Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 259 del 28 ottobre 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Indagine conoscitiva su ddl 1577 (riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche)
Violenza manifestazioni sportive
AFFARI ESTERI
Ratifica Accordo Italia-Brasile familiari personale diplomatico
Ratifica Accordo Italia-Bosnia Erzegovina cooperazione cultura, istruzione e sport
Ratifica Accordo Italia-Argentina familiari personale diplomatico
BILANCIO
Riforma codice nautica da diporto
Domini collettivi
Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni
Norme varie in materia sanitaria
FINANZE E TESORO
Indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco
Audizione del Direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (nell'ambito dell'esame dell'AG
Tassazione tabacchi lavorati
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014
ISTRUZIONE PUBBLICA
Enti pubblici di ricerca
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Mandati CONI e federazioni sportive
Premio di ricerca Di Vagno
AGRICOLTURA
Audizione informale di rappresentanti del comparto pesca e dei sindacati agricoli sulla politica comune della pesca
Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014 e connessi allegati
Esame affare sulla situazione del comparto della produzione di bevande spiritose
Esame affare sulla questione degli effetti sull'apicoltura italiana della diffusione della vespa velutina
SANITA’
Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Esame di atti preparatori della legislazione comunitaria (mangimi medicati)
Screening neonatale
Indagine conoscitiva caso Stamina: comunicazioni dei relatori
Audizioni esponenti della Conferenza nazionale dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Servizio Sociale
Audizione informale Auser su ddl 1092-1495 (riutilizzo farmaci)



In Aula
Diffamazione (Approvato dalla Camera dei deputati)
Relazione della Commissione parlamentare Antimafia sulla formazione delle liste delle candidature per le elezioni europee e nazionali
Delega riforma codice nautica da diporto (Voto finale con la verifica del numero legale)
Responsabilità civile dei magistrati (ove concluso dalla Commissione)
Interrogazioni a risposta immediata ai sensi dell'art. 151-bis del Regolamento al Ministro dell'interno

DISPENSAZIONE FARMACI, LAURA BIANCONI SU QUOTIDIANO SANITA’
Quotidiano Sanità, il quotidiano on-line che si occupa di tutto quanto riguarda la salute, dà ampio spazio all’intervento svolto giovedì scorso da Laura Bianconi, vice presidente vicaria del Gruppo Ncd e relatrice del Disegno di legge “Disposizioni in materia di dispensazione dei medicinali”, presentato dal Movimento 5 Stelle.. Il disegno di legge attraverso la formula del doppio binario, uno rappresentato dalla Farmacia convenzionata e l'altro rappresentato dalla Farmacia non convenzionata vuole rispondere alle sollecitazioni di miglioramento del settore avanzate dall'opinione pubblica, dall’Unione Europea e dai farmacisti non titolari che secondo i dati degli ordini provinciali sono 55.330 su un totale di 72.854.
L’obiettivo del disegno di legge – è scritto nell’introduzione – va nella direzione di assicurare alla filiera del farmaco un quadro normativo che ripristini un contesto professionale e imprenditoriale ove vi sia certezza nel futuro e stabilizzazione dei ruoli, che sappia quindi anticipare quelle sollecitazioni al cambiamento provenienti dall'Europa e da larghi settori dell'opinione pubblica. In sostanza si vuole fornire al sistema farmaceutico distributivo un quadro di stabilità per i prossimi anni che assicuri a tutti gli operatori tranquillità, all'industria farmaceutica e alla distribuzione intermedia un ampliamento del mercato atteso ed auspicato. Nell’illustrare i singoli articoli la senatrice Bianconi ha richiamato l’attenzione su alcune incongruità, e soprattutto su un possibile scenario all’insegna della deregulation del settore farmaceutico.

