Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 264 del 18 novembre 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Legge elettorale Camera dei deputati - sede referente - relatrice: Finocchiaro
Indagine conoscitiva sistema elettorale Camera - audizione del Ministro dell'interno
GIUSTIZIA
Divorzio breve
Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio
Contrasto all'omofobia e alla trans fobia
Tribunale della famiglia
Amnistia e indulto
Disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili
AFFARI ESTERI
Audizione del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale sulle linee programmatiche del suo Dicastero
BILANCIO
Autismo
Responsabilità civile dei magistrati
Delega per la riforma dei confidi
Norme varie in materia sanitaria
Competitività settore agricolo
Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
FINANZE E TESORO
Rientro capitali detenuti all'estero e auto riciclaggio
Proposta di Indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea
Delega per la riforma dei confidi
Riorganizzazione dell'attività di consulenza finanziaria
Rapporto contrasto evasione fiscale
ISTRUZIONE PUBBLICA
Audizioni su affare assegnato Scuola
(Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; sindacati: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, GILDA, UGL, COBAS; Coordinamento dell'orientamento musicale)
Novantesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti
Atto comunitario n. 50 (approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
AGRICOLTURA
Audizione del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sulle ricadute sul sistema agroalimentare italiano dell'Accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti
competitività settore agricolo
agricoltura sociale
Politica comune pesca
SANITA’
Audizioni informali su AC 557 (Agenzia europea per i medicinali) e AC 558 (medicinali veterinari)
Cellule staminali e donazione da cordone ombelicale

In Aula
Partecipazione a Banche multilaterali di sviluppo per America latina e Caraibi (Approvato dalla Camera dei deputati)
Responsabilità civile magistrati

OLTRE I CONFINI DELLA SANITA’. LAURA BIANCONI AL FORUM DI MERIDIANO SANITA’
Lunedì 10 novembre, a Roma nella prestigiosa sede di Palazzo Respigliosi, la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicario del Gruppo Ncd, ha preso parte al Forum 2014 di Meridiano Sanità che aveva come titolo Oltre i Confini della Sanità - Salute, Innovazione e Crescita. La senatrice Bianconi ha partecipato alla Tavola Rotonda condotta da Andrea Pancani, Vice Direttore TG La7, intervenendo su QUALITÀ, EFFICIENZA E APPROPRIATEZZA DEL SISTEMA E POTENZIALITÀ DELL’E-HEALTH.
La senatrice Bianconi ha iniziato il proprio intervento con un mea culpa che riguarda tutti i livelli decisionali, a cominciare da quello politico. “Le idee ci sono, le prospettive ci sono, i dati ci sono – ha sottolineato Laura Bianconi - quindi noi sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare. Sappiamo che un cambiamento di mentalità in tema di medicina difensiva porterebbe un risparmio di circa 12 miliardi di euro; sono in Parlamento da oltre 10 anni e sono 10 anni che ne sento parlare- Anche la riorganizzazione territoriale sappiamo che porta un oggettivo risparmio, e lo stesso vale per i costi standard che porterebbero risparmi per miliardi. Tutti questi risparmi potrebbero contribuire ad aumentare il Fondo sanitario nazionale che diciamo tutti sia insufficiente. Anche le discussioni sulla Legge di stabilità, le proteste per i previsti 4 miliardi di tagli alle Regioni che, ci dicono comporteranno tagli nella sanità, rientrerebbero, perché i risparmi derivanti da migliore gestione potrebbero essere usati per una migliore aderenza delle cure, per le migliori cure, per le nuove cure che sono davanti a noi”. Un altro punto toccato dalla senatrice Bianconi è quello della fase operativa, in cui ha invocato una maggiore velocità nella fase decisionale e attuativa. “C’è bisogno di correre – ha esortato Laura Bianconi – anche con un po’ di irresponsabilità. Nella fase decisionale bisogna correre, a tutti i livelli bisogna correre, un po' meno concertazione ed un po' più di decisionismo. Perché siamo sull'orlo di un baratro ed allora dobbiamo decidere se facciamo un passettino avanti o se vogliamo fare un passettino indietro. E da questo punto di vista vi potrei raccontare situazioni particolari perché nella realtà, le decisioni nascono al Ministero, al Governo, poi passano alle Aule parlamentari, poi diventano leggi da ridiscutere nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, altro bel Moloch da cui scaturiscono i cosiddetti 21 sistemi sanitari regionali. Tutto questo, poi, per incontrare a livello attuativo altrettante difficoltà nel confronto tra assessori regionali e attori del sistema sanitario”. In conclusione del suo intervento Laura Bianconi ha poi parlato degli scenari futuri legati alle nuove tecnologie. “Dobbiamo cominciare ad beneficiare sempre di più dei vantaggi che verrebbero dalle nuove tecnologie – conclude Bianconi – come ad esempio pensare ad un paziente governato da casa tramite remoto. Lì dove queste esperienze già ci sono, ci dicono che le problematiche cardiovascolari possano essere trattate con una riduzione del ricorso ospedaliero del 30 per cento. E tutto è nelle nostre mani, perché tutti abbiamo un cellulare o un computer a casa, e probabilmente sono strumenti che anche la cosiddetta badante del nostro anziano, sa assolutamente governare. Insomma, le nuove tecnologie che non sono soltanto l'informatizzazione della cartella clinica, che pur sarebbe una cosa fantastica, o la cosiddetta ricetta telematica, altra cosa fantastica, devono diventare una pratica diffusa e accessibile per i pazienti direttamente dalle loro case, con i vantaggi anche psicologici che possono derivare dal fatto che il paziente ha sempre la possibilità di risolvere comodamente i propri dubbi in tempi rapidi e da casa propria. Di tutto questo in Europa si sta già discutendo, sul Mobile Health la Commissione europea ha pubblicato un libro verde, e io credo che da questo punto di vista il wireless, che già ha cambiato la nostra vita, per quel che riguarda la vita quotidiana, negli spostamenti, nella comunicazione, potrà fare una grande differenza in campo sanitario. o sanitario, anche in termini di risparmio economico”.

