Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 16 del 25 maggio 2010

In Commissione
Istruzione Pubblica
Decreto Ministeriale sulla formazione degli insegnanti
Agricoltura e produzione agroalimentare
Audizione dei rappresentanti delle categorie agricole sulle problematiche inerenti l’imprenditoria giovanile in agricoltura
Lavoro, previdenza sociale
Misure per il contrasto alla precarietà del lavoro
Igiene e sanità
Ddl malattie rare
(rel. Bianconi)
Ddl MCS
(sensibilità multipla chimica)
Politiche dell'Unione europea
Indagine conoscitiva sul sistema Paese:
audizione del Presidente degli Esperti Nazionali
Distaccati (END) presso le Istituzioni europee


In Aula
Decreto Legge recante temporanea sospensione di talune demolizioni disposte dall'autorità giudiziaria in Campania
Decreto Legge recante disposizioni urgenti sulla salvaguardia della stabilità finanziaria dell'area euro

SCIENZA: L’ETERNA TENTAZIONE DI SOSTITUIRSI A DIO
Una premessa: la scoperta o piuttosto l’invenzione di Venter non è vita artificiale, come frettolosamente alcuni media hanno titolato. Quello che i laboratori della Synthetic Genomics hanno prodotto è “il primo organismo riproducentesi i cui genitori sono dei computer”, in pratica sono stati creati in laboratorio piccoli pezzi di DNA che poi sono stati uniti per formare quella che ad oggi è la più lunga porzione di DNA sintetico prodotta in laboratorio e, infine, la si è inserita nella cellula svuotata di un batterio. Un bambino direbbe che è un po’ quello fa ogni giorno con windows: copia, incolla, salva con nome, e ovviamente questa estrema semplificazione non ha certo l’intento di sminuire il lavoro di Venter. Certo è che quando la scienza rende noti risultati di questo tipo è naturale che si accendano le speranze di un futuro liberato da quanto attribuiamo a una natura maligna come malattie, mancanza di cibo, catastrofi naturali. Ma al contempo non si possono nascondere neppure le preoccupazioni e le riflessioni che da tali scoperte scaturiscono. Ovvio che non si può rimanere ancorati a una visione dicotomica in cui tutto ciò che è “naturale” è di per sé buono e tutto ciò che è “artificiale” è sinonimo di cattivo e, d’altronde, è propria della natura umana e della sua intelligenza quella tensione all’infinito che porta l’uomo a cercare sempre nuove sfide per andare oltre i limiti dell’universo conosciuto. “Quando si manipola la vita – commenta la Senatrice Bianconi – occorre sempre grande cautela, sia che si tratti di embrioni umani sia, come nel caso dello scienziato americano, di un batterio preso da una capra. La linea guida della ricerca deve sempre essere il bene, il rispetto della persona, perché non è detto che tutto ciò che è scientificamente e tecnicamente possibile sia anche eticamente accettabile”.

CRISI EURO: IN SENATO IL DECRETO SULLA STABILITA’ FINANZIARIA
Questa settimana il Senato è chiamato a votare il decreto per la salvaguardia della stabilità finanziaria dell’area euro. Infatti, in seguito al progressivo peggioramento della situazione finanziaria della Grecia l’Eurogruppo (il comitato che raggruppa i Ministri delle Finanze della zona euro) ha concordato di attivare un programma triennale di prestiti per sostenere la stabilità della Grecia. Secondo quanto deciso dall’Eurogruppo, l’importo complessivo del prestito sarà di 80 miliardi di euro in tre anni e sarà subordinato al rispetto da parte della Grecia di una serie di condizioni relative alla propria politica economica. Il sostegno italiano è di 14 miliardi e 800 milioni su base triennale. Ovviamente, la crisi della Grecia ha avuto pesanti ripercussioni su tutti i paesi dell’eurozona e quindi anche l’Italia dovrà dare il via a una manovra correttiva per il 2011-2012 per un importo di 24 miliardi di euro tra tagli e nuove entrate. “La situazione internazionale – dichiara la Senatrice Bianconi – impone anche al nostro paese grandi sacrifici, che se pur dolorosi, sono necessari per evitare di cadere nello stesso baratro in cui si trova la Grecia. Lo stesso Fondo Monetario Internazionale ci dice che, per l’Italia, gli effetti della crisi economica sono passati ed è dunque fondamentale non perdere il treno della ripresa”.


