Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 257 del 14 ottobre 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Indagine conoscitiva su ddl 1577 (riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche)
Violenza manifestazioni sportive
AFFARI ESTERI
Ratifica Accordo Italia-Brasile familiari personale diplomatico
Ratifica Accordo Italia-Bosnia Erzegovina cooperazione cultura, istruzione e sport
Ratifica Accordo Italia-Argentina familiari personale diplomatico
BILANCIO
Riforma codice nautica da diporto
Domini collettivi
Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni
Norme varie in materia sanitaria
FINANZE E TESORO
Indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco
Audizione del Direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (nell'ambito dell'esame dell'AG
Tassazione tabacchi lavorati
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014
ISTRUZIONE PUBBLICA
Enti pubblici di ricerca
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Mandati CONI e federazioni sportive
Premio di ricerca Di Vagno
AGRICOLTURA
Audizione informale di rappresentanti del comparto pesca e dei sindacati agricoli sulla politica comune della pesca
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014 e connessi allegati
Esame affare sulla situazione del comparto della produzione di bevande spiritose
Esame affare sulla questione degli effetti sull'apicoltura italiana della diffusione della vespa velutina
SANITA’
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014
Polizia sanitaria
norme varie in materia sanitaria
Indagine conoscitiva sostenibilità Servizio sanitario nazionale (audizione Associazione nazionale audio protesisti professionali e Sindacato nazionale medici medicina fisica e riabilitativa sull'aggiornamento del nomenclatore tariffario)


In Aula
Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2014
Decreto-legge n. 119 - Violenza negli stadi
Votazione per l'elezione di un Senatore Segretario
Decreto-legge n. 132 - Processo civile
Elezione di due giudici della Corte Costituzionale

VACCINAZIONI, LAURA BIANCONI INTERVIENE ALLA CONFERENZA STAMPA DEL CENSIS
Martedì scorso alle ore 13.30, nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama, Senato della Repubblica, la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicaria del gruppo del Ncd e componente della Commissione Igiene e Sanità è intervenuta alla conferenza stampa di presentazione della ricerca del Censis "La cultura della vaccinazione in Italia. Un'indagine sui genitori". Alla conferenza stampa hanno inoltre partecipato Ketty Vaccaro, Responsabile del settore Welfare e Sanità del Censis e la senatrice Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. “Ho trovato veramente encomiabile la ricerca del Censis sulla percezione delle vaccinazioni da parte dei genitori – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi - soprattutto perché vivendo in un paese che dal dopoguerra ha intensamente investito in questo settore si tende a pensare che certe malattie siano ormai debellate e che pertanto si possa sottovalutare l’importanza delle vaccinazioni. Ma oggi, nell’epoca della globalizzazione, è invece fondamentale non abbassare la guardia perché la facilità di circolazione delle persone ci mette in contatto con più facilità con paesi in cui ancora certe malattie infettive sono ancora molto diffuse. Per questo – continua Bianconi – mi ha molto stupita il dato che indica come la metà dei genitori non considera poi così utile vaccinare i propri figli dal momento che ci si può ammalare anche se vaccinati o addirittura considera che i vaccini possano essere pericolosi. Ma fortunatamente in Italia la vaccinazione obbligatoria raggiunge quasi il 100%, mentre ancora sotto il 50% rimangono le vaccinazioni raccomandate. Per questo è importante investire nell’informazione per far sì che i genitori abbiano le adeguate informazioni sull’importanza delle vaccinazioni dei loro figli. Solo così potremo veramente considerare vinta la battaglia”.

EBOLA, NO AD ALLARMISMI MA OCCORRE ESSERE PRONTI
Il virus dell’Ebola è uscito dai confini dell’Africa e ha fatto la sua comparsa anche nei paesi occidentali in cui non era mai stato presente. La causa è sempre legata a contatti, più o meno diretti, con i paesi in cui questa malattia è presente. Persone che hanno soggiornato in Africa, o persone che hanno avuto contatti con persone contagiate. “Il Ministro Lorenzin – sottolinea la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del Gruppo Ncd – ha fornito una dettagliata informativa sui rischi e sulle misure messe in campo ed è riuscita a fornire informazioni tranquillizzanti, soprattutto quando si ha a che fare con un virus che desta grande preoccupazione. Gli organi di informazione giustamente fanno il loro lavoro ma – continua Bianconi – è facile in questi casi che si ingeneri la psicosi del contagio, ma il ministro ha ben illustrato tutti i livelli di controllo che sono stati predisposti seguendo le e misure di prevenzione previste dai protocolli internazionali. Fortunatamente – conclude Bianconi – il nostro paese dispone di grandi professionisti che non solo sono impegnati sul nostro territorio a combattere questo flagello ma, con grande spirito di abnegazione, sono presenti nei paesi in cui sono attivi i focolai, e questo oltre a essere motivo di orgoglio ci rende anche sereni di poter affrontare ogni criticità si dovesse presentare”.

