Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 258 del 21 ottobre 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Indagine conoscitiva su ddl 1577 (riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche)
Violenza manifestazioni sportive
AFFARI ESTERI
Ratifica Accordo Italia-Brasile familiari personale diplomatico
Ratifica Accordo Italia-Bosnia Erzegovina cooperazione cultura, istruzione e sport
Ratifica Accordo Italia-Argentina familiari personale diplomatico
BILANCIO
Riforma codice nautica da diporto
Domini collettivi
Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni
Norme varie in materia sanitaria
FINANZE E TESORO
Indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco
Audizione del Direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (nell'ambito dell'esame dell'AG
Tassazione tabacchi lavorati
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014
ISTRUZIONE PUBBLICA
Enti pubblici di ricerca
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Mandati CONI e federazioni sportive
Premio di ricerca Di Vagno
AGRICOLTURA
Audizione informale di rappresentanti del comparto pesca e dei sindacati agricoli sulla politica comune della pesca
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014 e connessi allegati
Esame affare sulla situazione del comparto della produzione di bevande spiritose
Esame affare sulla questione degli effetti sull'apicoltura italiana della diffusione della vespa velutina
SANITA’
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014
Polizia sanitaria
norme varie in materia sanitaria
Indagine conoscitiva sostenibilità Servizio sanitario nazionale (audizione Associazione nazionale audio protesisti professionali e Sindacato nazionale medici medicina fisica e riabilitativa sull'aggiornamento del nomenclatore tariffario)



In Aula
Informativa del Governo sui recenti eventi alluvionali e connesse mozioni sulla difesa del suolo
Seguito ddl n.1612 - Decreto-legge n. 132 - Processo civile
Eventuale seguito ddl n. 119 e connessi - Diffamazione
Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri sul Consiglio europeo del 24 ottobre 2014 Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-bis, Reg., sul ddl n.1577 - Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Ddl n. 1070 e connessi - Responsabilità civile dei magistrati

MATRIMONI GAY: I COLPI DI TEATRO DI MARINO E LE AMNESIE DI FORZA ITALIA
Continua a rimanere molto acceso il dibattito su matrimoni gay e adozioni, soprattutto dopo la tanto pubblicizzata cena di Vladimir Luxuria ad Arcore e la ‘provocazione’ del sindaco di Roma che con molta enfasi ha trascritto matrimoni di coppie gay contratti all’estero.
“Purtroppo temi così delicati e importanti – osserva la senatrice Laura Banconi, vicepresente vicaria del gruppo Ncd – vengono sempre affrontati con modalità che non aiutano la causa delle coppie omosessuali che vorrebbero veder riconoscere il loro stato, perché non è con le strumentalizzazioni ideologiche che si può trovare la soluzione. Soprattutto – continua Bianconi – non sono di nessuna utilità colpi di teatro come quello di Ignazio Marino che, passando bellamente sopra a Costituzione, sentenze della Corte costituzionale e normative vigenti, ha responsabilmente illuso tante coppie gay che bastasse la disponibilità di un sindaco per concretizzare i loro desideri. Ma il sindaco di Roma sapeva benissimo che la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero non ha nessun valore e fondamento giuridico e che il ministro Alfano non poteva non pretendere che un sindaco, un pubblico ufficiale, rispettasse le norme vigenti. Come ha giustamente osservato Angelino Alfano il Nuovo centrodestra è assolutamente favorevole a riconoscimento ed eventualmente all’allargamento dei diritti individuali purché non si intacchino i principi culturali e storici che sono alla base del nostra società. Per cui no al matrimonio tra persone dello stesso sesso, no alle adozioni, no alla reversibilità della pensione che sfascerebbe i conti pubblici”. Ma anche l’apertura, ancora non si sa se vera o presunta, di Forza Italia è stata accolta con molte perplessità dagli esponenti Ncd. "La presunta apertura di Silvio Berlusconi alle adozioni omosessuali – osserva la senatrice Laura Bianconi - solleva molti interrogativi e perplessità sulle reali intenzioni, ma soprattutto sugli obiettivi che si vogliono raggiungere. Infatti, viste le difficoltà che incontrano coppie unite da anni in matrimonio anche solo per accedere alle adozioni nazionali o internazionali, risulta difficile che tale apertura possa ben valere per coppie di persone dello stesso sesso. Altra storia è se, attraverso il riconoscimento della capacità di adottare, si voglia concedere alle coppie omosessuali anche l'accesso alle tecniche di fecondazione eterologa. Ci troveremmo, e temo prima di quanto si immagini – conclude Bianconi - ad avere figli che potrebbero avere due genitori biologici naturali (un uomo e una donna) e due sociali, e di questi ultimi o due padri o due madri. A cena, tra 'amici', qualsiasi affermazione può assumere i toni della leggerezza, ma quando ci sono di mezzo i diritti dei bambini sarebbe meglio pesare molto bene le parole. Il Nuovo Centrodestra su questo punto non ha intenzione di indietreggiare ed è pronto a sostenere una battaglia per la tutela della famiglia naturale, contro chi invece come Forza Italia, rinnegando la propria storia, punta a distruggerla sostenendo temi ed argomenti condivisi solo da una piccola minoranza degli italiani".

