Laura Bianconi Vicepresidente dei Senatori del Gruppo PDL
Newsletter n. 273 del 20 gennaio 2015

In Commissione
AFFARI COSTITUZIONALI
Diritto di accesso a internet
Scioglimento ASL infiltrazioni mafiose
Contrasto al cyberbullismo
Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
GIUSTIZIA
Modifiche disciplina misure cautelari personali e modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354
Pubblicità codice deontologico emanato dal Consiglio nazionale forense
Ratifica convenzione Aja protezione minori
AFFARI ESTERI
Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri per l'anno 2014, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi
BILANCIO
Delega per la riforma dei confidi
Norme varie in materia sanitaria
Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Accordo Italia-Isola di Man scambio informazioni in materia fiscale
Accordo Italia-Baliato di Guernsey scambio informazioni in materia fiscale
Accordo di cooperazione Italia-Afghanistan prevenzione e contrasto traffico stupefacenti
Agricoltura sociale
Ratifica Accordo Italia-Brasile familiari personale diplomatico
Ratifica Trattato Italia-Brasile trasferimento persone condannate
Ratifica Accordo Italia-Bosnia Erzegovina cooperazione cultura, istruzione e sport
Prestito vitalizio ipotecario
ISTRUZIONE PUBBLICA
Statizzazione ex istituti musicali pareggiati
Novantesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti
Mandati CONI e federazioni sportive
AGRICOLTURA
Agrumeti caratteristici
Competitività settore agricolo (collegato alla manovra finanziaria)
SANITA’
Decreto-legge (ILVA) - Parere alle Commissioni 10a e 13a riunite
Assistenza sanitaria ai senza fissa dimora – Audizioni informali Associazione Associazione "Scarp de' tenis" e Comunità di Sant'Egidio
Indagine conoscitiva sulla sostenibilità Servizio sanitario nazionale: audizione del Prof. Francesco Bevere, direttore generale dell'AGENAS


In Aula
Seguito della discussione sulla relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia
Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati

TERRORISMO: BENE ALFANO PER AUMENTO LIVELLI DI SICUREZZA
Dopo gli attentati di Parigi e la retata contro una cellula jihadista in Belgio, i ministri degli esteri Ue si sono riuniti per predisporre una riposta unitaria al terrorismo. Dall’incontro è emersa una sollecitazione a sbloccare la direttiva sul “Pnr", ovvero la banca dati europea sui passeggeri dei voli aerei. Per il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, serve rafforzare la cooperazione sia con uno scambio di informazione fra gli stati sia collaborando con i paesi del mondo arabo. A prendere parte all’incontro anche il segretario generale della Lega Araba, Nabil El Araby. “Per troppo tempo abbiamo pensato di essere al sicuro dopo la massiccia reazione internazionale all’attentato alle Torri gemelle – commenta la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente vicaria del gruppo AP Ncd-Udc – ma oggi ci scopriamo fragili e purtroppo dobbiamo scontare anche un ritardo nelle misure che come Europa avremmo dovuto predisporre. Ma questo deve solo spronarci a intensificare il nostro impegno e a non perdere ulteriore tempo. Per questo va lodato il lavoro del ministro Alfano che di fronte a una minaccia immanente e imprevedibile ha attivato in modo praticamente permanente il Comitato di analisi strategica antiterrorismo. L’informazione – continua la senatrice Bianconi – è il punto di partenza per partenza fondamentale per prevenire le minacce che possono arrivare da chi ha aderito al fondamentalismo religioso. La tempestività con cui il ministro Alfano ha alzato il livelli di sicurezza del nostro Paese sono una garanzia per assicurare a noi italiani e a tutto l’Occidente la libertà e la democrazia.“ Tre sonop infatti le azioni messe in campo dal titolare del Viminale: riunioni in ogni prefettura per riportare in un unico quadro nazionale tutte le informazioni, potenziamento della cooperazione internazionale, massima attenzione a ogni segnale che possa ingenerare dubbi sulla sicurezza. “Anche le espulsioni e il monitoraggio dei foreign fighters in territorio italiano – sottolinea Laura Bianconi – sono la dimostrazione dell’impegno con cui l’Italia affronta questo delicato momento”.

QUIRINALE: UNA SFIDA PER RITROVARE L’UNITA’ DEI MODERATI
“Bene l’iniziativa che ha visto Forza Italia e Area Popolare confrontarsi per un’azione comune in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica”.
Questo il commento della senatrice Laura Bianconi all’incontro svoltosi a Milano tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano sul futuro inquilino del Quirinale. “Le forze che si richiamano ai valori del Partito Popolare Europeo devono essere in grado di fare squadra e dialogare, in questo caso tornare a dialogare. Per cui è un bene che da entrambe le parti si siano messe da parte le vicende degli ultimi due anni per trovare un nome condiviso come futuro Capo dello Stato. La nostra esperienza politica, quella dei moderati, ha espresso negli anni personalità di grande spessore politico, autorevolezza e affidabilità istituzionale che sono in grado di rappresentare tutti gli italiani e rispettare e garantire tutte le forze politiche. La coesione all’interno del centrodestra – conclude Bianconi – è l’unica strada per presentare e sostenere una candidatura proveniente dall’area moderata e che non sia espressione del Pd”.