SALUTE MENTALE, LA LEZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE
Le Giornate Mondiali sono speciali ricorrenze che ci permettono di concentrare la nostra attenzione su temi importanti per la società, e questo è lo scopo della Giornata Mondiale della Salute Mentale che si è celebrata venerdì 10 ottobre. Secondo i dati Oms 350 milioni di persone soffrono di depressione o di altre malattie che riguardano la salute mentale,un numero che colloca queste patologie in cima alle classifiche della malattie più diffuse. Quest’anno l’attenzione era concentrata sulla schizofrenia, di cui soffrono circa 26 milioni di persone che, purtroppo, non sempre riescono ad accedere alle cure adeguate. “La Commissione Sanità del Senato – osserva la senatrice Laura Bianconi – si è più volte occupata di salute mentale, soprattutto perché sotto questa dicitura si articolano patologie e problematiche molto diversificate che oltre a rappresentare un problema sanitario rappresentano anche un problema sociale per l’incidenza che hanno nelle dinamiche familiari. Soprattutto, negli ultimi anni alle patologie tradizionali, ansia, depressione, schizofrenia, si sono aggiunte patologie strettamente correlate con stili di vita che creano dipendenze comportamentali, come quelle legate a uso di sostanze, a un distorto rapporto con il cibo e a disturbi da stress post-traumatico. E’ importante perciò – conclude Bianconi – che sia sempre alto il livello di attenzione sulle problematiche della salute mentale perché molto spesso i sintomi vengono sottovalutati generando un grave ritardo nella fase di cura”.


Vaccinare i propri figli. Potrebbe sembrare un argomento sul quale non sia necessario interrogarsi. Tutti siamo stati vaccinati da bambini. Quelli non più giovanissimi hanno ancora sul braccio il segno della vaccinazione contro il vaiolo, una vaccinazione che oggi non viene più fatta perché questa malattia è stata completamente debellata, e solo questo dovrebbe fare piazza pulita di tutte le polemiche sulla reale efficacia delle vaccinazioni. Per questo Spazio libero ha deciso di riprendere la sintesi dell’indagine Censis pubblicata su Quotidiano Sanità, l’informazione è la prima prevenzione.

INDAGINE CENSIS VACCINAZIONI. GENITORI ITALIANI MAL INFORMATI E DIFFIDENTI.  E INTERNET “DIS-ORIENTA"
I genitori italiani ignorano quali e quante sono le vaccinazioni obbligatorie, e nonostante il 95% abbia vaccinato i propri figli, solo due genitori su dieci si fidano totalmente dei vaccini. E sulla scelta di vaccinare o di non vaccinare pesano molto le informazioni reperite sul web e sui social. Questi alcuni dei risultati della ricerca presentata al Senato.
Vaccino mio non ti conosco. Sembra essere questo il leit motive di mamme e papà sulle vaccinazioni che sono chiamati a far somministrare ai propri figli. Nonostante circa otto genitori su dieci affermi di sapere cos’è il calendario vaccinale, andando a scavare si scopre che la loro preparazione sulla materia è molto incerta. Solo una percentuale esigua sa quali e quante sono le vaccinazioni obbligatorie. E anche se il 95% dei genitori ha vaccinato i propri figli, poco più di due genitori su dieci si fidano totalmente dei vaccini. E internet, dal punto di vista della conoscenza, "disorienta" i genitori. Anche se esigua, una percentuale di mamme e papà affida alle informazioni reperite sulla rete la scelta di vaccinare o di non vaccinare i propri figli.
A indagare sui livelli di conoscenza e diffusione della cultura della prevenzione nella popolazione è una ricerca “La cultura della vaccinazione in Italia” realizzata dal Censis con il contributo non condizionato di Sanofi Pasteur Msd e presentata questa mattina al Senato.
Per comprendere lo stato dell’arte sulla materia sono stati interpellati i genitori coinvolti più o meno recentemente nell’esperienza di vaccinazione dei propri figli e che, per questa ragione, si suppone abbiano un bagaglio informativo adeguato riguardo alla conoscenza della vaccinazione in età pediatrica.
