Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 270 del 16 dicembre 2014

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Ulteriore proroga Commissione inchiesta intimidazioni amministratori locali
Legge di stabilità
Legge elettorale Camera dei Deputati
GIUSTIZIA
Legge di stabilità
Abrogazione dell'art. 278 del codice penale
Titolo di avvocato specialista
Ordine di protezione europeo
AFFARI ESTERI
Legge di stabilità
del suo Dicastero
BILANCIO
Legge di stabilità
FINANZE E TESORO
Legge di stabilità
ISTRUZIONE PUBBLICA
Legge di stabilità
Audizione del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sulla riorganizzazione del Dicastero
AGRICOLTURA
Legge di stabilità
SANITA’
Legge di stabilità
Seguito argomenti non conclusi


In Aula
Legge di stabilità 2015 e Legge di bilancio 2015 e bilancio pluriennale 2015-2017

LEGGE DI STABILITA’, TROVARE RISORSE PER MALATI EPATITE C
"In Italia esistono almeno un milione e mezzo di malati di epatite C. A questa cifra già esorbitante di persone sofferenti si aggiunge il numero di tutti coloro che si prendono cura di tali pazienti sia a livello di assistenza sanitaria sia a livello di assistenza sussidiaria. Di questo milione e mezzo circa 3-400mila sono considerati malati gravi. L'Agenzia italiana per il farmaco e il ministero della Salute hanno recentemente trovato un accordo con il produttore di un farmaco anti-epatite che potrebbe guarire gran parte dei malati cui viene somministrato. Ma i costi per i pazienti sono troppo elevati. Per questo l'intervento del governo per trovare risorse destinate al fondo per l'epatite C è una buona notizia".
Questo il commento della senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicaria del gruppo del NCD, "Tutti i fondi stanziati - continua Bianconi - salverebbero vite preziose e al contempo ridurrebbe i costi di assistenza nei casi più gravi. Mi auguro che la Commissione Bilancio del Senato, nell'ambito dell'esame della legge di Stabilità, individui quelle soluzioni che consentano di reperire risorse tanto sufficienti quanto necessarie".

LEGGE DI STABILITA’, GLI EMENDAMENTI DI LAURA BIANCONI
La senatrice Laura Bianconi, nell’ambito della discussione della Legge di stabilità, ha presentato una serie di emendamenti tutti in materia sanitaria. Gli emendamenti prevedono indennizzi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di somministrazione di medicinali emoderivati, risorse da destinare al Centro nazionale trapianti per lo svolgimento delle attività di coordinamento della rete trapiantologica e maggiori stanziamenti per le attività dell’Ismett, l'Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione che ha sede a Palermo e rappresenta il primo ospedale in Italia progettato e realizzato esclusivamente per le attività di trapianto e cura delle insufficienze terminali di organi vitali.
Altri emendamenti riguardano le apparecchiature a risonanza magnetica soggette ad autorizzazione all'installazione della regione o provincia autonoma secondo principi di appropriatezza e il trasferimento delle farmacie soprannumerarie a livello locale in ambito regionale. “Si tratta di emendamenti precisi e puntuali – precisa la senatrice Laura Bianconi – che hanno l’intento di sostenere economicamente problematiche sanitarie importanti e semplificare le procedure attualmente in vigore, emendamenti concreti pensati per offrire risposte sempre più rispondenti alle esigenze delle persone malate, per questo ringrazio l’amico e collega Maurizio Gualdani che come componente della Commissione Bilancio ha sostenuto le e condiviso queste proposte”.

NASCE AREA POPOLARE PRIMO PASSO PER GRANDE SOGGETTO POLITICO PER MODERATI
L’onorevole Nunzia De Girolamo e il senatore Maurizio Sacconi, capigruppo Ncd nei due rami del Parlamento, hanno inviato ai presidenti di Camera e Senato la comunicazione della nascita dei nuovi gruppi parlamentari costituiti da Ncd, Udc e da alcuni membri provenienti da Scelta Civica. “I nuovi gruppi che si sono costituiti – commenta la senatrice Laura Bianconi – rappresentano quell’area politica che si ispira ai valori del Ppe e che sostiene il governo. Si tratta del primo passo – sottolinea la senatrice Laura Bianconi – per la costituzione di un nuovo soggetto politico, un nuovo partito, capace di aggregare le forze moderate che attualmente, e lo dimostrano le elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria, non hanno un punto di riferimento nel panorama politico. Tra Renzi e Salvini c’è un’area enorme di cittadini e elettori che non si sentono rappresentati e che non vanno a votare. Con Area Popolare vogliamo riportare la passione per la politica, per l’impegno, per la militanza attiva in tutte queste persone. Appena un anno fa – conclude Bianconi – coraggiosamente abbiamo dato vita al Nuovo Centrodestra perché avevamo compreso che al Paese serviva una continuità di governo e al contempo il valore dei principi del Ppe, l’impegno dei nostri ministri ha dato prova del nostro valore aggiunto e adesso dobbiamo guardare avanti e diventare la sola e vera alternativa moderata in Italia”.