SALUTE: BIANCONI "CONTRO TUMORE SENO REGIONI REALIZZINO RETI ECCELLENZA
"Il ministero della Salute ha inviato alla Conferenza Stato-Regioni un importantissimo documento che definisce le modalità per l'organizzazione delle reti di senologia sul territorio. Ogni anno in Italia 40mila donne ricevono diagnosi di tumore al seno. Una malattia che se prevista in tempo, nelle prime fasi in cui si manifesta, può essere sconfitta. Il documento va in questo senso, e cioè di rivisitare tutta l'organizzazione degli screening e delle reti di eccellenza che consenta a medici specializzati e dedicati di seguire e curare la paziente, accompagnandola così in ogni fase del suo percorso medico. E' questo il modello di sanità al quale dobbiamo guardare e tendere, nella consapevolezza che solo attraverso un'organizzazione sanitaria di qualità si può sconfiggere il tumore al seno. Al ministro Lorenzin va fatto un plauso per il lavoro svolto e per la celerità con cui è stato presentato alla Conferenza Stato-Regioni. Adesso spetta alle Regioni recepire velocemente queste direttive affinché l'Italia si doti di una rete di eccellenza capace di affrontare in maniera moderna ed efficace il tumore al seno".

RENATO SCHIFANI PARLA DOPO DEFINITIVA ARCHIVIAZIONE INDAGINE CONCORSO ESTERNO ASSOCIAZIONE MAFIOSA
L'ex presidente del Senato Renato Schifani, presidente del Comitato promotore del Nuovo centrodestra, ha sopportato in silenzio che le indagini facessero il loro corso. La pesantissima accusa di concorso esterno in associazione mafiosa avrebbe fiaccato la tempra a chiunque, ma lo stile del senatore Renato Schifani è altro. Nessun commento, nessun proclama, e anche dopo la positiva conclusione delle indagini nessuna esternazione fuori dalle righe. Per questo è ancora più significativa l’intervista rilasciata al settimanale Panorama.
"Ho superato le forche caudine del 'mascariamento' senza attaccare mai la magistratura, senza denunciare complotti. Sono restato in silenzio senza potermi neppure difendere in un processo. Gli inquirenti indagavano e i giornali mi processavano. Nel 2008 su Rai 3 mi sentii paragonare a una 'muffa' da Marco Travaglio per verità inenarrabili sul mio conto. Ha dovuto risarcirmi in sede civile". Il senatore Ncd racconta inoltre che, dopo che nel 2013 il gip dispose ulteriori indagini su una lista di sette pentiti, visse "momenti di angoscia perché quelle persone avrebbero potuto fare il mio nome, inventare chissà cosa, anche al solo scopo di ingraziarsi un pm. Per fortuna sono stati corretti". E sottolinea che nella lotta alla mafia "quello che ha fatto il governo Berlusconi non ha precedenti. Nel 2002 abbiamo trasformato il regime del carcere duro, il 41bis, da istituto straordinario e provvisorio in misura definitiva. È nostra la norma che ha introdotto il sequestro dei beni leciti in sostituzione di quelli venduti a terzi dai mafiosi. L'ho suggerita quando ero già indagato. Avrei potuto rivendicarla ma ho preferito soprassedere". Ma aggiunge anche che "è stata nostra responsabilità politica non aver ritoccato la normativa procedurale che dilata in modo incontrollabile i tempi d'indagine, senza garanzie per il cittadino. Così come non aver posto un limite alle fughe di notizie: il reato di violazione del segreto istruttorio ormai è obliterato".