LEGGE DI .STABILITÀ: MANOVRA CON IMPIANTO DI CENTRODESTRA
“La struttura portante della Legge di stabilità presentata dal governo è ispirata ai principi del centrodestra”.
E’ questo l’aspetto principale che vuole sottolineare la senatrice Laura Bianconi: “Questo provvedimento riassume le motivazioni per cui stiamo al governo – continua la senatrice – perché è in linea con quanto si aspettano i nostri elettori: riduzione delle tasse, riduzione delle spese e sostegno alle imprese, ma soprattutto aver riportato la famiglia al centro dell’azione politica con quello che riduttivamente viene chiamato ‘bonus bebè. La famiglia è l’asse portante di ogni società e aver stanziato 500 mila euro per dare mille euro all’anno ai nuovi nati per tre anni è la dimostrazione di quanto il Nuovo centrodestra voglia modificare radicalmente l’approccio ai problemi economici che affliggono il nostro paese”.

MENO ALL’ENTE, PIU ALLA GENTE. PAROLA DI ALESSANDRO RONDONI
“Meno all’ente più alla gente. Lavoriamo per una Regione più snella, più trasparente, meno burocratica e più vicina ai cittadini e alle imprese”. E’ questa la frase che sintetizza il programma di Alessandro Rondoni, esponente del Nuovo centrodestra candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna sostenuto dalla coalizione formata da NCD e UDC. I lettori di questa newsletter conoscono bene Alessandro, che oltre ad essere un politico apprezzato (nel 2009 come candidato sindaco di Forlì ha costretto per la prima volta la sinistra al ballottaggio e alle scorse regionali ha riportato un risultato ragguardevole) è amico di Spazio di libertà che negli anni ha pubblicato molti suoi contributi. “Alessandro Rondoni è il miglior candidato che si possa avere – sostiene la senatrice Laura Bianconi – la competenza dimostrata nei cinque anni in cui è stato consigliere comunale, i suoi principi e le sue idee fanno di lui l’unico candidato per chi si riconosce nell’area del centrodestra. Forza Italia, d’altronde, ha respinto il nostro appello, per unirsi a una forza estremistica come la Lega, distruggendo per sempre un’alleanza di centrodestra sul territorio. Ma Alessandro Rondoni è un combattente e con la sua lista "Emilia-Romagna popolare" saprà  conquistare il consenso degli elettori che vogliono un cambio di passo dopo decenni di egemonia della sinistra”.




L’espressione ‘far west’ ricorre spesso in politica ogniqualvolta ci si fa la propria legge a dispetto del fatto di far parte di un consesso organizzato in uno Stato con leggi votate dai rappresentanti del popolo. Detto così è molto terra-terra, ma nell’articolo sotto riportato ci pensa l’avvocato Stefano Spinelli, esponente del Nuovo centrodestra e consigliere comunale di Cesena, a spiegare perché i sindaci ribelli sbagliano.