PALLONE E SHARIA
La notizia viene rilanciata da qualche ora dai media internazionali. ma ancora non ci sono conferme ufficiali (e francamente vorremmo sperare che sia tutta una montatura). A Mosul, tredici ragazzini sarebbero stati trascinati in strada e uccisi per aver guardato alla tv una partita di calcio. Non una partita dei blasonati, milionari, decadenti club dell’occidente, ma una partita dell’Iraq, impegnato a Brisbane nella Coppa d’Asia. Tifavano per il loro Paese, ma il calcio non è ammesso dalla sharia e questo ha scatenato la feroce reazione degli jihadisti che controllano la città. Chi ha in mente le immagini di ragazzini che giocano a pallone in un qualunque spiazzo di una qualunque periferia degradata, sa che questo è quasi sempre l’unico gioco e l’unica forma di aggregazione per bambini che non hanno le sicurezze e gli agi di bambini che vivono in altre parti del mondo. E questo rende ancora più grave, qualora fosse confermata, la 'punizione' esmplare inflitta a qugli sfortunati ragazzi.

WINTER SCHOOL A SESTRIERE
La politica come imprescindibile impegno nei confronti dei giovani, per formare una classe dirigente in grado di affrontare la delicata fase politica che stiamo vivendo. E’ questo lo spirito con cui Area Popolare NCD-UDC invita i giovani a partecipare alla prima WINTER SCHOOL, promossa dalla Fondazione Costruiamo il Futuro e patrocinata dal Gruppo PPE al Parlamento Europeo, che sarà rivolta ai giovani under 35 e si svolgerà i prossimi 20-21-22 febbraio 2015 presso il Grand Hotel Duchi d’Aosta al SESTRIERE (TORINO).
Nei prossimi giorni saranno aperte le iscrizioni online e saranno pubblicate tutte le informazioni sul programma.


L’agenda politica è più che mai densa di scadenze, ma in questo periodo molte famiglie italiane sono alle prese con la scelta della scuola superiore che i propri figli frequenteranno dopo la scuola media. Una scelta oggi più che mai difficile e delicata, perché bisogna saper coniugare la passione con la prospettiva di un’occupazione al termine degli studi. La scelta non è facile come sostiene anche la professoressa Discoli nell’intervista a Il Sussidiario.