SEPARATI IN CASA
Nel fine settimana appena trascorso le due importanti manifestazioni organizzate dalla sinistra hanno plasticamente messo in evidenza le contraddizioni in cui si dibatte il Partito Democratico. “E’ vero che i tempi sono cambiati e per la politica cinque anni sono un’era geologica – osserva la senatrice Laura Bianconi – ma la piazza di Roma contrapposta alla Leopolda sono l’emblema di un partito che indubbiamente vive una forte lacerazione tra chi è ancora attaccato alla visione del vecchio Partito Comunista e chi invece guarda al modello della socialdemocrazia. Questo – conclude Bianconi – rende ancora più significativa la presenza al governo del Nuovo centrodestra,garante di quelle istanze liberalpopolari fondamentali per la modernizzazione del nostro Paese”.

FI VS NCD
La scorsa settimana non sono stati pochi gli attacchi di Forza Italia nei confronti del Nuovo Centrodestra, con l’esplicita accusa di tradimento. “Capisco che Forza Italia sia in grande difficoltà e che debba cercare di limitare l’emorragia di consensi – rileva la senatrice Laura Bianconi – ma certe accuse vanno rimandate al mittente. Noi dell’Ncd siamo responsabilmente rimasti fedeli all’alleanza che Forza Italia ha sottoscritto dopo un risultato elettorale che non dava la maggioranza a nessuno degli schieramenti. Quella necessità di garantire stabilità politica al Paese per il Nuovo Centrodestra continua ad essere una priorità, così come per noi continua ad essere una priorità il percorso delle riforme. Senza di noi – conclude Bianconi – si sono le elezioni anticipate e questo non lo vogliamo noi e, soprattutto, non lo vogliono gli italiani”.

PORTE APERTE AI DELUSI DEL CENTRODESTRA
“La rivoluzione copernicana che Forza Italia ha fatto in materia di temi etici ha provocato più di un mal di pancia ai suoi militanti
– osserva la senatrice Laura Bianconi – la confusione è sempre più evidente e posso capire il disagio di chi non capisce più quale sia la linea politica in materia di coppie omosessuali e adozioni. Se penso alle tante battaglie che nelle precedenti legislature ho condiviso con tanti esponenti di Forza Italia, non posso che condividere la l’appello del senatore Renato Schifani ad aderire al progetto della Costituente popolare, per tornare a condividere e difendere quei valori cristiani che sono stati la base valoriale di Forza Italia sin dal ‘94”.

RIFORMARE IL CENTRODESTRA, NASCE LA COSTITUENTE POPOLARE
Il comitato operativo nazionale dei Popolari per l'Italia, presieduto dal senatore Mario Mauro, nel corso della sua ultima riunione ha concordato sull'opportunità di procedere verso la Costituente popolare con Ncd, Udc e movimenti e associazioni interessate, a condizione – sottolinea Mario Mauro - che la Costituente Popolare implichi da subito la nascita di un soggetto politico totalmente nuovo, aperto a tutti e non sia semplicemente la somma di tre o più sigle politiche. In questo senso i gruppi alla Camera e al Senato,come gli organismi dirigenti, dovranno essere la conseguenza logica di questo nuovo soggetto politico.

BONUS BEBE’, UNA VITTORIA DELL’NCD
“Il Nuovo centrodestra rivendica il valore della misura del “bonus bebè”, gli 80 euro mensili per ogni nato dal 2015 al 2020. La legge di stabilità porta il marchio Ncd, e il provvedimento varato dal Governo, che stanzia per la natalità, di qui al 2020, 3.642 milioni di euro, dà corpo a quanto stavamo già affrontando dal punto di vista medico e sanitario con il Tavolo della Fertilità. Solo l'anno scorso sono nati 25mila bambini in meno rispetto all'anno precedente. Ed è la conferma della tendenza degli ultimi cinque anni. Se non nascono bambini, 'Italia è un Paese senza futuro e senza alcuna possibilità di pagare l'assistenza e le pensioni a una popolazione fortunatamente sempre più numerosa e longeva. Era necessaria una misura anticiclica e come Ncd siamo orgogliosi di averla sostenuta”.
Questa la dichiarazione della senatrice Bianconi sul bonus bebè previsto dalla legge di stabilità.