DOPO I GIUDICI RIBELLI, ANCHE I SINDACI RIBELLI
Ma che sta succedendo nel nostro paese? Non so se qualcuno se ne sia accorto o se abbia ben valutato i fatti accaduti in questi giorni. Ma siamo al cortocircuito istituzionale.
E’ talmente forte la carica ideologica di chi vuole introdurre in Italia il matrimonio e l’adozione per persone dello stesso sesso, che si stanno stravolgendo le regole che reggono una corretta convivenza democratica. E lo si fa senza pudore, pur di raggiungere i propri scopi, anche al di là di ciò che impone l’ordinamento democratico.
Di giudici ribelli, quelli che (per fortuna circoscritti) introducono nuovi diritti nel nostro ordinamento in assenza di normative e a volte in contrasto con quelle vigenti (nonostante debbano applicare la legge), abbiamo già parlato.
Oggi, spunta la nuova categoria dei sindaci ribelli.
In questi giorni molti sindaci di sinistra, Pisapia a Milano, Merola a Bologna, Barnini a Empoli hanno apertamente sfidato le istituzioni repubblicane e hanno deciso di autorizzare la trascrizione di matrimoni omosessuali contratti all’estero nei propri registri di stato civile. Il sindaco di Napoli, De Magistris, ex pm, condannato in primo grado nell’inchiesta Why Not, ha detto di non voler tener conto della sentenza e di voler continuare a fare il sindaco.
I prefetti di Bologna e di Firenze hanno scritto ai sindaci, intimando loro di attenersi alla normativa vigente in Italia che non ammette la trascrizione dei matrimoni gay. Il Ministro dell’Interno Alfano ha inviato una circolare avvisando che – in caso di mancata cancellazione delle trascrizioni – si precederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti. Il prefetto di Napoli ha sospeso De Magistris come prevede la legge.
Apriti cielo! Alfano è stato subissato di critiche e i prefetti sono stati accusati di usare il pugno duro. Il partito dei sindaci ha ribadito di voler mantenere le proprie posizioni, le trascrizioni degli atti civili illegittimi e la poltrona.
Ora, tutto ciò è assolutamente destabilizzante per l’intero sistema. Non è solo un problema di conflitto tra i poteri dello Stato, tra sindaci e prefetti. E’ molto di più. Il conflitto tra poteri presuppone un’incertezza nelle relative competenze istituzionali rivendicate dall’uno o dall’altro potere, tanto che occorre una decisione del giudice costituzionale per dire chi ha ragione.
Qui, invece, non vi è conflitto. Vi è solo un’aperta sfida antidemocratica. Vi è eversione consapevole e voluta nei confronti delle regole istituzionali. Lo hanno detto espressamente: “Andiamo avanti perché stiamo combattendo una battaglia”, evidentemente contro quello Stato che essi stessi rappresentano quali Ufficiali del Governo. Lo ha spiegato con chiarezza, per tutti, l’onorevole Marzano del Pd, sulla solita Repubblica: “E’ giusto disobbedire per dare un segnale al paese. E’ una resistenza nel vero senso del termine perché le istituzioni non rispettano il tentativo di andare verso le unioni civili”
Il ragionamento sotteso è questo: “siccome le istituzioni non ci permettono di raggiungere gli scopi voluti, intanto applichiamoci le regole da soli, in attesa che tutti si adeguino”. Ma questa – se non sbaglio – era la legge del Far West. Le battaglie si combattono nel rispetto delle regole, non fregandosene. Così si intaccano i fondamenti dell’ordinamento costituzionale e si aprono sacche di impunità e di illegalità all’interno degli stessi meccanismi democratici, che mettono in discussione la convivenza civile. Se proprio avessero voluto, quei sindaci illuminati (che sono gli stessi che poi vengono a parlarci di legalità, di correttezza istituzionale, di politically correct, ed altri simili cose amene, a partire dall’aggettivo “democratico” contenuto nel simbolo), avrebbero dovuto dimettersi, non invece usare arbitrariamente a proprio uso e consumo le istituzioni.
Sapete cosa devono fare i sindaci prima di essere immessi nelle proprie funzioni?
Ai sensi dell’art. 50 del Testo Unico degli Enti Locali, devono “prestare, davanti al consiglio, il giuramento di osservare lealmente la Costituzione Italiana”; cioè, osservare lealmente quella Costituzione, che all’art. 29 dice “la Repubblica Italiana riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”; e in relazione alla quale la Corte Costituzionale ha precisato: “è costituzionalmente legittima la previsione normativa, sistematicamente interpretata, che vieta alle persone dello stesso sesso di contrarre matrimoni”; ed applicando la quale la Suprema Corte di Cassazione ha sempre – dico sempre – escluso che potessero essere trascritti in Italia matrimoni di persone dello stesso sesso .
Cari sindaci, il giuramento è una cosa importante, non è un orpello democratico!
(Avv. Stefano Spinelli – consigliere comunale a Cesena, eletto nella lista Libera Cesena)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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