LAVORO, IL TESTO SENATO ESSENZA DELLA RIFORMA, E TALE DEVE RIMANERE
"La riforma del lavoro è urgente e non più rinviabile, per il rilancio dell'occupazione. E' una priorità per i cittadini e per il mondo dell'impresa e deve esserlo necessariamente e conseguentemente per il Parlamento, per questo ritengo che il punto di partenza debba necessariamente essere il testo uscito dal Senato, senza stravolgimenti e dietrofront. E’ giusto che i colleghi della Camera possano dare il proprio contributo ma a questo punto della discussione ritengo che gli emendamenti debbano essere limitati, Sono soddisfatta che l’accordo sia stato rispettato e non sia stato stravolto l’articolo relativo agli illegittimi licenziamenti. Si è trovata l’intesa in modo da non consentire discrezionalità alcuna al magistrato, in modo che i datori di lavoro abbiano quella prevedibilità dell'applicazione della norma che li può incoraggiare ad utilizzare i contratti a tempo indeterminato”.
Così la senatrice Laura Bianconi sugli ultimi accordi realtivi al Job’s Act.

LEGGE .ELETTORALE: ANCHE ALFANO FRA GLI 'AUDITI' IN COMMISSIONE SENATO
C'è anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano nella lista delle personalità che saranno ascoltate in commissione Affari costituzionali del Senato nell'ambito delle audizioni previste in riferimento alla riforma della legge elettorale. Il calendario delle audizioni, dopo la relazione di martedì 18 della presidente della prima commissione e relatrice Anna Finocchiaro, prevede due giornate nel corso delle quali saranno ascoltati i presidenti emeriti della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta, Franco Gallo, Gaetano Silvestri e Giuseppe Tesauro, i giudici emeriti della Corte costituzionale Sabino Cassese e Luigi Mazzella. Inoltre, oltre al ministro dell'Interno Angelino Alfano, ci saranno il prefetto Nadia Minati, direttore centrale dei servizi elettorali, nonché i professori Antonio Agosta e Felice Carlo Besostri.

OLTRE AL TOPLESS NULLA
“Certe proteste sono assolutamente incomprensibili, perché non hanno neppure la scusante del disagio sociale o della rivendicazione”
. Questo il lapidario giudizio della senatrice Laura Bianconi sulla protesta inscenata dalle Femen in Piazza San Pietro per protestare contro la visita di Papa Francesco al Parlamento europeo. “La supposta motivazione – continua Bianconi – che il ‘Papa non è un politico’, come hanno scritto sui loro corpi, non ha alcun fondamento razionale. La politica deve dialogare e confrontarsi con tutti, nelle sedi parlamentari vengono spesso ascoltate personalità che rappresentano sentimenti religiosi così come posizioni culturali e artistiche. Come mai le Femen non hanno protestato quando il Parlamento europeo ha accolto famosi cantanti rock”?




Dissesto idrogeologico, casse di espansione, esondazione, abusivismo edilizio e consumo del territorio. Sono parole tecnicamente corrette a cui però ricorriamo come fossero ‘mantra’ in queste settimane in cui il maltempo si accanisce contro il nostro paese. Per questo, per uscire dal cliché dei dibattiti televisivi (e conseguente rimpallo delle responsabilità), ci piace proporre la testimonianza di Federico Pichetto di Chiavari. E’ trascorsa una settimana da quando ha vissuto in prima persona una notte di ordinaria follia per le vie della sua città allagata, e purtroppo altri luoghi e tante altre persone hanno vissuto lo stesso dramma e lo hanno raccontato. Ma di Federico ci è piaciuta la visione ‘altra’, la capacità di stare di fronte alla realtà e di interrogarsi, con una visione poetica che sa andare oltre la rabbia e lo sgomento.