EBOLA, SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO
"La situazione è sotto controllo. Abbiamo chiesto al ministero della Difesa un aggiornamento, ma non siamo preoccupati". Questa la precisazione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della Conferenza sulla salute dell'area del Mediterraneo, a chi le chiedeva quale fosse la situazione degli 11 militari americani posti in isolamento nella base di Vicenza, dopo essere rientrati dalla Liberia, paese colpito dal virus Ebola. "Siamo in contatto sia con il ministero della Difesa che con le autorità americane, ma si tratta di protocolli che seguono anche i nostri cooperatori - ha spiegato Lorenzin - e che riguardano persone, in questo caso militari, che non hanno avuto contatti diretti con i malati, che alla partenza non avevano sintomi, ma che per precauzione vengono monitorati per 21 giorni. Dunque non siamo preoccupati", ha concluso il ministro Lorenzin.


Era il 1988 quando in seguito alla pubblicazione del romanzo di Salman Rushdie ci diventò familiare il termine “Fatwa”. Oggi anche Souad Sbai, giovane donna di origine marocchina nota per essere stata parlamentare dal 2008 al 2013, ha ricevuto una fatwa, cioè una condanna a morte, come spiega nell’intervista al Il Sussidiario. Ma questo non l’ha fermata, e infatti all’indomani delle elezioni in Tunisia ecco il suo lucido esame del risultato elettorale. Da leggere tutto attentamente, perché Souad Sbai non rinuncia mai a dire la verità.

IL POPOLO DICE NO AGLI ESTREMISTI CON LA CRAVATTA (CHE PIACCIONO ALL'EUROPA)
Rassicuriamo tutti su ciò che è accaduto in Tunisia, soprattutto gli sponsor dell'estremismo in giacca e cravatta: non è una rivoluzione, è la democrazia. Capisco che la libera volontà di un popolo non vada molto d'accordo con i progetti e i programmi degli strateghi internazionali del mondo arabo, che a tutt'altro avevano pensato per la Tunisia, l'Egitto, la Siria e tutto il quadrante, ma i tunisini hanno scelto e hanno voltato le spalle all'islamismo.
La Tunisia liberale, moderna, libera, ha vinto. Solo due anni e mezzo fa ci veniva detto che la rivoluzione dei gelsomini era l'unica possibilità di progettare un futuro democratico per il Paese; dopo le elezioni che avevano visto vittoriosa Ennahda l'opinione pubblica mondiale aveva parlato di prova della democrazia superata, e nemmeno dopo l'assassinio di Chokri Belaid, ucciso davanti alla sua casa perché si opponeva all'estremismo, i governi mondiali avevano alzato un dito per difendere la Tunisia dal baratro in cui stava profondando.
Ma i moderati hanno continuato a lottare, a scendere in piazza, a volto scoperto, donne e uomini liberi che volevano riappropriarsi del proprio destino. Avevano paura, certo, e ce l'hanno ancora oggi perché sanno che l'estremismo è ancora più pericoloso quando è sconfitto. La coda dello scorpione ti colpisce mentre si ritira, quando già pensi di averlo battuto.
Ma la Tunisia è forte e si ritrova dopo tre anni ad aver raggiunto un risultato insperato: aver cacciato Ben Alì e i suoi sodali, ma anche l'estremismo e le sue propaggini politiche che venivano dall'estero ad insegnare a un popolo fra i più progrediti del mondo arabo cosa fosse la democrazia. Chi oggi ha perso la battaglia elettorale, fino a ieri veniva sdoganato artificialmente come formazione moderata quando in realtà era tutt'altro. Le urne hanno detto la loro su cosa è capace di fare un popolo quando prende coraggio e capisce che la partecipazione può davvero cambiare le cose.
Il 62 per cento dei tunisini si è recato alle urne per votare e Nidaa Tounes, partito laico d'opposizione, ha battuto sonoramente Ennahda. Cosa sarà ora della Tunisia? Cosa sarà del quadrante nordafricano? Dell'Egitto sappiamo, con Al Sisi che ha ristabilito l'ordine e tenta di riportare il Paese nell'alveo delle potenze internazionali, la Libia è in preda al caos ma la resistenza all'avanzata estremista si è organizzata e combatte per scongiurare che l'infezione uccida il corpo sociale libico, in Marocco il rebus sulla sopravvivenza del governo Benkirane, a guida Pjd, è tuttora aperto e rischia di essere influenzato dall'esito elettorale tunisino.
A Tunisi le speranze tornano a farsi vedere, il popolo cerca la sua via negli esponenti liberali che sono stati eletti e che dovranno prima di tutto spezzare le catene della paura e del passato, per far sì che l'anima e l'insegnamento di Bourghiba tornino a risuonare nel cuore di ogni cittadino che ama la sua patria. Nulla di nuovo, nulla di stravolgente all'ombra dei gelsomini di Tunisi: è la democrazia che trionfa e allontana le sinistre figure che hanno tramato, senza successo, contro un Paese per renderlo schiavo.
(Souad Sbai – Il Sussidiario di martedì 28 ottobre 2014 –www.ilsussidiario.net)