SCUOLA: PER SCEGLIERE BENE, LA FAMIGLIA DA SOLA NON BASTA PIU’
Maria Grazia Discoli è docente di italiano e latino nel Liceo scientifico "Leonardo da Vinci" di Milano. A lei abbiamo rivolto, nell'ambito della campagna Openday Insieme promossa da CdO Opere Educative, alcune domande sulla scelta della scuola e sul rapporto fra scuola e famiglia.
Professoressa, quanto è importante scegliere la scuola adeguata alle proprie esigenze educative e a quelle dei nostri figli?
E' importantissimo, perché il tessuto socio-culturale non è assolutamente omogeneo, le evidenze non sono più tali, neanche le più elementari, e dunque è veramente molto rischioso affidarsi ad istituti educativi che presumiamo neutri.
Ma come si fa a individuare la scuola giusta?
Non è possibile parlare di una scuola giusta in senso rigido, ma di una scuola con cui l'adulto senta di poter dialogare con un ragionevole margine di fiducia, in vista dell'educazione dei propri figli, questo sì. E' pensabile, cioè, che esistano luoghi educativi non perfetti, ma che in un'alleanza leale con la famiglia si impegnano a crescere degli uomini aperti alla realtà e consapevoli di sé.
Allora è necessario individuare anche gli insegnanti "giusti"... Non rischia di essere avvertita questa come una scelta ideologica?
Scegliere uno o, se possibile, più maestri per i figli, non è una scelta ideologica. Penso che non lo sia né per chi sceglie una scuola paritaria, né per chi sceglie una scuola statale. Tentare di identificare tali maestri, che si rivelano poi nel tempo, presumibilmente, i più importanti collaboratori per l'educazione, significa individuare quegli insegnanti che, attraverso la loro disciplina, comunicano un'esperienza sempre viva di conoscenza, non un sapere acquisito una volta per tutte, ma un'implicazione continua con il proprio materiale di studio, in un colloquio in cui si intravede l'esperienza personale. Insegnanti per cui quello che comunicano è un tutt'uno con quello che vivono. Questo fenomeno è più importante, ha più peso dal punto di vista della formazione, di ogni dichiarazione ideologica.
Però esiste — in Italia particolarmente — una deriva egualitaristica che rende difficile muoversi in questo campo, non trova?
In questo senso, infatti, la scuola non deve barare, deve cioè riconoscere che sono questi gli insegnanti che fanno la differenza (molto più che tecnologie e tecniche varie). Alla famiglia, da parte sua, è chiesta l'onestà della richiesta: l'insegnante non è un genitore, non è la cassa di risonanza della famiglia. E' un adulto "altro" con il quale il figlio deve essere aiutato a confrontarsi, a interloquire in un rapporto di stima. All'insegnante compete il difficile percorso della conquista della stima del più giovane, ma se, per ragioni varie, la famiglia revocherà la stima all'insegnante, difficilmente il dialogo educativo potrà essere proficuo.
Se questo è l'aspetto più importante, gli Open Day e le altre iniziative più recenti di valutazione della scuola sono strumenti adeguati per aiutare le famiglie nella scelta?
Benché gli Open Day siano spesso una vetrina, tuttavia possono non essere del tutto inutili, soprattutto se esiste un criterio di giudizio chiaro. Per esempio in tali occasioni si possono vedere i professori, li si può ascoltare nell'illustrazione della scuola, si può conoscere il dirigente, si possono osservare gli studenti, come raccontano la loro scuola, la stima che ne nutrono, l'interesse che certe discipline hanno suscitato. Il tutto deve essere certamente vagliato, ma tale circostanza può costituire almeno un suggerimento circa il clima della scuola. Certo, quello che può essere più interessante e utile è l'esperienza di quelli che vivono in quella scuola e del cui giudizio ci fidiamo, siano professori, studenti o genitori.
Ultimamente iniziano a circolare anche classifiche delle scuole stilate da importanti enti di ricerca. Possono essere di aiuto o rischiano di orientare arbitrariamente i criteri di scelta?
Le ultime valutazioni da parte di enti e fondazioni sembrerebbero voler aiutare le famiglie e i ragazzi ad orientare le proprie scelte. Occorre dire, però, che la moltiplicazione di informazioni, anche in questo campo, non è detto che aiuti veramente al raggiungimento dello scopo. Il punto debole, infatti, mi pare che sia all'interno del nostro sistema culturale, che si riverbera poi nelle famiglie.
Cioè?
Spesso non è chiaro che cosa veramente gli adulti riconoscano come bene irrinunciabile per i propri figli; si oscilla tra la richiesta dei saperi più immediatamente spendibili sul mercato, alla richiesta di scuole ancorate alle discipline più tradizionali e per ciò stesso più formative, all'idea che quanto più una scuola è severa tanto più è seria, e via dicendo.
Invece?
Lo scopo di una scuola, invece, è strettamente connesso all'individuazione chiara del rapporto che esiste tra istruzione e formazione. A mio avviso la domanda che un genitore può porre alla scuola per capire veramente chi ha davanti e se può essere un collaboratore autorevole è: qual è la proposta culturale della scuola? Chi vuole formare? Quali ritiene essere i suoi punti di forza? Il dialogo con la famiglia che valore ha?
Insomma, pare che buona parte del problema sia "nel manico", cioè nel quadro di riferimento valoriale della famiglia… Cosa sarebbe opportuno avere a cuore per operare una scelta davvero ragionevole?
Un genitore dovrebbe avere a cuore che il proprio figlio diventi sempre più se stesso, che si realizzi, che dica "io" con una certezza umile e forte, che si senta autorizzato ad andare per il mondo per quello che è, desiderando di imparare sempre.
D'accordo, ma cosa può aiutare i genitori ad avere una simile apertura?
In questo senso i genitori devono guardare attentamente e insistentemente i propri figli e devono poter chiedere ad altri adulti (per esempio gli insegnanti stessi delle scuole medie, o altri di cui si fidino) di completare e correggere il loro sguardo, perché i figli, da una certa età in poi, si rivelano molto più ad altri che non ai genitori. Per questo la presenza di una rete di collaboratori è decisiva.
Non è un passaggio facile. Non le pare che tante famiglie, soprattutto oggi, si concepiscano sole.
Infatti, provando a rispondere alle sue domande, ho sempre presupposto come indispensabile una condizione: che la famiglia non sia sola, che in qualche modo cioè, viva dei rapporti fiduciari in cui è a tema il bene più caro che una famiglia ha: i figli. Mi pare che in questo senso si apra una questione focale: la famiglia è il soggetto che educa, ma non può farlo isolatamente. Paradossalmente, quanto più si avverte la responsabilità del compito educativo, tanto più si fa strada l'esigenza di relazioni adulte a vocazione educativa.
Questo non vale anche per le scuole?
Sì, se una scuola vuole veramente educare, non può non sentire la stessa esigenza, la natura di corresponsabilità che le è propria. Quanto più una famiglia e una scuola sentono veramente il compito educativo come apertura alla realtà totale, tanto più sentono l'esigenza di aprirsi tra scuole, tra famiglie, tra scuole e famiglie.
Ma perché è così importante questa apertura?
Perché questa apertura dimostra un realismo circa le proprie forze e l'altezza del compito richiesto che è in fondo l'indizio più interessante per chi affronta la sfida dell'iscrizione ad una scuola. Come ha detto il Santo Padre al mondo della scuola italiana, il 10 maggio scorso: "Per educare un figlio ci vuole un intero villaggio".
(intervista di Marco Lepore- Il Sussidiario, 18 gennaio 2015)


 

 

 

A cura della segreteria della Senatrice Laura Bianconi
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