COSA RESTA DOPO LO SCIOPERO GENERALE
“Il diritto di sciopero non è mai stato in discussione e io ho il massimo rispetto delle persone che la scorsa settimana hanno rinunciato a un giorno di stipendio per manifestare le proprie idee, ma occorre riconoscere che indietro non si può tornare, il percorso di riforma del mercato del lavoro è avviato e questa è nostra priorità”.
Questo il commento della senatrice Laura Bianconi allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil. “Adesso – continua Bianconi – l’obiettivo è quello dei decreti attuativi che devono essere tempestivi e coraggiosi, così come coraggiosa è stata la determinazione di raggiungere un obiettivo che il nostro Paese inseguiva da anni. Comprendo le resistenze che inevitabilmente accompagnano i cambiamenti, tutti i cambiamenti, ma questo cambiamento, quello del lavoro deve andare avanti per superare l’attuale difficoltà economica e garantire ai nostri giovani un futuro con maggiori opportunità”.

DIRITTO O SOPRUSO
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Venerdì scorso, durante le manifestazioni dello sciopero generale un corteo dei collettivi composto da Hobo, Labas e Tpo ha compiuto atti vandalici (lancio di letame e fumogeni) contro l'ufficio protesti della Corte d'appello e all'ingresso della sede di Ncd. Dura è stata la reazione della senatrice Bianconi che ha criticato il gesto auspicando una severa presa di posizione da parte delle sigle sindacali che hanno organizzato lo sciopero. "Che cosa c'entra con la democrazia e con la legittima manifestazione in favore dei propri diritti l'imbrattamento della sede di un partito con secchi di letame e materiali di vario genere? Si tratta di un gesto vergognoso che nulla ha che vedere con il diritto di sciopero e con la libertà di contestare l'azione di qualsivoglia governo su qualsiasi decisione politica. Pertanto ci auguriamo che tale gesto venga stigmatizzato prima di tutto dalle organizzazioni sindacali che si sono fatte promotrici delle manifestazioni di oggi in nome della vera democrazia e della vera libertà. Se poi entriamo nello specifico di questo gesto, delle contestazioni al Nuovo Centrodestra per il jobs act, questi atti non fanno che avvalorare il senso profondo del cambiamento che come partito abbiamo voluto imprimere alle politiche per il lavoro del nostro Paese. E letame o non letame con coraggio andiamo avanti".


Dello sciopero generale si è già detto, ma ci piace ritornare sull’argomento proponendo due spunti di riflessione. Il primo, ci viene dalla storia dell’imprenditore che non avendo figli, ma avendo comunque una famiglia e degli affetti, decide di lasciare in eredità ai suoi dipendenti l’azienda che ha fondato. Cosa ci insegna? Che il lavoro non è necessariamente contrapposizione ‘padrone/operaio’, Il secondo, è l’ultimo articolo di Marco Biagi, pubblicato postumo su Il Sole 24 ore del 20 marzo 2002. Marco Biagi era impegnato in prima persona a cambiare, in meglio, la cornice legislativa del mondo del lavoro. Sono passati quasi 13 anni, facciamo che non sia morto per niente e andiamo incontro ai cambiamenti senza pregiudizi e senza preconcetti.

