Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 272 del 13 gennaio 2015

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Attività di rappresentanza interessi
Contrasto al cyberbullismo
Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
GIUSTIZIA
Modifiche disciplina misure cautelari personali e modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354
Pubblicità codice deontologico emanato dal Consiglio nazionale forense
Ratifica convenzione Aja protezione minori
AFFARI ESTERI
Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri per l'anno 2014, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi
BILANCIO
Delega per la riforma dei confidi
Norme varie in materia sanitaria
Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Accordo Italia-Isola di Man scambio informazioni in materia fiscale
Accordo Italia-Baliato di Guernsey scambio informazioni in materia fiscale
Accordo di cooperazione Italia-Afghanistan prevenzione e contrasto traffico stupefacenti
Agricoltura sociale
Ratifica Accordo Italia-Brasile familiari personale diplomatico
Ratifica Trattato Italia-Brasile trasferimento persone condannate
Ratifica Accordo Italia-Bosnia Erzegovina cooperazione cultura, istruzione e sport
Prestito vitalizio ipotecario
ISTRUZIONE PUBBLICA
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Novantesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti
Mandati CONI e federazioni sportive
AGRICOLTURA
Agrumeti caratteristici
Competitività settore agricolo (collegato alla manovra finanziaria)
SANITA’
Decreto-legge (ILVA) - Parere alle Commissioni 10a e 13a riunite
Assistenza sanitaria ai senza fissa dimora – Audizioni informali Associazione Piazza Grande di Bologna e Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti per il contrasto delle malattie della povertà



In Aula
Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati
Conversione in legge del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante disposizioni urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell'area di Taranto

GLI ATTENTATI IN FRANCIA INTERROGANO LA NOSTRA RESPONSABILITA’
“Quanto accaduto in Francia, a cominciare dalla feroce esecuzione dei componenti della redazione di Charlie Hebdo, interroga prima di tutto il nostro senso di responsabilità, come politici e come semplici cittadini”
. Lo dichiara la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicaria del gruppo Area Popolare NCD-UDC che sottolinea come “spesso pensiamo che certe cose possano capitare solo da un’altra parte e non consideriamo invece prioritaria la questione della nostra sicurezza nella vita di tutti i giorni. Fortunatamente –continua Bianconi – la puntuale informativa svolta in Parlamento dal ministro Alfano, ha evidenziato come il nostro Paese non sottovaluti alcuna minaccia terroristica e anzi sia ben attrezzato per fronteggiarne di nuove. Quanto accaduto ci ricorda che tutti siamo vulnerabili, non c’è Paese che possa dirsi sicuro, per questo trovo veramente grave che di fronte a questo pericolo ci siano partiti che per conquistare consensi non esitano a fomentare il clima di odio e di intolleranza. Nessun buonismo, ma neppure nessuna speculazione interessata. Quello che serve è un clima di concordia in cui tutte le forze politiche diano prova di coraggio e sappiano convergere su una posizione unitaria per contrastare e debellare il terrorismo di matrice religiosa. Sono certaconclude Bianconi – che se come italiani saremo capaci di esprimere questa unità potremo anche essere di grande aiuto agli altri Paesi. Noi abbiamo vissuto gli anni terribili, “di piombo”, del terrorismo politico e siamo riusciti a superarli, a vincere un fanatismo politico che voleva imporsi non con la forza delle idee ma con la forza delle armi. Allo stesso modo, se riusciremo ad essere compatti, potremo isolare e sconfiggere il fanatismo religioso che insanguina le nostre città”.