Domenica si svolgerà la Giornata del Sollievo per diffondere la cultura e la terapia della lotta al dolore. Ce ne parla il Dott. Marco Maltoni, un grande professionista, un grande conoscitore della materia ma, soprattutto, il medico che tutti vorremmo incontrare nella triste e dolorosa circostanza di una malattia

Domenica 30 maggio 2010 si svolgerà nel nostro paese la “Giornata Nazionale del Sollievo”, promossa dal Ministero della Salute, dalla Conferenza Stato-Regioni, e dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti. L’edizione di quest’anno è la nona, da quando la giornata venne proposta per la prima volta, e presenta, insieme alle caratteristiche comuni a quelle degli anni precedenti, due particolarità.
Le connotazioni di base sono quelle legate agli obiettivi per i quali la giornata venne proposta fin dal suo primo svolgimento: il sostegno e la diffusione di tutte le iniziative che, sul territorio nazionale, possano sensibilizzare l’opinione pubblica, le associazioni di riferimento, e gli operatori sanitari ad una attenzione particolare nell’affronto del dolore e della sofferenza che affliggono i pazienti affetti da patologie croniche e da malattie incurabili.
La prima particolarità dell’edizione di quest’anno riguarda la modalità con cui si celebrerà la Giornata. Negli anni precedenti, accanto agli eventi di sensibilizzazione locale (conferenze, concerti, incontri), veniva effettuata una rilevazione su pazienti ricoverati per verificare il loro grado di informazione sulla possibilità che il dolore venisse trattato durante il ricovero, e il grado di soddisfazione per l’effettivo risultato del trattamento. Quest’anno, invece, il Ministero e gli altri enti organizzatori, hanno deciso di “puntare” più specificamente sul personale sanitario, ospedaliero e territoriale, al quale verrà inviato materiale per sensibilizzare ad una rilevazione sistematica del dolore. In particolare, giungeranno ai medici e agli infermieri di tutta Italia, un righello con la Scala Numerica di valutazione ed uno con la Scala “a faccine”, per la rilevazione del dolore nei bambini, con un depliant di accompagnamento e di spiegazione. La rilevazione deve essere registrata nella cartella clinica del malato, insieme agli altri segni di monitoraggio delle funzioni vitali.
Il secondo aspetto è che proprio quest’anno la Giornata 2010 cade a poche settimane dalla promulgazione della Legge 38/2010 dal titolo “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, alla cui stesura ha fattivamente partecipato anche la Senatrice Bianconi, che ospita questo intervento nella sua Newsletter. La Legge rappresenta uno strumento necessario (ancorché, ovviamente, non sufficiente: tutte le normative devono seguire l’appropriato iter applicativo) per favorire lo sviluppo e la diffusione delle due reti fondamentali: quella di cure palliative per i pazienti con patologia inguaribile ed evolutiva, e quella della terapia del dolore per i pazienti con patologia cronica, ambedue coessenziali ed individuate come ineliminabili dai Livelli Essenziali di Assistenza. Non è possibile in questa sede entrare nei dettagli della Legge; basti ricordare che essa completa tutta la legislazione precedente e pone le premesse per una assistenza palliativa e antalgica facilitata e resa omogenea su tutto il territorio nazionale.
Al termine di questo breve contributo, ritengo però di dovere concludere con la seguente riflessione. Costruire una cultura dell’affronto del dolore fisico e dell’accompagnamento alla fatica umana è sacrosanto. L’avere sintetizzato questo sforzo nel fortunato slogan “Ospedale Senza Dolore” è, però, foriero di possibili ambiguità, in quanto l’ospedale, la struttura di accoglienza del malato è, per antonomasia, un luogo dove è presente “il” dolore, e pretendere di azzerare la sofferenza umana nel percorso di una patologia grave e progressiva è irrealistico. La formazione degli operatori della sanità a stare di fronte alle situazioni di “limite” è completa quando i professionisti, tolto tutto il dolore che è possibile eliminare, non distolgono lo sguardo dal dolore che rimane, come invece oggi sempre più pare avvenire nei paesi occidentali ed evoluti. “Nessun sistema sarà mai talmente perfetto da rendere superflua la carità” (T. Eliot), tradotta in una responsabilità attenta ed affezionata, diretta in particolare a chi si trova in situazione di grande difficoltà e fragilità.
Marco Maltoni (Direttore Unità Cure Palliative - Azienda Sanitaria Locale di Forlì)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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