Conoscenza inadeguata e diffidenza verso i vaccini. Dall’analisi dei dati emerge uno scenario che lascia trapelare una conoscenza non del tutto adeguata e anche una diffidenza nei confronti dei vaccini. Sebbene quasi la totalità dei genitori coinvolti abbia dichiarato di aver vaccinato i propri figli (il 95%) è meno estesa la percentuale dei genitori che dichiara di fidarsi totalmente e molto dei vaccini (22,4%), una fiducia piena che cresce tendenzialmente all’aumentare dell’età (25,4% dei genitori 46-55enni diffida totalmente o molto).
Le questioni cruciali sulle quali si registrano opinioni spesso contrapposte riguardano la sicurezza e l’efficacia dei vaccini. Il 70,9% dei genitori è convinto che i nuovi vaccini siano più sicuri perché tecnologicamente più avanzati, ma c’è un 61,7% di coloro che ritengono che le vaccinazioni possano essere causa di malattie gravi come l’autismo.
Ancora più netta è la contrapposizione di opinioni in merito all’efficacia dei vaccini: i genitori si dividono a metà tra chi afferma e chi nega che le vaccinazioni non sono poi così efficaci nel proteggere dalle malattie dal momento che non si esclude la possibilità di ammalarsi nonostante il vaccino.
 L’impatto di internet. Tutti dati che indicano come il bisogno di informazione sul tema non sia completamente soddisfatto e in cui si rintracciano, in diversi casi dubbi e perplessità rispetto alle informazioni di cui le famiglie dispongono. Anche perché, sottolinea il Censis, non si può negare che l’utilizzo di internet abbia un impatto negativo sull’atteggiamento assunto nei confronti della vaccinazione. Naviga l’80% delle persone intervistate e di questi, tre genitori su dieci, soprattutto under 35, cercano informazioni sulla salute (32,1%), e quasi la metà dei genitori che utilizza internet per la salute dichiara di aver letto sui social network un articolo relativo alla vaccinazione e per quote più basse, ma non irrilevanti, la scelta di vaccinare (10,5% dei genitori) o di non vaccinare (7,8%) viene fatta dipendere proprio dalle informazioni reperite sulla rete.
Genitori poco informati. Ma qual è lo stato dell’arte delle conoscenze sulle vaccinazioni tra i genitori? Il 79% dei genitori afferma di sapere cosa sia il calendario vaccinale, ma solo il 5,6% è stato in grado di indicare che in Italia le vaccinazioni obbligatorie sono 4 e che si tratta dell’antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatitevirale B. Un’incertezza che può trovare spiegazione nella difficoltà che la somministrazione congiunta di più vaccini (polivalente) potrebbe creare nella differenziazione tra vaccini obbligatori e non.
Soprattutto i genitori fanno molta confusione tra le vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate. Se tra il 20% e il 50% degli intervistati riconoscono in maniera corretta le vaccinazioni obbligatorie, più del 25% considerano erroneamente obbligatorie quelle vaccinazioni in realtà raccomandate dal Ssn.
E se i l 95% dei genitori ha vaccinato i propri figli, quello che divide è se sottoporre i propri figli sia ai vaccini obbligatori che a quelli raccomandati o esclusivamente a quelli obbligatori. In particolare, l’88,3% indica di aver sottoposto i figli a vaccini che definisce obbligatori (di cui il 40,4% solo ai vaccini obbligatori e il 47,9% ai vaccini obbligatori e raccomandati). L’11,2% indica invece di aver sottoposto i figli a vaccinazione, ma di non ricordare a quale vaccini, e tale situazione è più diffusa tra i genitori meno istruiti.
È anche alta la percentuale di genitori che ha completato tutte le dosi e richiami in base all’età dei figli (75,2%), mentre il 24,3% riconosce di non aver fatto qualche dose successiva alla prima o qualche richiamo. La tendenza a completare tutte le somministrazioni previste aumenta con l’aumentare dell’età: è quindi più accentuata tra i genitori dai 46 ai 55 anni (78,9%) e più ridotta tra i genitori più giovani (71,6%), naturalmente compatibilmente con l’età dei figli. L’esperienza della vaccinazione è poi fortemente connessa con l’informazione ricevuta. E il Nord è decisamente più informato del Sud della penisola.