SE LA FABBRICA E’ DI TUTTI
Ha tutto il sapore di un grande regalo di Natale anticipato. Perché a un operaio non capita tutti i Natali e tutti i giorni di vedersi donare dal ‘padrone’ la fabbrica. E’ quello che è successo invece a Vicenza ai venticinque dipendenti della Dioma srl, una piccola impresa di successo nel settore dello stampaggio di materie plastiche con clienti dai nomi importanti come Audi, Volkswagen e Saeco. Uno dei tanti miracoli del Nord-Est, sopravvissuta – e bene – anche alla crisi tanto da avere conti in ordine e prospettive di crescita. Non più, però, con il suo fondatore Leonardo Martini, che aveva messo in piedi la Dioma nel 1967 e l’aveva guidata fino a qualche giorno fa. Quando una breve, ma inesorabile malattia, lo ha ucciso.
‘Lalo’, come lo chiamava chi era in confidenza, aveva 72 anni. E ha sempre voluto, come racconta la sua compagna Franca Furlan al Giornale di Vicenza, che i lavoratori si sentissero parte dell’azienda e responsabili. Così, non avendo figli, ha deciso di lasciare ai suoi operai l’azienda in eredità. Ed è quello che avrebbe scritto nel testamento aperto ieri. La famiglia si è riservata di comunicare nei prossimi giorni il resto del lascito ma ormai, in fabbrica e fuori, lo sanno tutti. La Dioma, specializzata nel produrre pezzi di cruscotto per auto, componenti e parti di scatole elettriche (compresa la fabbricazione degli stampi) sarà un’impresa ‘operaia’. Resta da capire la formula scelta da Leonardo Martini, probabilmente quella di una srl affidata, come amministrazione, ai più stretti collaboratori con le quote divise tra i 25 dipendenti. Singolare nella sua decisione, ma logica conseguenza di un imprenditore che prima di essere iscritto a Confindustria aveva lavorato come operaio e fatto parte della sinistra extraparlamentare, Leonardo lo è stato anche nelle disposizioni espresse per il suo funerale. Un rito laico nella sua fabbrica con la bara e i fiori tra i bancali sopra gli scaffali, gli scatoloni e la gru-paranco che sosteneva un uomo di Leonardo in legno.
Del resto, da amici e collaboratori, anche Lalo è sempre stato considerato un artista della plastica. “Il miglior fresatore del vicentino – racconta l’amico Vittorio Bicego -. Un genio del suo lavoro. Per qusto la sua azienda è sana nonostante la crisi”. Con 3 milioni di fatturato e una grande reputazione tanto che “i tedeschi dell’Audi lo ascoltavano in silenzio” e a lui si rivolgevano persino lo scultore spagnolo Berrocal per produrre opere firmate in serie limitate.
Ai suoi speciali funerali ha voluto che si suonasse una canzone di De Andrè ed è stata esposta una sua grande foto con in mano due bottiglie di spumante. Un augurio per il brindisi ‘imposto’ alla fine della cerimonia per ricordarlo in amicizia e senza lacrime.
(Achille Perego – Il Resto del Carlino, giovedì 4 dicembre 2014)

IL DADO È TRATTO: MODERNIZZAZIONE O CONSERVAZIONE?
‘’Mi è venuto d’istinto di buttare giù queste righe. Vedi tu se ti possono servire’’. Questo breve messaggio indirizzato al direttore del quotidiano accompagnava l’ultimo articolo di fondo di Marco Biagi. L’ennesimo lucido contributo alle idee e all’analisi della società. Un testo tuttora di grande attualità.
‘’Il nostro diritto del lavoro è diventato una materia di forte richiamo anche per l’opinione pubblica. Solo qualche tempo fa nessuno avrebbe mai immaginato che sulle riforme del mercato del lavoro si scaricasse una fortissima attenzione dei mezzi di informazione. Ed ora che, dopo le ultime scelte del Governo sulla riforma sperimentale dell’art. 18, si è alla vigilia di uno scontro sociale con tanto di sciopero generale, anche le relazioni industriali entreranno in uno stato di sofferenza. In realtà l’art. 18 c’entra poco o nulla. Non possiamo far finta di non vedere che il vero dissenso non è tanto (o non solo) riferito a questa norma pur così emblematica nel nostro ordinamento. Dopo tutto nel recente accordo sui Comitati Aziendali Europei, trasponendo una direttiva tanto attesa, le parti sociali si sono accordate nel non richiamare più l’art. 28 dello Statuto dei lavoratori (comportamento antisindacale). Una norma non meno caratteristica, per molti anni vera e propria bandiera della sinistra sindacale. Il vero terreno di scontro è più in generale quello riguardante un progetto di riforma dell’intera materia, da un lato, e la difesa strenua dell’ impianto attuale, dall’altro. Naturalmente è più che lecito dissentire sulle tecniche di modernizzazione o comunque nutrire riserve in relazione alle scelte del Governo, alcune sicuramente più persuasive di altre. Non si comprende invece l’opposizione radicale a ritenere pressoché immodificabile l’attuale assetto del diritto del lavoro, eccependo ad ogni pie’ sospinto la violazione dei diritti fondamentali o attentati alla democrazia. E’ legittimo considerare ogni elemento di modernizzazione o progresso un pericolo per le classi socialmente più deboli. E’ sempre stato così nella storia che anche in questo caso si ripete. Tutto il disegno di legge 848 costituisce il passaggio dal vecchio al nuovo e vien da pensare che dopo l’art. 18 vi sarebbero state altre parti di quel testo a subire il veto di parte sindacale. Lo stesso “Statuto dei lavori” significa rivedere la tutele delle varie forme di lavoro e non solo estendere quelle attuali a chi ancora non ne dispone. Ogni processo di modernizzazione avviene con travaglio, anche con tensioni sociali, insomma pagando anche prezzi alti alla conflittualità’’.
(Marco Biagi - Il Sole 24 Ore. 21 marzo 2002)
 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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