IL QUADRO INTERNAZIONALE E L’EMERGENZA DEL MEDIO-ORIENTE
Convegno di Area Popolare NCD-UDC sulla Politica Estera
Lunedì 12 gennaio 2015 si è tenuto a Roma il convegno organizzato da Area Popolare NCD-UDC su un tema caldo della politica estera: “IL QUADRO INTERNAZIONALE E L’EMERGENZA DEL MEDIO-ORIENTE”. Un convegno programmato da tempo e reso ancor più di attualità dopo i drammatici fatti accaduti in Francia. Particolarmente significativo l’intervento del senatore Gaetano Quagliariello che ha posto in evidenza come "L`equazione tra conflitto di civiltà e fenomeno migratorio, che qualche forza politica tenta strumentalmente di accreditare, è del tutto fallace e infondata", e punta il dito contro il "decennio perso" dall`Occidente, contro il "fallimento" di Barack Obama e individua nell`"assenza di una leadership in campo atlantico il vuoto che l`offensiva dell`islam radicale cerca di occupare" in quella che è "una vera e propria guerra, seppur combattuta con le caratteristiche del terzo millennio", Paolo Alli, deputato del Nuovo Centrodestra e capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri, Vice Presidente dell'Assemblea Parlamentare della Nato, ha sottolineato le criticità che potrebbero sorgere dal riconoscimento dello Stato palestinese. “Il conflitto israelo-palestinese – ha affermato Alli - è la madre di tutti i conflitti di tipo identitario. I due popoli, storicamente, fanno fatica a stare insieme. Il riconoscimento dello Stato Palestinese da parte del Parlamento Europeo ha avuto come risultato un inasprimento del conflitto ed è servito solo a mettere a posto la coscienza di quei governi che si sono sentiti sotto pressione dalle componenti populiste. La risoluzione votata di recente dal Parlamento europeo è strabica perché da un lato elenca una serie di principi rivolti al dialogo, mentre dall'altro chiede che si ritorni ai confini del `67. Il risultato, infatti, è stato che alla fine Abu Mazen, che non controlla i terroristi di Hamas, si è rivolto prima all`Onu, che gli ha negato l'appoggio, e poi ha minacciato di denunciare Israele per crimini di guerra rivolgendosi alla Corte penale internazionale. L`inasprimento del conflitto non è di aiuto per trovare una soluzione che deve essere lasciata ai negoziati tra i Israele e Palestina. L`auspicio è che nel dibattito parlamentare italiano prevalga la prudenza piuttosto che accelerazioni". Durissimo il richiamo dell’onorevole Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri della Camera alla posizione assunta dalla Lega: “Non sono condivisibili due posizioni: sia quella di chi dice che si tratta di un terrorismo criminale ma non islamico, sia quella di chi afferma che tutti gli islamici in Europa sono potenziali terroristi e vanno discriminati e allontanati. Questa posizione della Lega Nord rischia di svolgere un inconsapevole ruolo di utile idiota nei confronti del fondamentalismo terrorista favorendo il suo tentativo di influenzare tutta la vasta area dei musulmani non schierati o di orientamento laico e democratico".

D'ALIA PRESIDENTE BICAMERALE QUESTIONI REGIONALI
Gianpiero D'Alia è stato eletto alla prima votazione presidente della Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali. Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione nel precedente governo, D'Alia è deputato di Area Popolare e presidente dell'Udc. “E' un riconoscimento importante per il nuovo soggetto politico che ha dato vita ad Area Popolare – sottolinea la senatrice Laura Bianconi – un nostro esponente sarà alla guida di una commissione chiamata a lavorare su temi molto sentiti dai cittadini e su riforme decisive per il futuro del Paese”.


Nel caso ce ne fossimo dimenticati, (perché appena passa l’emergenza la dimenticanza prende il sopravvento), il nuovo anno è cominciato con un profondo, tragico richiamo alla nostra fragilità. Il nemico non viene più solo da fuori, il nemico è in casa nostra. E questo implica alzare il livello delle misure di sicurezza. Come ci dice il ministro Alfano nell’intervista pubblicata oggi si Il Resto del Carlino.

