Oggi l’incontro Cgil, Cisl e Uil. Andrà? Cosa si aspetta?
“Certo che andrò, insieme alla Furlan. E mi aspetto che non si ingaggi uno scontro di natura politica con il governo. Mi auguro invece che si dia l’impressione al governo che per noi la mediazione si può ancora fare".
C’è chi parla di scontro ideologico sull’articolo 18, e chi, invece, ritiene che le nuove norme annunciate non basteranno per rimettere in moto il mercato del lavoro. Lei cosa crede?
“Sull' articolo 18 sono stati alzati grandi polveroni. Sia da questo governo che da altri governi. Si è fatto quasi credere che ci saranno nuovi posti di lavoro, quando tutti sanno che non è così. Non si sono affrontati, invece, i veri temi. Come quello della rendita italiana che inevitabilmente avrebbe aperto lo scontro. Ecco, invece il sindacato più che entrare nei giochi politici o fare battaglie di retroguardia dovrebbe sfidare la classe politica su questo. E anche sul fatto che mancano all' appello gli investimenti sia italiani che esteri. Domando: di temi come la riduzione delle tasse, le infrastrutture e una burocrazia più efficiente chi se ne sta occupando al governo?".
(Paolo Festuccia – La Stampa, lunedì 29 settembre 2014)



 

 

 

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