COSA VUOLE IL FIUME DI FANGO CHE HA ANNEGATO LA MIA CITTÀ?
Come in una sorta di roulette russa meteorologica, questa volta è toccato a noi. Chiavari, Lavagna, il nostro entroterra e le nostre valli, si sono trasformate in pochi minuti in un fiume d'acqua, in un'ondata di fango. Da due giorni l'allerta meteo era elevatissima e le scuole erano chiuse. Fra noi professori si prendeva in giro tutto questo allarmismo: lo giudicavamo eccessivo e contavamo i giorni di scuola effettivamente persi da settembre ad oggi, domandandoci che fine avrebbero fatto le programmazioni, i compiti in classe e gli stessi percorsi educativi che, comunque la si pensi, hanno bisogno di continuità per trasmettere realmente "qualcosa" che sia per la vita.
Poi, sul tardi, si viene a conoscenza che un'altra scuola dove insegno, quella di teologia della diocesi, ha deciso di sfidare l'allerta e di tenere lo stesso i corsi serali. Con tuoni e fulmini che fanno ancestrale paura ci ritroviamo così — poco dopo le 18 — nel centro di Chiavari, quello stesso centro che, dopo poco più di tre ore, si sarebbe trasformato in un gigantesco corso d'acqua pronto a seppellire la città sotto un mare di detriti e di fango.
La tensione tra gli studenti è decisamente palpabile. Tengo le mie due lezioni, ma si capisce che qualcosa non torna: la luce arriva a intermittenza e la "voce" della pioggia si fa sempre più forte. Finalmente terminano le quattro ore previste. Sono le 21.30 e quando esco con la mia macchina dall'edificio del Seminario, dove la scuola è ospitata, Chiavari è già un fiume. Con l'acqua nelle ruote attraverso le vie dove sono cresciuto, quelle dove ho imparato ad amare, a sorridere e a lottare e vedo che tutto, lentamente, si sta sommergendo. È come se s'immergesse una parte di te, una parte della tua vita, e tu fossi lì a guardare — impotente — con un unico vero obiettivo: che quell'acqua non prevalga.
Nella Bibbia l'acqua non è un elemento positivo. Più volte, dal libro della Genesi in poi, Dio divide le acque e pone loro un limite. L'immagine "mare-male" ritorna vibrante dentro questa notte chiavarese: il male, come questo mare, lentamente penetra il cuore della nostra città, la invade, la rende deserta e ferita. Con la macchina provo a procedere, ma qualunque via imbocco per Lavagna — dove adesso abito in attesa di ristrutturare la mia nuova abitazione a Sestri Levante — si mostra allagata e in piena. Le forze dell'ordine sono scarsissime, girano come trottole e si capisce molto bene che non hanno quasi niente sotto il loro controllo. E anche lì, in mezzo al fango e alla vera paura, un po' ti viene da sorridere, perché ti rendi conto come nessun piano, nemmeno il più brillante, riesce davvero a far fronte alla vita vera. Perché la realtà è, in definitiva, sempre un'altra cosa.
Ed è inutile prendersela con quello sciagurato che ha deciso ieri sera di tenere aperta la Scuola di teologia, è inutile prendersela con i vigili o con la protezione civile: in quel momento il fango interpella te, te che non sei un eroe e pensi — molto prosaicamente — a salvarti la macchina, a salvare te stesso.
Così, con l'acqua che diventa sempre più impetuosa e l'Entella (il fiume che divide Chiavari e Lavagna e che dà il nome a tutta la piana dove le due cittadine liguri sorgono) che esce dagli argini trasformando l'emergenza in tragedia, prendo la decisione di provare a guadare la marea col mio mezzo in un punto dove appare più bassa. Mi immergo letteralmente nel fiume di fango, sto ai bordi per cogliere i punti più bassi, mi sento in un sommergibile. Prego il Rosario e continuo a stringere il volante e a dire: "Sono nelle tue mani, Signore!". Per un momento mi sfugge anche un sorriso perché capisco che è vero, che stavolta non bisogna fare nessuna fatica per dirlo, perché è tutto sorprendentemente evidente.