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IL NOSTRO BUONISMO È L'ASSO NELLA MANICA DEI SALAFITI "MADE IN ITALY”
Souad Sbai, marocchina, musulmana moderata, presidente dell'associazione Acmid, ha ricevuto una fatwa, cioè una condanna a morte, dopo il discorso pronunciato alla manifestazione della Lega in piazza Duomo a Milano, sabato scorso. E' lei stessa a dirci come sono andate le cose. E non rinuncia a tenere la guardia alta: "non penso a leggi speciali ma ad una rinnovata mentalità dell'inclusione, ma anche dell'esclusione".
Vuole brevemente ricostruire il caso che ha portato alla fatwa di morte che la riguarda?
La questione è molto semplice. Ho partecipato alla manifestazione della Lega Nord a Piazza Duomo a Milano e sono intervenuta. Nei giorni successivi la cosa ha avuto un'eco mediatica importante e anche in Marocco sono stati scritti dei pezzi. Uno in particolare ha attirato la mia attenzione, quello su Hibapress in cui figurava un video girato da un cellulare e messo su Youtube, sottotitolato e tradotto in maniera distorta.
Distorta in che modo?
Per fare un esempio, al posto di moschee fai da te si lasciava solo moschee, o al posto di velo integrale solo la parola velo. Fra i commenti ce n'era uno particolarmente acceso che giustificava la mia uccisione perché "nemica di Allah e del Profeta".
Hibapress.com è un sito di informazione marocchino; il Marocco sembrava estraneo alle derive più estremiste, dunque non è più così?
Il Marocco è un paese che ha già subito le conseguenze dell'essere contro l'estremismo, basta pensare agli attentati di Casablanca nel 2006 che però non hanno scalfito il percorso delle riforme, che oggi vanno avanti. È un Paese che lotta costantemente contro il terrorismo e un singolo sito internet o giornale non fa certo tendenza su questo. La libertà che le donne hanno lì, quelle che immigrano in Italia nemmeno sanno cosa sia. Qui le comunità islamiche non hanno mai fatto il passo verso l'autodeterminazione delle donne, che sono come "sospese" nel nulla.
Lei ha condannato l'uso del velo integrale e le moschee fai da te. Con queste ultime a che cosa si riferisce esattamente?
Per moschee "fai da te" intendo quei falsi centri di culto illegali magari nascosti in un garage e nei quali si professa tutt'altro rispetto alla vera dottrina islamica, con imam altrettanto fai da te. E che andrebbero chiusi all'istante, perché pericolosissimi. Per "velo integrale" intendo con tutta evidenza il niqab, la tunica nera che lascia intravvedere solo gli occhi e che per qualcuno qui in Italia sarebbe segno di libertà religiosa, mentre in realtà è solo un vessillo di sopraffazione delle donne. E di occupazione territoriale estremista di stampo salafita. 
Il commento anonimo che citava la fatwa non potrebbe essere solo il messaggio di un esaltato? Che cosa le fa pensare che si tratti di una cosa seria?
Vede, non posso essere io a stabilire se la minaccia di quel commento sia reale o meno, se sia un pericolo o meno. A questo pensano le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria, a cui mi sono prontamente rivolta e alle quali sempre mi rivolgo anche per sintomi che spesso appaiono poco credibili ma nascondono pericoli veri. Mi chiedo anche perché la minaccia di morte arrivi ora…