NON SOLO PAROLE, SERVONO DENUNCE
Alfano scuote l’Islam moderato
Ministro Alfano, siamo sotto attacco?
C’è un’impressionante cronologia del terrore che non risparmia luoghi e simboli. Dalle Torri gemelle fino alla redazione di un giornale. Una strategia così variegata che rende più difficile la prevenzione.
Sono terroristi e combattenti?
Sono terroristi che tengono prigionieri un dio e una religione per le loro azioni. Sono bestie. A noi sta usare tutta la forza di cui disponiamo per stroncarli.
Gli accordi di Schengen sulla libera circolazione all’interno della Ue vanno rivisti?
Ci sono stati in passato momenti in cui per ragioni eccezionali è stato sospeso Schengen. Questo può essere previsto. Ma non vuol dire di certo cancellare il trattato perché significherebbe ritornare indietro nel tempo e nella storia, ripristinando le frontiere della seconda guerra mondiale. Schengen è stata ed è innanzitutto una grande conquista di libertà.
Ma il pericolo incombe.
Per prima cosa ricordiamo che chi ha sparato in Francia parlava francese e veniva dalla Francia. In ogni caso serve accelerare sulla protezione delle frontiere europee che già esistono, e non metterne nuove. Cioè potenziare i controlli alle nostre frontiere, potenziare la banca dati del sistema Sis 2, quello evoluto, potenziare i contatti tra le polizie europee e approvare la direttiva sulla registrazione del nome dei passeggeri nei voli verso l’Unione.
In molti non la vogliono per ragioni di privacy.
Finora si è opposto il parlamento europeo, ma stiamo conducendo una pesante opera di mediazione. Il punto di equilibrio tra privacy e sicurezza deve essere mantenuto, ma può adeguarsi ai diversi momenti storici. Siamo sicuri di poter arrivare a una soluzione trattando per esempio sugli anni per la conservazione dei dati.
L’altra frontiera da mettere sotto controllo è forse il web.
Abbiamo inaugurato una strategia di collaborazione con i colossi del web, e in particolare noi italiani nel nostro semestre di presidenza.
In che cosa consiste?
Abbiamo incontrato i vari Twitter, Facebook, Microsoft con l’obiettivo di costruire insieme un contro messaggio alla retorica jihadista e avviare una cooperazione e avviare una cooperazione che ci consenta di avere informazioni rapide.
Poi ci vogliono norme, anche nazionali.
Esiste già la possibilità di oscurare i siti. Ma rafforzeremo i poteri della polizia in questo senso.
L’Islam moderato in Italia sta collaborando?
Non farei una distinzione tra moderato e non moderato. Serve distinguere tra chi prega e chi spara. Chi spara va catturato e buttato in galera. Chi prega ha il dovere di prendere duramente, incontrovertibilmente, inequivocabilmente le distanza da chi spara.
Anche con le denunce?
Anche con le denunce.
Ne sono arrivate?
Per adesso abbiamo assistito a parole severe, speriamo che seguano i fatti. Noi comunque ci stiamo sopra: in un anno abbiamo avuto la forza di individuare diversi casi di incitamento all’odio, arrestato ed espulso più di dieci persone. Penso per esempio all’imam di San Donà di Piave.
Grazie alle denunce?
Grazie all’azione delle forze di polizia.
C’è chi invoca lo stop alle moschee.
Le moschee sono il luogo grazie al quale controlliamo meglio i messaggi. Il problema sono le predicazioni in luogo di culto non autorizzati. Stiamo intensificando i controlli su questi posti.
Alcuni chiedono una procura nazionale antiterrorismo, sul modello di quella antimafia.
Dobbiamo evitare altre strutture, diciamo un eccesso di burocrazia e ricordare che dal punto di vista giudiziario la casista dei reati di terrorismo è esigua.
Quindi è un no?
No, anzi le do una notizia. Domani (oggi per chi legge, ndr) mi incontrerò con il ministro Orlando per esaminare la questione.
Servono nuovi tetti all’immigrazione?
Chi ha sparato in Francia era francese, non abbiamo indizi, fin qui, di un legame tra immigrazione e terroristi. Detto questo abbiamo anche in questo caso potenziato i controlli, a cominciare dalle impronte digitali,fondamentali.
L’Europa è apparsa un po’ latitante.
Abbiamo alle nostre porte un grande vulcano che è la questione mediorientale. Libia e Siria, motori di potenziale violenza. Se l’Europa vuole incidere deve dotarsi di una politica estera di difesa efficace e concreta.
E’ favorevole a un intervento in Libia, come ha detto Renzi?
Serve fare al più presto ogni cosa per chiudere la vicenda libica.
Come, Onu, come Europa, come Italia?
L’Italia deve essere il motore di un’azione europea rapida.
Se servisse anche militare?
Tutto quel che serve.
(Pierfrancesco De Robertis – Il Resto del Carlino . martedì 13 gennaio 2013)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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