Sul telefono iniziano ad arrivare i primi messaggi degli amici: chi ha cantine o case allagate, chi ha visto invadere dall'acqua i luoghi a sé più cari, chi si è visto sottrarre dalla marea i ricordi e le cose più preziose. Tutti, per una volta, ci si sente veramente insieme. Sui social network si moltiplicano gli inviti a rimanere in casa, ciascuno monitora il proprio quartiere, condivide la conta dei danni e lo stato delle cose. E tutti a dire, l'uno all'altro, "Forza!". Non c'è rabbia in questa notte chiavarese: c'è dolore, c'è paura, c'è l'attesa angosciosa di sapere (e solo il giorno ce lo dirà) se ci sono state vittime.
Tutti infatti sapevamo di quest'acqua, ma nessuno si aspettava che arrivasse così, in questo modo dilagante e invasivo, a divorare tutto. Pertanto siamo tutti consapevoli che qualcuno potrebbe essere stato sorpreso dal fango, dall'impeto dei flutti, e — a differenza di me — non essere riuscito a mettersi in salvo. Navigando lentamente dentro Lavagna, con una piccola sosta da una famiglia per vedere se era tutto a posto e per mangiare un boccone come avevamo concordato, rientro a casa. Tutto attorno è buio, spettrale: l'elettricità pubblica pare svanita nel nulla. E alle sei del mattino si sente solo il silenzio di una città che respira sotto tutto questo fango. Adesso siamo pronti a incontrare la luce del giorno, siamo pronti a vedere e a scoprire che cosa è davvero successo, dove sono le nostre cose, i nostri pezzi di vita sparsi qua e là da un'acqua che non ha risparmiato nessuno e che ha messo in ginocchio commercianti e lavoratori. Qualcuno darà la colpa alle autorità pubbliche o al "dissesto idrogeologico", per non dire allo Stato, qualcun altro invece da tutto questo cercherà di lucrare e di speculare mediaticamente.
In primavera in Liguria si vota e saranno molti a farsi uno spot tra noi. Ma, almeno questa volta, non credete a nessuno: chi ha visto lo spettacolo di ieri sera sa che l'uomo c'entra molto (perché non è più capace di custodire se stesso e la realtà che lo circonda) e c'entra anche molto poco (perché è facile dare la colpa agli altri quando le cose ti sorprendono e ti tolgono il respiro, mentre è difficile riconoscere che quello che c'è, comunque c'è e ti interpella, ti sfida, ad affrontarlo, qualunque ne siano le cause).
Chiavari stamattina, proprio per tutto questo, non ha bisogno di eroi, di generosità esibite, di "spirito da caserma" che porti a compiere imprese epiche e titaniche trasformando il palcoscenico di questa tragedia nel teatro del proprio ennesimo narcisismo, Chiavari stamattina ha solo bisogno dei chiavaresi, dei preti come dei commercialisti, dei professori come dei medici, degli operai come degli statali. Chiavari ha bisogno che tutte queste persone, insieme, magari indignate, magari con la morte nel cuore, siano pronte non a protestare e a pretendere gli aiuti di uno Stato che non arriverà mai, ma a riprendere in mano la propria città, la nostra storia. Come quando il male dilaga dentro di te e sei "a pezzi" per quello che sei riuscito a dire e a fare: è allora che devi assumerti le tue responsabilità ed ammettere che, questa mattina (come tutte le altre mattine), non hai bisogno di molto per uscire di casa, hai solo bisogno di una carezza e di qualcuno che ti dica: "Sono qui, non temere!".
E' questo che la notte che svanisce lentamente ci lascia: il bisogno di una speranza che sia più forte di tutto questo mare d'acqua, il bisogno di tornare a essere popolo nel momento in cui molti sono rimasti schiacciati e prigionieri del pericolo, il bisogno semplice di essere uomini, umani, là dove la rabbia vorrebbe trasformarci tutti in bestie. È questo ciò che questa città stamattina mendica. Per sopravvivere, per ripartire, per tornare ad amare e a crescere.
Per cui, cari amici, venite a spalare il fango con noi se volete, ma non venite a salvarci. Per quello — senza offese — c'è proprio bisogno di Qualcun Altro. Qualcuno che, anche in questa notte, non ci ha lasciato soli.
(Federico Pichetto – Il Sussidiario, mercoledì 12 novembre 2014 – www.ilsussidiario.net)

 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
Via Uberti,14 – 47023 Cesena (FC)
tel. 0547/613927 – fax 0547/613935
www.laurabianconi.itsenatrice@laurabianconi.it

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