E che risposta si dà?
Guarda caso l'accaduto arriva proprio mentre ero in Cassazione per l'ultima udienza del processo sulla morte di Shaznaz Begum e il pestaggio di Nosheen Butt. Ogni segnale di possibile innalzamento della tensione va sempre e comunque denunciato. E io non sono mai stata smentita perché so bene di quel che parlo, conoscendo a fondo le due culture. Anzi, ho sempre ricevuto piena condivisione degli intellettuali arabi liberali e moderni.
Da chi viene in questo momento il pericolo maggiore per un paese come l'Italia? dagli immigrati, dai convertiti, da cellule dormienti? da chi o da che cos'altro?
Il pericolo maggiore viene dal buonismo e dal relativismo, che permettono a tutti di fare tutto, di spacciare una vessazione per libertà e di predicare qualcosa che nulla ha a che vedere con l'islam vero e moderno, bensì solo con l'integralismo. Un paese non si colpisce solo facendo un attentato, ma anche minando le radici della sua società, rendendole deboli e facili da sradicare. Questo è il pericolo maggiore. Una società che conosce la differenza fra il bene e il male non teme nessuno.
Secondo lei, in un momento come questo in cui singoli islamisti impugnano le armi per compiere stragi, come è avvenuto in Canada, servirebbero delle leggi speciali?
9 Non penso a leggi speciali, penso ad una rinnovata mentalità dell'inclusione, ma anche dell'esclusione. Occorre distinguere accuratamente, proprio in virtù di ciò che ci dicevamo prima, fra chi viene qui o sta qui per vivere serenamente e chi utilizza il nostro paese come base logistica e di addestramento e reclutamento di jihadisti. E questo lo si fa solo con una politica più attenta alla sicurezza e meno al calpestare fantomatici diritti che in realtà nascondono solo volontà di conquista.
 Ha paura?
Non ho paura, ma mantengo la guardia alta. È molto semplice, e altrettanto pericoloso, pensare che dietro alle parole si celino solo dei pazzi o dei semplici esaltati. Perché l'estremismo parla spesso per simboli ed è capace di condannare a morte una persona solo con una impercettibile parola in un testo, o con l'immagine di un fucile accostato alla faccia di qualcuno, come è accaduto a me. Non sono una tuttologa né una docente di islamistica, ma conosco bene i due contesti, quello occidentale e quello arabo, e seguo lo svolgersi degli eventi, che danno bene il segno di come il panorama storico stia rapidamente cambiando.
Continuerà a a fare quello che ha fatto fino ad ora?
Certamente. Io non ho mai smesso di pensare né di scrivere in tutta libertà, nonostante abbiano tentato più volte di zittirmi, e questo è il segreto per vincere la sfida contro l'estremismo. Inseguire e difendere la libertà, costi quel che costi.
(intervista di Federico Ferraù – Il Sussidiario di venerdì 24 ottobre 2014 – www.ilsussidiario.net)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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