Le fonti di informazione. Il pediatra di libera scelta è la figura più consultata (54,8%) in particolare dai genitori del Sud e Isole e tra i diplomati. Segue poi il Servizio vaccinale della Asl (37,5%), un servizio cui si sono rivolti più frequentemente i genitori del Nord e i genitori con titolo di studio basso. Nel confronto tra le varie fonti, la quota di chi dichiara di aver avuto accesso a tutte le informazioni necessarie è più elevata tra chi è stato informato dal Servizio Vaccinale della Asl (65,1%). È invece del 33,3% la percentuale di chi è stato informato dal pediatra e avrebbe voluto saperne di più, mentre l’informazione carente sui rischi dei vaccini è richiamata in misura maggiore (13,3%) tra chi ha chiesto informazioni al proprio medico o pediatra.
In generale, quando si tratta di accedere all’informazione sanitaria, la figura del medico rappresenta il soggetto principalmente consultato per avere informazioni su patologie, prevenzione, stili di vita e servizi sulla salute. In particolare si tratta del medico di famiglia indicato dal 70,6% dei genitori, mentre il 23,5% fa riferimento al medico specialista. La tendenza a rivolgersi al medico di medicina generale aumenta con l’aumentare dell’età, mentre i più giovani si rivolgono più frequentemente al medico specialista. Inoltre, a rivolgersi al medico di medicina generale sono in particolare i genitori residenti a Nord Ovest (76,2%), gli uomini (75,2%) e i genitori diplomati (72,6%). La consultazione del medico specialista è, invece, più diffusa al Sud e Isole (28,8%), tra i genitori istruiti (26,6%) e tra le donne (26,2%).
 L’informazione corre su internet. Utilizza internet l’80% delle persone intervistate, ma dei genitori intervistati la quota per acquisire informazioni sulla salute è del 32,1%. E sono soprattutto i genitori fino a 35 anni. Quasi la metà dei genitori che utilizza internet per la salute dichiara di aver letto sui social network un articolo relativo alla vaccinazione e per quote più basse, ma non irrilevanti, la scelta di vaccinare (10,5% dei genitori) o di non vaccinare (7,8%) viene fatta dipendere proprio dalle informazioni reperite sulla rete.
Le informazioni più richieste sono quelle sui rischi dei vaccini (46,7%), e sono sempre i genitori più giovani ad indicarne la presenza sul web. Più ridotta, il 26,8%, è la quota di genitori che rintraccia informazioni sui vantaggi dei vaccini, il 20% dice di aver trovato informazioni scientifiche sui vaccini o storie di casi che hanno subito effetti negativi dei vaccini.
Comunque il 40,6% dei genitori si è rivolta a siti istituzionali e il 37,2% a siti specializzati o scientifici. Guardando ai social media, i forum o blog (27,2%) sembrano essere preferiti ai social network (16,1% ) per reperire questo tipo di informazioni. La consultazione delle sezioni di salute di quotidiani e riviste online risulta invece la pratica meno di diffusa (solo il 12,2%). La consultazione dei siti ufficiali e specializzati per ottenere informazioni relative alla vaccinazione è una pratica un po’ più diffusa tra le donne (42,2% a fronte del 38,5% delle donne) mentre gli uomini preferiscono la consultazione di siti istituzionali, specializzati o scientifici (41,0% a fronte del 34,3% delle donne) per reperire informazioni relative alla vaccinazione.
 Il giudizio sulle informazioni reperite online… Tra quanti consultano prevalentemente i siti istituzionali e scientifici, la percentuale di intervistati che rintraccia la presenza di informazioni tendenti a palesare un orientamento contrario alla vaccinazione è del 15,0% Tra coloro che preferiscono la consultazione dei social network, forum e blog per ottenere questo tipo di informazioni, sale al 40% circa la quota di coloro che giudicano le informazioni reperite contrarie alla vaccinazione. 
… e quello in generale sulle vaccinazioni. In generale prevale comunque un atteggiamento favorevole alle vaccinazioni, confermato dal fatto che solo il 5,0% si dichiara contrario perché le ritiene rischiose. Il punto di vista leggermente prevalente (34,6%) è quello di chi non esprime una posizione ideologica favorevole o contraria in linea di principio alla vaccinazione ma vuole valutare le singole situazioni e decidere di volta in volta, ribadendo così, ancora una volta, da una parte l’importanza dell’autodeterminazione e dall’altra quella dell’informazione, che viene assunta come base della scelta di vaccinare o meno in ogni specifica circostanza.
(Quotidiano Sanita’ – martedì 7 ottobre 2014. www.quotidianosanita.it)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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